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Siamo in quel momento dell’anno, quello del grande passaggio di giovani giocatori nel mondo del professionismo al massimo livello.

Mancano ormai 5 giorni all’NBA Draft, il primo passo della offseason. Il momento in cui si aprono le danze, e i progetti pensati e ripensati dai front offices delle franchigie iniziano a prendere forma.

Quest’anno è un Draft alquanto strano, più silenzioso e sotto tono rispetto a quelli degli anni scorsi per quanto riguarda soprattutto la risonanza mediatica.

Sicuramente non è un evento al livello del suo fratello gemello NFL, in cui questo momento è vissuto come un vero e proprio rito di passaggio e quindi, per forza di cose, causa un fermento giornalistico molto superiore. Ma non è solo una questione di “qualità” dell’evento.

Quest’anno è l’anno successivo alla prima stagione giocata con il Covid, in cui le squadre sono state e sono tuttora in ristrettezze economiche e devono calibrare, ancora più di prima, ogni colpo del loro progetto di miglioramento del roster, a partire proprio dalla notte del Draft della notte del 29 luglio.

Ok, forse non proprio tutti sono obbligati a rischiare il meno possibile, come Sam Presti che ha 19 scelte al primo giro fino al 2027 (per non contare quelle al secondo). In più, numerosissimi finora sono i sussurri riguardo a trade intavolate anche e soprattutto ai piani altissimi delle lottery picks. Insomma, un Draft “in incognito”, imprevedibile ma forse ingiustamente accantonato ai lati della visuale sportiva attuale. Anche perché, vi assicuro, tra questi ragazzi ce ne sono alcuni che giocano una pallacanestro spaziale.

Ma iniziamo ora a provare e prevedere quello che le squadre potrebbero fare, e buttare giù uno di quei classici Mock Drafts che tra sette giorni saranno solo un ulteriore documento di quanto poco io sappia di basket. Ah, ovviamente facendo finta che non accadano scambi tra squadre (pur segnalando le scelte che al momento sembrano quelle al centro delle telefonate dei GM)

#1: Detroit Pistons, Cade Cunnigham, PG, Oklahoma State

Detroit si trova nella classica situazione in cui non può sbagliare. Ha tra le mani un fenomeno assoluto, da 20 punti, 6 rimbalzi e 4 assist, da freshman. E anche il 40% da tre comunque. Ma è Detroit, e sbaglierà. Non so come (o meglio, lo so perché si fanno sempre più forti i rumors riguardo a scambi già proposti soprattutto da Cleveland per salire alla scelta numero uno), ma lo faranno.

#2: Houston Rockets, Jalen Green, SG, Ignite

Eccolo subito alla numero due il primo dei giovani che hanno optato per giocare nel progetto Ignite per un anno piuttosto che accettare la sfida NCAA. Suggs e Mobley sarebbero altre opzioni in tavola, ma Green (17 punti con 36% da tre) sembra il più pronto per il palcoscenico di una NBA che piano piano ricomincia ad accogliere tifosi nei palazzetti. E la coppia Green-Porter Jr… non so, ha un qualcosa di frizzante.

#3 Cleveland Cavaliers, Evan Mobley, C, USC

Sì, rifirmeranno Jarrett Allen, anche se potrà sembrare che abbia poco senso. Ma sinceramente di fronte ad un prospetto come Mobley che ti cade in grembo alla tre ben poche persone al mondo avrebbero l’abilità di mantenere una qualche parvenza di senno. Difensore formidabile (fuori e dentro il pitturato) e adattabile ad un gioco offensivo che probabilmente vedrà portare palla Garland, con Sexton che sembra giù sull’uscio di casa (attenti quindi anche a trade che potrebbero addirittura includere questa scelta).

#4, Toronto Raptors, Jalen Suggs, PG, Gonzaga

Lowry saluterà al 99%. Suggs è la migliore PG rimasta, nonché prospetto prontissimo (dopo aver guidato da assoluto leader Gonzaga in una quasi-perfetta stagione) a prendere le chiavi di una squadra come Toronto che non vale certo la quarta scelta assoluta.

#5, Orlando Magic, Jonathan Cuminga, SF, Ignite

Tiro da migliorare, atletismo esplosivo e superiore a qualunque altro prospetto. In una Orlando che non ha fretta di avere un progetto vincente (lo avrà mai?), è la scelta più logica da porre al fianco dei poveri martoriati Fultz e Isaac.

#6 OKC Thunder, Scottie Barnes, SF, Florida State

L’arrivo di Kemba Walker mi ha obbligato a rimandare il mio pupillo a qualche scelta più tardi. L’evidente buco nel roster sta ora sui “big” in quanto Pokusevski, Bazley e Roby possono essere sicuramente sostituiti senza troppi patemi. Barnes fornisce fisicità e difesa (cose che mancano assolutamente sia a Bazley che a Poku), il problema rimane un attacco troppo poco produttivo per gli standard NBA.

#7 Golden State Warriors, James Bouknight, SG, Connecticut

Curry, Thompson, Green. Partiamo da questa base. Dubito che rimarranno attaccati a questa scelta (temo uno scambio scelte più Wiseman per un giocatore di livello che possa integrarsi e migliorare già una squadra che sembra di nuovo iscritta tra le contenders). Nel caso la mantenessero, uno tra Bouknight e Mitchell sembra la risposta a ciò che potrebbe mancare a Kerr (purtroppo per il nostro Mannion). Bouknight ha la meglio solo per la sua minore propensione a portare la palla e alla sua abilità nel muoversi senza quella, condizione vitale per poter giocare nel sistema di Kerr.

#8 Orlando Magic, Davion Mitchell, PG, Baylor

Eccolo il mio pupillo, ma purtroppo per lui a Orlando… Mitchell io credo sia una stella di primissimo livello, e reputo davvero che sia un giocatore troppo poco rispettato per ciò che ha dimostrato a livello NCAA. 14 punti, 5.5 assist, 44,7% da tre e difesa su palla asfissiante. Si pesterebbe i piedi con Cole Anthony, questo è vero e sarebbe l’unica spiegazione per cui forse potrei perdonare John Hammond se mai si lascerà scappare il mio Davion.

#9 Sacramento Kings, Isaiah Jackson, PF, Kentucky

È MOLTO presto per Jackson, molto. Ma è la migliore ala fisicamente ben piazzata che rimane in una classe che sembra aver prodotto solo guardie. Sarebbe una scelta molto sensata soprattutto viste le difficoltà che prevedo nell’accontentare monetariamente Richaun Holmes, perché darebbe ai Kings un rim-protector agile, ma anche in grado di attaccare con forza l’area avversaria (il che sarebbe molto gradito a quella giovane stella di nome Haliburton). Talento ancora molto grezzo per essere nella top-10, ma si sa che il Draft non è una scienza perfetta.

#10 New Orleans Pelicans, Zaire Williams, SG, Stanford

Troppe incognite per poter valutare con oggettività questa scelta. Lonzo Ball probabilmente andrà via, quindi la scelta più logica sembra scegliere un sostituto che, pur essendo ancora acerbo, ha dimostrato alcuni lampi di atletismo e intelligenza cestistica non indifferenti.

#11 Charlotte Hornets, Corey Kispert, SF, Gonzaga

Pure-shooter da tre (44%), scorer costante (18 punti di media), insomma tutto ciò che vuoi attorno ad una base energica e giovane che recita nomi come LaMelo Ball, PJ Washington e Miles Bridges.

#12 San Antonio Spurs, Keon Johnson, SG, Tennessee

Guardia tutta da costruire, energia e atletismo fuori dal normale per una guardia. Per intenderci, ha segnato il record per il vertical jump nel Combine. Una guardia. OK.

#13 Indiana Pacers, Franz Wagner, SF, Michigan

I Pacers hanno disperato bisogno di ali di livello, e questo è ciò che può dare loro un giocatore come Wagner. Ottimo difensore, nonché ottimo tiratore dalla lunga distanza.

#14 Golden State Warriors, Jeremiah Robinson-Earl, Villanova

Versione leggermente più bassa e ben più dotata offensivamente, soprattutto per quanto riguarda la visione del campo e le abilità di passatore, rispetto ad un Wiseman che sembra sempre più lontano dalla Baia.

#15 Washington Wizards, Ayo Dosunmu, SG

20 punti a partita con il 38% da tre, 6 rimbalzi e 3 assist. Pur nonn essendo un prospetto di elite in tutti i campi, gli Wizards hanno disperato bisogno di tiratori come Dosunmu, o comunque giocatori che sappiano alleggerire un po’ la pressione da Beal e Westbrook (se rimarranno nella capitale).

#16 OKC Thunder, Jalen Johnson, Duke

Siamo ufficialmente entrati nella fase del draft dove è per lo più “prendi il migliore rimasto, lo faremo funzionare”. In questo caso, dall’alto del suo patrimonio non in bitcoins ma in scelte, Sam Presti compie un’operazione avventata ma che potrebbe dare enormi frutti (alla Porter Jr per Houston). Johnson è stato un giocatore a tratti eccezionale e a tratti orripilante, che ha alla fine abbandonato il progetto di Duke quando ha visto il suo tempo di gioco ridursi. È comunque un’ala che tira col 44% da tre, sebbene su non molti tentativi.

#17 Memphis Grizzlies, Moses Moody, SG, Arkansas

Con un Jaren Jackson sano, l’unica falla nel roster di Memphis sembra il ruolo di SG. Certo, a questo punto del draft è difficile trovarne di solide e nettamente superiori ad una piacevole sorpresa come Desmond Bane. Moody riesce, oltre che a garantire un solido 38% dall’arco, a mettere a disposizioni una buonissima capacità di scorer e rimbalzista. Certo, qui sarebbe ridotto rispetto all’anno con i Razorbacks il suo ruolo, convivendo con Morant nel back-court.

#18 OKC Thunder, Alperen Sengun, C, Turchia

MVP della Lega Turca a 18 anni, lungo da 19 punti e 9 rimbalzi a partita. OKC come centro titolare ha, ora come ora, Isaiah Roby. Ho detto tutto?

#19 NY Kincks, Jaden Springer, PG, Tennessee

D-Rose sì o no? Ecco il grande dilemma della Grande Mela per quanto riguarda il ruolo di guardia, unito anche ad un ipotetico CP3 sì o no?. Ma quello è fanta-mercato, qui invece in Springer i Knicks si assicurano un ottimo tiratore (43,5%) che andrebbe a nozze, per la sua mentalità estremamente aggressiva, in una difesa come quella di Thibodeau che l’anno scorso era tra le migliori dell’intera lega.

#20 Atlanta Hawks, Josh Giddey, SG/SF, Australia

L’equilibrio della bilamcia sarà definito dal destino del restricted free agent John Collins. Se l’accordo dovesse non contcretizzarsi, Giddey (tranquillizzo già tutti) non sarebbe in alcun modo un suo sostituto. Vedremmo più tempo di gioco probabilmente per Gallinari non più usato come small-ball 5, e Giddey sarebbe una ala che ha giocato in NBL come guardia guidando la statistica degli assist. Deve migliorare ancora sul tiro, ma per quello c’è tempo per davvero tutti i prospetti.

#21 NY Knicks, Chris Duarte, SG, Oregon

Ancora una guardia, anche perché eccetto il giovane Quickley le altre a disposizione di Thibodeau non mi convincono affatto. Duarte è il più esperto dei prospetti dopo 4 anni in NCAA, e nell’ultimo anno ha registrato 17 punti e 42% da tre, dando così una ottima possibilità a coach T di alternarlo con Bullock.

#22 LA Lakers, Jared Butler, PG, Baylor

Tante voci su CP3, tante voci su Westbrook. Serve una PG, questo è ovvio. Ma non sono sicuro che mettere un Paul o un Russel Westbrook possa aiutare più di troppo i Lakers (eccetto l’ovvio innalzamento di talento cristallino del primo ed energia nel gioco del secondo). LeBron ama avere il pallone tra le mani e gestire l’attacco, e si pesterebbe i piedi sia con CP3 che con Brodie. Butler fornirebbe, invece, un giovane, molto meno costoso e già vincente prospetto che ha tirato con il 42% da tre.

#23 Houston Rockets, Herbert Jones, PF/C, Alabama

Finalista per il Defensive Player of the Year dell’anno passato. Acerbo in attacco, ma, come già detto fin troppe volte, a qeusto punto del draft e per la giovane età di questi giocatori, la carenza in attacco è il minore dei problemi (basti guardare alla evoluzione di Adebayo a Miami nel giro di tre anni).

#24 Houston Rockets, Tre Mann, PG, Florida

Talento che personalmente apprezzo non poco. Alto più delle normali guardie, un giocatore (in molto molto piccolo) alla Doncic, cioè che non fa della esplosività il suo punto di forza ma ha a repertorio step-back e consistenza da tre già da giocatore maturo.

#25 LA Clippers, Usman Garuba, PF/C, Spagna

Dal Real Madrid venne lo sloveno che sta mettendo ferro e fuoco la NBA. Garuba non è sicuramente Luka Magic come livello di prospetto, ma è un profilo molto interessante e che darebbe a Ty Lue quello che gli è fortemente mancato dai suoi lunghi: capacità di difendere più giocatori rispetto al semplice 5 avversario.

#26 Denver Nuggets, Greg Brown, PF, Texas

Atleta formidabile ma poco costante (motivo per cui è ancora disponibile alla 26). Data la poca propensione di Porter Jr ad attaccare il ferro, Brown sarebbe una valida alternativa ad Aaron Gordon, essendo in grado di attaccare con molta decisione il pitturato. Alla 26 ha tutti gli elementi per essere una buona scommessa.

#27 Brooklyn Nets, Charles Bassey, C, Western Kentucky

Dove partire… Di falle ne hanno poche, ma una di quelle mi sembra che sia proprio il front-court. Nella scorsa stagione, ha registrato 17 punti e 11 rimbalzi a partita tirando con il 64% da due. Manca un po’ di aggressività difensiva, ma viste le scelte della dirigenza bianco-nera sembra che il semplice obiettivo sia quello di vincere segnando almeno un punto più degli avversari.

#28 Philadelphia 76ers, Nah’Shon Hyland, PG, VCU

Nel Combine ha davvero colpito la sua abilità di creare dal palleggio e tirare dal gomito dell’area. Se riuscisse ad essere un tiratore consistente potrebbe coprire il ruolo mancante nel back-court dei Sixers.

#29 Phoenix Suns, Sharife Cooper, PG, Auburn

Scelta in ottica abbandono di CP3, Cooper fornirebbe ai Suns un ottimo scorer, seppur con un gioco molto fragile dalla lunga distanza, ma soprattutto un ottimo gestore di palla da accoppiare a Devin Booker. I quasi 9 assist a partita da freshman di Cooper possono essere un ottimo biglietto da visita.

#30 Utah Jazz, Trey Murphy, SG, Virginia

Servirebbe più un PF, ma perché non andare ad aggiungere un ulteriore ed ennesimo tiratore ad una squadra come quella di Snyder? Murphy è un consistentissimo tiratore da tre (quasi 43%), al contempo superiore ai 2 metri come altezza e dotato di una ottima base difensiva.

 

Post By Filippo di Chio (28 Posts)

20 anni, folgorato fin da bambino dal mondo americano dei giganti NBA e dei mostri NFL, tifoso scatenato dei Miami Heat e - vien male a dirlo - dei Cincinnati Bengals. Molto desideroso di assomigliare ad un Giannis, basterebbe anche un Herro, ma condannato da madre natura ad essere un Muggsy Bogues, per di più scarso.

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