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Presentata da molti, specie dalla stampa canadese, come la sfida fra Raptors e Dinosauros, la partita d’apertura dei playoff 2014 ha dimostrato, se per caso ce ne fosse bisogno, come ci sia ben poco da scherzare sull’età dei Nets.

L’entusiasmo e la freschezza dei giovani e rampanti beniamini di casa infatti si è schiantata contro la banda di vecchietti decrepiti alle dipendenze dell’esordiente coach Kidd senza alcuna possibilità di replica.

Prima della palla a due il computo delle partite di playoff disputate in totale dai quintetti delle due squadre recitava un netto 399-24 per la compagine di Brooklyn. La differenza di pedigree si è sentita tutta.

Deron Williams e Joe Johnson hanno chiuso la contesa con 24 punti a testa, rispolverando in alcune circostanze brani e spartiti da un vecchio repertorio.

Il vero mattatore della serata è stato però Paul Pierce. The Truth ha siglato 9 dei suoi 15 punti totali nelle battute finali. Ma a lasciare senza parole è stata la facilità con cui, dopo essersi trascinato per lunghi tratti della partita ai margini della manovra, si è preso prepotentemente il proscenio.

E lo ha fatto proprio quando la gara chiedeva a gran voce che le venisse trovato un padrone. È salito in cattedra ed ha guidato i suoi con la sicurezza di chi a certe vette è già salito in passato e in diverse occasioni.

D-Will ha tracciato la rotta, segnando 18 punti nel primo tempo, come – ad esser sinceri – non gli capitava da tanto. Ha martellato a ripetizione la retina con quell’arresto e tiro che, ai tempi in cui operava dalle parti di Salt Lake City, aveva fatto così tanto sospirare i mormoni.

Nonostante abbiano concluso con un misero 4-24 da oltre l’arco, i Nets hanno trovato linfa vitale dai punti realizzati da palle perse avversarie (17 grazie alle 19 perse dei Raptors).

La partita si è mantenuta però equilibrata fino al quarto periodo. Sentendo lo speaker dell’Air Canada Centre scandire i secondi mancanti alla fine dell’azione, a causa del malfunzionamento del cronometro dei 24 secondi, sembrava di assistere a una partita amatoriale.

Le staffilate che si scambiavano Johnson, Livingston e Teletovic da una parte e Vasquez, Patterson e Lowry dall’altra facevano pensare a tutt’altro, riportandoci alla realtà dorata dei playoff NBA.

Toronto ha sofferto terribilmente e in molte circostanze il quintetto atipico di Brooklyn, con Double-P schierato da stretch 4, e, complice la non perfetta tenuta fisica di Amir Johnson, è stata costretta a rinunciare al quintetto con due lunghi classici ogni qual volta la situazione lo richiedeva (privilegiando lo schieramento con Patterson o Salmons ad aprire il campo).

I Nets, dal canto loro, sembravano non conoscere rimedi ai finali di quarto esplosivi dei Raptors, probabilmente aiutati dalla maggiore energia di cui potevano disporre data la più giovane età.

La situazione di stallo è stata definitivamente rotta quando si sono messi al lavoro due piuttosto conosciuti a questi livelli. Grazie a un giro e tiro di Garnett, primo canestro della serata, e ad un tripla di Pierce, Brooklyn si portava sul 82-76 a 2:58 dal termine.

Dopodiché The Captain and The Truth non si è più fermato, consegnando ai suoi la vittoria che sposta l’equilibrio della serie fin dal primo episodio.

A Toronto non sono bastati i 22 di un positivo Kyle Lowry né i 17+18 di un volenteroso Valanciunas, secondo Raptors della storia a far registrare una doppia-doppia all’esordio nei playoff (l’altro è T-Mac).

Deludente la prova di DeMar DeRozan che con 14 punti e 3-14 dal campo ha finito per tradire le aspettative degli speranzosi e trepidanti tifosi, presenti in gran numero anche al di fuori dell’Arena.

Troppe poche idee per i Raptors, che per gran parte della partita si sono intestarditi in infruttuosi uno contro uno senza troppo muovere la palla e contando soltanto sulla maggiore esplosività delle proprie gambe.

Già da martedì, in occasione di gara 2, sono chiamati a dare una risposta decisa. La sfida si presenta piuttosto insidiosa, vista l’esperienza e la scaltrezza degli avversari, che torneranno all’Air Canada Centre per portare via il bottino pieno.

 

Post By Tommaso Mandriani (54 Posts)

grande amante del basket, del vino e della scrittura, segue l'NBA dal 1994, quando i suoi occhi furono accecati dal fulgido bagliore emanato dal talento irripetibile di Penny Hardaway. Nutre un'adorazione incondizionata per l'Avv. Federico Buffa e non perde occasione di leggere i pezzi mai banali di Zach Lowe.

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