Stephen Curry, seppur in precarie condizioni fisiche, ha dato un contributo fondamentale alla vittoria...

Stephen Curry, seppur in precarie condizioni fisiche, ha dato un contributo fondamentale alla vittoria…

Gara 4 all’Oracle Arena comincia con gli Spurs in vantaggio sui Warriors per 2-1 nella serie. Quintetto invariato rispetto all’ultima partita per coach Popovich. Landry invece è la sorpresa nel quintetto di coach Jackson, Ezeli parte dalla panchina.

Stephen Curry inizia bene e mette a segno due triple in palleggio, arresto e tiro che infiammano l’Oracle Arena, risponde subito Tim Duncan, che sfrutta in modo sistematico il miss match con Andrew Bogut, e l’australiano colleziona tre falli già a metà del quarto.

I tanti minuti concessi al ristabilito David Lee non bastano però ai Warriors che subiscono un parziale pesante 8-20 nella seconda metà del primo quarto.

Gli Spurs infatti hanno approcciato alla partita in modo diverso rispetto alle gare precedenti, alzando sin da subito il livello di intensità difensivo e trovando in attacco buone soluzioni di tiro, soprattutto con Manu Ginobili che ne mette 14 con 4/4 dall’arco. Il primo quarto si chiude con il punteggio di 26-19 per San Antonio.

Il secondo quarto prosegue sulla falsariga del primo, gli Spurs difendono in modo eccellente, con Danny Green che fa un ottimo lavoro su Curry e con un Tim Duncan in stato di grazia che protegge il ferro e va in aiuto su tutti gli avversari in penetrazione, in più il caraibico conclude il primo tempo con 14 punti, 8 rimbalzi e 2 stoppate.

San Antonio tira con percentuali più basse rispetto al primo quarto, ma i Warriors non riescono ad entrare in ritmo e la coppia Thompson-Curry è sottotono. In attacco Golden State trova però un buon primo tempo di Jarret Jack che cerca di sfruttare le transizioni per attaccare il ferro, 12 punti nel quarto per lui; ottima anche la partita del rookie Harrison Barnes.

Il primo tempo si conclude con un parziale di 45-37 per gli Spurs, che riescono a tenere i Warriors su bassissime percentuali dal campo.

L’inizio del terzo quarto è tutto dei Warriors, che lavorano bene a rimbalzo con Bogut e che si giovano di un grande inizio di Curry, che mette due triple consecutive riportando la gara in sostanziale parità.

Continua ad essere ottimo anche l’impatto di Barnes, che sfrutta spesso i miss match ed attacca il ferro con continuità. Dall’altra parte si mette al lavoro Tony Parker, fino a quel momento un po’ spento, che trova punti in transizione e San Antonio riesce a contenere l’ondata dei bianchi.

I Warriors sembrano aver preso ritmo, e trovano tiri di qualità sul perimetro, gli Spurs però non mollano il colpo, e sul finire del quarto le iniziative di Duncan e Parker tengono la partita in equilibrio. Il terzo quarto si chiude con il punteggio di 62-60 a favore di San Antonio.

All’inizio dell’ultimo quarto gli Spurs tentano la fuga, ma Golden State non permette agli Spurs di piazzare un parziale decisivo ed Harrison Barnes è autore di canestri di ottima fattura, bucando con il suo atletismo la difesa dei nero argento.

Alla metà del parziale si fa rivedere Manu Ginobili, che mette 5 punti in fila e permette a San Antonio di riportare la testa avanti. I Warriors, incitati dal pubblico dell’Oracle Arena, ritornano prepotentemente in partita, con un grande Jarret Jack da 8 punti in due minuti e consegnano alla partita un finale punto a punto.

E’ proprio il numero 2 dei Warriors a portare la partita in parità a meno di un minuto dalla fine, ma un jump shot di Parker riporta gli Spurs avanti.

Thompson con un movimento a ricciolo ed un lay-up riporta nuovamente la partita in parità a 30 secondi dalla fine. Due errori, di Ginobili prima e Jack poi, non muovono più il punteggio e la gara va all’overtime.

L’overtime è un enorme parziale dei Warriors, che non smettono di attaccare la partita e segnano a ripetizione.

Jarret Jack ed Harrison Barnes aprono una voragine che gli Spurs non riescono più a colmare. La squadra di coach Pop tira malissimo dal campo, con un impietoso 1/10.

La gara è virtualmente chiusa da Stephen Curry, che si butta dentro e trova due punti più il fallo, convertendo poi il tiro dalla lunetta. La tripla di Green a 1:29 dalla fine è l’unico canestro dal campo nel supplementare per San Antonio.

La squadra di coach Pop si deve così arrendere ad una squadra in missione, che è riuscita ad andare oltre le individualità e vincere la partita che riporta la serie in parità e che mantiene i giochi aperti per il passaggio del turno. Il punteggio finale è 87-97 Warriors.

Gara equilibrata per tutti i tempi regolamentari, i Golden State Warriors riescono a portarla a casa facendo valere la loro fisicità e la loro voglia, spinti da un Oracle Arena che non ha smesso mai di incitare la squadra di coach Jackson.

San Antonio gioca tutto sommato una buona partita. In alcuni momenti, specialmente durante il primo tempo, si sono visti gli Spurs migliori della serie, capaci di mettere in ritmo tutta la squadra e di trovare sempre la soluzione di tiro migliore.

Un fattore che ha ampiamente inciso sulla partita è stato la lotta a rimbalzo: i Warriors hanno fatto valere una maggiore attività sotto canestro, e nonostante un Duncan che ha condito i suoi 19 punti con 15 rimbalzi, il computo dei rimbalzi di squadra dice 65-51 a favore dei Warriors, 18 di un grande Bogut.

Inoltre, il fattore campo ha giocato un ruolo fondamentale: in una serata nella media per Curry, 22 punti, i Warriors trovano due protagonisti inaspettati, Jarret Jack con 24 punti, ma soprattutto Harrison Barnes, cui probabilmente ha giocato l’aria di casa, che ha messo a referto 26 punti e 10 rimbalzi, scodellando una partita di grande intensità.

Per gli Spurs non è bastata la grande prestazione di Ginobili, che si accende nel primo e nell’ultimo quarto e porta alla causa 21 punti con 5/10 dall’arco dei tre punti.

La difesa di San Antonio questa volta non è bastata contro lo tsunami di Golden State nell’overtime, e gli Spurs si devono arrendere all’eventualità di prolungare questa serie molto più di quanto forse avrebbero creduto.

La sensazione è che sarà difficile per San Antonio strappare un’altra vittoria ad Oakland. Senza dubbio in gara 5, Duncan e soci cercheranno di far valere il fattore campo come sono riusciti a farlo i Warriors. Gara 5 all’AT&T Center nella notte tra martedì e mercoledì.

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