12 mesi fa era appena diventato Campione NBA, ora Dirk Nowitzki si prepara ad affrontare il prossimo campionato con una squadra completamente rinnovata…

I Mavericks hanno ufficialmente voltato pagina. Lo smantellamento della squadra che ha vinto il titolo solo un anno fa è ormai completato.

A fianco di Nowitkzi i tifosi texani speravano nell’arrivo di Deron Williams e di Dwight Howard per una ricostruzione rapida e indolore. Invece le cose non sono andate come nelle speranze dell’owner Cuban.

Deron Willimas, il figlio di Dallas che finalmente ha la possibilità di indossare la casacca della squadra per cui faceva il tifo da piccolo, invece decide di restare ai Nets e di conseguenza l’arrivo di Howard si è reso impraticabile.

Da quel momento si è innescato un meccanismo che ha portato prima Terry a Boston e poi Kidd ai Knicks. Con il mancato rinnovo dei tanti giocatori nell’estate post-titolo sono pochi quelli ancora in rosa che alzarono il trofeo nel 2011.

Deron stesso spiega la scelta di firmare un rinnovo con i Nets: ”Pensavo davvero che sarei tornato a casa e mi avevano convinto, ma poi ho visto che i Nets avevano preso Joe Johnson e questo mi ha fatto capire che Brooklyn sarebbe stata la squadra migliore per un periodo più lungo. Non ho mai giocato con uno come Joe, un esterno capace di crearsi i propri tiri, coinvolgermi in attacco e giocare alla grande in difesa. Credo che saremo una delle backcourt migliori della Nba. E’ stato difficile dire no a Dallas, la squadra della mia città e quella per cui facevo il tifo da piccolo. Ma ho scelto Brooklyn perché sento che avrò più a lungo la chance di vincere”.

Se fosse arrivato Williams probabilmente Kidd e Terry sarebbero rimasti per tentare l’ennesima corsa al titolo ma per quanto tempo la squadra sarebbe stata competitiva? Forse ancora un paio di stagioni e l’arrivo di Williams sarebbe bastato per convincere Howard a indirizzare una sua trade verso il Texas?

Troppi dubbi da una parte e dall’altra la possibilità di continuare la carriera ai Nets con risposte più concrete nell’immediato: un proprietario in grado di grandi investimenti, una squadra già oggi ricca di talento e competitiva per più anni.

Quali le prospettive a breve termine invece per i Mavs?

Tra gli esterni sul mercato i più quotati erano Sessions, Felton e Brooks ma a sorpresa in Texas sono arrivati Darren Collison e Danthay Jones dai Pacers in cambio di Mahinmi ed è stato firmato O.J. Mayo dal mercato dei free-agent.

Tra i lunghi giocheranno a Dallas per un anno Kaman e Brand liberato da Philadelphia. La mossa più interessante in ottica futura Cuban però l’ha piazzata utilizzando la Amnesty per tagliare Haywood e il suo contratto da 38 milioni in 4 anni.

Con l’arrivo di Mayo il roster è ora completo, almeno tra gli uomini di rotazione. Due gli aspetti interessati versione 2012/13 dei Dallas Mavericks: primo Kaman e Brand hanno un solo anno di contratto e possono non essere riconfermati in caso di scarso rendimento.

Il secondo riguarda il duo Collison-Mayo: finalmente entrambi hanno la possibilità di giocare minuti con continuità senza essere in competizione con nessuno in roster. Averli scelti come coppia di guardie titolari cambierà il modo di giocare dei Mavs.

Restando Nowitzki il punto d riferimento offensivo, specialmente con attacco a metà campo, sia Collison che Mayo amano alzare il ritmo e prendersi conclusioni con azioni personali in transizione senza far schierare la difesa avversaria. Un cambiamento netto rispetto al gioco controllato di Kidd della ultime stagioni.

Quello che attende Dallas è comunque un anno di transizione, con obbiettivo i play off ma uno starting-five composto da Collison -Mayo-Marion-Nowitkzi e Kaman potrebbe anche non bastare per la post-season.

I Thunder, Lakers e Spurs saranno anche l’anno prossimo le squadre da battere, i Clippers sono il nuovo che avanza, Memphis ormai è diventata una certezza come Denver, I T-Wolves punteranno decisi alla post-season.

La panchina con Brand può contare su un ottimo realizzatore ed uno specialista difensivo come Jones, Carter si dovrà adattare per la prima volta in carriera a entrare dalla panchina e Beabuois avrà più minuti per poter dimostrare se vale o meno la NBA.

Dopo un’iniziale immobilità durante la quale Dallas sembrava voler restare lontano dai riflettori del mercato, Cuban ha piazzato i colpi che hanno ridato forma ad un roster povero di talento. Ancora una volta però i free agent migliori non scelgono Dallas come destinazione.

Analizzando con attenzione tutti i giocatori passati per Dallas nelle ultime stagioni si può però affermare che gli unici veri campioni che Cuban sia riuscito a firmare siano stati Kidd e Terry. I vari Carter, Jamison, Van Horn, Stackhouse e Harris, chi per questioni d’età, chi per motivi fisici, chi perché non in grado di essere decisivo nei play-off  non sono mai stati la spalla ideale per Nowitzki.

Una volta vinto il titolo Cuban ha decisamente cambiato rotta e dopo anni di investimenti anche sovra pagando giocatori di buon livello pur di rendere competitiva la squadra ha deciso, almeno ad oggi, di ridimensionare l’intero progetto e di attendere annate migliori per una rifondazione completa. Il primo passo potrebbe essere l’addio di Nowitkzi che ha ancora due anni di contratto scaduto il quale potrebbe anche ritirarsi.

Che Cuban sia appagato dopo anni di sacrifici avendo vinto il titolo e che ora voglia investire in altri settori è una delle ipotesi. Un’altra è l’essere rimasto spiazzato dalla decisione di Williams così da dover stravolgere un progetto senza averne uno di scorta già pronto o ancora che stia guardando con lungimiranza all’estate del 2013.

Le ultime mosse fanno propendere per quest’ultima ipotesi. Dallas potrà realmente iniziare la ricostruzione quando Nowitzki deciderà di smettere, fino ad allora Cuban si sentirà obbligato ad allestire una squadra da play-off ma il tempo per costruire un’altra squadra da titolo è pochissimo e ancora meno per ritrovare l’armonia e la determinazione della squadra campione nel 2011.

4 thoughts on “Dallas inizia la ricostruzione

  1. Cuban come stratega non si discute: ha fatto vincere Dallas quando i presupposti erano assolutamente contrari, inoltre i MAvs hanno anche giocato un’altra finale perdendola in modo quantomai farsesco, non scordiamolo… Per ricostruire serve una bandiera, un’icona a cui affidare il difficile compito di attrarre forze nuove; temo che Nowitzki, pur essendo uno dei grandissimi del gioco, non abbia appeal e leadership per il ruolo.Per cui propendo per una soluzione big bang: via tutti, tutto nuovo. A questo punto dipende dalle contropartite

  2. Nella lega del giorno d’oggi, purtroppo devi avere più di un faro in squadra… Non puoi più vincere con un Dirk al centro e tanti buoni gregari… le difese si adeguano e ti tolgono il fiato! Devi avere almeno due, se non tre, bocche da fuoco in grado di alternarsi… così da non dare riferimenti alla difesa avversaria!

    Rispetto ad un tempo, servono più giocatori forti e meno gregari a mio parere!
    Se poi i gregari invece di essere proprio 0, valgono almeno 2, allora se in lizza per vincere il titolo!

    Che poi, parlandoci chiaro, è quello che succedeva negli anni 80: Magic giocava con Whorty e Jabbar… Bird, giocata con McHale e Parish… Jordan, con Pippen e Rodman!

    Si era persa questa vena, quando da 24 squadre, in pochi anni si è arrivato a 30… i giocatori erano sempre gli stessi ma le forze venivano redistribuite in più squadre… ora si stanno sistemando: il problema è che la forbice si sta allargando in modo incredibile… si passa dai Bobcats, i signori nessuno, ai Miami, con stelle a strafottere! :-)

  3. Nella stracompetitiva west conference Dallas è se va bene la 6 – 6 squadra, quindi playoff si ma fuori al primo turno salvo sorprese, doveroso mettere qualcuno intorno e Dirk, ottimo mix di veterani in cerca di riscossa e di un’ultima possibilità e di giovani rampanti, Mayo e Collison si assomigliano un pò troppo, non darei per scontato che OJ parta sempre in quintetto
    Thunder – Clips – Spurs e LaL sono superiori pochi dubbi… sulla carta
    Comunque stagione che si propspetta succcosa, dopo quella del lookout…
    Nessuno che mette l’asterisco affianco al titolo degli Heat?

  4. Beh,di sicuro Cuban si è trovato spiazzato da D.Williams(uno che pensa di vincere con Joe Johnson??ma dai Deron senza Howard non andate da nessuna parte e sei rimasto più fregato te dei Mavs!)ma con la possibilità di un mezzo disastro in futuro,a mio parere, ha pensato:ok,non posso puntare al titolo,ma punto all’eccelenza,ai play-off:prendo quello che è rimato di buono senza incasinarmi troppo. certo kaiman e brand sono giocatori che non spostano,ma sanno il fatto loro,mayo e collison non faranno sfracelli ma hanno voglia e spazio possono fare bene. dallas può puntare agli ennesimi p.o. e rimanere una squadra attiva per opzioni future,poi si vedrà. dirk rimane una stella vera,l’unico europeo che ha veramente spostato nella NBA,gli altri non hanno mai convinto definitivamente da soli,gasol è dovuto andare da mammaKobe per vincere…

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