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La sfida nella sfida: Westbrook contro Parker

Poesia.

Non si tratta di semplice pallacanestro. Quando penso alla serie che partirà domenica 27 maggio 2012 tra i San Antonio Spurs e gli Oklahoma City Thunder non posso fare a meno che lasciarmi prendere dai ricordi di quando, ancora ragazzino, venni rapito dalle gesta di Tim Duncan e David Robinson, in quella che era la primissima versione delle Twin Towers del 1997.

Da allora sono passati 15 anni, gli Spurs hanno vinto 4 anelli e il #21 in maglia nero-argento è, senza il rischio di essere smentito, la più forte ala grande di questo lasso temporale.

In tutto questo, almeno io, ci vedo un tocco di poesia. Sì, perchè nel frattempo, in questi tre lustri la National Basketball Association ha cambiato pelle e niente e nessuno, oggi, sa rappresentarla meglio dei Thunder, squadra energica, fisica ma soprattutto molto, molto giovane. Sarà quindi poetico vedere dei vecchi leoni come Duncan e Ginobili (36 anni il primo, 35 a luglio il secondo) lottare, probabilmente per l’ultima volta, per l’accesso alle Finals contro fenomeni come Durant, Westbrook e Harden (che insieme, tenetevi, hanno solo 68 anni!).

 IL CAMMINO

Come sono arrivate a questo punto le due squadre?

San Antonio parte con la testa di serie #1, dopo una regular season chiusa con 50 vittorie su 66 partite (.758). Seconda per punti segnati (103,65 di media), ha concesso agli avversari 96,49 a gara, piazzandosi al secondo posto per differenziale tra canestri fatti e canestri subiti (+7,16).

E’ una squadra che vive di un gioco molto strutturato, ma non per questo veloce e a tratti spumeggiante (primi tanto per % dal campo che per % dall’arco), sapientemente disegnato da Gregg Popovich per un gruppo che, da quel lontano ’97 ad oggi, ha saputo rinnovarsi nella tradizione, aggiungendo a veri e propri totem, egregi elementi d’attacco e difesa.

In stagione quattro sono stati gli uomini a chiudere in doppia cifra per punti a sera: Tony Parker (19,1), Tim Duncan (17,6), Manu Ginobili (11,3) e Danny Green (10,4). Da menzionare l’importante apporto del rookie Kawhi Leonard, vero e proprio steal of the draft, che ha chiuso con oltre 8 punti ad incontro. La regia (Spurs quarti nella lega con 23,15 assists di media) è sapientemente affidata al franco-belga, ormai trentenne e ormai al culmine della propria maturità sportiva.

Sinora il cammino nei Playoffs, secondo alcuni, non è stato molto probante per gli Speroni: fatti fuori in quattro partite gli Uath Jazz, i Texani hanno riservato il medesimo trattamento ai Los Angeles Clippers.

A mio parere, non è del tutto corretto sottovalutare l’operato dei ragazzi del Pop: sono arrivati a Gara1 contro Utah con una striscia aperta di 10 vittorie, si sono assicurati, durante la seconda parte della stagione, la prima testa di serie, e hanno semplicemente eseguito, di conseguenza, il loro lavoro, senza distrazioni, massimizzando l’efficienza di una macchina perfettamente rodata. Probabilmente sarebbe stato più semplice lasciare per strada un paio di partite, ma così non è stato.

Pian piano, una gara dopo l’altra, San Antonio ha raggiunto la diciottesima vittoria di fila, secondo miglior record (tra R.S. e Playoffs) della storia della NBA.

Poi abbiamo Oklahoma. E c’è un bel dire dei Thunder: sono più simili di quanto non si pensi ai loro diretti rivali. Non solo dal punto di vista organizzativo/dirigenziale, di smaccato stampo Spurs, quanto a livello statistico. 47 vittorie stagionali (.712), hanno chiuso terzi per punti segnati (103,06), 17esimi per punti concessi (96,94), terzi per differenziale (+6,12). In tutti e tre i casi, sempre alle dirette spalle di San Antonio, ma con un margine assai ridotto.

Hanno tirato, in stagione, con il 47,1% dal campo (terzi, dietro a SAS e Denver) e il 35,8% dall’arco (11esimi). L’unico dato negativo, e che vedremo potrà essere il vero ago della bilancia, è il numero di assists distribuiti per sera: solo 18,55, il che colloca i Thunder all’ultimo posto nella Lega.

Il loro gioco è creativo, affidato spesso all’estro delle tre stelle della squadra: Kevin Durant (28+8+3,5 a sera) è il vero go-to-guy, supportato (e a volte superato) dall’altro astro, quel Russell Westbrook tutto genio e sregolatezza che fa il bello e cattivo tempo contro (quasi) tutti i play avversari (23,6+4,6+5,5 di media in stagione). Poi c’è James Harden, Miglior Sesto Uomo dell’Anno, un giocatore che sarebbe titolare nelle altre 29 squadre delle Lega, che ha dato alla causa quasi 17 punti a gara partendo dalla panchina.

Il loro cammino nella post-season è stato un po’ “di rottura“. Loro, i giovani, hanno battuto e sconfitto i vecchi fantasmi: prima Dallas, gruppo di grandi vecchi che l’anno scorso li rispedì a casa proprio in Finale di Conference, poi i Lakers, altro team che appare (almeno parzialmente) da ricostruire, che li eliminò nel 2010. Il tutto lasciando per strada solo Gara3 contro i gialloviola, dopo un perentorio sweep rifilato ai Mavs.

 LO SCONTRO

Serie di mismatch. Sono diverse le chiavi della partita, e lascio a chi ne sa ben più di me l’onore e l’onere di spiegare nel dettaglio chi e cosa può fare la differenza nella serie.

Brevemente, però, si possono rilevare alcuni punti:

1) Tim Duncan vs. Kendrick Perkins e Serge Ibaka

Tim Duncan è il vero trascinatore dei nero-argento: ringiovanito di almeno 5 anni, l’ala caraibica ha portato letteralmente a spasso Jefferson e Millsap nel primo turno e Griffin e Jordan nel secondo. Come dicevo nel recap di Gara4 contri i Clippers, l’ha fatto senza fronzoli ma con tanta, tanta sostanza.

Ora si troverà di fronte due giocatori altrettanto efficaci: Kendick Perkins e Serge Ibaka sono, a mio parere, la coppia difensiva di lunghi migliore della Lega e senza dubbio hanno il tonnellaggio e le capacità tecniche adeguate per imbrigliare il #21. Se dovessero riuscirci, agli Spurs verrebbe meno un metronomo di fondamentale importanza, soprattutto nel quadro dei continui pick&roll disegnati da Popovich.

2) Kevin Durant vs. Kawhi Leonard e Danny Green

Altrettanto importante, specularmente, è il ruolo che nella serie giocherà il miglior marcatore NBA. Durant, braccia lunghe, tiro spaventosamente morbido, atletismo impressionante, dovrà superare e vincere le difese della coppia Leonard/Green, con il primo che, almeno fisicamente, può stargli appresso. Non pare una missione impossibile, visto che è sopravvissuto alle ottime difese di Shawn Marion e Metta World Peace, ma la monetina contro la mentalità e le motivazioni dei giovani Spurs non sono sicuro di volerla mettere.

3) Russell Westbrook vs. Tony Parker

E qui è scontro tra Titani. Da una parte il 22enne Westbrook, grandissimo realizzatore e discreto playmaker. Dall’altra il 30enne Parker, in passato simile come gioco a Russell ma ora giunto ad un grado di maturità e conoscenza dell’ambiente Spurs tale da renderlo inafferrabile. E’ lui a far girare San Antonio, a dettarne ritmi e tempi, a spingere o decelerare. Se impegnato in difesa, Parker potrà soffrire nell’altra metà del campo. E discorso analogo si può fare per Westbrook.

4) Manu Ginobili vs. James Harden e Thabo Sefolosha

Manu è d’importanza capitale per i texani. Anche se non segna 20 punti in una sera, è capace di creare gioco, di far svoltare una gara come pochi. Nella serie sarà probabilmente accoppiato con lo svizzero Sefolosha, che ha appena finito di mostrare una signora difesa contro l’avversario più temibile (Kobe) e si candida, a mio parere, ad essere la miglior guardia difensiva della NBA. Con un mastino a tenerlo a freno in attacco, per Manu ci sarà da fare anche in difesa, in un virtuale accoppiamento dalla panchina con James Harden.

Queste, sinteticamente, le possibili chiavi della serie.

San Antonio potrà vincere se riuscirà a fare il suo gioco, sia che vada sotto di venti sia che sia in vantaggio di venti (come ha detto Blake Griffin dopo Gara 3 persa dai suoi Clippers). La sopraffina esecuzione in attacco dei texani potrà essere il vero ago della bilancia, se in difesa gli Spurs riusciranno non dico ad imbrigliare Durant e Westbrook, quanto a spezzare il loro ritmo, costringendoli a procedere di isolamenti e uno-contro-uno.

Dal canto loro, i Thunder dovranno limitare gli Spurs sotto le plance, senza esporsi sul perimetro per non subire una sassaiola di triple. I giocatori per farlo (Ibaka, Perkins, Sefolosha, Durant) li hanno. In attacco, invece, dovranno proprio evitare gli isolamenti e gli eccessivi personalismi che a tratti colpiscono il trio delle meraviglie, tentando invece di costruire un gioco corale più simile a quello degli avversari. Qui il coaching staff farà tutta la differenza del mondo.

Per gli analisti di ESPN, San Antonio è favorita, con l’accesso alle Finals dato mediamente in 6 partite. Due le voci fuori dal coro (Barry e Legler) che, invece, puntano le loro fiches sul nuovo corso NBA, sempre in sei gare.

Chi avrà ragione?

Gara 1 domenica 27 maggio 2012 alle 20.30 orario di San Antonio.

Stay tuned.

Post By Giuseppe TJ Vallone (46 Posts)

Laureato in Legge, appassionato di basket e fotografia, guardo la vita attraverso un obiettivo e con la palla a spicchi in mano... Twitter: @peppevallo Facebook: www.facebook.com/PHeppevallo

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17 thoughts on “San Antonio Spurs – Oklahoma City Thunder: Preview

  1. Senza offesa per il redattore, ma trovo sempre molto limitante analizzare i match-up per delineare quali saranno gli elementi chiave della serie. Premettendo che tifo Spurs (quindi commento anche un po’ da tifoso) e che comunque temo in maniera concreta OKC, vorrei solo far presente alcune cose:
    1) Nell’analizzare il mismatch del frontcourt è stata completamente omessa la presenza di Diaw. Da quando è arrivato il best-friend di Parker, San Antonio è qualcosa come 27-2 (con la già citata open streak di 18-0). E’ lento, è un ciccione, ma sa giocare a basket. Sa passare la palla, capisce il gioco, e può giocare anche lontano dal ferro. Ergo, OKC non potrà intasare l’area come contro i Lakers delle nuove Twin Towers visto che si troverà spesso ad affrontare un quintetto con almeno tre giocatori in grado di punirla dall’arco (a turno: Diaw, Leonard, Green, Ginobili, Jackson, Bonner, Neal) più un giocatore che devi comunque rispettare dal mid-range (Parker).
    2) La difesa non è solo in single coverage, anzi è ancor più importante la difesa di squadra. Il P&R Westbrook/Durant è stato devastante nelle ultime due serie, specie contro i Lakers dove dopo il blocco, Kobe si trovava a non poter lasciare Durant per ovvie ragioni, ma il lungo che rimaneva accoppiato con Westbrook veniva regolarmente battuto. Qual’è una delle migliori squadre a difendere sui P&R nella Lega? San Antonio.
    3) Il playbook dei Thunder prende tantissimo da quello degli Spurs. Limitare i singoli, per 48 minuti, è impresa impossibile. Ma se conosci alcuni giochi, e sai come attuarli, sai anche come neutralizzarli.
    4) Legge dei grandi numeri. Un altro sweep è ovviamente impossibile, ma OKC dovrebbe battere quattro volte, su 7 gare, una squadra che ha perso due partite nelle ultime 27. La palla è rotonda, tutto può accadere, ma diciamo almeno che non è statisticamente probabile.

    Insomma, io sono ottimista. Poi, vada come vada, se OKC vince tiferò per lei alle Finals. :)

    • Ciao,
      concordo con quanto hai scritto e, in effetti, dall’articolo stesso ne puoi avere prova.
      Certo, ho omesso di menzionare Diaw, non certo pero perche lo ritenga lento, grasso o incapace. Sono ben conscio delle sue capacità, tanto da dargli il mio personale MVP in gara2 contro i Clippers. Per evidenti ragioni di spazio ho dovuto “sintetizzare”, provando a tracciare i temi principali, senza per questo voler essere esaustivo.
      Che la difesa di OKC non potrà/dovrà/vorrà intasare l’area sembra ovvio, tanto è vero che ho scritto che per poter vincere dovrà chiudere l’area (senza esporsi quindi a Duncan) pur coprendo sugli esterni x tiri dalla lunga o media distanza (includendo implicitamente anche Diaw).
      Il discorso della striscia attuale degli Spurs lascia il tempo che trova. Vengono da 27 vittorie su 29 gare ma potrebbero benissimo perderne 4 delle prossime 6 o 7. Giusto per stare vicini in termini temporali guarda i Bulls di quest’anno: grandi vittorie e fuori al primo turno a causa della perdita di Rose e Noah. La palla è tonda ma nel basket può succedere tutto e il contrario di tutto.
      Detto questo, spero che dal pezzo non sia emersa la mia squadra preferita tra le due…. Ovviamente le apprezzo entrambe e sarei contento se vincessero entrambe, ma a ben voler guardare, proprio per quel discorso “poetico” fatto in apertura, tifo Spurs.

  2. Secondo me come ben spiegato da @Seifer la chiave è nell’ottima organizzazione difensiva degli Spurs, cosa che non avevano sia i Mavs (con Chandler avevano dominato l’anno passato) che tanto meno i Lakers (almeno sui P&R). San Antonio ha una difesa eccezionale sui SINGOLI giochi che propone OKC, mi spiego meglio; l’attacco di OKC è “organizzato” solo sulle invenzioni del trio, fatto dimostrato dagli assist a partita, e come dimostrato da Miami anche se in 3 fai 80 punti non vinci lo stesso. A questo punto la soluzione dovrebbe essere dare palla ai lunghi che mettano almeno una ventina di punti in 2 e ti permettano di aprire il campo senza dare alla difesa la possibilità di concentrarsi solo sugli esterni, OKC i lunghi per fare questo non li ha!!! Aggiungiamo il VERO missmatch della serie che è in panchina e secondo me il parere e risultato non può essere che uno: 4-2 Spurs con i blu che almeno un paio in casa le vincono.

  3. Concordo con TJ nel battezzare la coppia interna di OKC come la più difensiva della lega e, come osservato da Seifer, potrebbe avere seri problemi con due lunghi come Duncan e Diaw che sanno segnare dalla media (Boris anche dall’arco) e passare a meraviglia anche stando fronte a canestro. Se Perkins ed Ibaka erano l’ideale per annullare le torri losangeline (e s’è visto), Tim e Boris sono l’ideale per costringere la difesa Thunder ad allargarsi, lasciando più spazio alle penetrazioni di Parker (che però dovrà fare i conti con la difesa di Westbrook) ed all’esecuzione Spurs.
    Se dovessi scegliere un’unico ago della bilancia per la serie, sarebbe la preparazine della difesa di squadra, non individuale, di OKC (perchè su quella di San Antonio non ho dubbi…).

  4. Secondo me state sottovalutando Durant.
    Tutti veri i discorsi che avete fatto, e indubbiamente a livello di squadra gli Speroni sono ottimamente attrezzati per battere OKC.
    Mi aspetto però da questa serie il primo vero “statement” di valore assoluto del n.35, anche perché – come si evince dalle vostre giuste considerazioni – questo è l’unico modo per vincerla.

    • Mi aspetto anch’io prestazioni monstre in serie di Durant solo che penso non possa bastare per vincere la serie ma al massimo 1 o 2 partite…

  5. Per me sarebbe più ovvio dire, visto che diamo tutti favoriti gli Spurs, o 4-1 o 4-3, perché pensate che sia più facile andare a vincere gara 6 a OKC?

  6. io penso che sia una serie realtà: si capirà davvero a che punto sono i thunder e gli spurs. quanto valgono già ora i primi e quanto valgono ancora i secondi. ora si fa sul serio.
    le statistiche valgono per il passato: chicago l’anno scorso aveva il miglior record, negli incontri con miami stava 4 a 0, non aveva mai perso 2 partite di seguito e aveva in squadra l’emvipì, ha vinto gara 1 contro miami di slancio… e poi ha perso 4 partite di fila! (sto ancora lavorando per superare lo shock post traumatico)
    io non indovino mai i pronostici e non mi ci provo nemmeno, ma ripeto:
    ora si fa sul serio, dipende da chi delle due riuscirà a fare di più il proprio gioco impedendo (poco o tanto) di giocare all’altra.
    ogni palla persa sarà sanguinosa, servirà il fisico e il tiro da tre, servirà l’intelligenza e la velocità (che palle dover aspettare tanto!)

  7. Prima di tutto complimenti per l’articolo.

    Personalmente è la finale che volevo e mi aspettavo. Soddisfatto.
    Si incontrano le due franchigie che meritavano e con il roster più lungo sia a Ovest che a Est. Un pizzico più lungo quello degli Spurs.

    OKC 50,1% Spurs 49,9%
    Lo 0,1% tendo a darlo ai Thunder per la giovane età, perchè sono messi bene sotto e perchè possono contare sui cambi tra Harden e Sefolosha. Dando per scontato che, anche con tutte le difficoltà del caso, Westbrook e Durant possono arrivare alla 7 con energia.
    Ma a questo contrappongo la chiave di lettura degli Spurs che si chiama Popovich.
    Se il miglior coach nella NBA riesce a far girare il “suo” giocattolo come vuole lui (sicuro che ha già tutto in mente) e i “vecchietti” tengono e il resto fa il proprio dovere passano gli Spurs, punto.

    “senza il rischio di essere smentito, la più forte ala grande di questo lasso temporale”.
    Non credo tu possa esser smentito e il “lasso temporale” è anche molto più lungo.

    “E’ una squadra che vive di un gioco molto strutturato, ma non per questo veloce e a tratti spumeggiante, sapientemente disegnato da Gregg Popovich per un gruppo che ha saputo rinnovarsi nella tradizione”
    Perfetto. La bravura e grandezza di Popovich è stata quella che negli anni ha “sondato” e “vagliato” alternative al suo gioco arrivando a far correre, e anche bene, la propria squadra. Grande.

    @Seifer:
    trovo interessante quello che tu riporti (da tifoso ne saprai molto) e concordo su Diaw (non dimenticando Jackson) ma spezzo un pezzettino di lancia a favore del redattore quando scrive: “Sono diverse le chiavi della partita, e lascio a chi ne sa ben più di me l’onore e l’onere di spiegare nel dettaglio chi e cosa può fare la differenza nella serie”.

  8. Io la vedo così: PIANO DIFENSIVO: Uno tra i migliori sistemi (S.Antonio) contro la difesa di 2 tra i migliori in man vs man (Ibaka e Sefolosha, forse meglio il secondo). Rotazioni perfette contro atletismo straripante e maree di stoppate. PIANO OFFENSIVO: Durant e Westbrook, bastano i nomi per rabbrividire: Leonard, a meno di clamorose smentite, è ancora troppo inesperto per tenere a freno Durantula, mentre il duello Parker vs Westbrook, play-maker più scorer che distributori entrambi, è tutto da gustare. Tuttavia, il resto dei titolari di OKC è nullo in attacco (vedi Perkins e Sefolosha e, meno spesso, Ibaka), a meno di imbeccate, schiacciate e tiri da 2 metri. Dall’altro lato Duncan sembra ringiovanito, ma è tutto da verificare ad alti livelli d’intensità (i Jazz troppo troppo più deboli ed i Clippers con mezzo quintetto rotto e senza spazio per recuperare da gara 7 con Memphis): si trova davanti I-block-a, vediamo come reagirà. Migliore il supporting-cast di S.Antonio, relativamente all’attacco, con ciccioDiaw che può far male spaziando il campo e Neal, quest’anno da 10 punti a partita. LA PANCA: Panche extra-lusso 5 stelle entrambe, da cui escono fior di giocatori come Ginobili da una parte ed Harden dall’altra, ma con anche ottimi mestieranti come Collison, Mohammed e Fisher (OKC) e Splitter, lo specialista Bonner e Captain Jack. Personalmente, preferisco i Thunder per il gioco più spettacolare ed incentrato sulle individualità, ma spero si arrivi a gara 7!

  9. sono l’unico che pensa che l’eta media delle stelle potrebbe essere l’ago della bilancia specialmente se la lega si inventa qualche assurdo back to back? non ho visto le date delle gare e spero vivamente non lo facciano… secondo me comunque okc di misura.. chi vince qui vince il titolo, james permettendo…

    • Io sì; se non altro perché li ho dati vincenti sin da dicembre e mi piacerebbe azzeccare il pronostico :) E anche perché – per pura preferenza personale – sogno che Durant imbarazzi Lebronio in finale.
      Detto questo ammiro Tim e i suoi Speroni almento quanto il Tuono e dunque non sarei poi così scontento se fossero loro a prevalere.

  10. Eh eh eh, OKC è una bella squadra, giovane e tosta.. Però gli Spurs da 15 anni a questa parte sono un trattato di vera pallacanestro e chi ama il gioco non può che rimanerne ammirato…

    Lo dico da tifoso, spero che il titolo vada a una delle due, Spurs o Thunder che sia..

  11. Sinceramente forse sono l’unico in Italia a tifare OKC… Ho il cuore Rockets ma sono rimasto stregato da questi ragazzini dai tempi (cupi) del 35 a Seattle. Quindi si, tiferò Oklahoma ma se dovesse passare San Antonio non potrò che applaudire. Pronostico a parte (vedo gli Speroni favoriti), pur essendo Rockets nell’animo quindi pervaso da una certa rivalità con i bianconeri, non posso che ammirarli e applaudirli per quello che stanno facendo. Un nome su tutti Tim Duncan. Che giocatore, che giocatore!!! Non potrò che applaudirlo se il caraibico dovesse passare il turno.
    Spero solo che sia davvero combattuta come si preannuncia. Spero che sia davvero la serie dall’anno. Spero poi che i talenti veri di questo gioco escano fuori: KD35 e TD21.

  12. A me i Thunder sembrano troppo aggressivi e atletici per gli spurs! Puntando sui contatti e sul gioco fisico in difesa possono limare parecchio del vantaggio tecnico di San Antonio. E sono d’accordo con Fraccu nell’individuare l’ago della bilancia nel tipo di difesa che metterà in campo Oklahoma.

    Detto questo non vedo l’ora di vedere qualche gara tra le due squadre… E vorrei vedere la rivincita tra Lebron e Duncan in finale…. Con Duncan che asfalta di nuovo Lebron! ;)

  13. io invece credo che vinceranno i Thunders troppo atletici per gli SPurs e con un miglior cast di supporto ai Big 3

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