Domani notte, ore 02:00 italiane partirà l’attesa Finale di Conference, ad Est, tra i Chicago Bulls, di Thibodeau & Rose, e i Miami Heat del trio Bosh, Lebron, Wade. La domanda è più che scontata: Siamo di fronte alle “Finals” anticipate? Probabilmente no, sarebbe una esagerazione, ma senza dubbio, vedendo la regular season, in molti si aspettavano e volevano questo confronto ad Est… persino più di un ritorno dei Celtics alle porte del 18° titolo.

Perchè Rose contro Wade/Lebron ha un fascino tutto suo, che pochi sanno spiegare, e poichè vedere come il trio di Miami si troverà dopo i Celtics ad affrontare la difesa più forte di tutta la Lega ha un qualcosa di estremamente godurioso, soprattutto per chi vive di pallacanestro, nei numeri, nelle statistiche, nei match-up o nelle divergenze-convergenze più disparate. Miami parte dal cappottto (3-0) subito nella stagione regolare, con Chicago che ha dimostrato di poter espugnare il campo degli Heat, non perdendo altresì nessuna delle due partite in casa.

Ma Thibodeau è troppo saggio per non sapere che quelle partite oggi contano come “zero”, e che se Chicago vorrà approdare alle Finals bisognerà progettare una serie tatticamente perfetta sia in attacco, che in difesa! Difesa che Thibodeau dovrà regolare quasi in maniera matematica, gestendo il netto vantaggio che i Bulls hanno sotto canestro (Noah, Boozer, Gibson, Asik), e trovando un modo (e Thibo può farlo) per limitare almeno uno tra Lebron & Wade. Solo uno direte voi? Beh io non credo che il coach dei Bulls (coach of the year) sia così sprovveduto dopo 2 Finals da assistant-coach nei Celtics da credere che Wade e Lebron siano “stoppabili” contemporaneamente. Credo però che Thibo intenderà buttare fuori ritmo uno dei due dalla serie; nella speranza che l’altro si trovi da solo, o con l’ausilio misero di un Bosh che dovrà sudare e tanto contro la già citata batteria dei lunghi Bulls…

Dall’altra parte Miami dovrà sfruttare gli insegnamenti che la serie contro Boston ha rimarcato. Il gioco atletico, di transizione, e di furore visto contro KG & co. deve essere riproposto, e l’euforia vista a fine partita di gara 5 deve essere trasmesso da subito sul parquet di Chicago, per far capire che quest’anno non c’è Rose che tenga… vinceranno gli Heat. Miami deve capire sin da subito che battere Thibodeau “alla lavagnetta” sarà difficile, e quindi dovrà far mutare la battaglia su di un campo più mentale, fisico, e d’esperienza (Wade ne sa qualcosa).

Insomma un’impatto traumatico che metta fuori giri la panca dei Bulls o magari giocatori come Boozer, che tranquillamente possono mandare out l’intero sistema dei Tori. Spoelstra non è un coach sciocco e penso riuscirà a far rendere al meglio i suoi ragazzi, trovando il giusto percorso nella serie, e facendo in modo che nulla sia dato per scontato. Inoltre sul “fattore Heat” incide anche il fatto che in marcatura singola nessuno dei tori può contenere i Lebron o Wade visti contro Boston, e quindi a maggior ragione o la difesa di Thibo funziona alla perfezione ad una intensità pazzesca oppure potrebbero esserci vuoti cosmici in cui le due stelle Heat potrebbero incrinare gli equilibri della serie.

Stesso discorso si potrebbe fare con Rose, e qua sarà curioso osservare gli adeguamenti di Spoelstra sul fresco MVP della Lega, partita dopo partita. Ci andrà Chalmers? Oppure Wade? E in un rovente finale punto a punto? Probabilmente Gara 1 ci darà interessanti letture o spunti su cui parlare, in vista di gara 2 e 3.

Un tragitto lungo all’orizzonte tra le due contender; non resta che apparecchiare la tavola, e prepararsi al meglio del meglio.

Quintetti: Il quintetto di Miami sarà probabilmente composto da Bibby in cabina di regia (al massimo sostituito da Chalmers), e Wade nel ruolo di guardia. Nello spot 3 & 4 chiaramente ci saranno Lebron James e Chris Bosh, mentre il centro sarà probabilmente Joel Anthony con i vari Z, Haslem (se rientra), o Howard pronti ad entrare nel momento del bisogno, o in una eventualità che Spoelstra rimescoli le carte. E’ chiaro che tutto il quintetto base, più la panca (con House, Miller, Jones ecc…) si rivolgono al nuovo Big Three e all’impatto che questo trio avrà sulla serie. E comunque plausibile che Bosh, Lebron e Wade dovranno capire il momento giusto (come fatto con Jones durante la serie vs i Celtics) per far convergere la loro triplice minaccia all’importanza dei gregari nell’obiettivo “conquista del titolo”. Miami deve capire ciò, deve diventare ancora più gruppo… altrimenti il rischio è che non appena una delle superstar si spegne il tracollo è dietro l’angolo. Ecco quindi che giocatori come House, Miller o Z fino ad oggi dimenticati in panca… possono diventare pedine oltremodo utili nell’assalto allo scacchiere Bulls. Un’assalto atteso da quasi 7 mesi.

Per i Bulls, invece sarà l’MVP Rose a dirigere l’orchestra, come guardia al suo fianco avrà il tenace Bogans, mentre in ala piccola a Deng sarà dato il doppio compito di difensore oscuro che leghi i vari riparti nel sistema, e realizzatore proficuo che copra le spalle a Boozer e Noah. Boozer e Noah, proprio loro, saranno invece i due lunghi titolari di Chicago… e da qui ci si arrischia in analisi tecniche che dire complicate è dire poco. Chicago in teoria ha un vantaggio nel reparto lunghi molto netto… e questa cosa potrebbe avere un peso decisivo nello svilupparsi dei vari match. Boozer e Noah dunque dovranno dominare nel pitturato (anche con l’aiuto di Gibson ed Asik) pure qual’ora Lebron si avvicini a dare una mano a Bosh, o anche se Wade giochi una tremenda serie a rimbalzo. Noah e Boozer in definitiva non hanno scuse… è il loro momento, la situazione ideale. In quella zona del campo Chicago ha un vantaggio effettivo e dovrà sfruttarlo a pieno se vorrà avere qualche chance di incanalare la serie verso l’Illinois.

Chiudono il cerchio in panca un tiratore valido sugli scarichi (può sempre tornare utile) come Korver, e gregari di lusso come Watson, Brewer o Thomas. Gregari che sul singolo incontro potrebbero recitare una parte discretamente importante. Interpretazioni estemporanee che a livello di playoffs possono decidere i destini di una franchigia o dell’altra, e la storia in questo aspetto non mente.

STARS: Chiaramente Lebron/Wade dalla parte di Miami, e Derrick Rose dalla parte di Chicago. I primi due dovranno semplicemente, e non sarà facile, ripetere quel che è stato fatto contro la buona difesa messa su da Doc Rivers… mettendo tiri possibili ed impossibili, penetrando con intelligenza, spezzando i raddoppi, e scaricando al momento giusto sul compagno libero. Sia per Lebron che per Wade serve una serie sopra i 25 punti di media, con la voce “rimbalzi” che deve avere un peso concreto sulle statistiche di entrambi, visto che i rimbalzi sono uno dei punti di forza della difesa di Chicago. Inoltre i due devono chiarire finalmente sin da ora chi sarà il leader nei momenti caldi, perchè fino ad oggi non ci sono stati problemi, ma in un futuro prossimo questa cosa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio di proporsioni gigantesche. Nel complesso però va ammesso che sono più le preoccupazioni per Thibodeau, che viceversa.

Ad attenderli nell’altro lato del ring c’è Derrick Rose, autentica tempesta da basket, macchina da punti e discreto passatore. “Il penetratore” più immarcabile in tutta la Nba ed uno sguardo da Killer nascosto in una faccia da cartone animato. Al momento forse il numero 1… per leadership, per crescita, per fiducia che i compagni ripongono in lui! Basterà? Difficile dirlo, certo è il fatto che il Rose visto contro Miami in Regular Season non sembra soffrire troppo il confronto con Lebron & Wade, e la cosa sarebbe vitale in vista di domani. Ma bisogna pure dire per onestà intellettuale che una Finale di Conference non è una semplice partita di Febbraio o Marzo. Un’interà città si stringe attorno al suo “Pooh”, fermamente convinta che non rimarrà delusa. Vedremo…

Chiavi del match: Troppe, citarle tutte sarebbe complicato, e la redazione di PlayItUsa avrà comunque il tempo, in ogni round, di ampliare il suddetto tema. Al momento, quindi, dovendo proprio cercare gli spunti base, bisognerebe concentrarsi su:

1) Uragano Derrick Rose, chi, come, quando e dove?: Chi fermerà l’MVP? Marcatura semplice in apertura e poi uno tra Wade e Lebron in copertura? Chalmers con “uno dei due” in aiuto? Da subito uno tra Wade e Lebron? Oppure Spoelstra opterà per delle gabbie tattiche che indeboliscano il gioco in penetrazione della Rosa di Chicago? Allo stato attuale la chiave tattica che più mi intriga, una molteplicità di domande che non trovano risposta. E non fatevi ingannare da chi vi dirà “Ma sicuramente sarà così… “, perchè se Spo approccia così al problema Rose la serie potrebbe terminare in un lampo.

2) Lebron vs Wade, Lebron+Wade vs la difesa di Thibodeau: Gli scettici pensano tutt’ora che prima o poi il giocattolo si romperà e Miami crollerà proprio contro Chicago, con i soliti problemi nei punto a punto, e l’annosa questione “chi si prende il possesso decisivo” che tornerà a rombare su tutta la stampa made in USA. Ma visto che, personalmente, non credo nelle favole, a maggior ragione dopo la serie contro i Celtics… preferirei concentrarmi sul fatto che la reale chiave tattica in questione sarà ai danni del COY che dovrà alzare il livello della sua famosa difesa di stampo bostoniano, e fare in modo che Wade+Lebron non significhi fine dei sogni per i tori rossi. Ci riuscirà?

3) Lotta nel pitturato, il regno di Noah: La veemenza con cui Noah va a rimbalzo mi lascia delle volte senza fiato, e pure gente come Gibson o Asik non scherza. Qui ci troviamo di fronte al nodo cruciale… riusciranno i Bulls ad appropriarsi del controllo del pitturato? E che ruolo avranno Lebron e Wade in questo spazio (visto che contro Boston hanno lavorato attivamente alla risoluzione del problema)? Io credo che Chicago deve vincere questa battaglia, e debba fare in modo che Noah liberi i suoi istinti “animali”. Una vittoria a rimbalzo e nello scontro tra i lunghi può voler dire molto per Chicago, e persino Boozer sarà chiamato a fare uno step necessario (in attacco ed in difesa) per ottenere il controllo su quella che potrebbe essere la voce PRIMARIA nel tabellino delle statistiche post-partita.

4) Il cosidetto dulcis in fundo, ovvero quel che resta celato… in fondo al barattolo, e qui si va dal duello delle due panchine, al confronto a distanza tra i due coach. Passando per il “Curioso caso di Benjamin Bosh, caso che arrivato a queste altezze potrebbe essere un problema non più… facile da nascondere. Senza tralasciare velocemente vari aspetti quali fattore campo (Chicago in casa è fortissima) o l’ipotetico rientro di Haslem. Insomma una torta dai mille gusti, che a mangiarla tutta si rischia l’indigestione.

Pronostico: Se Thibodeau inquadra la serie e trova la mossa per mettere fuori serie Wade, e i Bulls vincono almeno 4 partite a rimbalzo… vado per il 4-2/4-3 tori. In caso contrario, se queste due cose non si allineano alla perfezione allora passa Miami 4-2 con Wade trascinatore silenzioso e Lebron pronto a fare la parte del Leone!

19 thoughts on “Chicago Bulls vs Miami Heat: Preview

      • esperienza di chi? hanno una media di 25 anni i più forti in campo, non ci sono super esperti…magari hanno un filo di esperienza in + gli heat…ma non kakiamo fuori dal vasino per favore

        • Wade (titolo Nba),Lebron (Finals),Haslem (titolo Nba),House (titolo Nba),Ilgauskas (15 anni e più di militanza nella lega),Bibby mi vuoi dire che non sono esperti ?? o almeno molto più esperti di quell’accozaglia di mezzi giocatori da due soldi…Più che pensare se cagare dentro al vasino, ti cagherei in faccia…

  1. Ho visto la serie con Atlanta e sinceramente era dai tempi di Detrit che non vedevo una difesa di quel livello. E Deng secondo me è un difensorone con LBJ.
    Sistema offensivo di Miami è immaturo e senza serata da 60% da tre non penso arriveranno ai 90.
    Certo l’attacco Bulls è molto limitato e mi da poca fiducia Boozer, però la storia insegna che spesso ai playoff le difese battono gli attacchi. vado coi Tori, 4-1.

    • Non capisci niente di basket!!!!! Ma come fai a dire eresie del genere…Vatti a vedere i Celtics dell’anno scorso e ne riparliamo di difese.Comunque la difesa degli Heat è molto vicina a quella dei Bulls è dato che in attacco i Bulls sono Rose dipendenti la vedo proprio male per i Tori.Poi una difesa che ha tenuto i Celtics per 5 partite sotto i 92 punti che vantano attaccanti del calibro di Allen,Pierce,KG,Rondo e volendo anche JO e West, che difficoltà dovrebbe avere a fermare il solo Rose e qualche sfuriata occasionale del Boozer o del Deng della situazione.Serie a senso unico totalmente in mano di Dwade e LBJ.4-1 massimo 4-2 Heat.

      • diciamo che io non insulto quindi ci ci capisce di basket lo scopriremo alla fine di questa serie… per quanto riguarda la difesa dei Celtics non venirmi a dire che gli esterni fossero dei difensori perchè altrimenti grasse risate…

        • Allora, vista la partita, ti è piaciuta??? Deng è andato sotto di brutto e anche Bogans non ce la fa con il tuo idolo… speriamo andrà meglio la prossima…

          • siete lì lì per essere eliminati e inchinatevi all’ unico vero mvp LEBROOOON…te lo detto che non ne capisci proprio di basket

  2. Propendo per gli Heat 4-2; vista la carenza dei lunghi e le penetrazioni di Rose secondo me Miami farà molta zona 2-3 dato che Chicago non sta tirando benissimo da tre (33,7 % nel P.O.). La chiave è comunque Rose che deve coinvolgere al massimo gli altri, soprattutto Boozer.

  3. Voto 4-2 Chitown più che altro per una questione di cuore… Cmq se giochiamo come in gara 6 con i falchi gli Hate non hanno chances.
    Go Bulls!!

  4. Domande aperte per gli Heat:

    – Wade è passato dal 43,8% al tiro contro Phila al 52,6% contro Boston; questione di single coverage di Allen? Se è così, ora tocca a Bogans e Brewer, ben altra musica…

    – in tutta la post season, il 47,7% dei canestri di Miami sono stati su assist (media complessiva negli attuali playoff è del 54,1%); 58 punti di media di Lbj e Wade contro i celtici, il 61% del totale (rispetto al 51% contro Phila) ed entrambi hanno distribuito in media meno assist… quando il gioco si fa duro, i due “killer” iniziano a metterla troppo sul personale?

    – nei playoff, Miami ha tirato con il 43,8% dal campo concedendo il 43,3%; da 3 hanno realizzato con il 31,6% concedendo il 42,8% (solo i Knicks hanno “offerto” di meglio…), eppure un doppio 4-1…
    possibile spiegazione: miglior Defensive Rating (dopo gli esclusi Magic), parziale di +5 nei rimbalzi di squadra, stoppate che sommate ai recuperi (6,2 + 6,6) pareggiano le palle perse (13).
    Vincono dunque perchè riescono a tirare di più degli avversari pur non avendo una percentuale dal campo troppo superiore? O perchè tirano 29 liberi a partita concedendone solo 19?

    Capitolo Bulls: forse è dai tempi dei Sixers dell’Mvp Iverson (e del Coach of the year Larry Brown) che una squadra non è così collettiva in difesa e monopolizzata in attacco; all’epoca bastò per arrivare alle Finals (e se qui si risveglia Boozer…)

  5. …tre cose sulla serie…

    1) Rose deve prendere da solo un numero di tiri liberi vicino a quello che prenderanno Wade e Lebron (e sono tanti)

    2) Boozer deve battere Bosh almeno in 4 gare…

    3) quando entra in campo Korver i Bulls devono tenere botta in difesa e produrre in attacco i parziali decisivi…

  6. sia nell’articolo che nei vari commenti, ho notato che spesso si tende a sottolineare la solidità della difesa bulls e di quali possano essere le risposte di miami a tale difesa, senza mai guardare al fronte opposto, cioè a quali “invezioni” possa trovare uno degli attacchi più monotematici della nba per aggirare la difesa miami, difesa che, a differenza delle ipotesi fatte ad inizio anno, nn solo porta grandissima pressione sugli esterni avversari, ma al contempo, in questi po, nn sta andando sotto neanche contro i reparti lunghi fin qui affrontati, nonostante un evidente superiorità in questa zona del campo da parte degli avversari (sfido chiunque a affermare che bosh, big z, anthony e howard siano meglio di brand, hawes, speights e battie o meglio ancora di garnett, j’o, shaq, big baby e krstic), tanto che su 10 partite fin qui disputate da miami, solo in 3 occasioni almeno un giocatore della front line ha fatto una partita degna di nota: brand in gara 3 e gara 5 (tra l’altro perse) e garnett in gara 3.

    molto interessante notare che i reparti lunghi contro cui a giocato miami hanno entrambi la particolarità di avere il giocatore principale che eccelle sotto l’aspetto tecnico e no in quello fisico o atletico (brand e garnett), segno questo che, evidentemente, i lunghi di miami riescono a tenere meglio contro questo tipo di giocatori. in effetti, osservando bene, questa è una cosa abbastanza normale, dato che i lunghi degli heat che hanno calcato per maggior tempo il parquet sono bosh e anthony, nei quali agli evidenti limiti fisici, fanno da contraltare un elevata rapidità di gambe, caratteristica questa che ben concilia contro giocatori tecnici appunto.
    questo è un aspetto di cui, a mio avviso, bisogna assolutamente tenere conto, proprio perchè la front line dei bulls è molto simile a quella degli avversarsi finora affrontati da miami. infatti quello che teoricamente è la punta di diamante del pacchetto lunghi è boozer, un giocatore che, a dispetto di un fisico sottodimensionato x il ruolo e di un atletismo nn eccezionale, riesce ad incidere proprio grazie ad ampio arsenale di movimenti, frutto di un elevato tasso tecnico (se così nn fosse, sloan nn gli avrebbe neanche fatto varcare il confine dello utah a suo tempo). il suo compagno di reparto è noah, il quale basa il suo gioco prevalentemente sull’aggressività, ma a livello fisico e atletico rimane nella norma, mentre sotto il profilo tecnico nn ne parliamo proprio. l’unico che potrebbe creare qualche grattacapo è gibson, in quanto è in possesso di un atletismo che nn è minimamente arginabile dai lunghi heat.

    a mio questa sarà una serie completamente dominata dalle difese, dai punteggi estremamente bassi (mi stupirei se una delle 2 superasse i 95 di media e forse mi tengo anche largo, se così nn fosse significa che qualche meccanismo è saltato) e di conseguenza molto tirate. per quello che riguarda il vincitore sono leggermente propenso a dire heat, anche se di poco, per il semplice fatto che gli accoppiamente su 4 ruoli sono automatici ed in equilibrio sia in attacco che in difesa (wade-rose, lbj-deng, bosh-noah, anthony-boozer), mentre x il quinto ruolo ha un deciso vantaggio miami dato che possono contare sul quartetto chalmers, jones, miller e bibby i quali, oltre ad essere degli ottimi attaccanti (soprattutto gli ultimi 3), riescono anche a farsi valere nella metà campo difensiva (bibby più per esperienza che nn per vere e proprie doti). x chicago, invece, la questione è più complicata, in quanto o può contare su validi difensori come bogans e brewer, pagando però molto in attacco, oppure può farlo su un valido attaccante come korver, con tutte le conseguenze del caso in difesa.

  7. Miami 55% Chicago 45%

    Non miglior serie per valutare Luol Deng.
    La chiave di lettura potrebbe venire, oltre i citati coach, play, pitturato, dall’ala dei Bulls.
    Viene da p.o. giocati bene fin ora. Questa è una serie dove è importante che lui riesca ad alzare l’asticella.

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