CHICAGO CUBS
I Cubs ripartono poco sopra Milwaukee nei favori dei pronostici, ma la NL Central sin da questo start si sta confermando equilibrata ed indecifrabile. Pochi movimenti ma sostanziali per migliorare uno dei più forti lineup MLB, terzo in WAR, quarto per Slg% e top 5 per fuori campo e punti battuti a casa nel 2025, annettendo la qualità di Bregman per 175 milioni quinquennali.
Il total payroll adesso è ampiamente fra i 10 più esosi di lega, anche per la sacrosanta estensione dell’uomo franchigia Pete Crow-Armstrong, atletico esterno centro, difensore di spessore ricco di personalità, nonché stella di un outfield che usufruirà altresì dei servigi del veterano Conforto e che vede Happ e Suzuki presenziare i due lati del diamante. L’ex Astros e Hoerner vanno invece a formare un middle infielder duo di spessore, dove contatto, potenza e affidabilità difensiva si mischiano a leadership, consistenza ed esperienza playoff. La garanzia Swansson e il catcher Kelly, oltre alla scommessa Kingery, poliedrico interno tuttavia quasi mai in salute, chiudono l’infield.
Inoltre, la rotazione si completa con l’ottimo Edward Cabrera, una delle poche luci degli ultimi Marlins; oltre a lui i confermati Imanaga, Boyd, Taillon e Rea, con gli ultimi tre chiamati a ripetersi: non sarà facile, anche perché Assad non convince ed Horton e Steele occuperanno l’infermeria per molto tempo. Il pregevole inizio di Palencia lo ratifica closer d’elite, ma non lo stesso si può dire di Maton ed Harvey, rilievi di un bullpen comprendente Thielbar, Milner e Jacob Webb, loro due new entry da Texas. Girone infernale dove giungere alla postseason anche con 86 vittorie potrebbe essere sufficiente per sognare successivamente.
MILWAUKEE BREWERS
Forti in regular season, poco convincenti ai playoff: questi sono i Brewers delle ultime 5 tornate, con 4 facili vittorie divisionali di cui le ultime 3 consecutive, ma altrettante uscite di scena nel tabellone finale, senza mai dare l’idea di poter arrivare alle World Series. A nostro avviso sarà per di più un anno difficile quello in corso, nel quale sfiorare le 100 W dell’ultima stagione, primato superiore perfino al Pennant 1982 e alla cavalcata 2018 nelle NLCS, dovrebbe rappresentare la luna per il team del vecchio Pat Murphy, ma anche quota 90 ci sembra una proiezione troppo ottimistica.
La rotazione, pietra miliare in questo lato del Wisconsin e top ten per fWAR, ha infatti perso l’asso Peralta, ai Mets assieme a Myers per i prospetti Jett Williams e Sproat, con quest’ultimo già annesso alla prima squadra proprio per un monte partenti meno consolidato ed affidabile del solito. Il diamante casalingo Misiorowski perciò acquista lo spot primario dietro a Woodruff, una certezza che dal 2023 non ha tuttavia quasi mai trovato pace a livello fisico, mentre il sorprendente Priester del 2025 non ha ancora debuttato per un polso ballerino.
Si punta quindi sui giovani, la new entry Kyle Harrison e Chad Patrick in primis, egregi finora, e sull’affidabile bullpen, nel quale ai confermati Uribe, Koenig, Ashby, Grant Anderson e Megill, si aggiunge un rilievo lungo del calibro di Angel Zerpa, dai Royals in un’operazione multipla che però ha visto in trade (di cui una a 6 team) le tristi cessioni di Durbin e Collins, candidati ROY.
Anche dall’ex MVP Yelich, dal catcher William Contreras e il suo backup Sanchez, arrivano dubbi sia sull’età, col primo acciaccato al polpaccio e assieme al terzo spesso relegato DH, che sul pieno recupero da una frattura al dito per l’altro. Le buone notizie arrivano però da Turang, talmente sorprendente in difesa da conquistarsi uno spot per il WBC, Sal Frelick, migliorato al piatto fino a sfiorare l’fWAR di Contreras, e dalla continua ed inarrestabile progressione di Chourio, pronto al rientro dalla frattura alla mano!
PITTSBURG PIRATES
L’ennesimo ottimo start dei Pirates si spera finalmente possa continuare fino all’estate. C’è difatti aria nuova secondo il prima base Spencer Horvitz, fresco del primo hr della stagione, ma noi ci teniamo comunque stretti, pronosticando a malapena il 50% di vittorie per i ragazzi di Don Kelly: una profezia che nella MLB può tuttavia benissimo saltare.
A proposito di infield, dove Bart e Davis proseguiranno l’alternanza dietro il piatto di casa base, in attesa del breakout di Henry Davis, first overall 2021 da Louisville, si registra il debutto coi fiocchi contiguo ai 10 fuori campo di Brandon Lowe in seconda, giunto in trade dopo una vita a Tampa, e del rookie Griffin, lui però ancora poco preciso al box ma ottimo in difesa, per il quale l’oggi acciaccato Triolo emigrerà in terza lasciandogli l’interbase. Chi sta praticamente esplodendo quale profilo MVP è Oneil Cruz, ormai nel pieno prime e che batte .323 ed è limitrofo ai 20 rbi e alle 30 valide: è lui il vero uomo franchigia rispetto all’altro esterno Bryan Reynolds, che non ha poi avuto quella carriera da star che dava a vedere.
Un outfield, che con l’altra new entry Ryan O’Hearn, è fra i segreti del pregevole inizio stagionale, oltre alla rinomata rotazione, confermatasi tuttora ben sopra il top ten MLB e condotta dal prodigio Skenes, former CY Young e ROY nonché 2 volte All star e in ballottaggio MVP, e Mitch Keller, mentre i due sophomore Chandler e Ashcraft sono ormai promossi a starter titolari, al pari di Carmen Mlodzinski, mai partito tanto bene in carriera. Migliorie si attendono invece dal bullpen, non al livello dei partenti lo scorso torneo, seppur possa contare da quest’anno su due closer quali Santana e Soto, lui 2 volte All Star giunto ad accordo annuale per 7,75 milioni.
CINCINNATI REDS
Il ritorno di Eugenio Suarez a Cincinnati per 15 milioni ad accordo annuale sa di romantico, ma soprattutto annette ad un team che è tornato ai playoff nell’ultima tornata, palesandosi tuttavia allergico alla potenza e nemmeno tanto preciso al piatto, un profilo MVP che a 34 anni può dare ancora una mano. Migliorie che si chiedono pure a Matt McLain, seconda base andato in regressione dopo la magica campagna da rookie 2023 e il successivo infortunio!
Discorso inverso per la temibile ed affidabile rotazione, che vede però Greene fuori fino all’estate e Lodolo non ancora debuttante, promuovendo perciò finalmente Rhett Lowder dalla gavetta del Triple-A e il sophomore Burns, napoletano di nascita, mentre Abbott e Singer sono le garanzie di un comparto reduce dal secondo e terzo step MLB in WAR ed expected ERA. Dai Braves, Seattle ed Angels arrivano Pierce Johnson, Caleb Ferguson e Brock Burke, rilievi veterani di spessore per rinfoltire un bullpen mai all’altezza degli starter, nel quale Pagan, esteso a 20 milioni biennali, mantiene lo spot da closer.
Terry Francona ha fortemente voluto quest’anno anche i servigi di Nathaniel Lowe, backup veterano in prima o DH all’occorrenza del formidabile diamante Sal Stewart, leader di gruppo finora in ogni stats offensiva, superiore perfino a De La Cruz, che ha rinunciato alla milionaria estensione che ne avrebbe fatto il più ricco nella storia della franchigia, per dichiararsi poi eleggibile all’arbitrato e nel 2029 nella free agency. La squadra a cui è più difficile associare un pronostico sono proprio i Reds, soprattutto per un attacco mai del tutto decifrabile: ci teniamo larghi fra le 75 e 85 W.
ST. LOUIS CARDINALS
Squadra un passo indietro alle altre, St. Louis è ripartita dopo aver smantellato le ultime star in roster, pezzi da novanta come Donovan, Gray, Arenado e Willson Contreras, rinfoltendo però il farm system di ulteriori giovani, a nostro avviso già pronti per far male, specialmente sul monte, ragion per cui l’asticella da 73/78 vittorie non sarebbe utopistica.
Nel lineup poi, oltre ad Herrera, Burleson e Winn, ai quali perciò si cederanno le maggiori responsabilità sperando si ripetano, si aggiunge nel frattempo il clamoroso inizio di Jordan Walker, un’impresa da 8 fuori campo nei primordiali 16 match che si appaia a quelle di Scott Rolen (2004), Mark McGwire (1998) e Stan Musial (1954), arrivando persino in scia dell’icona Pujols (11 nel 2006). Wetherholt e Gorman inoltre, senza più l’ingombrante alone di Arenado, si potranno alternare fra terza e seconda base, sfruttando pure il poliedrico dinamismo di Saggese ad occupare l’esterno sinistro, al posto del lungodegente Nootbaar: giovani rampolli responsabili di un comparto battitori secondo di lega per età più bassa.
Liberatore sostituisce quindi l’ex Gray nel top spot in rotazione e lo spring training egregio ha promosso McGreevy e Leahy quali partenti titolari, assieme ad Andre Pallante, mentre i contratti annuali per Dustin May e Ryne Stanek aggiungono una ex promessa però martoriata dagli infortuni e un rilievo veterano non più nel suo prime.
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.

