SEATTLE MARINERS

I Mariners ripartono in una division equilibrata ed imprevedibile coi favori dei pronostici, cercando di replicare il gagliardetto 2025 arrivato dopo ben 24 anni, forti di un roster giovane ma nel pieno prime e del farm system pronto a lanciare nuovi diamanti, la terza overall Kade Anderson per l’infortunato Logan Evans su tutti; infine, un payroll sobrio, 17mo MLB sui contratti attivi, lascia per di più spazio salariale per interventi in deadline.

Ambizioni da vertice d’altronde confermate da una rotazione affidabilissima, seppur sovente falcidiata da intoppi fisici, composta dalle garanzie Gilbert, Woo, Kirby, Castillo e Bryce Miller; se poi quest’ultimo marca visita ecco che Hancock performa al debutto 6 inning senza subire valide! Idem il bullpen, dove primeggiano eccelsi rilievi da fine gara come Munoz e Bazardo, uno specialista verso i mancini quale Speier e dello spin (Brash). Comparto concluso da Vargas e dalla new entry Ferrer.

Cinque selezioni All Star nelle ultime due tornate, fanno inoltre dell’attacco di Dan Wilson un imprevedibile bomba ad orologeria, capitanata dai profili MVP Julio Rodriguez e Cal Raleigh, e da Randy Arozarena. Il pregevole Brendan Donovan di St. Louis è poi l’ottimo rimpiazzo di Eugenio Suarez, partente in estate, e dividerà seconda e terza base col jolly dell’infield Cole Young, talentuoso hitter mancino al secondo anno nonchè iper disciplinato al piatto. Chiude l’esterno Raley, mentre l’agilità dell’oggi affaticato alla spalla JP Crawford e la potenza di Josh Naylor concludono il poliedrico lineup, a cui annettere Canzone DH o all’occorrenza outfielder al pari di Refsnyder e Robles.

Le World Series sono il nemmeno tanto nascosto obiettivo dei Mariners 2026/27, da conquistare partendo dalle 85/88 W e relativa qualificazione in postseason!

TEXAS RANGERS

Punto interrogativo sui campioni 2023, poi falcidiati dagli infortuni e usciti perciò dal baseball che conta.

Jacob deGrom e Nathan Eovaldi sono tuttora pitcher secondi a nessuno, ma anche per loro valgono le incognite fisiche, che altrimenti farebbero della rotazione Rangers un fiore all’occhiello dell’American League, come avvenuto la scorsa stagione, visto che, oltre alla garanzia Leiter, da quest’anno può contare sui servigi di MacKenzie Gore, importante new entry assieme a Jansen davanti casa base e Nimmo nell’esterno, al prezzo di 5 prospetti, che pareggiano i tristi addii di Semien e Adolis Garcia. Meno affidabile l’attuale quinto spot, ora ad appannaggio dello scostante Rocker, dato che Corbin, Mahle e Merrill Kelly non sono stati rinnovati.

L’asso Seager è ancora la punta di diamante nella difesa dell’infield, dove mantengono lo spot nelle prime due basi Burger e Smith, mentre la salute di Josh Jung sarà anche qui il termometro della sua stagione in terza, al pari di quella di Evan Carter al centro, due elementi che se a posto fisicamente possono fare molto rumore, come Langford d’altronde, profilo All star che chiude l’outfield con Nimmo. Roster di valore che può entrare come minimo alla wild card e limitrofo alle 85 W, pure perché i jolly Pederson e l’altro arrivo a minor league contract McCutchen sono riciclabili sia come jolly che DH clutch.

Winn, Junis, la matricola Baumler, il setup Chris Martin e il closer Garcia hanno mantenuto il posto nel bullpen, e dovranno confermare l’ottimo quinto step 2025 in ERA, aiutati pure da Jalen Beeks, giunto dai D-Backs ad accordo annuale per 1.6 milioni.

HOUSTON ASTROS

Agli ordini di Joe Espada, il cui contratto scadrà a fine torneo, gli Astros ripartono dopo che la striscia di 8 apparizioni consecutive ai playoff si è conclusa lo scorso settembre, comunque per una misera vittoria di scarto. L’esperienza di numerosi senatori elite, l’incognita infortuni, che già miete vittime nei rilievi Hader e Sousa, e un farm system mai del tutto apprezzato, saranno il termometro annuale, che però a nostro avviso, data la consistenza di una franchigia abituata a contendere pure per un payroll esplosivo nonché top ten di lega, partirà dall’obiettivo minimo di 83 vittorie!

Il miglior bullpen per K/rate eccelle ancora in Hader ed Abreu, seppur il suo inizio sia finora da dimenticare, e dalle rivelazioni Okert e Sousa. L’incredibile debutto di McCullers fa inoltre ben sperare per l’ultimo spot della rotazione, a lui spettante se la salute che gli ha fatto perdere numericamente 4 stagioni dal 2019 sarà finalmente clemente, per uno starter che può spostare gli equilibri. Stesse riflessioni su Javier, reduce dalla TJS, mentre è atteso in modo intrigante il giapponese Tatsuya Imai, che andrà a completare il comparto con Mike Burrows dai Pirates, promosso finora nonostante le sole 19 partenze in Major, coppia che non dovrà far rimpiangere Valdez. Primo della lista la certezza Hunter Brown, asso planetario e terzo classificato Cy Young.

Salute che dovrà risparmiare anche Yordan Alvarez in battuta, secondo hitter MLB per wRC+ dal 2021, limitato tuttavia a 48 partite nel 2025 e pertanto fra le cause del 23mo posto di gruppo in media al box con runner in scoring position. Una stella la sua, paritaria ai profili MVP Altuve (2B) e Carlos Correa, shortstop tornato la scorsa midseason all’ovile che lascerà di nuovo il suo ruolo alla garanzia Pena, per trasferirsi in terza base. Un infield concluso dall’altra sicurezza Diaz e in prima da Christian Walker, sempre limitrofo ai 30 fuori campo annuali ma lontano dai fasti di Arizona e dal WAR a 5.2.

Miglior battitore Astros per Ops+, Isaac Paredes è il jolly nelle basi nonché DH, mentre Meyers e il sophomore Cam Smith chiudono l’insufficiente outfield 2025: sestultimo in Ops.

SACRAMENTO ATHLETICS

Nonostante il brutto inizio questa stagione per gli Athletics potrebbe portare migliorie e conferme, con l’obiettivo massimo delle 78 vittorie, visti i numerosi talenti in Rooker, Langeliers, Jacob Wilson, Lawrence Butler e Soderstrom, l’aggiunta di McNeil dai Mets e un hitter fra i più poliedrici sia in potenza che nel contatto: il profilo MVP Nick Kurtz, ROY 2025 e sophomore assieme al mago difensivo dell’outfield Denzel Clarke.

Termometro della seconda tornata a Sacramento prima di volare a Las Vegas fra due anni sarà il monte partenti, disastroso nel 2025 e deficitario pure nell’odierno start, che vedrà assieme al comunque sempre scostante Severino la conferma del veterano Springs e di Jacob Lopez, l’acquisto convincente di Civale e la definitiva promozione del rampante Morales. Una rotazione all’apparenza resiliente per inning multipli e per le intere 162 gare, eventualmente aiutata dai numerosi rilievi lunghi in roster. Un bullpen sì privo ormai di Mason Miller e Newcomb, ma rinnovato fra gli altri in Leiter Jr e Barlow.

Il confermato fino al 2028 skipper Kotsai farà dunque affidamento su una offense fra le più imprevedibili della lega, sfruttando pure il calore della Sac-Town e sullo storico modus operandi di una organizzazione spesso caparbia nel gettare in mischia nuovi prospetti, su tutti i pitcher Hoglund, Ginn, Estes e Jack Perkins, nel caso la collina confermi i drammi del recente passato.

LOS ANGELES ANGELS

La carriera di Mike Trout, fra i più forti giocatori della storia, si avvia verso la parte conclusiva in modo sempre più triste, senza possibilità di contendere nella parte debole di Los Angeles. Arrivare a 75 W pare tuttora complicato per un attacco fra i 10 peggiori in punti e nel rating sugli strikeout, con Moncada, Soler e Adell incapaci di migliorare tali statistiche, e la new entry Josh Lowe non convincente.

Dubbi pure sul coaching staff al lancio, mai efficace, che dovrà offrire ai lungodegenti Manoah e Grayson Rodriguez, giunto in California per Ward, le giuste chiamate per risollevarsi dall’oblio.

L’offseason è passata – as usual – ad annettere a roster elementi calanti, se non proprio reduci da guai come i due starter poc’anzi nominati, fra cui i rilievi Pomeranz, Romano, Yates e Suter. Ancora troppo poco per alzare l’asticella, ma mosse purtroppo necessarie e obbligatorie visti gli errori del passato, su tutti il salasso del contratto a Rendon, ben 245 milioni per 7 anni dal 2020, su un giocatore che ha disputato soltanto 257 partite, ovvero sia quasi 953.000 $ di media l’una!

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