Il manager azzurro Francisco Cervelli lo aveva detto sin dall’inizio: “Il nostro obiettivo è vincere. Deve essere questa la mentalità”.
Parole che sono state prese proprio alla lettera dagli Azzurri perchè hanno sfornato in questo girone una prelibatezza dopo l’altra, accompagnate da un ottimo caffè espresso.
Iniziata come una gag, si è trasformata piano piano in un rito dopo ogni fuoricampo, con il capitano dell’Italia, Vinnie Pasquantino, ad aspettare nel dugout chi ha battuto il fuoricampo per offrirgli l’espresso e dargli due baci sulla guancia “molto italiani”, come direbbe Stanis.
Il WBC è iniziato con la bella vittoria sul Brasile, l’unica vera squadra cuscinetto del girone, con un ottima partenza del nostro Samuel Aldegheri, primo italiano nato e cresciuto nello Stivale ad aver lanciato in Major League Baseball. Appena ventiquattro ore dopo è arrivata la vittoria, non scontata, contro la Gran Bretagna, che aveva fatto sudare sia il Messico che gli Stati Uniti: dopo essere andati sotto 2-0 nel primo inning, c’è stata una grande reazione azzurra, guidata da Andrew Fischer, autore di un fuoricampo e di un doppio RBI, con anche il rilievo di Macerata Gabriele Quattrini che si è tolto la soddisfazione di mandare strikeout Jazz Chisholm Jr (31 fuoricampo in MLB nel 2025 con i New York Yankees).
Battere Brasile e Gran Bretagna era obbligatorio per giocarsi l’accesso ai quarti. Chiunque, anche il più esperto degli analisti, aveva pronosticato che gli Stati Uniti avrebbero chiuso il girone da imbattuti, con il secondo posto deciso nello scontro diretto tra Italia e Messico all’ultima partita.
In effetti, sulla carta, il roster statunitense lasciava pensare proprio questo: tante stelle MLB come Paul Skenes, Aaron Judge, Tarik Skubal, Cal Raleigh e Alex Bregman, solo per citarne alcuni. I due migliori lanciatori e due dei migliori battitori dell’intero pianeta. Invece, è successo l’inimmaginabile.
Erano passati solamente poco più di tre giorni dalla prima e storica vittoria dell’Italia del rugby contro l’Inghilterra nel Sei Nazioni. Dopo trentadue sconfitte, i ragazzi di Quesada hanno potuto alzare le braccia al cielo per la prima volta contro chi ha inventato lo sport dalla palla ovale. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, a Daikin Park, Houston, l’Italia di Baseball ha fatto la stessa cosa, sconfiggendo i maestri americani nella maniera più inaspettata possibile.
Un po’ come l’oro vinto dal quartetto azzurro dello sci di fondo a Lillehammer 1994 contro la Norvegia davanti a un milione di norvegesi. Come l’oro di Marcell Jacobs nei 100 metri a Tokyo 2020. Come la vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon. Come la leggendaria accoppiata Giro-Tour di Marco Pantani. Come nel Primo libro di Samuele 17: Davide, futuro re della Giudea, sconfigge Golia, il gigante filisteo.
Gli Stati Uniti sono Golia. L’Italia, in confronto, è chiaramente Davide. Ma essere Davide significa non mollare mai. E l’Italia ha fatto proprio così ieri. È partita molto forte e ha sorpreso gli Stati Uniti sin dall’inizio: tre fuoricampo (Teel, Antonacci e Caglianone) nei primi quattro inning per portarsi sul 5-0. Sul monete per l’Italia, Michael Lorenzen sta lanciando divinamente, concedendo poco o nulla.
Nel sesto, agli americani iniziano a tremare le mani: per gli azzurri sono così entrati altri tre punti, su fielder’s choice, volata di sacrificio e lancio pazzo. 8-0 alla sesta ripresa. Non sembra vero a nessuno.
A Daikin Park si sentono solo i tifosi dell’Italia. Gunnar Henderson dà una scossa agli americani e batte il fuoricampo dell’8-1.
Da quel momento gli USA iniziano a fare paura all’Italia, andando spesso in base e segnando punti per riavvicinarsi, tra cui il fuoricampo da tre punti di Pete Crow-Armstrong per l’8-4.
Ma la vera vittoria ce la siamo costruita qui, nel momento in cui potevamo farci riprendere: due prese pazzesche in campo esterno di Marsee e Nori e un Pasquantino che in prima base prende tutto il possibile, allungandosi come ai Mondiali di ginnastica artistica.
Con un uomo in base si arriva al nono inning: gli USA sono lì, 8-6, con il fuoricampo appena battuto dal solito PCA. Nel box di battuta, per il possibile pareggio, c’è Aaron Judge, che insieme a Shohei Ohtani è considerato uno dei due giocatori più forti al mondo in questo momento.
Tutto il Daikin Park è in piedi: un fuoricampo del fuoriclasse dei New York Yankees significherebbe pareggio. Sul monte di lancio per l’Italia c’è Greg Weissert, rilievo dei Boston Red Sox, eterni rivali degli Yankees: è una sfida nella sfida.
In questo caso, Weissert ha la meglio: Judge finisce strikeout e si chiude qui. Davide batte Golia. L’Italia sconfigge gli Stati Uniti a casa loro, nello sport che hanno inventato.
Non è una prima volta assoluta, come nel caso del rugby: gli azzurri avevano già battuto gli USA a baseball in altre tre occasioni. Ma non era mai successo in un campionato del mondo e, soprattutto, mai contro una selezione piena di stelle della MLB. Per questo, in fondo, è davvero come se fosse la prima volta.
“Si tratta di uno dei giorni più belli della mia vita” dichiara Francisco Cervelli. E come biasimarlo. Dell’Italia e del Baseball ne parlano tutti, le prime pagine dei giornali e addirittura fanno un servizio sul TG1.
Purtroppo, il meccanismo dei gironi a cinque squadre non premia immediatamente l’impresa dell’Italia, che non è ancora matematicamente qualificata e deve confermarsi contro il Messico. Una vittoria certificherebbe il passaggio del turno da prima e da imbattuta.
Anche con una sconfitta, gli Azzurri potrebbero qualificarsi, ma solo se subiscono quattro o meno punti nel corso dei nove inning.
Il lanciatore partente è Aaron Nola dei Philadelphia Phillies e la partita va addirittura in diretta su Rai2 (!!!). Con due “caffè” nel secondo e nel quarto inning, la gara si indirizza subito.
Nola lancia cinque inning senza subire punti e questa volta partecipa alla rumba anche il capitano.
Nelle prime tre partite aveva fatto solamente “caffè”, celebrando i fuoricampo dei suoi compagni (con bacio sulla guancia annesso) e, nel tempo libero, raccogliendo nel guantone qualsiasi sfera bianca volante sul cuscino di prima base. Ma entrava nella partita con un pesante 0 su 12 nel box di battuta. Contro il Messico ha deciso che il caffè lo doveva fare qualcun altro per lui. Lui che è l’anima di questa Nazionale.
Pasquantino batte tre fuoricampo contro il Messico, diventando il primo giocatore della storia del World Baseball Classic a colpire tre home run in una sola partita.
L’Italia domina il Messico 9-1 e chiude il girone al primo posto con quattro vittorie in altrettante partite, compiendo una delle più grandi imprese nella storia del baseball azzurro.
Ora ci sono i quarti di finale: sabato 14 marzo alle 20 (ora italiana) gli Azzurri sfideranno Porto Rico, che ha chiuso al secondo posto la Pool A dietro al Canada.
Nell’eventuale semifinale ci sarebbe il Giappone di Shohei Ohtani, una delle tre squadre imbattute in questo WBC, insieme a Italia e Repubblica Dominicana.
Se è un sogno quello che stiamo vivendo, vi prego di tenere la luce spenta e lasciarci dormire. Non vogliamo essere svegliati.

Orso per gli amici. Amo il passatempo preferito degli americani: il baseball. Tifoso da sempre dei Boston Red Sox, ma prima di tutto tifoso del Diamante. Innamorato della fastball di Pedro Martinez, dello swing di Mookie Betts e dei fuoricampo di David Ortiz. Sogno nel cassetto: guardare una partita dal Green Monster di Fenway Park. Su Instagram racconto di baseball con la page @mediabattuta


Nelle ultime due notti ho dormito pochissimo, per stare alzato a vedere questa splendida squadra, ma direi che ne è valsa la pena! Non so se sia stato più miracoloso vedere l’Italia battere Stati Uniti e Messico o vedere il baseball su Rai 2 😁!
A questo punto, crediamoci: sono partite secche e tutto può accadere!
P.s. L’oro nello sci di fondo, l’oro nei 100 metri, la vittoria a Wimbledon e la doppietta di Pantani li ho visti tutti in diretta. Ci aggiungerei la finale olimpica della pallanuoto nel 1992, vinta al sesto supplementare!