Una pioggia di valide (e fuoricampo) canadesi si abbattono sui Los Angeles Dodgers nella gara di apertura delle World Series 2025. Un inizio di partita a rilento – a causa di un po’ di tensione – è solo la quiete prima della tempesta: i Toronto Blue Jays asfaltano i Los Angeles Dodgers, costruendosi il loro vantaggio nel solo sesto inning, dopo essere andati anche sotto.
14 valide, 11 punti segnati, solo 4 subiti (di cui due già a partita finita). Un dominio totale al Rogers Centre, tornato protagonista del Fall Classic esattamente 32 anni dopo il fuoricampo di Joe Carter del 1993.
La gara si apre con la sfida sul monte tra Blake Snell – che arriva da una Postseason praticamente irreale (3-0, 28 K, 0.82 di Whip) – e Trey Yesavage, rookie che ad aprile giocava in Single-A (la quarta serie per intenderci). Entrambi tengono il primo inning, poi Yesavage inizia a dare segni di cedimento nel secondo: i Dodgers riempiono le basi, ma segnano un solo punto grazie alla valida del solito sospetto Kikè Hernandez.
Yesavage se la cava, con il vantaggio dei Dodgers che poteva essere maggiore: nell’inning successivo, il singolo di Will Smith — un nome che, dal 2020, alle World Series non manca mai e finora ha sempre portato bene, parlando di due giocatori omonimi— manda a casa Mookie Betts per il 2-0, anche questa volta con le basi piene. Los Angeles si mangia più di un’occasione di chiudere il secondo e il terzo inning con più punti segnati.
Dopo tre inning con uno Snell in controllo, ma più in difficoltà rispetto alle sue precedenti uscite di Postseason, i Blue Jays risvegliano il Dome in un attimo: nella quarta ripresa Kirk batte un singolo e, trenta secondi dopo, Daulton Varsho colpisce il primo fuoricampo di queste World Series, riportando la partita in parità sul 2-2.
Yesavage, dopo i primi tre inning, resiste bene sul monte e chiude con una no-decision in cinque inning lanciati: 4 valide e 2 punti concessi, 5 strikeout. Dave Roberts prova a tenere Snell più a lungo possibile, facendolo arrivare fino al sesto inning, ma si rivela un errore. In quella ripresa succede di tutto.
Bo Bichette – rientrato dall’infortunio dopo 48 giorni – si guadagna una base su ball e viene sostituito dal pinch-runner Kiner-Falefa. Kirk batte un altro singolo e Varsho viene colpito dal lancio di Snell, che chiude la sua partita riempiendo le basi senza eliminati. Sul monte sale Emmet Sheehan in una situazione pericolosissima, dove è molto difficile non concedere punti.
Infatti il singolo di Ernie Clement, un contattista puro, manda a casa Kiner-Falefa per il 3-2. Nathan Lukes va al piatto, si guadagna la base su ball che porta a casa il secondo punto dell’inning che vale il 4-2. Sheehan concede poi un singolo anche ad Andre Gimenez per il 5-2. Basi piene, zero out. Un disastro che sembra annunciato.
Roberts, in completa difficoltà, cambia Sheehan, sostituendolo con Anthony Banda: al piatto va Addison Barger, reduce da un’ottima serie contro Seattle e indovinate un po’: fuoricampo Grand Slam per il 9-2. Partita in cassaforte. L’inning degli incubi losangelini non finisce qui: Guerrero batte un singolo e Kirk il fuoricampo dell’11-2. Nove punti segnati in un solo inning.
La partita si chiude lì: nel garbage time – si direbbe in termini cestistici – Shohei Ohtani – dopo uno 0 su 3 quando la partita era ancora aperta – batte un fuoricampo da due punti solo per risistemare le statistiche individuali. Toronto si prende con forza gara 1 e manda un messaggio a Los Angeles: per il back-to-back bisogna sudare.

Orso per gli amici. Amo il passatempo preferito degli americani: il baseball. Tifoso da sempre dei Boston Red Sox, ma prima di tutto tifoso del Diamante. Innamorato della fastball di Pedro Martinez, dello swing di Mookie Betts e dei fuoricampo di David Ortiz. Sogno nel cassetto: guardare una partita dal Green Monster di Fenway Park. Su Instagram racconto di baseball con la page @mediabattuta

