Sono passati più di tre decenni, ma il Rogers Centre — allora conosciuto come SkyDome — può finalmente tornare a ruggire come fece dopo il leggendario fuoricampo di Joe Carter in Gara 6 delle World Series, quello che regalò ai Toronto Blue Jays il loro secondo (e finora ultimo) titolo MLB. Una franchigia ormai simbolo di un’intera nazione — il Canada — e unica rappresentante della Foglia d’Acero in Major League Baseball dopo il trasferimento dei Montreal Expos a Washington nel 2005.
I Blue Jays sono guidati da un manager giovane, John Schneider, affiancato dall’esperienza del bench coach Don Mattingly, che dopo quasi 45 anni in MLB tra campo e dugout, potrà finalmente vedere una delle sue squadre disputare le World Series.
Sul diamante, il grande protagonista è stato Vladimir Guerrero Jr., premiato come MVP delle Championship Series. Un figlio del Canada — nato a Montréal nel 1999, quando suo padre, l’Hall of Famer Vladimir Guerrero, dominava con la maglia degli Expos. Sei fuoricampo per lui in questa Postseason, eguagliando il record di franchigia condiviso da due leggende dei Blue Jays: Joe Carter (ovviamente) e José Bautista. Anche se, il fuoricampo più importante della stagione e forse del secolo per i Blue Jays, l’ha battuto un altro.
Ma non affrettiamoci troppo. Eravamo rimasti al Grand Slam di Eugenio Suárez in Gara 5, un colpo secco e brutale che aveva portato avanti Seattle 3-2 nella serie. Ma con i Blue Jays più vivi che mai, dopo aver recuperato il deficit di 2-0, pronti a tornare nell’Ontario davanti al loro pubblico per provare a forzare gara 7.
Gara 6
Si tratta dell’ultima chiamata per Toronto: una sconfitta e i Seattle Mariners volano alle World Series per la prima volta nella loro storia. Proprio perchè forse manca un po’ di esperienza, la squadra di Dan Wilson è tesissima, mentre inaspettatamente i Blue Jays sono molto più leggeri. Al secondo inning, i padroni di casa sbloccano il tabellone con la parte bassa del lineup: due singoli consecutivi di Barger e Kiner-Falefa mandano a casa due punti per il 2-0.
Nel terzo, Barger si conferma decisivo e batte un fuoricampo da due punti che fa esplodere il Rogers Centre: 4-0 Toronto. Due riprese più tardi, è il turno di Guerrero Jr di entrare nella storia con il sesto home-run della sua Postseason: 5-0. Nel frattempo, sul monte di lancio per i Blue Jays, c’è Trey Yesavage: rookie di 22 anni che ad aprile lanciava in Single-A ed è arrivato fino all’appuntamento più importante. Non concede punti nei primi cinque inning, poi cede al sesto: il fuoricampo di Naylor e il singolo di Suarez portano a casa due punti per i Mariners.
Ma oramai è troppo tardi: nel settimo, un lancio pazzo del rilievo di Seattle, Matt Brash, fa entrare il sesto punto per i canadesi. Invece, i rilievi di Toronto, Varland e Hoffman, sono perfetti e chiudono senza subire punti negli ultimi tre inning. I Blue Jays vincono 6-2 gara 6 e rimandano la contesa per il Pennant alle due parole più belle dello Sport.
Gara 7
Chiunque vinca farà la Storia. I Mariners, per evitare di essere l’unica squadra rimasta in MLB a non aver raggiunto le World Series. I Blue Jays per tornarci dopo tanto tempo e per rimettere il Canada sulla mappa del Baseball. Una sfida così straordinaria non poteva non finire in Gara 7, dove non c’è domani per una e dove c’è il Paradiso per l’altra.
Nel primo inning segnano entrambe: il singolo di Naylor manda un punto a casa per i Mariners, come il singolo di Varsho fa lo stesso per i Blue Jays. In un altro sport si direbbe 1-1, palla al centro. Ma la palla parte dal monte fino ad arrivare al guantone del catcher. Nel terzo inning, Julio Rodriguez continua la sua Postseason da sogno, battendo il fuoricampo del 2-1 e ammutolendo il Rogers Centre.
Toronto fatica al box contro George Kirby che, in quattro inning, ha concesso solo quel punto a Varsho. Nel quinto, Cal Raleigh entra nella storia, battendo il suo 65esimo fuoricampo in stagione (60 in RS e 5 in PS), stabilendo un record assoluto in American League, playoff inclusi. I Mariners conducono 3-1 e Toronto ha bisogno di svegliarsi, sperando che il bullpen di Seattle conceda qualcosa.
Infatti succede nel settimo inning, dove viene scritta la Storia. Addison Barger si guadagna una base su ball su Bryan Woo, appena prima del singolo di Kiner-Falefa. Andres Gimenez, nono nel lineup, si riconferma utilissimo con un bunt di sacrificio che fa avanzare i due corridori in seconda e in terza base.
Woo viene sostituito sul monte da Jesus Bazardo e al piatto va George Springer, uno che ha battuto 22 fuoricampo ai playoff, quarto di sempre. L’ex Astros ha giocato cinque gare 7 in carriera, perdendone solo una. La sinker di Bazardo è perfetta, Springer la colpisce benissimo: fuoricampo da tre punti e sorpasso dei Blue Jays sul 4-3. Tutta la città è in visibilio. Difficile, se non impossibile arrivare al fuoricampo di Joe Carter. Ma quello di Springer è l’home-run più importante del baseball canadese nel XXI secolo.
La partita finisce 4-3, come anche la serie. I Blue Jays vincono il Pennant dell’American League e tornano alle World Series, dove troveranno i favoritissimi Los Angeles Dodgers. Ma nulla è impossibile, soprattutto al Rogers Centre.

Orso per gli amici. Amo il passatempo preferito degli americani: il baseball. Tifoso da sempre dei Boston Red Sox, ma prima di tutto tifoso del Diamante. Innamorato della fastball di Pedro Martinez, dello swing di Mookie Betts e dei fuoricampo di David Ortiz. Sogno nel cassetto: guardare una partita dal Green Monster di Fenway Park. Su Instagram racconto di baseball con la page @mediabattuta

