Doveva essere la serie più equilibrata e ricca di talento tra le due squadre: la conferma è arrivata, anche se non si è giunti alla decisiva gara 5. Il finale, riservato solo ai cuori forti, ha premiato i Los Angeles Dodgers, che volano alle Championship Series per giocarsi l’accesso alle World Series. I Phillies hanno avvertito la pressione nelle prime due partite giocate in casa — forse consapevoli che questa potesse essere la loro ultima vera occasione.
Si sono poi sbloccati a Los Angeles, conquistando gara 3 e provando a tenere viva la serie in gara 4 fino agli extra-inning, senza riuscirci e chiudendo la stagione – e forse la loro “dinastia” – nella maniera più drammatica possibile. I Dodgers non hanno avuto bisogno del miglior Shohei Ohtani, che ha chiuso la serie con un solo punto battuto a casa, pur offrendo un contributo importante dal monte nella vittoriosa gara 1.
La squadra di Dave Roberts si conferma la più profonda, capace di trovare risorse in ogni angolo del roster — anche da giocatori fuori dal loro habitat naturale, come Roki Sasaki, un partente rookie trasformato in un rilievo infallibile.
In gara 1, i Phillies partono subito forte, mettendo in difficoltà Ohtani già al terzo inning: il triplo di Realmuto porta a casa due punti, seguito dalla volata di sacrificio di Bader che vale il terzo. Dall’altra parte, Christopher Sanchez — partente di Philadelphia — tiene molto bene, senza concedere punti nei primi cinque inning.
Ma nel sesto cede qualcosa: un doppio di Kike Hernandez permette a Edman e Freeman di volare a casa, accorciando sul 3-2. Ohtani finisce la sua partita al sesto inning: dopo i tre punti concessi nella terza ripresa, non lascia più nulla ai Phillies, chiudendo con nove strikeout.
Al settimo, il secondo componente della premiata ditta “Hernandez”, da sempre protagonista nel baseball di ottobre, ribalta la partita: con due uomini in base, Teoscar colpisce profondo per il sorpasso dei Dodgers sul 5-3. Roberts fa salire sul monte Roki Sasaki, al suo esordio come rilievo, che chiude la porta in faccia ai Phillies, prendendosi la salvezza. 1-0 Dodgers.
Gara 2, sempre in scena al Citizen Bank Park di Philadelphia, vede una sfida spettacolare sul monte di lancio tra i due partenti: Jesus Luzardo per i Phillies e Blake Snell per i Dodgers. I due lanciatori concedono poco o nulla a entrambi gli attacchi nei primi sei inning. Snell chiude il sesto con uno strikeout fondamentale su Harper con due uomini in base e con l’inerzia che sembrava essere verso i padroni di casa.
Il primo a cedere è Luzardo: al settimo inning, Teoscar Hernandez e Freeman battono due valide consecutive e Thomson è costretto al cambio sul monte. Il primo punto per i Dodgers arriva grazie a una rimbalzante battuta — ovviamente — da Kike Hernandez, che raggiunge la prima base quando Turner tenta l’eliminazione su Teoscar a casa base: il dominicano arriva per un soffio, e il punto entra.
Da quel momento l’inning è in discesa per i Dodgers che, con i singoli di Will Smith e Ohtani, portano a casa altri tre punti per il 4-0. I Phillies non mollano: segnano il punto del 4-1 nella parte bassa dell’ottavo grazie al singolo di Trea Turner e sfruttano la serata storta del rilievo Blake Treinen per rientrare segnando due punti nel nono per accorciare sul 4-3. Roberts effettua la stessa mossa di gara 1 e butta dentro Sasaki: salvezza per il giovane giapponese e Dodgers che si portano sul 2-0 nella serie, con i Phillies spalle al muro.
Ci si sposta sull’altra costa per gara 3: è già “Win-or-Go-Home” per Philadelphia che non può più sbagliare, se vuole mantenere accese le speranze. Però, al terzo inning passa in vantaggio Los Angeles: fuoricampo di Tommy Edman per l’1-0. Un’illusione, però, perché l’attacco dei Phillies finalmente si sblocca.
Nella quarta ripresa, Kyle Schwarber pareggia con un fuoricampo, seguito a ruota da Alec Bohm con il singolo del sorpasso e da Brandon Marsh con una volata di sacrificio che vale il 3-1. Ranger Suarez, rilievo sul monte per i Phillies, concede pochissimo ai Dodgers e i Phillies ne approfittano nell’ottavo inning.
Per Los Angeles lancia Clayton Kershaw, leggenda dei Dodgers e del Baseball, ma che ai playoff ha sempre faticato tanto. Infatti, contro di lui, i Phillies dilagano: fuoricampo di Realmuto del 4-1, doppio di Turner che manda a casa due punti per il 6-1 e fuoricampo battuto sulla luna da Schwarber, il secondo di serata, per l’8-1. Il singolo dell’8-2 di Edman nella parte bassa del nono serve solo per fissare il punteggio. I Phillies sono ancora vivi, sotto 2-1 nella serie.
Il Dodger Stadium è teatro anche di gara 4: la sfida dei partenti è tra Tyler Glasnow e Christopher Sanchez. Entrambi sono praticamente perfetti nei primi sei inning, senza lasciare nulla agli attacchi. Nel settimo inning, appena sostituito Glasnow, i Phillies sbloccano il punteggio: doppio di Nick Castellanos che manda verso casa base Max Kepler per l’1-0.
I Dodgers non restano a guardare: nella parte bassa della stessa ripresa costruiscono il punto del pareggio, riempiendo le basi, e la base su ball guadagnate da Mookie Betts porta alla parità sull’1-1. Poi, la partita torna ad essere quella delle prime sei riprese: gli attacchi si bloccano, grazie alla solidità dei due bullpen, e si va agli extra-inning. Roberts fa salire sul monte Sasaki che lancia tre inning, senza concedere nulla.
Nella parte bassa dell’undicesimo, Edman batte un singolo e viene sostituito sulle basi dal pinch-runner Hyeseong Kim; Muncy fa la stessa cosa e Kim arriva fino in terza.
Sale sul monte il rilievo Orion Kerkering, con i corridori agli angoli e due eliminati. Kike Hernandez si guadagna una base su ball che riempie le basi, e al piatto si presenta Andy Pages. Il cubano colpisce una rimbalzante verso Kerkering, che però — inspiegabilmente — decide di tirare a casa base invece che in prima, dove l’eliminazione sarebbe stata molto più semplice per chiudere l’inning.
L’assistenza verso Realmuto e totalmente fuori misura e Kim riesce a toccare il piatto di casa base per la vittoria della partita e della serie. Si chiude nella maniera più drammatica e tremenda l’avventura dei Philadelphia Phillies alla Postseason, mentre continua il viaggio dei Los Angeles Dodgers per un back-to-back che manca in MLB da un quarto di secolo.

Orso per gli amici. Amo il passatempo preferito degli americani: il baseball. Tifoso da sempre dei Boston Red Sox, ma prima di tutto tifoso del Diamante. Innamorato della fastball di Pedro Martinez, dello swing di Mookie Betts e dei fuoricampo di David Ortiz. Sogno nel cassetto: guardare una partita dal Green Monster di Fenway Park. Su Instagram racconto di baseball con la page @mediabattuta

