Un Walk-off single di Jorge Polanco fa impazzire i 50.000 focosi del T-Mobile Park, stremati dopo ben 5 estenuanti partite e 15 inning di gara 5, oltre che riportare dopo 24 anni i Mariners alle ALCS, al cospetto di una Detroit mai doma che avrebbe meritato maggior fortuna.
Seattle e Tigers si affrontano per la prima volta in postseason, coi vincitori della West in progressione verso le vette del baseball rispetto ai rivali, capaci di sciupare più di 15 partite di vantaggio e perdere il gagliardetto della Central. La Wild Card ha però dimostrato che qualità e difesa del diamante sono tuttora elite per i ragazzi di Motown.
L’offseason e soprattutto la deadline hanno colmato quel buco offensivo che era stato causa dei deludenti finali di anno per i Mariners, presentatisi pertanto alle ALDS con 40 Hr di differenza sui rivali. Seattle è anche 4-2 in stagione regolare ma Bryan Woo, stella del monte, marca visita per problemi pettorali.
In gara 1 Dan Wilson schiera Kirby, quasi due mesi out in RS per un’infiammazione alla spalla e disastroso in carriera contro Detroit (2/4-7.49 ERA-.995 OPS), mentre Hinch, non potendo utilizzare Skubal, Mize e Flaherty, opta per l’opener Melton, passato da AA a Triple A a giugno fino a debuttare in Major il 23 luglio. Il rookie californiano, a differenza della WC, terrà invece qui botta per ben 4 inning e 57 lanci, subendo l’unico punto solamente all’inizio del basso quarto sul fuori campo di Rodriguez, prima run di Seattle ai playoff dalle ALCS 2001.
Tocca poi al fin lì eccelso Kirby incassare un Hr di Carpenter che porta a casa pure Medows, mentre nel frame successivo ancora Rodriguez segna con Rafael Montero sul colle un altro punto su singola. Inning, il sesto, che resta sul 2-2 grazie all’ennesima magia in double play di Baez, che elimina lo stesso Rodriguez e Naylor! Si arriva agli extra senza tante emozioni, fin quando al decimo Torkelson sigla il definitivo 2-3 Tigers sulla valida di McKinstry. L’altro Montero, Keider, protegge il risultato conquistando la prima salvezza di carriera.
Skubal vs Castillo è la scintillante sfida di gara 2, vinta di corto muso dai Mariners 3-2 ma dominata 8 valide a 3, col primo, probabile back to back Cy Young winner, che ha però faticato a differenza dell’altro nei precedenti stagionali. Entrambi se la caveranno a dovere, sebbene il dominicano non arriverà a 5 inning nonostante gli 85 lanci, conditi da 4 basi ball e una sola valida, mentre il prestigioso rivale resisterà 7 tempi per quasi 100 pitch e 9K, battuto nella parte bassa del quarto e sesto dai fuori campo di Polanco.
Sul 2-0, nell’ottavo inning e con Brash in collina, il doppio di Torkelson manda a punto Torres e Greene, lui in base grazie all’errore di Naylor nel lancio precedente, e ristabilisce la parità . Il tutto ha breve durata, perché subito dopo i double dei soliti Raleigh e J-Rod costringono Finnegan alla sconfitta, prima che Munoz sigilli il risultato senza patemi.
In gara 3 Seattle espugna il piovoso Comerica 8-4 grazie alla splendida prestazione di Logan Gilbert e ad un gioco corale al piatto, un mix fra long – grazie agli homers di Suarez, Crawford e il solito Raleigh – e small ball di Robles e soci. Non basta la “visita” di Miggy Cabrera per esaltare i Tigers, che pagano ancora la stagione sottotono di Flaherty, costretto a ben 76 lanci in soli 3.1 inning e martellato dalle singole di Crawford su errore di Greene, e Arozarena, e dal fuori campo di Suarez, prima di cedere il posto a Kahnle, a causa del quale si vedrà assegnata anche la run di Canzone sul primo Rbi della serie di Raleigh per il primordiale 4-0.
L’unico punto su Gilbert (6 IP, 7 K, 18 eliminati) arriverà grazie a Carpenter a fine quinto. Crawford su Hurter e Keider Montero (home run e volata di sacrificio) e il fuori campo da 2 di Raleigh con Hanifee sul monte arrotondano a 8 lo score dei Mariners, prima che l’orgoglio Tigers arrivi tardivo grazie a Torkelson e Ibanez.
Tocca a Mize prolungare alla bella la serie, lui al debutto come partente ai playoff, mentre Wilson si affida a Miller, sostituito dopo 4.1 parziali, col senno di poi una scelta errata. Gara 4 si sblocca nel top second con la singola di Canzone che manda a punto Naylor, autore di ben 3 valide dopo un terrificante 0/13. Mize lascia il monte ad Holton, che a inizio quarto incassa due singole e concede a Garver una base ball, ciò basta affinché Hinch cambi ancora: con Finnegan al lancio un doppio gioco su Robles non è sufficiente ad evitare la run di Naylor.
Nel periodo successivo Raleigh arrotonda sul 3-0 Mariners, dopo che Arozarena era in scoring position per una hit e il lancio pazzo dello stesso Finnegan. Sembra quasi tutto finito ma Detroit erutta la sua proverbiale potenza fra il quinto e sesto inning, segnando 7 punti su 9 valide, fra cui i primi home run da postseason di Greene e dello stratosferico Baez da 4 Rbi, e i doppi di Jones e Dingler! Un altro fuori campo (Torres) e McKinstry chiuderanno poi la contesa sul 3-9 Tigers.
Il decisivo winner take all, che vede ovviamente Skubal e Kirby sfidarsi, si sblocca a fine secondo inning con la volata di sacrificio di Garver, grazie a Naylor, un toro pesante che ruba basi però a velocità supersonica. Il destro di Seattle fila via liscio invece per 5 completi parziali, fin quando Wilson lo rimuove dal monte dopo il doppio di Baez e la terribile ombra di Carpenter al piatto, che infatti piazza un fuori campo contro Speier, per l’1-2 Detroit.
Finnegan poi, dopo due battute lunghe di Rodriguez e Suarez vicine all’home run, subisce nel settimo la valida del solito Naylor, prima che lo switch hitter al debutto Rivas pareggi i conti al cospetto di Holton: magie che solo la Major League può accendere. Munoz, Vest, Melton, Gilbert, K. Montero, Bazardo, Flaherty ed infine Castillo e Kahnle, che otterranno la W e L, si avvicenderanno con alterne fortune, fra prime apparizioni come rilievi, brividi, challenge, hit, basi cariche e giocate difensive di prestigio in una sfida che resterà negli annali per pathos e bellezza, fino al 15mo frame, quando la singola di Crawford e l’hit by pitch su Arozarena concedono la ribalta a Jorge Polanco per il 3-2 conclusivo.
Seattle prosegue la marcia in un matchup senza favoriti contro i Blue Jays, sognando la gloria, mentre Detroit esce ancora una volta in modo drammatico ma a testa alta dalla postseaon, confermando di essere ritornata una protagonista di spicco.
“Malato” di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal “fulmine finlandese”. Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell’hockey.

