Ci siamo, manca davvero pochissimo al momento più caldo della stagione: Martedì 30 settembre prende il via la post-season, il momento più atteso e infuocato della stagione. Si parte con le sfide delle Wild Card, che aprono ufficialmente la corsa alle World Series.

Il format è lo stesso introdotto nel 2022: si qualificano ai playoff sei squadre per ciascuna lega (American League e National League). Di queste, tre sono le vincitrici delle rispettive Division, mentre le altre tre sono le migliori seconde — ovvero le squadre con il miglior record tra quelle non vincitrici di Division.

Le prime due classificate in ogni lega (in base al record) ottengono un bye e accedono direttamente al Division Series. La terza vincitrice di Division affronta la Wild Card con il peggior record, mentre le altre due Wild Card si sfidano tra loro in una serie al meglio delle tre partite.

La corsa ai playoff è ancora tutta da decidere, soprattutto in American League, dove regna l’equilibrio e ogni partita può cambiare gli scenari. Come ogni anno, la Postseason MLB sfugge a qualsiasi pronostico: basti pensare che dal 2000 nessuna squadra è riuscita a conquistare due titoli consecutivi.

Ed è proprio questo il fascino del baseball di ottobre: si azzera tutto, si riparte da zero. A partire dal 30 settembre, conteranno solo la condizione fisica, la tenuta mentale e la capacità di gestire la pressione. Vediamo allora quali sono le squadre che possono davvero puntare alle World Series.

American League

Toronto Blue Jays

Forse la più interessante tra le sorprese di questo 2025: nonostante facciano parte in quella che è definita la division più dura in assoluto i canadesi hanno mostrato grande solidità e, soprattutto, la capacità di lottare fino all’ultimo out. Il dato parla chiaro: con 45 vittorie in rimonta, detengono il record stagionale in MLB. Un segnale forte, che racconta di una squadra resiliente e mai doma.

Dopo un 2024 deludente, la franchigia ha saputo voltare pagina con decisione. Il momento chiave dell’offseason è stato il rinnovo di Vladimir Guerrero Jr., blindato nonostante il forte interesse di squadre come Yankees e Dodgers. Una mossa che ha restituito fiducia all’ambiente e ha rilanciato le ambizioni dei Jays.

Nonostante gli infortuni di Anthony Santander — uno dei principali innesti dell’offseason — e di Bo Bichette, i Blue Jays hanno saputo reagire con grande maturità. Il merito è anche delle risorse “nascoste” emerse nel momento del bisogno: Davis Schneider, Ernie Clement e Andres Giménez (acquisito a stagione in corso) hanno dato un contributo fondamentale, sia in attacco che in difesa.

A fare la differenza, però, è stata anche la rotazione, una delle più esperte e affidabili dell’intera lega. Kevin Gausman ha guidato il gruppo con continuità, supportato da un Max Scherzer tornato competitivo e da Shane Bieber, arrivato alla Trade Deadline per completare un trittico da postseason.

La vittoria della division non è ancora matematica — ma sarebbe un risultato sorprendente, soprattutto considerando gli sforzi fatti in inverno da Yankees e Red Sox. Decisiva, in tal senso, potrebbe essere la serie in programma a inizio settimana proprio contro Boston, che potrebbe determinare gli accoppiamenti e gli equilibri della griglia playoff.

New York Yankees

Ecco a voi la squadra più incredibilmente discontinua dell’intera Major League Baseball. Gli Yankees di Aaron Boone, dopo le World Series 2024, sono ripartiti da Aaron Judge, il quale vincerà probabilmente il terzo MVP in carriera, Cal Raleigh permettendo. Perso Juan Soto in FA, New York non è rimasta ferma a guardare e si è mossa con colpi come Bellinger, Goldschmidt e Max Fried sul monte.

La stagione è partita bene, poi c’è stato un primo crollo a maggio, con il conseguente primato dei Blue Jays, anche per via di una serie di infortuni. La stagione nel Bronx è stata un’onda: 10 sconfitte consecutive, poi subito 10 vittorie consecutive. Forse l’unica delusione grande è stata Devin Williams, il closer che tanto mancava agli Yankees nel 2024, ma che non ha dato i risultati sperati.

Nell’ultimo mese, però, la squadra ha cambiato passo: ha superato i Red Sox nella corsa alla Wild Card e ora, in quest’ultima settimana di regular season, punta a mettere pressione ai Blue Jays, già qualificati ai playoff ma non ancora certi del bye.

I Bronx Bombers fanno fede al loro nome, essendo la squadra con la maggiore produzione offensiva nel 2025: primi per fuoricampo, per punti battuti a casa e per basi su ball guadagnate.

Agli occhi di molti, gli Yankees potrebbero diventare la mina vagante dei playoff — o i loro peggiori nemici. Molto dipenderà dallo stato del monte di lancio e soprattutto da Judge, spesso accusato di essere un Hall-of-Famer solo in regular season. Presto lo scopriremo.

Possibili sorprese: Seattle Mariners, Boston Red Sox e Cleveland Guardians.

National League

Milwaukee Brewers

Lo dicono i numeri: la migliore squadra della Major League Baseball sono i Milwaukee Brewers. Il manager Pat Murphy, a lungo coach durante gli anni di Craig Counsell, ha fatto un lavoro straordinario, trasformando una squadra senza grandi nomi nella candidata principale ad arrivare fino in fondo.

Un monte di lancio quasi perfetto: la media ERA è 3.62, la migliore dell’intera National League e la seconda in MLB dopo i Texas Rangers. Il trio della rotazione formato da Peralta, Priester e Misiorowski (rookie) sono stati protagonisti assoluti, contando anche un Brandon Woodruff a mezzo servizio, tutto l’anno alle prese con gli infortuni.

Per quanto riguarda l’attacco, il baseball di Murphy è semplice e veloce: pochi fuoricampo, tante valide, tante basi guadagnate e rubate. Protagonista anche il nostro Sal Frelick, già rappresentate della Nazionale Italiana all’ultimo World Baseball Classic. Non solo lui, ma anche il giovanissimo Jackson Chourio, Joey Ortiz e Brice Turang.

Pochi nomi altisonanti, ma tanta sostanza — e soprattutto tante vittorie. I Brewers si sono assicurati con largo anticipo il bye, conquistando il primo posto in una NL Central mai così competitiva come quest’anno. Dopo la bruciante eliminazione alle Wild Card dello scorso anno per mano dei New York Mets, Milwaukee ripartirà direttamente dalle Division Series, con un po’ più di esperienza nel bagaglio.

Philadelphia Phillies

Sarà questo, forse, l’anno dei Phillies? Deve esserlo. Il tempo a disposizione non è più quello del 2022, quando la squadra di Rob Thomson sfiorò il titolo, arrendendosi solo agli Houston Astros nelle World Series. Oggi, quel ciclo vincente sembra avviato verso la conclusione: i veterani — Harper, Castellanos, Realmuto — non sono più nel pieno della carriera.

L’unico a brillare davvero da marzo a settembre è stato Kyle Schwarber, che ha riscritto il proprio record personale di fuoricampo, arrivando a quota 53. Ma anche per lui il futuro è incerto: è all’ultimo anno di contratto con Philadelphia, e la permanenza non è affatto scontata.

Sul monte, la rotazione continua a essere di alto livello, guidata da un solido Zack Wheeler. Ma accanto a lui, Aaron Nola ha vissuto una stagione opaca, lontano dai suoi standard. La buona notizia per i Phillies è che hanno trovato una divisione decisamente meno competitiva del previsto, con i Mets protagonisti di un potenziale disastro sportivo: dopo un mercato estivo pieno di ambizioni, rischiano clamorosamente di restare fuori dai playoff.

Nei playoff, però, il vero fattore X sarà ancora una volta il Citizens Bank Park, da anni ormai uno degli stadi più caldi e rumorosi della Major League. Tutti gli occhi saranno puntati su Bryce Harper, che continua a inseguire quella World Series che coronerebbe una carriera da Hall-of-Famer. Vedremo se i suoi compagni avranno la forza — e la volontà — di regalargli questo sogno.

Los Angeles Dodgers

Chi l’avrebbe mai immaginato? I campioni in carica delle World Series, dati da tutti come super-favoriti per un back-to-back che manca da quasi un quarto di secolo, costretti a passare per le Wild Card per continuare il loro cammino. Eppure con le grandi stagioni di Brewers e Phillies, i Dodgers dovranno giocare una serie al meglio delle tre partite per evitare un’eliminazione clamorosa.

Con la vittoria del titolo nel 2024, la squadra di Dave Roberts ha scacciato tutte le critiche degli hater sul presunto Mickey Mouse Championship nel 2020, con la stagione accorciata a 60 partite e una bolla in cui giocare i playoff.

Con la firma di Shohei Ohtani, è arrivato il tanto agognato titolo in una stagione completa. In questa stagione, la star giapponese ha anche lanciato ed è entrato in un altro club esclusivo in cui si trova completamente da solo: 50 fuoricampo e 50 strikeout in una singola stagione gli faranno probabilmente vincere il suo quarto titolo di MVP, il terzo consecutivo.

Nonostante ciò, la stagione non è stata priva di difficoltà per i Dodgers. Gli acquisti in free agency, come Michael Conforto e Roki Sasaki, non hanno pienamente rispettato le aspettative. E i soliti, immancabili infortuni hanno condizionato la continuità della squadra durante la regular season, mettendo a rischio anche la tenuta nei playoff — come dimostra l’assenza pesante del catcher titolare Will Smith.

Ora, all’orizzonte, si profila una sfida insidiosa: le Wild Card contro i New York Mets, in uno dei loro momenti peggiori, certo, ma si sa — a ottobre inizia un altro sport. E noi, come sempre, non vediamo l’ora.

Possibili sorprese: Chicago Cubs, San Diego Padres.

3 thoughts on “Le favorite della post season MLB

  1. Quest’anno non riesco a farmi davvero un’idea. Se Milwaukee non vincerà le ultime cinque partite, sarà il secondo anno di fila senza nemmeno una squadra da 100 vittorie, dopo che nei dieci campionati precedenti c’era sempre stata almeno una squadra sopra le 100, con addirittura punte di 111, 108 e 107. Eccetto ovviamente la stagione 2020 da 60 partite, ma anche lì i Dodgers avevano chiuso al 71.66% di vittorie, che trasposto sulle 162 partite corrisponderebbe addirittura a 116 vittorie (ecco perché io, pur tifoso dei Padres, considero pienamente legittima la vittoria dei Dodgers nel 2020).

    In Al, Detroit si sta suicidando, Toronto è prima ma non dà l’idea di essere squadra da titolo, New York è seconda ma dovrebbe prendersi la testa di serie n. 4 e quindi partire dalla wild card. Seattle e Cleveland sono in gran forma e avrei piacere se vincessero loro, visto che i Mariners sono l’unica squadra a non aver mai disputato le “World series” e Cleveland non le vince da quasi 80 anni (credo siano la squadra che non vince da più tempo in tutte e quattro le leghe statunitensi)… ma riusciranno ad avere questa consistenza anche ai playoff?

    In Nl, Milwaukee sembra la solita squadra da stagione regolare che poi fallisce i playoff (anche se non glielo auguro), Los Angeles sta sottoperformando, i miei poveri Padres non sanno approfittare dell’occasione nemmeno quando i Dodgers zoppicano, i New York Mets rischiano addirittura di essere estromessi da Cincinnati. Sinceramente, mi sembra l’anno buono per Philadelphia: se non vincono quest’anno, allora quando?

    • Sono pienamente d’accordo. Questa potrebbe davvero essere l’ultima grande occasione per Philadelphia, una squadra che con Harper e Castellanos ha sempre regalato spettacolo ai playoff, salvo poi fermarsi sul più bello.

      Le cadute di Tigers e Mets sono francamente incomprensibili, soprattutto considerando quanto avevano investito in offseason e come avevano iniziato la stagione.

      I Blue Jays restano una squadra solida e pericolosa, capaci di reagire anche quando vanno sotto nel punteggio. Ma, come giustamente dicevi, i playoff sono tutta un’altra storia.

      Non ho inserito i Padres tra le contendenti perché, nonostante il talento, sono rimasti sempre dietro ai Dodgers durante una regular season lunghissima, e questo nonostante LA fosse falcidiata dagli infortuni.

      I Red Sox hanno avuto un bel momento a metà estate, ma tra infortuni e un bullpen poco affidabile, difficilmente riusciranno ad andare lontano – sempre che riescano a qualificarsi.

      Molto interessante invece la sorpresa dei Mariners, a mio avviso ancora sottovalutati. Il ritorno di Eugenio Suarez alla trade deadline è passato quasi sotto silenzio, ma potrebbe rivelarsi decisivo. L’anno scorso faticavano terribilmente in battuta, mentre quest’anno hanno fatto un netto passo avanti.

      Gli Astros non sono più la dinastia dominante di un tempo, e la perdita del primo posto non è così sorprendente.

      Quanto a Guardians e Reds, hanno messo in piedi una rimonta notevole, ma va detto che hanno anche approfittato dei crolli di Tigers e Mets.

      E attenzione ad Arizona: lo scorso anno sono stati eliminati anche a causa di quel “biscottone” tra Braves e Mets. Potrebbero avere il dente avvelenato

      • I Padres a un certo punto della stagione erano dieci partite sotto i Dodgers, le hanno recuperate e ad agosto hanno messo il muso avanti di una partita: sembrava avessero tutto il vento in poppa, invece è durata un giorno e sono tornati subito sotto. Sembra proprio che abbiamo un complesso d’inferiorità nei confronti dei Dodgers: tolti gli scontri diretti, noi saremmo 82-62 e loro 79-64… il problema è che gli scontri diretti sono 9-4 per loro.

        Il dato che più mi fa specie è quello dei fuori campo: siamo al 29° posto nella Mlb, peggio di noi solo Pittsburgh. Peccato, perché avremmo la terza miglior difesa della Mlb come punti concessi: meglio di noi solo Milwaukee (ma di pochissimo) e Texas (che però non farà i playoff).

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