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First Baseman

Passato Aprile, a guidare l’American League in diverse categorie statistiche alla battuta è il figlio d’arte Vladimir Guerrero Jr., prima base dei Toronto Blue Jays.

Con un average di tutto rispetto sui .350 punti alla battuta, Vladi registra 20 RBI (secondo a parimerito con Santana dei Royals in AL), guida la sua lega in Home Run con 7 e guida anche il run scored con 16, tutto questo piazzandosi decimo in at-bats totali.

Il fatto che sia anche l’unica prima base ad avere una slugging percentage oltre il sesto punto percentuale (-663) ed una OPS che supera l’unità (1.153) lo stacca chiaramente dalla competizione.

Insomma, il power hitter dei Blue Jays sta maturando sempre di più, anche se sapevamo già di avere per le mani un giocatore offensivamente dotato quando ancora occupava il ruolo di third baseman.

Se dovesse continuare così per il resto della stagione, è probabile che Guerrero si ritrovi con il suo primo Silver Slugger Award a soli 22 anni. Per Vladi, da segnalare anche la guida in walk, con 20, dimostrando una forte maturazione a livello di disciplina in battuta.

Vicino all’unità in OPS (.999, praticamente l’ha raggiunta) è il prima base di Houston, Yuli Gurriel, che ad Aprile è stato offensivamente il più vicino a competere con Vladi. Spiccano le sue 7 doppie e i suoi soli 11 strikeout da parte di un pitcher: è secondo in AL dietro all’eterno Pujols, avendo però presenziato alla battuta ben 19 volte in più del collega in servizio agli Angels.

Guerrero e Gurriel sono anche stati gli unici a mantenersi sopra il terzo punto percentuale in average di battuta.
Il vincitore dell’anno scorso, José Abreu, già 3 volte Silver Slugger in American League è partito un po’ a rilento, mantenendosi ad una slash di .213/.296/.394

Rimane però comunque nella top 5 in RBI, con 19, e ci aspettiamo che si scaldi presto nel prossimo mese.

Da tenere d’occhio invece è la crescita dell’ex Tampa Bay Nate Lowe ai Rangers, che guida in RBI la American League con 22, e Matt Olson degli Athletics, di cui spicca la slugging percentage che si piazza seconda proprio tra Guerrero e Gurriel. Entrambi hanno messo a segno 6 home run.

Second Baseman

I Rangers possono contare su più di un “hot hitter” tra i loro infielder: oltre a Lowe, citato prima, anche Nick Solak sta facendo veramente bene, guidando la sua posizione in slugging percentage con un punteggio di .535 e classificandosi rispettivamente terzo in RBI e primo in run scored, rispettivamente con 14 e 18. Meno incoraggiante il fatto che guidi in strikeouts e abbia preso pochi walk, indicando forse la necessità di maggior disciplina nel selezionare quali pitch mandare sul campo e quali no.

Principale concorrente sembra essere Nick Madrigal dei White Sox: il sophomore dopo Aprile è l’unica seconda base in American League a registrare un average sopra il terzo punto percentuale (.316) e a registrare singola cifra, solo 3, in strikeout con Whit Merrifield secondo a ben 7 distanze.

Sono però i soli 9 RBI a frenarlo e a porlo un passo indietro rispetto a Solak. In ogni caso, offensivamente Nick si sta comportando molto bene e a coronare un’ottima prima parte di stagione manca quella home run ancora non arrivata a livello delle Major.

“On the rise” sicuramente il second baseman e designated hitter dei Seattle Mariners, Ty France: leader a parimerito in run scored con Solak (18), quarto in RBI (13), terzo in AVG e secondo in SLG (slash rispettivamente di .289/.386/.464).

Il fatto che sia leader in doppie e terzo a parimerito con Semien dei Blue Jays in walks fa intendere che, con qualche buon pitch, France possa presto prendere il comando statistico della AL offensivamente.

Oltre a Solak e Madrigal, sicuramente sopra le aspettative in questo mese, anche Jed Lowrie sembra sempre più vicino alla sua forma del 2018, quando fu nominato All-Star sempre con gli Athletics, prima della brevissima avventura con i Mets. Lowrie guida la lega in RBI, è quarto in walk e generalmente sembra pronto a continuare un ottimo inizio.

Per il vincitore dell’anno scorso, DJ LeMahieu, abbiamo visto molto spazio in prima base per gli Yankees, anche se ora pare che il buon “LeMachine” sia tornato alla sua più abituale posizione in campo, la seconda base. Sappiamo che DJ può tranquillamente giocare su tutte e tre le plate e che probabilmente non ci metterà molto a scaldare la mazza, similmente al collega Abreu di cui abbiamo parlato precedentemente.

Third Baseman

Battaglia principalmente a 3 qui, con Devers di Boston e Wendle di Tampa a scontrarsi proprio con l’ex vincitore Ramirez, che già tre volte si è portato a casa la mazza d’argento.

Devers sta facendo sorridere tanti tifosi Red Sox: è uno dei migliori dei suoi offensivamente, guidando in slugging percentage (.587) e avvicinandosi ai tre punti percentuali in AVG (.293, terzo mark in AL). Guida anche in RBI con 17 e si piazza secondo in run scored con 15, oltre ad essere leader in home run per la sua posizione con 7, insieme proprio a José Ramirez.

Il terza base di Cleveland ha messo a segno 14 run scored e 15 RBI, e i 10 walk con soli 10 strikeout dimostrano l’ottima disciplina in battuta. È anche di gran lunga leader in stolen bases per la sua posizione, praticamente l’unico ad averne rubata più di una (totale 4). Unico insieme a Wendle e Devers sopra i 5 punti in SLG (.568), soffre un po’ la average con .273 che ci aspettiamo si possa alzare.

Joey Wendle ovviamente non l’abbiamo dimenticato: unico sopra i tre punti in average di battuta con .313, il giocatore dei Rays si piazza primo anche per run scored, con 17. Pochissimi però i walk forzati ai pitcher avversari, solo 2, anche se vedendo la media di battuta ed un numero relativamente buono di strikeout, forse Joey i suoi pitch gli sta anche inquadrando bene.

Da segnalare Alex Bregman, .299 di average e terzo in on-base percentage, ma anche Yoan Moncada, che invece guida in on-base e si piazza secondo in walks. Seager, Franco e Urshela, pur segnando molto a livello di RBI, hanno troppi strikeout e pochissimi walk, segnalando qualche difficoltà di scelta in battuta.

Short Stop

Fanno un po’ paura I Red Sox, che stanno girando bene in battuta e in difesa, e uno dei migliori è sicuramente stato “The X-Man”, Xander Bogaerts. Vedere un tre volte Silver Slugger tra i più produttivi nella lega non sorprende, ma Boogie sembra davvero tornato ad una forma top in battuta.

Unico insieme a Bo Bichette con una slugging sopra i 5 punti (Xander guida con .546), il Short Stop di Boston piazza anche un ottimo .330 di average, anche qui guidando la lega. Anche le 9 doppie non fanno male e le 13 RBI sono seconde nella sua posizione. Attenzione però: solo 11 run scored, il che suggerisce che i compagni dovrebbero dargli una mano in più, non facendogli raggiungere casa il dovuto.

Insieme a lui si piazza Bo Bichette, che dopo l’ottimo debutto l’anno passato continua a fare molto bene e ad impressionare. Abbiamo parlato di Guerrero prima, e abbiamo citato Marcus Semien. Bichette si inserisce insieme a loro in un gruppo di infielder ad alto potenziale offensivo. Il figlio d’arte guida sia in run scored (19) che in RBI (15) che in home run (7). Andrebbe alzato un pochino l’average di battuta, fermo a .260, e ridotti gli strikeout, ben 29, ma risaltano anche le 3 basi rubate.

Va però tenuto d’occhio Carlos Correa, stella degli Astros unico sopra il terzo punto in average insieme a Bogaerts ed Anderson, secondo in run scored e con ottima disciplina alla battuta (7 walk contro 16 strikout).

Tim Anderson, vincitore dell’anno scorso, dopo un problema al polpaccio che sicuramente ha influito, sta ritrovando la sua forma, continuando a macinare basi rubate (5, leader per la posizione) e postando una slash line di tutto rispetto (.313/.343/.478)

Sorpresa invece Nicky Lopez, che piano piano sta mettendo insieme un’ottima performance offensiva: 13 run scored, 7 RBI, sicuramente da rinfoltire, ma una slash line di .242/.329/.662 che insieme a due doppie e due triple in stagione, 2 basi rubate ed un numero piuttosto ridotto di strikeout, solo 8, fanno pensare ad una buona evoluzione in battuta.

Catcher

Non sorprende vedere il solito Perez in testa a livello di statistiche offensive: è tre volte Silver Slugger e ha vinto l’anno scorso, continuando a fare davvero bene. Primo, e con ottimo distacco, in RBI con 16, primo anche in run scored con 14, 7 doppie, unico centro con più di 25 hit, guida anche in home run con 6 alla pari del centro dei Tigers, Wilson Ramos. Va anche detto che è l’unico con una slugging percentage superiore al quinto punto percentuale (.530) tra i centri con più di 3 at-bat per partita.

Unica pecca per ora di Perez sembrano essere il numero piuttosto alto di strikeout sofferti contro pochissimi walk. Vero anche che, guardando alle statistiche di carriera del venezuelano, il rapporto walk-per-strikeout è davvero basso, il che evidenzia la tendenza ad attaccare il pitcher con aggressività, dunque più che un aspetto da migliorare, andrebbe valutato come una caratteristica tipica del giocatore.

Brilla anche Wilson Ramos: il trentatreenne ebbe la sua stagione d’oro nel 2016, ultima in casacca Nationals dove ha vissuto la miglior parte della sua carriera, e sappiamo che Ramos è offensivamente dotato, dato che due all-star game e un Silver Slugger sempre in quel 2016 lo qualificano automaticamente nel discorso “miglior catcher offensivo”.

Il problema è il giocare in una squadra che sta arrancando e che non ha molte ambizioni: i Tigers sono tra i peggiori della lega, ed i numeri in run scored e RBI non riflettono uno slash notevole e soprattutto le sei home run e le 4 doppie messe in campo.

Attendendo Mitch Garver e Gary Sanchez, un po’ sottotono alla battuta in questo primo mese, a colpire sono invece le statistiche del catcher Yankees Kyle Higashioka. Limitato sicuramente dalla presenza di un all-star come Sanchez, Kyle ha comunque registrato una slash di .258/.378/.710, con on-base e slugging percentage che saltano davvero all’occhio. I 4 home-run, i 6 walk registrati, 6 RBI e 6 run scored praticamente nella metà delle at-bat del suo collega Sanchez fanno vedere ottimo valore offensivo in Higashioka, che viene infatti spesso inserito nelle rotazioni Yankees quando serve una scintilla.

Ovviamente un catcher è soprattutto difesa: è importante ciò che fanno quando sono sul campo più di quello che fanno in battuta. E Sanchez rimane assolutamente di un’altra qualità. Ma giusto sottolineare l’evoluzione di un possibile late bloomer in Kyle, che nella sua stagione di debutto registrò come prime 3 hit in MLB 3 home run, dimostrando subito una certa sintonia con la mazza.

Outfielder

Il Silver Slugger Award per gli Outfielder si comporta in modo un po’ particolare: non diversifica tra Left, Right e Center Fielder. Insomma, può darsi che vincano tre center fielder in un anno, e non ci sarebbe nulla da dire.

Come guida statistica, ci rifacciamo alla OPS, la somma tra la slugging percentage (che, ricordiamo, è la media pesata delle hit di un giocatore, in base al loro valore per numero di basi conquistate) e la on-base percentage, ovvero quante volte il giocatore si ritrova on-base in rapporto al numero totale di battute.

Gli unici a superare l’unità per ora in questa categoria sono:
Byron Buxton, CF dei Minnesota Twins
Mike Trout, CF dei Los Angeles Angels
Jared Walsh, RF dei Los Angeles Angels

Bux è sicuramente il giocatore che ha sorpreso di più, ed è veramente caldo in battuta: l’ex Gold Glove nel 2017, conosciuto soprattutto per la difesa, è entrato nella sua prime atletica e sta facendo vedere ottimi swing, cosa confermata dal lead in home run per il suo ruolo con 8 e da ben 9 doppi in stagione.

La Meteora di Millville, anche spesso riconosciuto dai più come il miglior giocatore attualmente sul pianeta, non delude mai: Trout è rispettivamente un doppio ed un home run dietro a Buxton, ma ha messo a segno molte più run, complice il maggior potenziale offensivo degli Angels.

Walsh infine si accosta allo stellare compagno di squadra: Jared sta avendo un ottimo inizio di stagione. È sempre stato un buon battitore, ma mai a livelli stellari e se dovesse continuare così potrebbe effettivamente coronare una breakout season. Ma ovviamente, è ancora troppo presto per dirlo.

Come analisi finale, da sottolineare che Bux e Trout sono gli unici sopra il quarto punto percentuale, una rarità, in average di battuta, e sono entrambi alla guida nell’intera lega da questo punto di vista (Trout al comando con .413)

Andando ad analizzare le cose sotto un altro profilo statistico, quello delle RBI segnate, troviamo però altri nomi: uno che spicca è quello di Mitch Haniger dei Mariners che guida, alla pari con Walsh, in RBI segnate con 21. Le 7 home run lo piazzano secondo ed è secondo anche in run scored con 19. Pochi walk, troppi strikeout, che potrebbero migliorare le sue medie in battuta e la sua produzione, infatti va sottolineata un average sotto il terzo punto percentuale, lo standard per un battitore di livello.

Oltre al già menzionato Walsh, che ricompare confermando il suo stato di grazia, vediamo fare capolino anche l’outfielder dei Blue Jays, Randal Grichuk.

19 RBI e 5 home run, Grichuk deve chiedere aiuto ai compagni per aumentare le sue run scored, solo 13 a discapito di una produzione che ne suggerisce di più. Media molto vicina ai tre punti, attenzione ad un possibile salto di qualità.

Due nomi da tenere ulteriormente d’occhio sono poi quelli di Aaron Judge e di Alex Verdugo: il primo lo conosciamo bene, è una delle stelle Yankees, potenza da vendere e aura da fenomeno, Judge ha 18 RBI, terzo nella AL, ma solo 11 run scored, il che suggerisce la necessità di dare una svegliata ai compagni. Le 7 home run non sorprendono, e va sottolineata la quarta OPS nel suo ruolo, sempre più vicina all’unità magica (ora è ferma a .946). Se Aaron riuscisse ad alzare la slugging percentage, potrebbe inserirsi nella corsa con gli altri tre. Basta un po’ di fortuna e di piazzamento della palla in più.

Alex Verdugo invece è stata la lieta, e non troppo sconvolgente, sorpresa di questi Red Sox che hanno avviato la stagione al meglio. Il top prospect arrivato nel trade per Mooke Betts ai Dodgers sta facendo bene in battuta, ma anche meglio in base running con 20 run scored e 2 basi rubate. È anche sopra il terzo punto percentuale in average, uno di 7 nel suo ruolo in AL, e se i Sox continuassero così staremo a vedere.

Designated Hitter

Ed eccoci alla posizione che definisce la tradizione della American League: il battitore designato, un giocatore che partecipa alla rotazione ma non sempre alla fase difensiva, scelto per le sue qualità di battitore.

Nelson Cruz indubbiamente si iscrive alla lista, essendo un tre volte vincitore in cerca del quarto premio, e in questo primo mese non ha deluso.

Lui, JD Martinez dei Red Sox e Yermin Mercedes dei White Sox sono i tre DH che hanno brillato di più.

JD qualche momento nell’outfield se lo prende, ma è effettivamente il suo gioco in battuta che serve e contribuisce di più nel roster di Boston: SLG sopra il settimo punto (.713), guida in OPS, secondo in average quasi a .350 (.347) e leader assoluto in walk con 14, dimostrando grande disciplina considerato anche il suo ruolo, dove l’aggressività in battuta è pane quotidiano.

JD è anche primissimo sia in RBI (primo nella lega, non solo nel suo ruolo) che in run scored, e a mio parere attualmente guida il branco. Le 9 home run, che piazzano JD primo in solitaria in American League, non fanno male alla causa.

Mercedes sorprende con .395 di average, ma Cruz gli è un tantino superiore grazie alle 8 home run, 20 run scored e 21 RBI, secondo dietro a JD, è una SLG di .655, superiore a quella di Yermin nonostante una minore average in battuta. Insomma, Nelson da più valore alle sue hit rispetto al giocatore dei White Sox.

Ovviamente, attenzione a Sho Time: il nipponico ha già 19 run scored e 20 RBI, fa parte di una lineup Angels davvero dinamica offensivamente e guida in basi rubate con 6, sappiamo quanto sa correre bene. Se riuscisse ad alzare un po’ la media di battuta, attenzione. Non dimentichiamo poi le 8 home run messe a segno, con solo Cruz e Martinez alla pari o sopra.

Post By Mattia Valassi (87 Posts)

Vittima delle magie di Patrick Kane, mi innamoro dell'hockey su ghiaccio e dei Chicago Blackhawks negli anni d'oro delle tre Stanley Cup. Talmente estasiato dal disco da non poter fare a meno di scriverci a riguardo. Recentemente folgorato dai Blue Genes di Toronto, e dal diamante in generale.

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