Prima di essere da tutti amato e ricordato come Big Papi, David Ortiz era solo un ragazzino di una numerosa famiglia della Repubblica Dominicana.

Nato a Santo Domingo il 18 Novembre 1975, figlio di Enrique, giocatore semipro delle leghe nazionali che diverrà in futuro il suo mentore e fonte di ispirazione. Anche sua madre, Angela, ebbe un ruolo determinante nella vita agonistica e non di David, sia prima che durante il suo avvento in Major.

La sua morte, nel 2002, lo sconvolse nel profondo, proprio in prossimità dello Spring training coi Twins. Questa devastazione gli darà la forza in seguito per progredire e migliorare a livello mentale, indirizzando alla compianta mamma ogni successo personale, ripromettendosi di dedicare il suo duro lavoro e tutte le soddisfazioni esclusivamente a lei: sarà questa una motivazione fondamentale per la sua gloriosa epopea!

La carriera professionale iniziò nel 1992, quando firmò un contratto minor a Seattle, con i quali giocò fino appunto al suo trasferimento in Minnesota nel 1996. Ai Mariners si affermò rapidamente come uno dei migliori battitori e le sue fenomenali prestazioni gli valsero una promozione ai Wisconsin Timber Rattlers in Classe A della Midwest League, dove guadagnò il titolo di All-Star grazie ad una media in battuta di .322, 18 home run e 93 Rbi.

Fu a Minneapolis, dove trascorse successivamente sei stagioni fino al 2002, che fece il debutto in MLB il 2 Settembre 1997.

Durante questi campionati la sua carriera ebbe un picco quando catturò l’attenzione dei Boston Red Sox, che lo firmarono nel 2003. Il suo originale ruolo, quello di battitore designato, lo vide impiegato in maniera part time visto anche un difficile ambientamento iniziale, ma dalla stagione 2004 in poi Ortiz divenne un punto fermo del lineup. Una batting average a .301, unita a ben 41 fuori campo e le 139 run segnate gli fecero guadagnare il soprannome di Big Papi e lo inserirono nelle preferenze di ogni fan, quel che avviene ancora oggi da ritirato.

Significativa l’impresa contro l’odiato “Impero del Male” newyorchese nella postseaon di quell’anno, quando orchestrò un’incredibile comeback nell’American League Championship, colpendo un walk-off home run in gara 4 e realizzando la singola vincente in gara 5.

Ancora adesso vengono ricordate quelle imprese, visto che i Red Sox 2004 sono l’unica squadra di sempre ad aver rimontato una serie playoff sotto 3-0 nel punteggio. Un campionato che finì con la ciliegina sulla torta, la vittoria della coppa più bella nelle World Series, che mise fine ad una siccità di ben 86 anni: grazie ad Ortiz e compagni “la maledizione del bambino” si poteva ritenere superata!!

Da allora David divenne uno dei battitori più temuti in circolazione e la sua stazza imponente, il suo modo duro, violento ma soprattutto preciso di colpire unito ad una concentrazione nel box fuori dalla norma, lo faranno ricordare per sempre come uno dei migliori della storia.

Nel corso della sua straordinaria carriera otterrà 10 selezioni da All-Star e 7 AL Silver Slugger Awards. Sarà annoverato nei libri di baseball come uno dei 27 campioni ad aver raggiunto più di 500 fuori campo. Come designated hitter detiene il record per valide, Rbi, partite, apparizioni al piatto, at-bat, punti segnati, doppie, extra base e basi ball.

Guidò Boston in altre due trionfanti stagioni nel 2007 e 2013, quando vinse anche il titolo MVP delle World Series.

Si ritirò a 40 anni, disputando l’ultimo campionato nel 2016. Nonostante la potenza fisica, si mantenne longevo performando proprio a fine carriera delle statistiche tra le migliori di sempre (.315-38 hr-127 Rbi-48 doubles), il massimo per un giocatore all’ultimo anno, grazie alle quali disputò i suoi gloriosi e ultimi viaggi tra gli All-Star, come battitore designato partente per l’American League, e ai playoff (sconfitto da Cleveland), ottenendo inoltre il settimo SS come DH e l’AL Hank Aaron Awards 2016.

La sua maglia è stata ritirata in una cerimonia prepartita a Fenway il 23 Giugno 2017, per dimostrare che a Boston la sua eredità durerà per sempre.

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