ROOKIE OF THE YEAR AMERICAN LEAGUE

Shohei Ohtani (Los Angeles Angels): in testa da subito nei sondaggi. Il suo modo apparentemente schivo e sornione made in Japan ha attratto gli appassionati di mezzo mondo ed il ritorno in campo dopo le previsioni di una lunga lontananza ha incuriosito gli analisti. Le comunque troppe assenze potevano essere discriminanti ai fini del voto ma il ragazzo con la sua immensa classe “solo” con la battuta è riuscito a rimanere in corsa fino alla fine. L’altissimo livello nelle due fasi forse non avrebbe permesso agli altri contenders di avvicinarsi nei pronostici; Shohei è il primo giocatore nella storia della Major League con almeno 15 fuori campo (è a 21) come battitore e 50 strikeouts (è a 63) come lanciatore nella stessa stagione.

Detto questo lo spettro del Tommy John Surgery è ancora dietro l’angolo!! Per ricominciare a vedere il nostro giapponesino preferito lanciare oltre che battere l’unica soluzione è l’intervento che guarirebbe il gomito ma ci lascerebbe senza di lui fino al 2020!! Sarebbe un peccato per tutti. Le cellule staminali sembra non abbiano fatto il miracolo!! Siamo certi se così fosse che gli Angels avrebbero da penare per le critiche sull’avergli fatto “sprecare” una stagione perdente al piatto senza farlo operare subito. Certo il titolo di “Rookie of the Year” calmerebbe le acque..

Miguel Andujar (New York Yankees): vicino a Ohtani come favorito e front runner per la vittoria. Attenzione però: mai come quest’anno le preferenze sul Rookie migliore hanno subito mutamenti durante l’arco dell’annata. La sua stagione verrà custodita nel ricchissimo “cassetto” dei ricordi di una delle più grandi franchigie della storia dello sport!!

Dopo Judge lo scorso anno anche oggi gli Yanks si presentano con uno squadrone di giovani rampolli, segno che nel Bronx la proprietà per mano di Brian Cashman non sempre butta i milioni dalla finestra o fa “prepotenze” alle squadre di mercato minore ma riesce spesso ad investire nei giovani gettandoli da subito nella mischia. E per i prossimi 10 anni si ritrovano nel line up AJ, Miguel e Torres!!

Il “Papa” nel momento in cui scriviamo si ritrova con ben 43 Doubles (raggiunto il record di Cano nel 2013), sfiora il .300 di Avg ma dopo il break all star è passato a .340!! Potente battitore designato e terza base, tra gli “esordienti” dietro solo ad Acuna Jr per Home run (26-25), conduce in Rbi ed è il primo Yankee da Joe Di Maggio ad aver colpito almeno 65 extra basi in un anno!!

Gleyber Torres (New York Yankees): l’ex top prospect è entrato nei favori delle odds e negli “scrutini” segretati di elettori ed analisti a metà della prima parte di stagione quando dal 22 Aprile, giorno del suo debutto, ha impressionato per la sua media battuta subito alta guadagnandosi così il posto da ultimo spot nel line up di Aaron Boone grazie al suo .320 .380 .663!! Divenuto poi una garanzia e spostato più in alto a fianco dei vari Stanton, Judge e Bird, ha subìto un infortunio al gomito destro (con lo spettro del Tommy John Surgery) che ha leggermente rallentato le sue medie. Dietro solo ad Andujar per Rbi, i suoi 23 Home runs sono ben bilanciati sia in casa che in trasferta così come le percentuali contro destri e mancini.

Brad Keller (Kansas City Royals): la luce nella stagione buia dei Royals. Il dubbio investimento dai Reds dovuto ai mediocri numeri in Minor si è però rivelato azzeccato; Keller è il più costante e longevo tra i lanciatori debuttanti dell’American League, con il maggior numero di innings lanciati, ERA a 3.08 e ben 9 Vittorie su 20 games started!! Dopo aver “girato” nel bullpen sia come setup che rilievo lungo ha convinto Eldred e Yost ad entrare stabilmente nella rotazione. Ha le caratteristiche del pitcher più efficace che spettacolare; le sue groundballs a ripetizione incidono su ogni inning ma generano un po’ troppe basi ball (50).

Daniel Palka (Chicago White Sox): debuttante a fine Aprile Palka ha da subito dimostrato di essere un giocatore dalla straordinaria potenza che ha impressionato molti addetti ai lavori!! Nell’indecisione vigente verso chi assegnare questo premio potrebbe rappresentare la sorpresa. Un prospetto che avrà molti occhi addosso nelle prossime sessioni estive (sembra un tipico profilo Yankees); la sua forza è devastante nei fuori campo (27) con la quale primeggia tra i rookies, ottima la slugging percentage a .495!! Esterno destro e Battitore designato non proprio giovanissimo (26) dovrà lavorare molto per stabilire una “borderline” tra la capacità di esplodere colpi e la difficoltà ad ottenere basi ball, andare spesso in strikeouts e aumentare la media in battuta, tra le più basse fra i debuttanti (oggi a .239).

Joey Wendle (Tampa Bay Rays): un’età non proprio da rookie (28). Dopo brevi e difficili momenti ad Oakland ha trovato anch’egli a Tampa la sua vera identità! Divenuto eleggibile come “debuttante” possiede la miglior percentuale in battuta con un Ops a .793 frutto di un periodo esplosivo che parte da Luglio e sta proseguendo tuttora. Un jolly sia in attacco capace di girare numerosi spots nel lineup ed abile difensivamente sia come interbase, esterno sinistro, seconda e terza.

Ramon Laureano (Oakland Athletics): con Ramon vogliamo premiare la strepitosa stagione degli A’s inserendo un loro giocatore nelle previews e rendere omaggio ad un esterno per il quale stravediamo che strabilia dal giorno in cui ha messo piede nella lega maggiore. Da Agosto è stato sensazionale con il suo .301/.370/.507 in 141 turni completi in battuta. Ciò che impressiona del 24enne battitore destro è la personalità con la quale gioca in difesa, la velocità, l’agilità per “bloccare” palle impossibili e la forza e precisione del lancio: è suo il gesto migliore dell’anno contro gli Angels!!

Ryan Yarbrough (Tampa Bay Rays): oltre a Snell (come MVP) è giusto nominare anche Yarbrough per premiare Tampa e la sua favolosa stagione sul mound, specialmente perché avvenuta non seguendo i dogmi classici a cui tutti fanno riferimento. Sono infatti ben 16 ad oggi i pitchers dei Rays che hanno iniziato da partente almeno una volta, compreso il closer Romo con 5!! Una tattica che disconosce le regole convenzionali della rotazione ma che alla luce dei fatti ha dato loro ragione: sono 87 ad oggi le vittorie sul monte, più che nelle ultime cinque stagioni, terzo posto generale a 3.63 di ERA, terzi per salvezze e secondi per media battuta avversaria!! Ad accrescere il miglioramento delle statistiche in modo non stereotipato c’è anche il record di Yarbrough, vero jolly e primo rookie a “vincere” 15 volte sul monte nonostante abbia iniziato solo 6 partite. Ancor più interessante sapere che quasi tutte le sue Wins (13) le ha ottenute entrando a gara in corso.

ROOKIE OF THE YEAR NATIONAL LEAGUE

Ronald Acuna Jr. (Atlanta Braves): la stagione di Atlanta che non si concluderà a fine mese rispetto a quella di Soto, suo avversario più accreditato, lo mette in cima al race. La sua progressione stagionale è stata strabiliante!! Impiegato secondo in battuta con medie normali (.238/.302/.400 con Ops a .702), dopo l’all star break ha incantato come leadoff arrivando fino ad oggi a delle percentuali pazzesche (.325/.411/.658 con Ops a .1069!!).

Entrato in Major con ottime referenze e top prospect per molti scouts ha confermato le attese. Merito anche del manager Brian Snitker che ha puntato subito su di lui trovandogli come visto nel tempo lo spot giusto e investendo su una “campagna giovanile”. I Braves, oltre a Ronald, si ritrovano in lineup altri tre profili con i quali poter dominare negli anni (Albies, Camargo e Swanson) sempre che riusciranno a resistere alle sirene di franchigie maggiori. Secondo per Fuori campo, 25 Doubles, 58 Rbi, 4.1 di WAR!! Con le sue strisce di Home runs ha battuto il record per un rookie.

Juan Soto (Washington Nationals): la vera e forse unica alternativa a “Sabanero Soy”. Dal debutto di fine Maggio ad oggi non ha fatto altro che migliorare e primeggiare nelle più importanti statistiche in battuta tra i rookies. La migliore On base percentage, secondo per Slg dietro ad Acuna Jr e vicino alla vetta per Avg, nettamente primo in Walks, segue Andujar e il “kid” di Atlanta per Runs, quarto per Doubles e Rbi! Tutto questo basta per capire la sensazionale stagione che il mancino esterno sinistro di Santo Domingo sta portando a termine.

Ciò che sorprende rispetto la sua giovanissima età (19) è la maturità e disciplina che dimostra al piatto. La mediocre annata dei Nationals (attorno al 50%) rispetto alle previsioni da un lato potrebbe penalizzarlo per la corsa al titolo di miglior debuttante, dall’altro lo mette in cima ad una probabile rifondazione e ricostruzione estiva tale da accentrare su di lui l’intero futuro della franchigia ponendolo entro tre anni nella condizione di lottare per il premio di MVP e divenire un futuro Hall of famer. Le carte in regola ci sono tutte!!

Walker Buehler (Los Angeles Dodgers): nella disgraziata e sfortunata stagione dei Dodgers dal punto di vista degli infortuni Buehler ha rappresentato la classica manna dal cielo, la risorsa inaspettata, vera e propria linfa vitale nel reparto lanciatori!! Certo che le attenzioni su di lui erano alte essendo un “former first-rounder”, già conosciuto per la sua fastball a 100 miglia ma quello che è riuscito a dare supera le più rosee aspettative. Elimina più di un battitore per inning, possiede un basso WHIP e la sua ERA (2.74), tra le migliori nei debuttanti, è nel suo team addirittura più bassa di quella di Hill, Wood e Maeda. Potrebbe essere questo il preludio ad un’ottima carriera in rotazione.

Jack Flaherty (St Louis Cardinals): nella giovanissima rotazione dei Cardinals Flaherty è quello che ha impressionato maggiormente! Nel suo mese di Agosto ha aiutato St Louis a diventare una seria contender della NL andando 3-0 con un ERA a 1.08 non subendo Runs in due partenze ed ha effettuato 10.9 K per nove. Ha subìto un netto calo a Settembre sia di media pgl che di basi ball concesse. Nonostante questo il 22enne possiede un record di 8-8 con ERA a 3.16 ed è il secondo per innings lanciati della sua squadra!! La nomina guadagnata nelle Minors di “strike-thrower” è stata pienamente confermata visto che ne conduce la classifica con 179.

Brian Anderson (Miami Marlins): in una squadra priva di appeal come Miami Anderson non dovrebbe avrebbe molta considerazione nella corsa; la stagione solida da lui disputata da però l’idea di come l’esterno destro ex terza base sia un giocatore costante che potrebbe dire la sua come comprimario in una contender seria. Ha iniziato 149 partite (primo nel team), batte vicino al .280 con 32 Doubles ed un Ops a .750, leader per Walks, conduce le stats di squadra per Obp e arriva facilmente in base.

Harrison Bader (St Louis Cardinals): Bader si è rivelato al top in questa stagione, dimostrando di essere un profilo molto “caldo”; giocando inoltre in un team da sempre vincente potrebbe in questo finale scalare gerarchie. Con lui, Hicks e Flaherty i Cards anche quest’anno si sono dimostrati un’ottima franchigia nel valorizzare i giovani impiegandoli da subito in “postazioni di comando”. Dopo la cessione di Pham ai Rays nella deadline “Tots” ha visto liberarsi la posizione di esterno centro ed ha disputato 50 partite fino a metà Settembre sulle 133 totali. Indietro a “Phamtastic” nelle percentuali in battuta si fa preferire nella dinamicità di corsa e guanto, rookie leader per basi rubate e dietro solo ad Acuna Jr per WAR.

Dereck Rodriguez (San Francisco Giants): un raggio di sole per San Francisco; il 26 enne sul quale impostare la rotazione negli anni a venire è stato una piacevole sorpresa nonostante non fosse tra i top-prospects. Ottimi i suoi numeri con un ERA totale a 2.50 in 18 gare da partente su 20, migliore di Flaherty avendo però lanciato per meno innings (115.1).

Jeff McNeil (New York Mets): draftato al 12° giro e limitato nelle Minors gli anni addietro dagli infortuni non è mai stato considerato un prospetto di livello. Invece si è dimostrato un ottimo seconda base difensivo dal grande istinto come base runner. Nell’asettico attacco dei Mets da Luglio ha primeggiato in tutte le specialità performando nel mese di Settembre uno strepitoso .370/.407/.531 con un Ops vicino a 1.000!! Letale ed indifendibile soprattutto dentro le “mura” del Citi Field con un’average a .440!!

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