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Mike Napoli e i Texas Rangers stanno avendo la meglio sui Rays

GAME 2

La seconda partita della serie tra Rangers e Rays assume subito delle connotazioni molto forti: da un lato Texas è consapevole che, dopo la prima sconfitta, un ulteriore passo falso casalingo significherebbe seri problemi nel prosieguo della serie; dall’altro canto, ovviamente, Tampa Bay è carica e decisa a dare un seguito alla vittoria nettissima di gara 1.

I partenti sono, per i Rangers, Derek Holland (16-5, 3.95 ERA in stagione) e James Shields (16-12, 2.82 ERA) per i Rays, mentre i lineup restano sostanzialmente immutati rispetto alla sera precedente: la sfida si preannuncia equilibrata.

Parte alta del primo inning e subito Rays spumeggianti, anche grazie ad un Holland balbettante, che concede un doppio a B.J. Upton, una base ball ad Evan Longoria ed un singolo a Johnny Damon per riempire le basi. Sul battitore successivo che è Kelly Schoppach, Holland concede un’altra base ball che permette ad Upton di segnare il primo punto dell’incontro.

Il primo inning non è ancora finito e già Ron Washington deve fare una passeggiata sul monte di lancio per cercare di svegliare il suo lanciatore. Dall’altra parte, inece, Shields parte ottimamente e per i primi tre inning l’unica concessione che offre è un doppio a David Murphy. Anche Holland si riprende bene, non concedendo più nulla, e si arriva quindi ad un terzo di gara sul punteggio di 1-0 per Tampa Bay.

Inizia il quarto inning ed iniziano anche i fuochi d’artificio: prima i Rays segnano due punti, frutto di un HR di Matt Joyce che porta a casa anche Casey Kotchman, andando sul 3-0, prima che succeda l’impensabile: uno Shields fin lì quasi perfetto va in panico, prima colpendo Elvis Andrus, poi concedendo due singoli a Josh Hamilton e Michael Young.

Con basi piene e zero out, è logica la visita sul monte di Joe Maddon, ma ciò non offre i risultati sperati: prima Shields colpisce Adrian Beltre, quindi Andrus segna, poi un singolo di Mike Napoli porta a casa Hamilton e Young, per il pareggio.

Finita così? Proprio no, in quanto prima un wild pitch porta David Murphy in prima base e fa segnare Beltran, poi una sac groundout di Mitch Moreland porta a casa Napoli. Tutto cambiato quindi al Rangers Ballpark, per la gioia dei 51.000 presenti, e Texas avanti 5-3.

Il quinto inning non offre scossoni, poi nel sesto Holland lascia il posto ad Alex Ogando, il quale non non concede nulla, prima che Tampa Bay si complichi nuovamente la vita: Napoli e Cruz battono due singoli, quindi Maddon è costretto a cambiare Shields con Jake McGee, il quale dura in pratica solo il tempo di colpire Moreland, e poi con Juan Cruz, il quale concede un doppio a Ian Kinsler, che porta a casa Napoli e Cruz: 7-3.

La partita sembra in ghiaccio, ma i Rays si svegliano all’improvviso, anche grazie all’operato del rilievo dei Rangers Koji Uehara, che concede una valida a Desmond Jennings, prima che Upton metta un singolo e Longoria porti tutti a casa con un HR da tre punti, il quale risporta sotto gli ospiti, indietro di un solo punto. Ma l’attacco dei Rays chiude qui le sue velleità, e per di più un solo HR di Moreland allarga ancora la forbice prima che Neftali Feliz porti a casa una tranquilla salvezza: ad Arlington, Texas sconfigge Tampa Bay 8-6 ed impatta la serie sull’1-1. Ci si sposta quindi tutti in Florida per la gara 3.

GAME 3

In una serie al meglio delle 5 partite e con il risultato di 1-1, accaparrarsi il secondo punto è una importante prospettiva, in quanto si mette l’avversario con le spalle al muro, obbligandolo a non sbagliare più ed a sentirsi addosso l’odore della paura di un’eliminazione: il Tropicana Field ci offre questa sfida e queste emozioni, la terza partita della serie ci dirà chi si prenderà il vantaggio di avere un match point nel prossimo incontro.

Maddon punta su David Price (12-13, 3.49 ERA in stagione, ma 0-2 a settembre e poco sul pezzo nei playoff dello scorso anno), mentre Washington va con Colby Lewis (14-10, 4.40 ERA in stagione).

I lanciatori non sono forse il massimo delle rispettive rotazioni,e ci si potrebbe aspettare un punteggio alto, ma i primi tre inning dimostrano il contrario, con i battitori che trovano rari e deoli contatti, e le difese solide ma anche spettacolari, come un’eliminazione al volo eseguita da Kotchman praticamente in mezzo al pubblico. Anche nel quarto inning exas non morde, cosa che invece provano a fare i Rays: Jennings la spedisce oltre le recinzioni per il vantaggio, 1-0 Tampa Bay.

Ottenuto il vantaggio, i Rays calano nuovamente nella roduzione offensiva, ben controllati da Lewis, mentre le mazze texane faticano contro Price, ilquale fino alla fine del sesto inning ha subito praticamente nulla. Dal settimo però cambia la musica: singolo di Beltre, poi Napoli mette a segno un HR che vale il sorpasso.

Un altro singolo di Craig Gentry suggerisce a Maddon di sostituire Price con Brandon Gomes, che bellamente concede due basi ball a Kinsler e Andrus, i suoi unici due battitori affrontati prima di essere sostituito da J. Howell. Quest’ultimo riesce nel difficile compito di fare ancora peggio di chi lo ha preceduto, Hamilton batte un singolo che vale le run di Gentry e Kinsler, e tocca quindi a Juan Cruz chiudere l’inning. La reazione dei Rays è veemente ma fumosa, con le basi piene riescono ad ottenere solamente il punto di Damon su una groundout di Sean Rodriguez: 4-2 Rangers.

Altro sussulto d’orgoglio dei Rays nell’ottavo: prima Jennings batte il suo secondo HR di giornata, poi il pitcher Mike Adams concede tre basi ball consecutive a Upton, Longoria e Joyce, prima che venga sostituito da Michael Gonzales prima e Neftali Feliz dopo, chiamato quindi ad una salvezza da 4 out.

Quest’ultimo compie il compito egregiamente ed i Rangers espugnano così il Tropicana Field 4-3, portandosi in vantaggio nella serie per 2-1. Il primo match point per i texani è in programma questa otte sempre in Florida, Harrison @ Hellickson.

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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