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Nets e Clippers sono sicuramente le 2 squadre la cui eliminazione al primo turno ha fatto più scalpore...

Nets e Clippers sono sicuramente le 2 squadre la cui eliminazione al primo turno ha fatto più scalpore…

Il primo turno di Playoffs NBA è appena terminato: e mentre il secondo è subito partito con le sue nuove fantastiche sfide, noi fermiamoci un attimo a riflettere sulle 8 squadre eliminate, ciascuna delle quali ha almeno una buona domanda a cui dover rispondere nel corso dell’estate…

1) Milwaukee Bucks: ha ancora senso puntare sulla coppia Jennings-Ellis?

In assoluto, no. Lo si diceva già un minuto dopo la trade che portò Monta nel Wisconsin, lo ripetiamo ora: come possono coesistere questi 2 con una sola palla? Non possono, ormai è chiaro.

Però nel deserto dell’Est, rimangono una coppia sufficiente per un ottavo posto ancora per i prossimi 5/7 anni: non è detto che la dirigenza dei Bucks ambisca a risultati migliori.

2) Boston Celtics: è stata l’ultima stagione di Garnett in biancoverde?

E’ probabile. Ma la domanda che dovrebbero farsi i tifosi Celtics dovrebbe essere invece: quando inizia la ricostruzione? E quanto durerà?

3) Atlanta Hawks: siamo sopravvissuti senza Joe Johnson, sopravviveremo senza Josh Smith?

Ma certo! Anche meglio. Fine della telenovela, più spazio salariale, più spazio per i giovani. Andarsene sarà la miglior cosa che potrebbe aver mai fatto per questa franchigia.

4) Brooklyn Nets: è stata davvero così deludente questa prima stagione?

No, affatto. Una squadra totalmente rinnovata, benchè dal budget molto elevato, ha bisogno di tempo per trovare la chimica giusta, un anno non basta. Ora serve un coach scafato che sappia mettere in riga le varie personalità dello spogliatoio per farle rendere al meglio.

La squadra non è giovane ma ha ancora una discreta finestra di anni in cui sparare le sue migliori cartucce.

5) Houston Rockets: quanto può ancora crescere questa squadra?

Molto. Harden è il go-to-guy, Lin e Asik hanno ancora 2 anni di contratto sicuri e stanno uscendo fuori molti giovani interessanti. L’Ovest è una tonnara, ma non mi stupirei di vederli salire nel ranking di un paio di posizioni all’anno per i prossimi 2 anni almeno.

6) Los Angeles Lakers: poteva andare peggio di così?

No, non poteva. Kobe è rotto e non si sa se tornerà quello di prima, Howard vale la metà di quello di 3 anni fa, Gasol è sempre rotto, Nash ha finito la stagione a colpi di epidurale, D’Antoni non ci ha capito niente tutto l’anno. Cosa facciamo, ripartiamo da Clark e Goudelock? Auguri…

7) Denver Nuggets: al netto della sfortuna, è giunta l’ora di portare un go-to-guy a Denver, o è giunta l’ora di guardarsi intorno sul mercato dei coach?

Coach Karl ha fatto un lavorone, ma ora deve fare l’ultimo passo: è in grado di accettare e di integrare nel suo sistema una “prima punta”, ammesso e non concesso che si sappia dove trovarla?

8) Los Angeles Clippers: si può uscire al primo turno con tutto quel talento?

Si, ad Ovest si può, ma si poteva perdere meglio. Bisogna adesso sfoltire la rosa e dare regole un po’ più chiare in campo, che non sempre riescono le improvvisazioni, specialmente nei playoffs.

 

Post By Max Giordan (1,005 Posts)

Max Giordan segue l'NBA dal 1989, naviga in Internet dal 1996. Play.it USA nasce dalla voglia di unire le 2 passioni e riunire in un'unico luogo "virtuale" i tanti appassionati di Sport Americani in Italia. Email: giordan@playitusa.com

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5 thoughts on “8 domande per 8 eliminate

  1. Clips: cambiare allenatore…anche se poi in campo lui diceva “correrre, correrre…” e i giocatori camminavano…

    Denver: se Chandler è la riserva del Gallo un motivo c’è…con il Gallo sano sarebbe andata diversamente? credo si…urge trade ma si rischia di dover sacrificare molto per arrivare a chi?…

    Lakers Lazzaretto…

    Nets…è vero che hanno bisogno di tempo ma Wallace non sa neanche lui cosa deve fare in campo e JJ è in calo….il coach giusto?…larry brown

    Houston è in rampa di lancio…se poi si liberano di Lin e ne prendono del talento adeguato al contratto del cinese decollano

  2. per quale motivo denver dovrebbe prendere un go to guy?

    premessa: i nuggets sono una squadra giovanissima. infatti la loro età media si aggira intorno ai 24 anni. gli unici trentenni sono miller (36) e igoudala (29. vecchio?!?). quindi sono indubbiamente un gruppo ancora molto futuribile

    adesso, per quale motivo dovrebbero smembrare un gruppo con ancora moltissimo potenziale inespresso e quindi con molta futuribilità? e soprattutto per chi? quale potrebbe essere questo fantomatico go to guy? forse nn sarebbe meglio continuare a sviluppare in tale ottica un giocatore all’interno del proprio roster (che tra l’altro sembra avere tutti i crismi per essere un solido go to guy) come gallinari (ricordiamo che al primo turno era infortunato e lui è in pratica il primo violino della squadra) che ha solamente 24 anni? quanti sono i giocatori nba di 24 anni che fanno parte di una squadra ai po e che può definirsi il go to guy di questa?
    sono solamente 5 squadre: okc-durant(24), gsw-curry(24), houston-harden(23), bulls-rose(23), indiana-george(22).
    per il resto sono tutte squadre in cui il giocatore principale è più vicino ai 30 che nn ai 20, o che li ha già superati.
    obiettivamente, quali di questi 5 giocatori può essere considerato senza alcun dubbio più affidabile di danilo? a mio avviso solo 2 giocatori: durant e rose, e questi, a meno di cataclismi, difficilmente lacsceranno le loro franchigie nell’immediato (oppure ritieni che, dati gli assurdi po di kryptonate, chicago scelga di puntare su di lui e mettere sul mercato rose?!? ;) ).
    per il resto o sono giocatori al livello di gallinari (curry, harden) o decisamente più acerbi (george).
    oppure reputi sia il caso di catapultarsi su un veterano che ha già ampiamente iniziato la sua parabola discendente, anche se di sicuro talento? come ad esempio pierce? senza dubbio porta in dote un’enorme leadership, solo che sono alcuni anni che nn è più il go to guy di boston (ormai lo è rondo, mi ero dimenticato di lui, ma anche in questo caso vale lo stesso discorso di durant e rose), il tutto in nome di possibilità di vincere un titolo che rimarrebbe pur sempre remota e che per avere qualche chanche in più, denver sarebbe obbligata a smentallare completamente la squadra per andare in all-in la prossima stagione (dichiarando implicitamente un fallimento la gestione precedente, ma si può chiamare fallimento una stagione come quella delle pepite con una squadra di ventenni?!?)
    magari si può dare un’occhiata alle franchigie fuori dai po, ma anche in questo caso nn sono presenti giocatori al livello di danilo (a meno di scommesse clamorose come wall, cousin o irvin).

    l’unico giocatore in questo momento su cui potrebbero seriamente puntare è cp3. il problema principale in questo caso è che la concorrenza è veramente tanta e il rischio di fare la fine di new york nel 2010 è elevato. tra l’altro la voglia di paul di arrivare al titolo è enorme e nn è detto che sia molto allettato di far parte di una squadra che è ancora un work in progress (anche se con ottimi risultati), quando magari gli si presanta di fronte una dallas che gli mette sul piatto un wunderdirk e la possibilità immediata di lottare per il titolo e di essere la pietra angolare per la ricostruzione futura.
    inoltre, questa volta guardando dal lato denver, un investimento su paul si potrebbe anche considerare pericoloso: (provocazione) se l’ultima squadra ad aver vinto un titolo un titolo con un play sono stati i pistons di isiah thomas di fine 80 inizio 90, qualcosa vorrà pur dire (nn portate come esempi contrari i pistons di billups e gli spurs con l’mvp a parker del 2007: il primo faceva parte di un sistema collaudatissimo e il suo mvp è più un riconoscimento a tale sistema (lui ne era il regista) che nn un suo vero e proprio dominio sulle finali; il secondo è semplicemente esploso in quella serie, prima di allora era un ottimo giocatore ma che doveva ancora finire di maturare e infatti nelle gerarchie della squadra venivano prima duncan e poi ginobili)

    in conclusione, spero vivamente che denver nn si faccia prendere dalla mania tipica della nba degli ultimi anni, in cui si ritiene che i progetti possano durare al massimo 3 anni (neanche fossero al college) e che alla fine di questi o ci si butta a capofitto alla ricerca di veterani per la caccia immediata al titolo (se la squadra ha raggiunti i po) o si smantelli tutto per ricostruire (stile bobcats o kings). anche i tanto osannati thunder si sono sviluppati gradualmente, ma partire da durant è un lusso che nn capita tutti gli anni e nonostante tutto, sono duvuti passare 5 anni prima che potesse seriamente lottare per il titolo.
    quindi mi auguro che denver continui sulla strada intrapresa per almeno altre 2 se nn 3 stagioni senza grandi stravolgimenti, ma portando avanti lo sviluppo dei suoi giocatori. poi magari, alla fine di questo periodo, se i risultati ancora nn sono soddisfacenti, pensare bene se sia il caso di qualche cambiamento più radicale

  3. tra i go to guy ventenni Gallinari è il peggiore.
    Durant è il miglior talento offensivo del pianeta, tre volte capocannoniere e sta crescendo sia come assist che a rimbalzo.
    Harden è il miglior penetratore forse insieme a Lebron, ha delle letture istintive che spaccano in due la difesa, comunque ha dimostrato alla grande di potersi caricare una franchigia sul groppone in regular season e d’incidere anche ai playoff
    Curry gia oggi è il miglior tiratore puro della lega, (a pari merito con Allen) ha enorme leadership e infortuni permettendo un futuro radioso.
    Rose attualmente è un incognita, ma il ROY e l’MVP parlano di un giocatore di un altro rango rispetto al Gallo
    Paul sarà un pò più grezzo tecnicamente, ma come atletismo, fisicità e difesa lo surclassa.

    Se ne deduce che il Gallo non è un go to guy. Almeno non ancora.

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