Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle. O. Wilde

NBA

La lavagna tattica: OKC Thunder – San Antonio Spurs

Thunder e Spurs si affrontano finalmente nell’atto conclusivo della Western Conference, dopo averla letteralmente dominata in lungo e in largo sia in regular season che ai playoffs. Si presentano a questa sfida avendo perso una sola partita in tutto nell’intera post-season; non succedeva da più di 20 anni, stagione 1988-89, e peraltro all’epoca il primo

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OKC massacra i Lakers, i Sixers si tengono in gioco con una W in trasferta

LA Lakers 90 @ Oklahoma City Thunder 119 Il recap della partita potrebbe agevolmente essere limitato a qualche termine brutale come “massacro”, “disfatta”, “dominio”, “trionfo” e così via, per una partita che non è mai stata in discussione e in cui i Thunder hanno dimostrato una superiorità impressionante sotto tutti gli aspetti del gioco, facendo

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NBA – Chicago cade in casa, ma Miami non ne approfitta. Sempre più calda la lotta per l’ottavo posto ad Ovest.

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Boston 102 @ Charlotte 95

I Celtics bersagliati dagli infortuni continuano a dover schierare Avery Bradley da SG al posto di Ray Allen e una second unit quantomeno improvvisata, ma contro i derelitti Bobcats basta e avanza; un paio di parziali nel primo e terzo periodo permettono ai trifogli di prendere il largo, e i tentativi di Charlotte di ridurre il gap sfruttando i minuti che Rivers è costretto a concedere a Hollins, Pavlovic  e compagnia non riescono mai ad impensierire veramente gli ospiti: solida prestazione delle stelle di Boston, impreziosita dal season-high di Pierce con 36 punti.
Denver 108 @ Chicago 91

Se gli infortuni hanno svuotato la panchina di Boston, Nuggets e Bulls sono stati ancora più sfortunati in questo periodo, dovendo rinunciare a lungo alle rispettive stelle: Chicago ha dimostrato di poter sopperire all’assenza di Rose grazie al gioco ormai memorizzato e al salto di qualità di Boozer e Deng, che si sono caricati la squadra sulle spalle al posto dell’MVP in carica, ma questa notte la squadra di Karl si è dimostrata troppo profonda ed atletica per loro.  Dopo un primo tempo equilibrato, Denver piazza subito un parziale di 10-0 per iniziare il secondo tempo e non si guarda più indietro. Ancora significativo l’apporto di McGee, che parte in quintetto e non delude, travolgendo insieme a “Manimal” Faried i lunghi dei Bulls: +13 il differenziale complessivo a rimbalzo tra le due squadre.

 

Detroit 79 @ Washington 77

Un bel canestro di Stuckey a fil di sirena regala la W in trasferta ai Pistons in una dimenticabilissima partita in cui Washington riesce “misteriosamente” a dilapidare un apparentemente comodo vantaggio di 13 punti negli ultimi minuti, ed è la terza volta consecutiva che i Wizards si lasciano sfuggire un vantaggio in doppia cifra nel secondo tempo: Wittman rilascia le solite dichiarazioni di facciata sull’inesperienza e la mancanza di cattiveria, ma si sente chiaramente odore di tanking.

 

Miami 90 @ Indiana 105

Sorprendente seconda sconfitta consecutiva per gli Heat, che per tutto l’anno hanno mostrato qualche difficoltà a difendere i play veloci e aggressivi, e capitolano sotto la “combo” Collison-Barbosa (14 in 14′ per il brasiliano) e la precisione dei Pacers dalla lunga distanza (7/11 per il terzetto Granger-Collison-George, compresa una “ave maria” di quest’ultimo da metà campo). Per gli Heat una di quelle serate in cui va tutto storto, con James e Wade che tirano malissimo, il supporting cast che non produce alcunché e Bosh che si distingue per i soli 2 rimbalzi in 36′.
Milwaukee 80 @ New York 89

Importante vittoria casalinga per i Knicks contro la loro più seria avversaria diretta nella lotta per i playoffs: senza Stoudemire (per cui si teme un possibile intervento chirurgico alla schiena che ne chiuderebbe anzitempo la stagione) e Lin, ‘Melo sale finalmente in cattedra e trascina i suoi con 28 punti, dopo due mesi in cui non aveva mai superato i 20; i Bucks tengono botta grazie ad uno straordinario primo tempo da 24 punti di Dunleavy Jr, ma nella seconda metà di gara il 7/24 complessivo dal campo per la coppia Jennings-Ellis (con due assist e quattro palle perse in tutto) li getta in una fossa da cui è impossibile uscire.
New Orleans 85 @ LA Clippers 97

Resta ancora alta la tensione tra Hornets e Clippers dopo il fallaccio di Smith a Griffin della settimana scorsa: questa volta è Blake a farsi giustizia sommaria, abbattendo Ariza con un flagrant di tipo 1 che accende gli animi degli ospiti. La grinta di New Orleans per questa curiosa ed inattesa “rivalry” non si traduce però in una partita equilibrata, visto che un Paul troppo forte per i suoi ex compagni guida i padroni di casa ad una W tranquilla, con i Clippers mai sotto nel punteggio per tutti i 48 minuti. 4/8 da tre per Nick Young, che almeno in questa occasione dimostra di poter regalare ai Clips quella dimensione perimetrale che hanno cercato disperatamente da tutta la stagione.

 

Orlando 117 @Toronto 101

I Magic triturano i Raptors a domicilio senza nemmeno bisogno del miglior Howard, cancellando Bargnani dalla partita e a cavalcando i loro tiratori nell’altra metà campo (season high con 8/13 dalla lunga per il solito, straordinario Ryan Anderson). Gara in ghiaccio sin dall’inizio del secondo quarto, e poco altro da sottolineare (oltre alle ormai classiche, nella loro bruttezza, divise mimetiche da squadra di paintball dei padroni di casa).
Sacramento 106 @ Houston 113

I Kings si “autodistruggono”, per usare le parole di coach Smart, dopo essere stati in vantaggio per quasi tutta la partita, e cedono una W ampiamente alla loro portata ai Rockets, che per parte loro sembrano trovare ogni volta un determinante contributo da qualche panchinaro, che questa volta si identifica in Patrick Patterson (24 con 10/16). Ma l’eroe di giornata è il piccolo grande uomo Earl Boykins: fresco fresco di contratto decadale, si aggrega alla squadra letteralmente un’ora prima della palla a due e chiude con 10 punti, 5 assist e il 4/4 ai liberi nell’ultimo minuto di supplementare che chiude la gara. La gioia di Houston è però mitigata da un brutto infortunio alla caviglia per Dragic, che si spera essere solo una forte distorsione e non qualcosa di più grave.

Utah 105@ New Jersey 84

Non si arresa la parabola discendente dei Nets, massacrati a domicilio da Utah in una gara già chiusa dopo tre quarti. I Jazz, guidati ancora dalla coppia Millsapp-Jefferson, continuano a battersi come leoni in una lotta per i playoffs della Western Conference sempre più appassionante, mentre dall’altra parte solo Gerald Green, non proprio un notorio cuor di leone, sembra mettercela tutta: e non c’è nient’altro da aggiungere per una squadra che nutriva (o meglio millantava) addirittura ambizioni da ottavo posto dopo la trade, e invece accusa la sesta sconfitta nelle ultime sette gare, mentre la valigia di Deron Williams è probabilmente già pronta accanto alla porta di casa.

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NBA – Bene Bulls, Mavs e Celtics, altro infortunio per il Gallo

Chicago 85 @ Orlando 59 L’inguine dolorante di D-Rose continua a non essere un problema per i Tori dell’Illinois, che triturano letteralmente i Magic a casa loro; Orlando non riesce a combinare letteralmente alcunchè  contro l’asfissiante difesa di Thibodeau (migliore prestazione difensiva stagionale), mentre dall’altra parte Lucas e Boozer sono di nuovo sugli scudi, 20/31

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Bogut per Ellis: una trade intrigante

Al termine di una deadline tra le più schizofreniche della storia NBA, puó sembrare strano concentrare l’attenzione su una trade che ha visto l’ottava squadra dell’est e la tredicesima dell’ovest scambiarsi i rispettivi “secondi violini”.  Questo scambio è però reso particolarmente affascinante dal fatto che difficilmente si possono immaginare due giocatori più diversi e distanti

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