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Al pari di Sanremo o puntuale come un Ferragosto qualsiasi, all’avvicinarsi di Ognissanti si accende il dibattito circa la necessità o meno della ricorrenza di Halloween. Tanto tempo da perdere, eh?

Che poi le fazioni si ostinano ad asserragliarsi in fortini alla parvenza inespugnabili, alfieri di ideali contrapposti ma tant’è vero aulici, quasi sovrannaturali, cultori della pensiero – sempre troppo conformista- libero contro ferventi -all’occorrenza- cattolici da bar. Non facciamoci ridere, su.

Che poi è una cosa che non ha senso. E in un certo qual modo mi rivolgo ai miei considerandomi un cristiano fedele,  poco praticante se non nella privata intimità. Montiamo annualmente un casino sul niente ma quando la nostra casa europea ha scelto di non riconoscere le radici cristiane, siamo stati in silenzio. Lobotomizzati, piuttosto che liberi. Come dovremmo essere, concettualmente e non solo egoisticamente: fortemente diversi e per questo – proprio per questo- decisamente uguali. La specificità a creare un concetto omogeneo di umanità, con la U maiuscola. Possibilmente.

Riflettiamo insieme, poi perché l’argomento è di attualità e lo sarà negli anni a venire.

Concetto fondamentale: non creiamo il mostro di Halloween altrimenti i cattivi diventiamo noi. Senza ripercorrere le origini della festa, banalmente e sinteticamente, sforziamoci di abbracciarne lo spirito.

Infantile costruire barricate, non c’è nessuna celebrazione della morte e la contrapposizione con il Dio della vita semplicemente non regge. Se è vero come dovrebbe che c’è vita nell’aldilà questa merita di essere festeggiata, anche semplicemente per essere augurata.

Senza soffermarci sul paganesimo, rifiutando il termine come fosse diabolico: è stato parte dell’evoluzione umana. La secolarizzazione, in un certo senso, ha compiuto la traslazione tra un credo ad un altro prima di scivolare nel relativismo.

Non dobbiamo trovare una giustificazione a tutto. Volendo potremmo metterla in termini economici: trade off. Accettiamo Halloween come scambio per la conquista di Ognissanti. Che corrispondeva al capodanno celtico. Sappiatelo.

Aggiungeteci, poi, la genesi del termine: così, un tanto per sentirvi ancora più sicuri.

Halloween è una storpiatura. Grammaticale, si intende: All Hollows’Eve, la vigilia dei nostri Santi, importata dagli irlandesi emigrati nel Nuovo Continente. E il consolidamento passa anche attraverso influenze ispaniche accasatesi nella terra dei liberi poichè casa dei dei coraggiosi, che colorano le vie di alcune città prossime al confine con il Messico – esperienza personale in quel di San Diego- in contingenza al dias de los muertos.

State tranquilli, quindi. E apprezzate la vita, rispettando la morte. Coltivando la fede in barba ad ogni ostentazione: aberrare questa ricorrenza – commerciale- ormai consolidata non vi farà guadagnare il Paradiso. Sicuramente vi priverà di un momento di allegria.

Dai calchi stereotipati di Hollywood, storie da brividi in concomitanza alla festa: caldi, freddi, di paura ma anche di eccitazione e gioia. Eterogenei, quindi.

La week 8 da poco trascorsa – il celeberrimo giro di boa- è stato antipasto gradito della settimana spaventosa.

A guardare da così in alto, rischi le vertigini: sarà, ma non è il caso di Bill Belichick alla 300esima vittoria in carriera, con lo sguardo rivolto sempre verso su, puntando alla prossima. Verosimilmente quella di domenica prossima: altri record da battere e una missione precisa, per un buon ritiro.

Scosse paurose a rizzare i peli, accapponare la pelle: JJ Watt a chiudere ingloriosamente una stagione, la parvenza supereroica contrastata da una fibra di cristallo. Occhi chiusi a scongiurare, un occhio solo per lanciare: il miracolo di Deshaun Watson è stata un’esplosione vulcanica: tanto entusiasmante quanto paurosa da guardare. Vederlo a terra ha fatto sussultare, pericolo scongiurato.

Killer in azione, questi Patriots difensivamente inarrestabili: nelle prime otto partite un differenziale di 189 punti, un salto indietro ai Bears del 1942. Non proprio ieri.

Eccitazione sfrontatamente giovanile, quella di Nick Bosa di quei 49ers are for real di questa bellissima stagione all’ombra del Golden Gate: il secondo giocatore più giovane a registrare – nella vittoria dominante sui Panthers– almeno tre sacks in una partita.

Nella patria dei Santi, la celebrazione del mito Drew Brees che rientra dall’infortunio lanciando per tre touchdowns e diventando il primo a varcare la soglia delle 75000 yards. Da cappello in mano.

Brividi freddi, temperamento glaciale quello di Adam Vinatieri che non fallisce il calcio a 22 secondi dalla fine contro i BroncosWalk Off Field Goal, a 46 anni fischiati.

E raccontateci ancora dell’inutilità del kicker.

On to the next, con sosta forzata alla valutazione delle picks scorse. Meno di 100 giorni al Super Bowl.

START

  • Quarterbacks: Kirk Cousins 11.60, Teddy Bridgewater -0.20, Deshaun Watson 27.76, Matthew Stafford 23.38, Tom Brady 18.36, Aaron Rodgers 27.10
  • Runningbacks: James Conner 24.00, Leonard Fournette 20.60, Dalvin Cook 28.10, Aaron Jones 41.60
  • Widereceivers: JuJu Smith Schuster 21.30, DeAndre Hopkins 21.90, Stefon Diggs 19.30, Michael Thomas 27.30, Tyler Lockett 16.00
  • Tightends: Jared Cook DNP, Vance McDonald 4.90, Travis Kelce 16.30
  • Defense: Steelers 13.00, Patriots 21.00, Vikings 12.00, Panthers 3.00

SIT

  • Quarterbacks: Carson Wentz 14.38, Baker Mayfield 11.56, Jimmy Garoppolo 13.00, Philip Rivers 10.04
  • Runningbacks: Josh Jacobs 10.10, Nick Chubb 10.80, Derrick Henry 7.30, Philip Lindsay 12.60
  • Widereceivers: Odell Beckham Jr 10.20, Courtland Sutton 10.20, Tyreek Hill 14.10, Curtis Samuel 8.60, Alshon Jeffery 10.40
  • Tightends: Zach Ertz 4.00, TJ Hockenson 3.10, Greg Olsen 3.30
  • Defense: Seahawks 9.00, Chiefs 4.00, Broncos 7.00, Jets 3.00

Differenziale.

  • Quarterbacks + 59,02
  • Runningbacks + 73,50
  • Widereceivers + 52,30
  • Tightends + 10,80
  • Defense + 26,00

Settimana proficua, dispiaciuto comunque per l’ingloriosa figura dei Panthers contro gli indomabili 49ers: la previsione di una partita chiusa e tirata è stata sconfessata velocemente nel primo quarto.

Quarterbacks

Il paradigma è semplice, l’avete forse già intuito. Semplici passaggi, niente stregonerie: osservi i trend del momento, guardi alla schedule settimanale, pesi l’efficienza delle difese rapportate alla posizione considerata e sentenzi il nome. Niente di assoluto e certo, ovviamente. Le variabili astratte ed imprevedibile giocano a nascondino risultando vincenti nella maggioranza più ampia dei casi ma la natura stessa del gioco del football – personalmente tendo a non categorizzarlo come sport di squadra, lancio il sasso per la riflessione della prossima settimana- semplifica talvolta le cose.

Josh Allen è lo start preferito per la settimana entrante: il match contro i Redskins – clementi con la posizione cui hanno concesso un totale di 14 touchdowns a fronte di 8 intercetti- può mettere le ali al giovane quarterback dei Bills. Washington ha concesso almeno 16 punti ai quarterbacks avversari che però non hanno mai ottenuto scores su corsa: quello che apprezzo di più del talento – perchè è di ciò che parliamo- di Buffalo è la capacità di giocare senza paura, niente è impossibile.

Bucs sono troppo scostanti per essere considerati credibili. Dal canto suo Russell Wilson è troppo incredibile per essere considerato reale. La prestazione di domenica l’ha inserito nel record book come primo giocatore a lanciare almeno un touchdown, senza intercetti, in otto gare consecutive on the road. Una percentuale di completi concessi superiore al 63% lancia in alto le quotazioni del quarterback di Seattle. Start.

La sfida tra Vikings Chiefs può riservare sorprese: a meno di una forzatura dei tempi non necessaria, non vedremo in campo Patrick Mahomes. Poco male per una squadra che ha comunque dimostrato solidità con Matt Moore undercenter capace di reggere il confronto con i Packers vittoriosi in un one score game che lascia indubbiamente il sorriso ai tifosi di Kansas City. Tornando al più prossimo futuro: Kirk Cousins, perchè no? Il quarterback di Minnesota è in striscia positiva benchè non abbia brillato contro Washington. Almeno 19 i fantasy points concessi dai Chiefs alla posizione. Start, why not?

I numeri sono dalla sua: solo una volta sotto la doppia cifra, tutte le altre restanti mai sotto i 18 punti. Dak Prescott di ritorno dalla bye week è la carta da giocare. Benchè una New York sia già andata indigesta ai texani, pare impossibile fare un inglorioso bis contro i Giants. Start!

Uno shot rischioso è da tentare con Derek Carr nella sfida contro i Lions: ottima la sua fantasy prestazione contro Houston, ripetibile contro una Detroit che ha concesso più di 2100 yards alla posizione per 14 touchdowns e appena 3 intercetti. Start da guy!

Trattasi di all-in senza bluff ma controtendenza: sit per Lamar Jackson contro i Patriots. Il consenso generale spinge in alto le quotazioni del quarterback di Baltimora che lancia poco e corre tanto. Dati alla mano, in entrambe i casi rischia di essere inefficace contro la super difesa targata Belichick.

Kyler Murray rischia di passare una notte di Halloween con i fiocchi: improponibile, sulla carta, la sfida ai 49ers che hanno concesso appena 5 touchdowns alla posizione. Registrando, di contro, 10 intercetti.

La secondaria di Oakland contro i Texans si è comportata più che dignitosamente: il successo dei texani, più che prova corale, è stata la sommatoria di eventi eccezionali causati da quel supereroe che è Deshaun Watson. Tutto ciò per dire, sit per Matthew Stafford. Assumendomene il rischio, avverso agli esperti targati NFL.

Magari ribalta tutto e fa la prestazione del secolo. Ma magari no: sit per Baker Mayfield cui pare essersi rotto qualcosa. Niente più dangerous, tanto meno swag, paiono lontani quei tempi: I Broncos sono una difesa da top3 se rapportata alla posizione. Come dire, auguri!

Runningbacks

La difesa dei Titans è solida ed efficace: la vittoria di domenica nasce da una grande prova della stessa. Meglio di San Francisco, comunque, solo New England. E contro quelli del Golden Gate ha registrato 27 fantasy points: senza pensieri, start per Christian McCaffrey lanciato come un treno verso il titolo MVP. Che poi, qualora lo vincesse, al pari di Cam Newton nel 2015, la domanda spontanea: ma perchè? Cioè, perchè Carolina non riesce ad essere credibile? Anche da qui la considerazione d’apertura – personalissima e giustificabilmente non condivisibile- circa l’impossibilità di classificare il football quale gioco di squadra.

Kansas City è tra le peggiori difese – meglio solo dei Bengals–  contro i runningbacks: chiedere ad Aaron Jones che è riuscito in un’opera di demolizione da manuale. Start consueto e tradizionale per Dalvin Cook top3 player tanto se consideriamo le ultime due quanto le ultime quattro settimane di gioco.

Da ritorno dalla pausa, Zeke Elliott ha la ghiotta occasione di dire la sua – e anche qualcosa di più- contro i GiantsStart per il numero 21 di Dallas contro una difesa permeabile che ha mediamente concesso almeno 20 punti a partita ai runningbacks.

Questa settimana può fare la differenza: start per Nick Chubb contro i Broncos che hanno concesso già sei touchdowns e oltre 750 yards alla posizone. Le speranze dei fantastici Browns passano da qui.

Spendibile uno shot per Josh Jacobsrookie di casa Raiders: i Lions hanno concesso mediamente 25 punti fantasy a partita alla posizione. Il talentuoso runningback avrà una buona occasione per rimpolpare i suoi numeri che necessitano di maggiore costanza al fine di diventare fondamenta solide da cui partire per costruire la strada verso il titolo di OROY- offensive rookie of the year.

Anche questa settimana, sit per Derrick Henry: la difesa dei Panthers è chiamata al riscatto dopo la terribile sconfitta di domenica. L’inconsistenza, ancor di più l’incostanza, dell’attacco di coach Vrabel non stimolano fiducia nel runningback ti Tennessee.

Poco – appena 4 gli scores concessi- è ciò che lascia la difesa di Philadelphia ai RBs avversari: sit per David Montgomery. La buona prestazione di domenica è paragonabile a quella rondine che, in solitaria, non fa primavera. Inesorabile e colpevole – coach Nagy, can you hear me? – l’allontanamento di Chicago dalla zona playoff.

Gli Steelers hanno una ottima rush defense: meno di 600 yards e solo quattro segnature concesse alla posizione. Sit per Marlon Mack nella sfida on the road all’Heinz Field Stadium di Pittsburgh.

In quel di Londra può accadere tutto, anche di registrare oltre 200 yards in appena sette ricezioni: chiedere a Cooper Kupp. Ma il divisional tra Texans e Jaguars non ha la parvenza di poter essere un high scoring game. E me ne duole, visto che sarò là. Il sunto di ciò è un sit per Leonard Fournette: solido in questa stagione – al netto di un fumble perso nell’opening contro i Chiefs- il peggior risultato in termini di punti fantasy è arrivato proprio contro i Texans.

Widereceivers

Chi è il WR1 di Tampa? Rischia di essere un dilemma amletico questa domanda: dato per certo Godwin, la prestazione di domenica di Mike Evans è stata capace di cambiare le carte in tavola. E forse anche gli equilibri. Emblematico il raffronto tra le ultime quattro e le ultime due settimane: se nel primo campione considerato, Evans bazzicava ai piedi della Top10, osservando il secondo campione lo ritroviamo in Top5 con Godwin ampiamente dietro. La secondaria di Seattle non è insuperabile: oltre 2100 yards concesse con una percentuale di completi superiore al 64%. Il trend suggerisce di continuare con Evans, start.

Già 11 i touchdowns concessi alla posizione, più di 28 punti fantasy ammessi a partita ai ricevitori, la difesa dei Giants rischia di passare un brutto quarto d’ora contro Amari CooperStart per il talento dei Cowboys, solido – ad eccezione fatta per due partite- durante questa prima parte di stagione.

Il rapporto amore-odio tra lo scrivente e Stefon Diggs pare indirizzato verso nuovi orizzonti: la serenità. Start per il ricevitore dei Vikings chiamato ad affrontare una difesa, quella dei Chiefs, migliore del previsto in passing defense che ha comunque concesso oltre 1800 yards aeree.

Il rischio, qui, non è calcolato: la difesa degli Eagles è la peggiore contro i ricevitori ma la poca efficacia dell’attacco dei Bears rende tutto più complicato. Avesse giocato da qualsiasi altra parte, Allen Robinson sarebbe stato uno start no brainer. Senza pensieri. Qui, invece, qualche dubbio sale: proviamo lo shot, coraggiosi.

Start, poi, per Emmanuel Sanders fresco faithful Niners immediatamente a segno al debutto: la sfida con Arizona spinge in alto le quotazioni di questo veterano che non può che vedere aumentato il suo carico di coinvolgimento.

Di rimbalzo nel MNF appena trascorso, poco credibile vista la situazione: sit per JuJu Smith Schuster troppo altalenante in questa tribolata prima parte di stagione. I Colts dal canto loro, poi, non sono avversari facili. La difesa resta una delle migliori contro la posizione cui ha concesso undici scores.

Sit settimanale per Odell Beckham Jr – contro i Broncos– che molto probabilmente rimpiange i tempi passati: la butto lì, Daniel Jones può essere un quarterback migliori di Mayfield. Essendo uscito mestamente dal radar, passa alle cronache per eleganza, pubblicità ad orologi e cleats in pelo di capra con cui omaggiare Tom Brady. I punteggi fantasy messi a referto sono ingloriosi: magari svolta, magari no. Le sue colpe sono limitate.

Da non rischiare, la carta DJ Moore impegnato con i suoi Panthers in casa Titans: 12 touchdowns concessi, ben 8 intercetti e una notevole quantità di passaggi difesi, trentasette.

E’ ottima la difesa dei Bills: top di gamma. Sit per Terry McLaurin che affronterà una secondaria capace di concedere un numero di scores inferiore a quello di intercetti realizzati.

Tightends 

Qualora l’abbiate nel roster semplicemente, non pensateci: George Kittle questa settimana è veramente uno start no brainer contro i Cardinals, peggior difesa contro i TEs cui, oltre ad aver concesso già 14 segnature, hanno fatto registrare mediamente più di 14 fantasy points ad incontro.

Appena 7 fantasy points concessi ma 39 completi ammessi su 50 target nei confronti dei vari TEs: la difesa di Chicago non è impeccabile. Il mio outlook di inizio stagione su Zach Ertz è stato una C senza lode ma nemmeno infamia. Dopo tre partite sottotono, contro i Bears può esserci il rimbalzo. Start.

Contro Green Bay, Hunter Henry può continuare la sua striscia positiva: già 5 le segnature concesse dai PackersStart.

Se si ama il rischio, Darren Fells contro i Jaguars all’ombra del Big Ben: start.

Fermo ai box, Mark Andrews. Il tightend di Baltimora affronterà la proibitiva difesa dei Patriots capace di concedere pochissimo alla posizione: appena 3.6 punti fantasy a partita.

A scaldare la panchina anche Jonnu Smith occupato in un match contro una Carolina che ha veramente lasciato poco spazio ai TEs avversari: appena 308 yards e due scores.

Sit, poi, Jimmy Graham contro i Chargers: poco più del 60% di completi concessi e tre segnature alla posizione.

Defense

I fondamentali risiedono nell’assunto: mai cambiare la strada vecchia per la nuova. Senza spendere troppo tempo in chiacchiere, start per 49ersBillsVikings e, naturalmente, Patriots. Il colpo della settimana possono essere i Packers contro quei Chargers abili nel turnover.

Da evitare le difese dei GiantsSeahawksChiefs e – la sparo grossa– Bears.

The Very Last Take

Ciò che ci accomuna, spaventa. Se un costume basta ad esorcizzare l’ignoto, ben venga.

Ognuno di noi è una luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessuno.

Mark Twain

 

Recap

Start

  • Quarterbacks: Josh Allen vs Redskins, Russell Wilson vs Buccaneers, Kirk Cousins vs Chiefs, Dak Prescott vs Giants, Derek Carr vs Lions
  • Runningbacks: Christian McCaffrey vs Titans, Dalvin Cook vs Chiefs, Ezekiel Elliott vs Giants, Josh Jacobs vs Lions, Nick Chubb vs Broncos
  • Widereceivers: Mike Evans vs Seahawks, Amari Cooper vs Giants, Stefon Diggs vs Chiefs, Allen Robinson vs Eagles
  • Tightends: George Kittle vs Cardinals, Zach Ertz vs Bears, Hunter Henry vs Packers, Darren Fells vs Jaguars
  • Defense: 49ers vs Cardinals, Bills vs Redskins, Vikings vs Chiefs, Patriots vs Ravens, Packers vs Chargers

Sit

  • Quarterbacks: Lamar Jackson vs Patriots, Kyler Murray vs 49ers, Matthew Stafford vs Raiders, Baker Mayfield vs Broncos
  • Runningbacks: Derrick Henry vs Panthers, David Montgomery vs Eagles, Marlon Mack vs Steelers, Leonard Fournette vs Texans
  • Widereceivers: JuJu Smith Schuster vs Colts, Odell Beckham Jr vs Broncos, DJ Moore vs Titans, Terry McLaurin vs Bills
  • Tightends: Mark Andrews vs Patriots, Jonnu Smith vs Panthers, Jimmy Graham vs Chargers
  • Defense: Giants vs Cowboys, Seahawks vs Buccaneers, Chiefs vs Vikings, Bears vs Eagles

 

 

 

Post By Carlo Alberto Mattiussi (21 Posts)

Usi, costumi, storie, miti e leggende, sportivi e non, della terra di Dio, l'America. Che per me fa rima con Libertà. Così come Dio fa rima con Amore. Mi definisco uno storyteller, amo più le emozioni che le azioni, gestisco un profilo Instagram dedicato al Fantasy Football, @afantasyfootballgenius Si, lo so, pecco di umiltà.

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