NBA

Il mio diario dei Playoffs 2015

Tutto è appena finito. Ci è passato sopra come un carro armato e ci ha stordito con un mix di adrenalina, tensione, gioia, rabbia, commozione. Come sempre, del resto. Quasi due mesi di playoffs NBA, un viaggio di emozioni che si ripete diverso e eccezionale ogni anno. Eppure è già passato abbastanza tempo per cominciare

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NBA

L’orgoglio dei Rockets tiene viva la serie

I temporali che si stavano abbattendo sul Toyota Center, e che hanno costretto giocatori e pubblico a rimanere dentro l’impianto più del dovuto dopo la partita, erano il presagio di qualcosa di straordinario. E in effetti chi si aspettava una gara 4 giocata sul velluto da quei Warriors che un paio di giorni prima, sullo

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NBA

Houston surclassata, i Warriors ipotecano la finale

Su una cosa c’è una enorme differenza fra i Warriors e il resto della squadre ancora in ballo in questi playoffs 2015: più passano le partite e meglio gioca. E già che ci siamo aggiungiamone un’altra: non hanno cerotti. Stanno bene, hanno una panchina infinita e sembra che la loro energia sia inesauribile. Basterebbe questo

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NBA

Harden completa il lavoro, i Rockets guardano avanti

Come da copione. Il Toyota Center inneggia la cantilena “MVP” e i Rockets passano la serata con gli occhi di tigre, al contrario di quelli timorosi visti un paio di giorni prima in quel di Dallas. Ma i festeggiamenti, quelli dei giocatori, non ci sono perché il messaggio che Houston vuol dare è chiaro e

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Houston-Dallas: un’interessante serie già chiusa

A scanso di equivoci partiamo dalla fine. Ci voleva un tipo come Shaq per parlar chiaro e mettere a tacere tutte le discussioni che si stavano pericolosamente allungando dopo gara 4 fra Houston e Dallas. Ha guardato tutti quelli che aveva intorno e ha detto che i Mavericks non hanno possibilità. Quando sei tre a

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NBA

I Pistons e il taglio di Josh Smith: mossa obbligata o ennesimo errore?

Stan Van Gundy è stato assunto anche per scuotere un club da troppo tempo placidamente ripiegato sulla propria mediocrità, ma il taglio di Josh Smith (sotto contratto fino al 2017 per 42 milioni complessivi) ha sorpreso tutti. Ci sono stati, nella storia della NBA, altri tagli clamorosi e giocatori caduti in disgrazia, ma Smith ha

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NBA

Dove stanno andando i Pistons?

Ad Ovest con sostanzialmente lo stesso record si lotta per il dodicesimo o tredicesimo posto a sette vittorie dall’ottavo posto, l’ultimo disponibile per partecipare ai play off. Insomma i Pistons oggi giocano in una Conference oggettivamente debole e nonostante ciò non riescono ad emergere oltre questo livello di sostanziale mediocrità. Da dove cominciare? In realtà avrei

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NBA – News su Josh Smith, Dwight Howard, i Raptors…

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Josh Smith è sul mercato: è uno dei giocatori più completi della Lega, ma nei prossimi mesi potrebbe essere uno dei nomi caldi del mercato. Josh Smith degli Atlanta Hawks, infatti, sembrerebbe favorevole ad una trade che lo riguardi, e avrebbe confidato di essere attratto dai Boston Celtics, gli Orlando Magic, gli Houston Rockets e i New Jersey Nets. Tutte e quattro le squadre accrescerebbero il proprio potenziale con l’arrivo di Smith, e i motivi per i quali il giocatore preferirebbe queste quattro destinazioni sono presto detti. I Celtics sono una delle migliori squadre in circolazione, così come i Magic nei quali gioca Dwight Howard, un carissimo amico di Smith. I Rockets invece hanno espresso da tempo il loro interesse nel giocatore, e infine i Nets sono una squadra in crescita e che attrae molto anche per il prossimo trasferimento a Brooklyn.

Dwight Howard parla della stagione degli Orlando Magic: nel corso di questo 2010-2011 gli Orlando Magic hanno fatto un passo indietro rispetto agli scorsi anni, dato che a fronte di una buona regular season sono però usciti al primo turno di play-off contro gli Atlanta Hawks. Il loro leader, Dwight Howard, ha parlato della stagione di Orlando: “non credo che si possano dare delle colpe al nostro allenatore Stan Van Gundy. Lui ha sempre cercato di farci arrivare pronti ad ogni sfida, anche se poi i risultati non sono stati soddisfacenti. Mi aspetto un contributo migliore da Arenas il prossimo anno, l’ultima volta che abbiamo parlato mi ha detto che quest’estate lavorerà per presentarsi in condizioni migliori per la prossima stagione, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale. Credo che non si sia ancora veramente integrato nel nostro gioco, e che le sue caratteristiche siano state un po’ snaturate. Dobbiamo metterlo nelle condizioni di rendere al meglio”.

Dwane Casey è il nuovo allenatore dei Toronto Raptors: dopo aver rinunciato a Jay Triano, la dirigenza dei Raptors ha scelto il nuovo allenatore: Dwane Casey, che nel corso degli ultimi 3 anni ha svolto il ruolo di assistente ai Dallas Mavericks ed è un fresco vincitore del titolo NBA. Casey, 54 anni, è un coach molto attento alla fase difensiva ed ha svolto il ruolo di assistente allenatore per un lungo periodo ai Seattle Supersonics, e più precisamente dal 1994 al 2005. Quello a Toronto sarà il suo secondo incarico come capo allenatore, dato che nel 2005-2006 aveva già allenato i Minnesota Timberwolves conducendoli ad un record di 33 vittorie e 49 sconfitte. Egli rimase a Minnesota anche per la prima metà di stagione 2006-2007 ma, nonostante un discreto record di 20 vittorie ed altrettante sconfitte, venne sostituito dalla dirigenza.

Il lock-out preoccupa non solo i tifosi, ma anche i giocatori: molti giocatori della NBA stanno dichiarando la loro preoccupazione nel caso in cui le trattative tra la Lega, l’associazione giocatori e i proprietari delle franchigie non dovessero andare a buon fine, con conseguente slittamento del campionato. Ad esempio Luke Walton, ala dei Los Angeles Lakers, ha dichiarato che “la NBA si trova in un ottimo momento dal punto di vista del pubblico. I tifosi ci seguono, ci supportano, e contribuiscono al nostro successo grazie agli ascolti televisivi, all’acquisto dei biglietti e del merchandising. Credo che, in caso di lock-out, alcuni di loro resterebbero delusi, e questo secondo me sarebbe un grave errore”. Lo stesso disappunto è stato espresso da Tony Allen dei Memphis Grizzlies, da Royal Ivey degli Oklahoma City Thunder e dall’assistente allenatore dei Lakers, il leggendario Kareem Abdul-Jabbar.

Chris Wallace parla del futuro dei Memphis Grizzlies: il GM dei Memphis Grizzlies, Chris Wallace, ha parlato della squadra e del mercato nel corso di un’intervista. Ecco le sue parole: “sicuramente la dirigenza non si accontenta di aver vinto la prima serie di play-off della propria storia, né si accontenta dei miglioramenti avvenuti nel corso dell’ultima stagione. Dobbiamo ancora lavorare per raggiungere il nostro obiettivo, che è il titolo. Ho parlato con Gasol a Barcellona, e gli ho spiegato che lui a Memphis potrà continuare a crescere in un ambiente ambizioso: adesso deve prendere la sua decisione. Per quanto riguarda OJ Mayo e Rudy Gay, se dovesse arrivare un’offerta importante li cederemmo. Non sarà facile perchè sono due giocatori a cui teniamo, ma di fronte ad un affare li lasceremmo andar via”.

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