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Il crudele four-game sweep, perpetrato dai feroci Bruins nell’ultimo step degli scorsi playoff prima delle Stanley Cup Finals, ha lasciato strascichi certamente positivi dalle parti di Carolina.

Dopo ben 9 anni di assenza dalla postseason, chiudere infatti la stagione da conference runner-up e con scalpi eccellenti del calibro di Capitals e Islanders, ha convinto la proprietà nelle veci di Don Waddell a ripartire da dove si era concluso, in maniera ancora più forte, consci che il roster aveva ampi margini di miglioramento e i leader offensivi sembravano essere sbocciati, pronti però ad esplodere definitivamente nel campionato susseguente.

L’estate è passata perciò ad organizzarsi affinché il torneo attuale rappresentasse un breakout, tentando quindi di confermare i migliori e aggiungendo pure prospetti maturi e qualitativamente affidabili.

L’addio a fine agosto del capitano Justin Williams, avvenuto come “pausa di riflessione”, è stato superato egregiamente dagli Hurricanes, rimasti brillanti e belli da vedere sia dentro che fuori dal ghiaccio, grazie a dei tifosi spettacolarmente folcloristici.

Nel momento in cui scriviamo, difatti, il podio della Metropolitan e un ottimo posizionamento generale nell’atroce Eastern Conference è già in cassaforte, frutto di una partenza a razzo da 5 vittorie consecutive e ben 22 gol fatti. Poi, un po’ di discontinuità è uscita fuori, e strisce positive e negative di 3 o 4 match l’hanno fatta da padrone.

Le statistiche attuali rendono l’idea di come il club primeggi un po’ ovunque senza apparenti punti deboli e di quanto le ambizioni della pre stagione possano trasformarsi in realtà, se si trovasse costanza e maggior cattiveria agonistica; ripetere un fantastico viaggio primaverile sembra nelle corde di Carolina, mettendo però in conto l’elevatissimo tenore di cui l’Est trabocca.

Gli 82 gol e i quasi 34 tiri per game dimostrano la pericolosità della O-Zone e il 22% realizzativo in superiorità numerica è un dato assolutamente dignitoso. Jordan Staal (neo capitano), McGinn, Slavin, Pesce e Wallmark fra gli altri, sopravvivono inoltre nel penalty kill (12mi), mentre ottima è la difesa, ottava per reti subìte.

Ciò che finora non soddisfa è la save percentage, tra le peggiori di lega (.900), con Mrazek prevedibilmente sotto tono e senza più Curtis McElhinney e le sue grandi performance dei play off 2018/19, scalzato da James Reimer, al 22mo shutout di carriera contro i Red Wings domenica, giunto in trade da Florida per Scott Darling e six round pick.

Aver pareggiato l’offer sheet di Montreal per Aho (42.27M) è stata ovviamente una mossa azzeccata, vista la caratura e l’eccezionale progressione dell’ala ancora ventiduenne (12 gol), il quale – a differenza del passato recente – si può oggi appaiare ad un’altra micidiale coppia di giovanissimi top prospect, il rookie Martin Necas (unico “right” in un comparto ricco di mancini), già 16 punti, e soprattutto Andrei Svechnikov, ingestibile nella top line e scoring leader, che sembra aver fatto tesoro degli “scontri ravvicinati” con Ovechkin e avviato a un futuro da superstar!

L’attacco, profondo e ricco di qualità, appare completo, dinamico e imprevedibile, grazie agli innesti di Haula (ora ai box) e Dzingel, 26 pts combinati nonostante 8 partite saltate, e ad un play creator del calibro di Teuvo Teravainen (19 assist).

Il reparto diventa altresì colmo di sostanza coi “soliti” Niederreiter e Staal, ai quali aggiungere l’armadio e solo ventitreenne Warren Foegele (26 hit).

Dougie Hamilton guida ancora una difesa di pregevole fattura, assieme ai confermatissimi Jacob Slavin e Brett Pesce, all’ex Leafs Gardiner, accordatosi a settembre per 16 milioni quadriennali, e Joel Edmunson, già 8 punti, arrivato a Raleigh nella trade per Justin Faulk, col forward prospect Dominik Bokk e una scelta al settimo giro.

A proposito di talenti da seguire, occhi aperti su Jake Bean, ventunenne difensore da 44 punti alla prima stagione AHL con Charlotte, Julien Gauthier, ala e pure lui first round pick (n. 21) 2016 e già due mini apparizioni quest’anno e Alex Nedeljkovic, portiere e vincitore dell’Aldege “Baz” Bastien Memorial Award come best goalie.

Post By Lucio Di Loreto (157 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

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