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Ci sono abitudini che vanno rispettate nella vita, una di queste, di fondamentale importanza, è la nostra Preview d’inizio anno riguardante l’NHL.

Qualche giorno fa vi abbiamo dato 10 buoni motivi per seguire la stagione alle porte, quest’oggi invece vi annunceremo chi secondo noi avrà le carte in regola per stupire, chi dopo aver lavorato bene in estate costruendo una squadra competitiva e migliore di quella passata sarà probabile protagonista e chi invece sarà costretto a vivere la classica annata da “proviamo a prendere la prossima First Pick”; tutto questo in una lettura di circa 10/15 minuti che non potrete non leggere.

Vi starete chiedendo “per quale motivo dovrei perdere 15 minuti della mia vita a leggere questo articolo?”, il motivo è uno solo: a fine anno potrete insultarci in qualsiasi modo per aver sbagliato qualsiasi pronostico, cosa che accade praticamente ogni qualvolta tentiamo di indicare favoriti e sfavoriti alla “Nostradamus de noantri”.

Da buoni opportunisti abbiamo inoltre ingolosito il pubblico femminile con l’immagine copertina scelta appositamente per attirare i click delle donzelle che non resistono allo sguardo del Casanova della NHL, quello di Mr. Erik Karlsson con addosso la nuova casacca dei San Jose Sharks, franchigia che si attesta come principale candidata alla conquista della prossima Stanley Cup; ma andiamo con ordine e partiamo da est, precisamente dalla divisione dell’Oceano Atlantico, dove 2 squadre delle 8 presenti sembrano intenzionate a fare sul serio, andiamo a scoprire chi.


ATLANTIC DIVISION PREVIEW

La Division con più Stanley Cup sulle spalle (precisamente 56, divise fra le 24 dei Canadiens, le 13 dei Maple Leafs, le 11 dei Red Wings, le 6 dei Bruins ed i sigilli di Ottawa e Tampa Bay) si prospetta molto interessante.

Tampa Bay e Toronto infatti sono due fra le formazioni che noi reputiamo fra le papabili contendenti per la vittoria finale; i primi sono riusciti a non perdere nessuno dei propri gioielli, i secondi ne hanno aggiunto un altro alla lunga lista: John Tavares.

Colui che è stato, sino all’arrivo di Karlsson a San Jose, l’uomo simbolo del mercato estivo hockeistico ha finalmente coronato il suo sogno, indossare la casacca della squadra che tifava sin da bambino. Sembra una frase alla Ibrahimovic per fare un paragone calcistico, ma in questo caso è realmente così; l’ex capitano dei New York Islanders ha postato infatti senza vergogne sui social l’immagine di se stesso che da piccino dormiva avvolto dalle coperte disegnate con simbolo e colori dei Toronto Maple Leafs. Se non è amore questo… (ndr. certo che anche il contrattino offerto da Dubas da 77mln di dollari spalmati in 10 anni pensiamo abbia fatto il suo…!)

I Leafs con l’aggiunta di un giocatore del suo calibro sembrano in grado di poter competere per il titolo dopo due stagioni terminate al primo turno playoff per mano dei Washington Capitals nel 2017 e dei Boston Bruins in un’epica gara 7 nel 2018.

Un attacco atomico quello di Toronto, se pensiamo che oltre all’ultimo arrivato la formazione guidata da Mike Babcock può contare su giocatori del calibro di Auston Matthews, Mitch Marner e William Nylander, giovanissimo tridente che nella passata stagione ha totalizzato la bellezza di 193 punti in 3.

Oltre a loro citiamo anche Nazem Kadri, il veterano Patrick Marleau ed il talentuoso Kasperi Kapanen, pronto a mettere piede in pianta stabile in NHL. Lo svedese Andreas Johnsson, che ha trascinato i Toronto Marlies alla vittoria in AHL, sembra destinato anch’egli ad una stagione da NHLer e non più da sali-scendi fra prima squadra ed affiliata.

Ciò che desta ancora preoccupazione è la difesa che nonostante si sia piazzata 12esima assoluta dell’intera Lega l’anno passato è stata la 24esima assoluta nei tiri concessi agli avversari, spesso salvata dai miracoli del goalie Frederik Andersen.

Sfruttiamo la situazione goalie per spostarci da Toronto a Tampa Bay, dove Andrei Vasilevskiy reduce dal terzo posto al Vezina Trophy punta a fare ancora meglio.

In Florida i rinnovi di Nikita Kucherov e di Ryan McDonagh hanno entusiasmato i tifosi, che dopo 2 finali di Conference ed una finale di Stanley Cup conquistate negli ultimi 4 anni sognano la Coppa più bella del mondo.

John Cooper è alla guida di una delle squadre più spettacolari della NHL, merito della velocità e della tecnica di giocatori quali il sopracitato Kucherov, del capitano Steven Stamkos (troppo spesso tormentato dagli infortuni), di Ondrej Palat; assieme a loro la crescita esponenziale di Brayden Point ha reso migliore un reparto già di per se molto forte. L’arrivo di J.T. Miller (scambiato con i Rangers nell’affare McDonagh in cambio di Namestnikov) ha dato inoltre quella fisicità che spesso mancava nei momenti importanti alla formazione e verrà presumibilmente utilizzato in prima linea.

La difesa sarà guidata ancora una volta dallo svedese Victor Hedman e si augura una ulteriore crescita di Mikhail Sergachev, l’ex Montreal Canadiens che tanto bene ha fatto nella passata stagione.

Se una delle due squadre dovesse avere un calo ecco che pronti ad approfittarne secondo noi potrebbero essere i Boston Bruins.

Forti della splendida cavalcata interrotta al secondo turno playoff da Tampa Bay nella passata stagione, la formazione guidata da coach Cassidy tenterà di dare fastidio al duo che secondo noi si giocherà punto su punto il titolo della Division.

L’inossidabile difensore 41enne Zdeno Chara sarà ancora il capitano della franchigia che in estate ha visto partire Rick Nash, Riley Nash e Tim Schaller, tre tasselli che lasciano un vuoto in attacco colmato dai giovani Danton Heinen, Ryan Donato e Jake DeBrusk pronti a dare il loro apporto in maniera ancora più concreta ed importante. I soliti Brad Marchand e Patrice Bergeron giostreranno in prima linea, dove con il fromboliere David Pastrnak si sono rivelati uno fra i terzetti più forti dell’intera Lega.

Dopo Boston noi di PlayitUsa puntiamo il nostro eurino sui Buffalo Sabres; dopo anni di disastri infatti la formazione delle cascate del Niagara ha messo a segno in estate qualche colpo di mercato mirato che li potrebbe rendere di fatto la vera sorpresa di questa Division.

Da Carolina è arrivato Jeff Skinner, da Pittsburgh Conor Sheary, da St. Louis (nell’affare che ha visto terminare in Missouri però Ryan O’Reilly) Vladimir Sobotka, Patrik Berglund e l’esperto goalie Carter Hutton, infine, come prima scelta assoluta all’ultimo Draft ecco Rasmus Dahlin, colui che potrebbe diventare dopo Jack Eichel il volto della franchigia negli anni avvenire. Occhi puntanti inoltre sul centro Casey Mittelstadt, ottava scelta assoluta al Draft del 2016 e pronto per un ruolo importante in line up.

Se Buffalo dovesse per l’ennesima volta deludere ecco che ad approfittarne sarebbero i Florida Panthers; il nucleo è rimasto pressoché invariato rispetto alla passata stagione terminata a poche lunghezze dalla zona playoff, con l’unica aggiunta di Mike Hoffmann che va ad incrementare le capacità del già ottimo reparto offensivo che avrà nel neo capitano Aleksander Barkov il fiore all’occhiello. In gabbia l’eterno Roberto Luongo sarà lo starter, con Reimer backup che verrà utilizzato molto spesso visto che i Cats disputeranno ben 17 back to back durante tutto l’arco della Regular Season.

Le ultime 3 formazioni dell’Atlantic Division che citiamo sono Montreal Canadiens, Detroit Red Wings ed Ottawa Senators.

Se per Ottawa è meglio stendere un velo pietoso (le cessioni di Karlsson ed Hoffmann, i malumori di Stone ed una squadra che nel giro di 2 anni è passata dalla finale di Conference persa al secondo overtime contro Pittsburgh allo sfascio totale) nemmeno a Montreal e Detroit quest’anno presumiamo di vedere grandi numeri.

I Canadiens hanno salutato anch’essi come i Senators il proprio capitano, Max Pacioretty infatti ha fatto le valigie in direzione Las Vegas (per Tatar e numerose pick che torneranno utili nei prossimi anni). Gli arrivi di Domi da Arizona (in cambio di Galchenyuk) e dello svincolato Armia da Winnipeg non basteranno a far risalire la china ad una formazione che ha terminato la passata stagione al 13esimo posto della Eastern Conference. Carey Price dovrà fare gli straordinari anche quest’anno, specialmente nei primi mesi in cui mancherà sicuramente per infortunio il miglior difensore della franchigia, Shea Weber.

Situazione simile a Detroit, dove però per motivi diversi il proprio capitano ha dovuto abbandonare la nave: Henrik Zetterberg dopo 16 anni di servizio ha appeso i pattini al chiodo a causa di un problema degenerativo alla schiena che non ne consente il totale recupero. Dopo aver tolto la scritta Hockeytown al centro del ghiaccio di casa ed aver mancato nella passata stagione i playoff raggiunti per 25 anni consecutivi, si prevedono tempi bui in quel di Detroit.


METROPOLITAN DIVISION PREVIEW

La Division che ha monopolizzato gli ultimi 3 anni di NHL per merito dei Pittsburgh Penguins e dei Washington Capitals anche quest’anno sarà protagonista.

Partiamo parlando dei campioni in carica, i Caps.

L’addio di coach Barry Trotz (che non ha accettato l’offerta del team firmando con i New York Islanders) non dovrebbe essere un grosso problema poiché a sedersi sulla panchina del team capitolino sarà Todd Reirden, colui che negli ultimi 4 anni ha svolto il ruolo di Assistant Coach, dando consigli ed idee, proprio al partente Trotz.

Il roster inoltre è rimasto invariato a quello che lo scorso giugno ha alzato al cielo la prima Stanley Cup della storia dei Washington Capitals, tant’è che la conquista per il quarto anno consecutivo della Metropolitan Division sembra poter essere un obiettivo plausibile per Ovechkin & Co.

Dopo una Regular Season vissuta con diversi alti e bassi, il goalie Braden Holtby è rinato proprio nel momento cruciale, ritornando ad essere il titolare indiscusso della franchigia; Grubauer dunque si dovrà accontentare nuovamente del ruolo di backup. Poco altro da aggiungere a riguardo di una squadra che è la fotocopia di quella dello scorso anno… altro back to back in arrivo?

Per arrivare a conquistare la loro prima Stanley Cup della storia i Caps hanno dovuto sconfiggere il loro incubo peggiore, Sidney Crosby ed i suoi Pittsburgh Penguins, che ancora una volta saranno la seconda forza della Division.

Pochi cambiamenti anche in Pennsylvania, con i partenti Kuhnhackl, Rowney e Sheary ben sostituiti da Grant, il rientrante Matt Cullen e l’integrazione in NHL del talentuoso Daniel Sprong.

In una difesa che obiettivamente ha fatto troppa acqua anche nei momenti migliori, l’arrivo da Columbus di Jack Johnson, sin qui snobbato, potrebbe rivelarsi molto utile, inoltre l’integrità fisica di Kris Letang ritornata al 100% renderà questo reparto sicuramente migliore rispetto al recente passato.

Gli anni passano, ma Sidney Crosby ed Evgeni Malkin anche per quest’anno resteranno il duo di centri migliore che una formazione NHL possa schierare. Al centro di qualche voce di trasferimento Phil Kessel sarà nuovamente pronto ad infilare le gabbie avversarie, non si sa se in prima, seconda o terza linea, dove giostrerà l’ex Senators Derick Brassard, reduce da dei playoff in chiaro scuro con la nuova casacca giallonera.

Da Pittsburgh a Columbus, la distanza è breve, e John Tortorella sembra pronto a giocare qualche scherzo di cattivo gusto ai vicini di casa.

I suoi Blue Jackets hanno tutte le carte in regola per dire la loro, forti di un roster giovane, veloce e tecnico.

In Ohio si attendono le conferme ad alti livelli di Dubois, Bjorkstrand, Wennberg, Milano: 4 giovani che bene hanno fatto nella passata stagione. Ad Anthony Duclair invece è stata data l’ultima possibilità, per l’ex Arizona e Chicago infatti il contratto di 1 anno suona come sentenza: ora o mai più, il talento c’è, forse però manca la voglia… Poca voglia di rimanere a Columbus anche per Artemi Panarin che non ha voluto saperne di rinnovare il contratto in scadenza a fine stagione, ultimo anno per lui alla corte di Tortorella? Ad ogni modo, siamo sicuri darà il suo gran contributo in zona goal.

La solida difesa, aiutata da delle doti tecniche fuori dal comune (vedi Seth Jones e Zach Werenski) aiuterà il proprio goalie Sergei Bobrovski a portarlo alla conquista del Vezina Trophy: il russo infatti è sempre uno dei principali indiziati ad inizio stagione per l’ambizioso premio.

Staccate da queste 3 squadre ecco il gruppetto delle altre 3 che secondo noi si giocheranno il (o i) posto playoff: Philadelphia Flyers, Carolina Hurricanes e New Jersey Devils, esattamente in quest’ordine.

I Flyers, reduci da una discreta stagione conclusa con l’eliminazione al primo turno playoff subita ad opera dei rivali dei Pittsburgh Penguins, proveranno a ripetere quanto di buono fatto, forti di un roster quasi identico a quello passato.

Da Toronto è arrivato James Van Riemsdyk a rinforzare il reparto offensivo, rimasto orfano di Matt Read e di Valtteri Filppula; reparto che potrà contare sui soliti Giroux e Voracek reduci da un’annata strepitosa.

Reparto arretrato invariato, con un anno in più di esperienza per Provorov e Gostisbehere, due fra i più promettenti difensori della franchigia; in gabbia da tenere d’occhio l’operato di Brian Elliott, in troppe circostanze poco costante, tallonato da Michael Neuvirth (che ahilui è fatto di cristallo) e dal giovanissimo Carter Hart, classe 1999, goalie su cui la dirigenza punterà forte negli anni avvenire.

Se a Philadelphia si è cambiato poco, in quel di Raleigh invece ci sono stati considerevoli movimenti. La trade più importante dagli Hurricanes è stata messa a segno con i Calgary Flames: Hanifin e Lindholm sono finiti in Canada, il forte difensore Dougie Hamilton è sbarcato in Carolina, a rinforzare il reparto difensivo, che ha visto inoltre l’arrivo dal mercato Free Agents dell’ex Islanders Calvin de Haan.

In attacco occhi puntati sulla seconda scelta assoluta all’ultimo Draft Andrei Svechnikov e sulla 12esima scelta assoluta del Draft precedente, Martin Necas, entrambi quasi sicuri di un posto in line up.

L’offensiva dei Canes è il reparto che incuriosisce di più, se gireranno i giovani potremmo divertirci; altro nome da segnare sul taccuino è quello di Valentin Zykov, classe 1995 che bene ha fatto in AHL a Charlotte nella passata stagione, meritandosi la chiamata del team principale.

In gabbia Scott Darling riceverà il supporto dell’ex Red Wings Mrazek.

Lo scorso anno hanno sfiorato i playoff, quest’anno se tutto gira come dovrebbe, per Carolina sarà l’anno buono, al posto di chi? Andiamo subito a scoprirlo…

I New Jersey Devils infatti dopo una cavalcata clamorosa e contro ogni previsione compiuta la passata stagione durante il mercato estivo hanno perso dei tasselli importanti che non sono riusciti a rimpiazzare con nessun altro (stiamo parlando di Grabner, Moore, Stafford e Gibbons), tant’è che la formazione guidata da coach Hynes risulta decisamente inferiore rispetto a 12 mesi fa.

Il peso dell’attacco sarà sulle spalle dell’ultimo vincitore dell’Hart Trophy, Taylor Hall, che con Nico Hischier e Kyle Palmieri andrà a formare la prima linea, la più forte della franchigia. Ci si attende un salto di qualità per Pavel Zacha, sesta scelta assoluta al Draft del 2015 ed una conferma per Will Butcher e Jesper Bratt che hanno sorpreso alla loro prima stagione in NHL fornendo prestazioni notevoli durante tutto l’arco della Regular Season.

In gabbia sarà dualismo fra Cory Schneider e Keith Kinkaid, duo che si è suddiviso alla pari il lavoro lo scorso anno.

Ultime della lista in Metropolitan Division ecco le due squadre della Grande Mela: la grande New York vivrà una stagione d’inferno.

Rangers ed Islanders infatti appaiono come le due compagini più deboli; i primi con una difesa improvvisata, che non ha visto nessun arrivo dopo la partenza di McDonagh, i secondi, che nonostante l’arrivo in panchina del coach che ha alzato 4 mesi or sono la Stanley Cup in quel di Washington (Barry Trotz), saranno orfani del loro ormai ex capitano, John Tavares, che ha deciso di abbandonare la nave proprio nel momento più difficile.

Uniche speranze per entrambe le formazioni sono i giovani, Barzal, Beauviller, Ho Sang da un parte (Isles), Chytil, Andersson, Pjonk e Hajek dall’altra (Rangers). La situazione goalie premia i Rangers, con il “Re” Henrik Lundqvist ancora una volta ultimo baluardo, mentre per gli Islanders il duo Greiss-Lehner si dividerà il lavoro durante l’anno.


CENTRAL DIVISION PREVIEW

Un po’ come prevedere se tuo figlio nascerà con gli occhi verdi, azzurri o marroni eccoci alla preview della Central Division, zona in cui spesso accade tutto l’incontrario di tutto.

Lo scorso anno abbiamo visto i Chicago Blackhawks sprofondare negli abissi, ed i Colorado Avalanche compiere il miracolo della conquista di un posto playoff quando un anno prima conclusero con il record negativo storico per la loro franchigia; quest’anno cosa ci proporrà di eclatante questa incredibile (e decisamente la più tosta) Division.

Noi proviamo a stilare una graduatoria, anche se siamo a conoscenza che faremo delle figuracce.

I Nashville Predators sono ancora una volta la squadra da battere, anche se Winnipeg e St. Louis daranno del filo da torcere a Forsberg & Co.

La franchigia del Tennessee, guidata da coach Laviolette, è rimasta invariata rispetto a quella che ha visto la sua corsa verso il titolo interrompersi di fronte proprio ai sopracitati Jets al secondo turno playoff in una meravigliosa gara 7, persa ahiloro fra le mura amiche.

Pekka Rinne, giunto all’ultimo anno di contratto, sarà ancora una volta il goalie titolare, ma Juuse Saros sarà più di una comparsa durante questa Regular Season a nostro modo di vedere, nonostante il finlandese sia reduce dalla conquista del Vezina Trophy, premio quale miglior portiere della stagione.

La difesa è il reparto clou: Josi, Subban, Ellis ed Ekholm vanno a formare le prime due terrificanti linee, spietate in Powerplay. L’offensiva giallo blu vede Filip Forsberg come la stella della squadra seguito a ruota da Ryan Johansen e le velocissime ali Kevin Fiala e Viktor Arvidsson. Il Nick Bonino visto a Pittsburgh si deve ancora vedere a Nashville, lo farà quest’anno? Occhi puntati invece sul rookie Eeli Tolvanen, pronto per lo sbarco in NHL dopo le ultime stagioni disputate in KHL.

Poco o nulla è variato anche in quel di Winnipeg, dove coach Maurice ai ranghi di partenza non ritroverà fra i 23 che andranno a comporre il roster iniziale i soli Stastny ed Armia, protagonisti di una discreta stagione l’anno passato.

Il lavoro svolto negli ultimi anni dal GM Cheveldayoff sta dando i suoi frutti e la formazione canadese può contare su una rosa completa, composta da un ottimo mix di giocatori esperti e giovani dalle mille speranze. Uno su tutti, Patrik Laine; il fromboliere finlandese agirà con ogni probabilità in seconda linea offensiva, la fianco di Little ed Ehlers, mentre la prima linea d’attacco sarà formata dal terzetto Scheifele-Connor-Wheeler che ha fatto letteralmente qualsiasi difesa avversaria nell’ultima stagione.

Connor Hellebuyck, che ha sfiorato il Vezina Trophy lo scorso anno secondo solo a Rinne (tanto per rimanere in tema di lotte interne di Division!!) avrà di fronte una difesa arcigna composta da “Big Byf” Byfuglien, Trouba, Morrissey, Myers, Kulikov e presumibilmente il giovane Niku, uno dei prospect più interessanti a disposizione di Maurice.

Dopo i Jets nella nostra personalissima graduatoria inseriamo i St. Louis Blues, reduci da una scottante eliminazione dalla post season proprio all’ultima gara (persa meritatamente contro Colorado), la formazione del Missouri ha cambiato molto ed, a nostro parere, positivamente; da Buffalo è arrivato Ryan O’Reilly, maestro dei faceoff e del Penalty Kill, da New Jersey Patrick Maroon, da Toronto Tyler Bozak e da Vegas (e per lui è un ritorno) David Perron, tutti e 4 giocatori che andranno a rinforzare il reparto avanzato, tallone d’Achille della formazione guidata da coach Yeo nella passata stagione, chiusa al 24esimo posto assoluto nella media goal realizzati a partita.

In gabbia Jake Allen sarà lo starter goalie dopo un anno di ballottaggio (vinto) con Carter Hutton, finito a Buffalo, mentre la difesa è rimasta invariata con i soliti noti a dirigere il traffico: capitan Alex Pietrangelo, il veterano Jay Bouwmeester ed il duo di belle speranze formato da Colton Parayko e Joel Edmundson.

Può sembrare brutto ammetterlo ma se per le prime 3 sopracitate abbiamo delle garanzie a riguardo di ciò che potranno dare durante la stagione ecco che per le restanti 4 presenti in Central Division potrà accadere l’imponderabile.

Dallas Stars, Colorado Avalanche, Chicago Blackhawks e Minnesota Wild hanno tutte quante le carte in regola per giocarsi un posto playoff, chi più, chi meno.

Partiamo dal Texas, dove gli Stars delusi dopo una stagione disputata davvero malamente, tenteranno di tornare in post season; la prima mossa della dirigenza è stata quella di assumere un nuovo head coach, l’incombenza spetterà a Jim Montgomery, che fra le sue mani si ritroverà un gruppo di giocatori di talento con tanto genio e sregolatezza, troverà il modo di far andare verso la retta via il tutto?

Tyler Seguin, Jamie Benn, Alexander Radulov è il terzetto che compone la prima linea d’attacco, a dir poco fenomenale; il problema per il nuovo coach sarà cercare di far rendere e soprattutto segnare anche le altre tre linee offensive, basti pensare che il trio sopracitato nella passata stagione ha siglato 103 dei 235 goal totali realizzati dall’intera squadra.

Il rientro dalla Russia di Valeri Nichushkin potrebbe aiutare, così come lo stato di salute ritrovato di Mattias Janmark e di Jason Spezza, oltre ad una plausibile ulteriore crescita del talentuoso Radek Faksa. La giovanissima difesa resta un’incognita, se Esa Lindell e Julius Honka riusciranno a prendere le misure in NHL ne vedremo delle belle, considerato che John Klingberg è finalmente esploso e la terza scelta assoluta allo scorso Draft, Miro Heiskanen, sembra pronto per il grande salto. In gabbia invece Ben Bishop ha il ruolo assicurato di starter, nonostante le non brillanti prestazioni messe in registro lo scorso anno, dietro di lui Anton Khudobin.

Pochi cambiamenti dunque ma grosse speranze in quel di Dallas, dove la crescita di qualche giovane molto interessante potrebbe fare la differenza alla rincorsa di un posto playoff.

Stessa situazione in Colorado, dove gli Avalanche non hanno toccato il roster che ha compiuto il “miracolo” la passata stagione, conquistando la post season all’ultima giornata battendo i Blues e disputando un ottimo primo turno playoff mettendo in difficoltà i più quotati Nashville Predators.

Si riparte dall’estro di Nathan MacKinnon, colui che per molti avrebbe dovuto vincere l’Hart Trophy al posto di Taylor Hall (ndr.ed anche per noi), dalla velocità di Mikko Rantanen e dalla cattiveria agonistica di capitan Gabe Landeskog; loro 3 sono i fenomeni della prima linea.

Le linee secondarie vedranno giovani rampanti quali Kerfoot, Jost, Compher ed il rookie Kamenev finire spesso sul tabellino dei marcatori.

In difesa si attende l’esplosione di Samuel Girard, arrivato nella trade che ha visto finire Duchene ad Ottawa e Turris a Nashville; in gabbia invece situazione incerta, con l’esperto Varlamov pressato dall’arrivo da Washington di Philippe Grubauer, colui che ha rubato spesso e volentieri il posto a niente meno che Braden Holtby nella passata stagione.

Last but not least, eccoci alle ultime 2 squadre presenti nella sempre bizzarra Central Division: Minnesota Wild e Chicago Blackhawks. I primi reduci da 6 post season conquistate consecutive sembrano la classica squadra che non prendi in considerazione ma quando c’è da fare le cose per bene, e soprattutto fare risultato, ci riesce sempre; i secondi, reduci da un disastro dopo l’altro condito da qualche infortunio di troppo, hanno dalla loro parte il nome, la storia recente, a renderli comunque pericolosi.

In quel di Minneapolis è sorta una leggera rassegnazione dopo l’ennesima uscita immediata ai playoff, tant’è che nemmeno il cambio di GM (fuori Fletcher, dentro Fenton) ha rinvigorito l’ambiente, specialmente le scarse mosse di mercato messe a segno dall’ultimo arrivato; Fehr, JT Brown ed Hendricks in attacco e Pateryn in difesa sono giocatori di terza, quarta fascia ed ora più che mai, con le avversarie in crescita (vedi Avalanche, Stars e soprattutto Blues), la conquista della post season potrebbe diventare ancora più complicata rispetto al passato.

La seconda giovinezza che Eric Staal sta vivendo in casacca Wild si spera che prosegua, così come la facilità di andare in goal per Jason Zucker che nelle ultime 2 stagioni ha realizzato 55 reti; si attende un’ulteriore salto di qualità da parte di Mikael Granlund e di Nino Niederreiter, mentre il giovane Greenway ha conquistato la fiducia di coach Boudreau, tant’è che partirà con molte probabilità titolare in terza linea offensiva.

Le condizioni fisiche di capitan Ryan Suter influenzeranno il rendimento del reparto arretrato che senza di lui sembra perdere la bussola, mentre alla difesa dei pali il solito Devan Dubnyk avrà il ruolo di titolare inamovibile con il duo Stalock-Hammond che battaglieranno per il lavoro di backup.

Se Minnesota teme l’incombenza delle avversarie, Chicago teme che un’era possa essersi definitivamente conclusa (ma mai dire mai…).

Dopo 9 anni infatti i Blackhawks non sono riusciti a centrare l’appuntamento con la post season, complice anche (diciamolo chiaramente) l’assenza prolungata per infortunio al goalie Corey Crawford che ha fatto letteralmente traboccare l’acqua dal vaso già pieno sino all’orlo, vuoi perché lo scambio Saad per Panarin si è rivelato un autentico fallimento, vuoi perché la stagione no di gente come Keith e Toews ha indiscutibilmente mandato in tilt la squadra.

Coach “Q” Quenneville, il baffo più vincente degli ultimi 10 anni, avrà un’ennesima difficile missione da compiere, ma i miracoli non sembrano più contemplati nella Windy City, dove le uniche speranze passano dalle giocate di Patrick Kane, la funambolica ala che ha fatto le fortune di diversi giocatori passati per Chicago, e su qualche giovane in rampa di lancio (vedi Schmaltz, Sikura, DeBrincat e Hayden). In gabbia la situazione è ancora poco chiara, Crawford sembrava ad un passo dal ritiro qualche mese fa, ora invece sembra possibile al rientro, ma il GM Bowman non si è fidato, andando a tesserare l’ex Carolina Hurricanes Cam Ward con un contratto di un solo anno a 3 milioni di dollari, dopo aver visto i disastri compiuti la passata stagione dal trio Forsberg-Berube-Glass.


PACIFIC DIVISION PREVIEW

La Division con Karlsson e Burns, inutile nasconderlo, i San Jose Sharks dopo aver messo a segno il colpo dell’anno diventano di fatto la squadra da battere ad ovest e di conseguenza, prima di tutto, nella Pacific Division.

Chiudete per un secondo gli occhi ed immaginate di avere nello stesso momento sul ghiaccio, in Powerplay, Erik Karlsson e Brent Burns, ora riaprite gli occhi, non state sognando, lo vedrete a breve in quel di San Jose; un incubo per alcuni, uno straordinario momento di godimento per i tifosi Sharks che hanno fatto “all in” con la mossa dell’estate.

Oltre al grandissimo colpo Karlsson, il GM Doug Wilson è riuscito a prolungare i contratti di Logan Couture e di Evander Kane, duo che assieme a capitan Pavelski andrà a formare la prima linea d’attacco; l’offensiva degli Sharks vedrà ancora per un anno le geniali giocate di Joe “Jumbo” Thornton che a 39 anni suonati ha deciso di prolungare di 1 altro anno la sua avventura nella Bay Area, sperando di chiuderla in bellezza.

Hertl, Meier e Donskoi hanno realizzato una quantità di reti importanti la passata stagione e sperano di ripetersi quest’anno, rendendo il reparto avanzato di San Jose un vero pericolo per gli avversari.

Della difesa, inutile dire altro: Karlsson e Burns, Vlasic e Braun, classe e tecnica, fisico e durezza, una combo devastante che garantirà spettacolo. In gabbia Martin Jones sarà ancora lo starter nonostante dei numeri in calo rispetto ad un paio di stagioni fa; il backup Aaron Dell si farà trovare pronto in caso di bisogno (in media una ventina di partite l’anno).

Dietro agli Sharks mettiamo Vegas: se lo scorso anno è stata l’incredibile favola, quest’anno potrebbe diventare la meravigliosa certezza.

Ricordo ancora quando scrissi la preview del 2017/18, dove definii questa squadra “un’accozzaglia di giocatori senza speranze”, ecco, quest’oggi chiedo umilmente scusa a loro ed ai loro tifosi. Sono riusciti a compiere un’impresa storica, fermandosi ad un passo dal clamoroso trionfo, grazie alle parate incredibili del rinato Marc Andre Fleury, grazie ai goal del cecchino infallibile qual’è divenuto William Karlsson, grazie alle impostazioni tattiche date alla propria squadra da coach Gallant, il tutto condito dalla grandissima voglia di rivalsa di qualsiasi giocatore della franchigia che si è presumibilmente sentito abbandonato dal proprio ex team al momento dell’expansion Draft che vide l’ingresso dei Golden Knights in NHL.

In estate gli addii di Neal e Perron sono stati ben rimpiazzati dagli arrivi di Max Pacioretty da Montreal e di Paul Stastny da St.Louis, due giocatori che vanno ad incrementare il tasso tecnico del reparto avanzato, che ha concluso la stagione passata al quinto posto assoluto della lega nella media goal realizzati.

In gabbia il sopracitato Fleury tenterà di ripetere la splendida stagione vissuta da vera star, idolatrato sin da subito dai nuovi tifosi; di fronte a lui una difesa non granitica ma ben messa sul ghiaccio dove i due fiori all’occhiello portano il nome di Nate Schmidt e Shea Theodore.

Altra squadra della Division a muoversi molto bene in estate sono stati i Calgary Flames: gli arrivi da Carolina di Lindholm ed Hanifin e da Vegas di Neal daranno nuova linfa ad attacco e difesa.

Dopo la deludente passata stagione conclusa con il mancato ingresso in post season le fiamme canadesi hanno rivoluzionato gli assetti, salutando il coach Gulutzan e dando il benvenuto a Bill Peters, che tenterà di riportarli ai playoff. Detto delle mosse di mercato, non si può negare che Calgary abbia un roster all’altezza, con il duo Sean Monahan-Johnny Gaudreau in attacco a far da padrone.

La crescita di giovani talentuosi quali Tkachuk, Bennett e Jankowski renderà il reparto avanzato la vera forza della squadra; capitan Mark Giordano sarà il baluardo difensivo, dove Brodie ed Hamonic supporteranno l’ultimo arrivato, Hanifin, da cui la dirigenza ha puntato molto, sacrificando il forte Hamilton.

In gabbia Mike Smith sarà il titolare, ma occhio alla giovane stella Jon Gillies, pronto ad approfittare di eventuali défaillance dello starter.

Se la Central Division farà la brava e non ruberà entrambe le Wild Card, per le restanti 5 squadre della Division resterà un unico posto playoff: chi avrà la meglio? Difficile ipotizzarlo.

Restando in Canada troviamo gli Edmonton Oilers, eterna Godot della NHL (per usare una metafora utilizzata dall’avvocato Agnelli riguardo Alex Del Piero per entrare in ambito calcistico), che con la presenza nel proprio roster del giocatore più forte attualmente di tutta la lega (inutile negarlo), Connor McDavid, lancia la sfida alle altre 2 squadre californiane: Los Angeles Kings ed Anaheim Ducks.

Ad Edmonton, dove negli ultimi 12 anni si è respirata l’aria da playoff in una sola occasione (andando inoltre vicinissimi alla finale di Conference), le speranze passano proprio dal sopracitato McDavid e dall’altro centro presente in rosa, Leon Draisaitl, dopo Crosby e Malkin la coppia di centri più bella da vedere in NHL.

Le poche variazioni registrate in estate al roster fa presagire ad un’ennesima annata da buttare, ma noi investiamo il nostro eurino e scommettiamo che gli Oilers, con la dea bendata dalla loro parte (leggasi, qualche infortunio in meno al reparto difensivo martoriato la passata stagione) possano puntare alla conquista della post season.

In gabbia inoltre si spera di ritrovare un Cam Talbot all’altezza della situazione, non quello visto lo scorso anno, che ha portato di fatto la dirigenza ad ingaggiare dalla KHL il trentenne Mikko Koskinen, ex San Pietroburgo, a 2.5 milioni di dollari l’anno.

Restando in fatto di arrivi dalla KHL ecco che il rientro di Ilya Kovalchuk ha fatto decisamente più scalpore: i Los Angeles Kings hanno avuto in estate la suggestiva idea di riportare in NHL il 35 enne che nelle memorie dei tifosi di Atlanta Thrashers (ndr.non c’è la faccio, troppi ricordi!) e New Jersey Devils evoca meravigliosi ricordi.

La domanda è: potrà un 35 enne risollevare l’attacco di una squadra abulica qual’è L.A.?

Non basterà, ma ci vorrà dell’altro, in primis l’integrità fisica di Jeff Carter, mancato per lungo tempo la passata stagione e giunto in post season in condizione atletica imbarazzante; in secondo piano citiamo anche la scarsa vena realizzativa avuta sempre lo scorso anno da Tyler Toffoli e Tanner Pearson, due giocatori su cui la dirigenza puntava molto in passato, sperando di ricavare risultati migliori di quelli sin qui ottenuti.

In gabbia il forte Jonathan Quick disputerà la gran parte degli incontri, orfano di un sostituto all’altezza della situazione (anche se il rientro di Budaj da Tampa Bay potrebbe giovare).

Drew Doughty ha deciso di porre fine alla telenovela che lo volesse lontano da Los Angeles allo scadere del suo contratto firmando il prolungamento per altri 8 anni a 10 milioni di dollari a stagione, dichiarando che vuole vincere ancora in California. Il fatto che nonostante nomi poco altisonanti la difesa di L.A. sia risultata la migliore della lega nella passata stagione la dice lunga sull’approccio difensivo imposto da coach Stevens che i tifosi di casa gli rimproverano.

Restando in California troviamo gli Anaheim Ducks, che hanno già avuto la prima tegola dell’anno con l’infortunio subito da Corey Perry, che lo terrà fuori dai giochi per almeno 5 mesi, un duro colpo da digerire, specialmente in apertura di stagione.

Pochi cambiamenti rispetto all’anno scorso, gli arrivi di Rowney, Gibbons, Schenn e Sustr sono movimenti mirati alle bottom line, mentre per sostituire l’infortunato Perry si potrebbe vedere in line up il talentuoso Sam Steel, 30esima scelta assoluta al Draft del 2016.

Sulle spalle di capitan Ryan Getzlaf il peso dell’attacco, aiutato dai goleador Rakell e Silfverberg, due giocatori su cui la dirigenza punta molto; occhio anche a Kase e Ritchie, giovani con tanta voglia e discrete doti tecniche. Due punti di domanda restano sulle condizioni di Ryan Kesler e Patrick Eaves, il primo alle prese con la riabilitazione dopo l’operazione subita all’anca, il secondo invece fermato dalla sindrome di Guillain-Barre.

In gabbia lo starter goalie sarà John Gibson con il veterano Miller a coprirgli le spalle in caso di cali di rendimento e/o infortuni; la difesa, sempre fra le migliori della lega, vede le prime due linee alternarsi per due terzi della gara (Lindholm-Fowler e Manson-Montour) prendendo respiro nei pochi minuti che vengono concessi alla terza linea difensiva che sarà occupata presumibilmente da Schenn e Sustr (con il giovane Larsson in rampa di lancio).

A chiudere la Division ecco Arizona e Vancouver: ben poco da dire su due squadre che disputeranno la classica annata anonima; i primi, dopo aver blindato il proprio neo capitano Oliver Ekman Larsson per i prossimi 8 anni, stanno cercando tramite trade di sistemare il possibile, sperando inoltre nella crescita di qualche giovane interessante disponibile in roster (vedi Dvorak, Strome, Perlini e Fischer), i secondi invece hanno in atto un vero e proprio rebuilt, con l’addio ai gemelli Sedin che ha segnato di fatto la fine di un’epoca.

Su Brock Boeser e Bo Horvat devono costruire il proprio futuro i Canucks, due fra i talenti più cristallini che la NHL abbia messo in luce nelle ultime due stagioni; dietro di loro numerosi giocatori di cui ne sentiremo parlare, Pettersson, Hughes, Juolevi e Dahlen su tutti, con il goalie Thatcher Demko quasi pronto al grande salto.


Dopo questa analisi dunque ecco le nostre personalissime previsioni stilate a mo’ di classifica, mettendo un asterisco di fianco alle squadre che pronostichiamo si qualifichino ai playoff.

ATLANTIC DIVISION:

  1. Tampa Bay Lightning *
  2. Toronto Maple Leafs *
  3. Boston Bruins *
  4. Buffalo Sabres
  5. Florida Panthers
  6. Montreal Canadiens
  7. Detroit Red Wings
  8. Ottawa Senators

METROPOLITAN DIVISION:

  1. Washington Capitals *
  2. Pittsburgh Penguins *
  3. Columbus Blue Jackets *
  4. Carolina Hurricanes *
  5. Philadelphia Flyers *
  6. New Jersey Devils
  7. New York Islanders
  8. New York Rangers

CENTRAL DIVISION:

  1. Nashville Predators *
  2. Winnipeg Jets *
  3. St. Louis Blues *
  4. Dallas Stars *
  5. Minnesota Wild
  6. Colorado Avalanche
  7. Chicago Blackhawks

PACIFIC DIVISION:

  1. San Jose Sharks *
  2. Vegas Golden Knights *
  3. Calgary Flames *
  4. Edmonton Oilers *
  5. Anaheim Ducks
  6. Los Angeles Kings
  7. Arizona Coyotes
  8. Vancouver Canucks

Anche per quest’anno ci siamo rovinati abbastanza la carriera da giornalisti, attendo con ansia le vostre previsioni.

PS.per insulti scrivere in privato, grazie.

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

Post By Max "Feelgood" (106 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da "duri": l'hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin... Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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3 thoughts on “NHL: Che mondo sarebbe senza la nostra Preview?

  1. Ottimi pronostici !!! La stagione è iniziata questa notte e Boston ne ha presi subito 7 (leggasi sette) dai campioni in carica che dopo un minuto e mezzo erano già avanti 2-0. Ovi, Kutz, Backstroem e Oshie saranno difficili da fermare quest’anno: sembrano gasatissimi. Dall’altra parte i favoriti numero uno o due al titolo finale hanno perso la prima in casa contro i miei amatissimi Ducks. 33 a 15 gli shots on goal per gli Sharks ma il buon Andersen ha parato tutto. Buon hockey NHL a tutti.

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