Ci siamo, atto finale della Nhl 2016/17, la Stanley Cup è oggetto dei desideri tra Nashville e Pittsburgh. I primi sono la sorpresa di questi playoff, testa di serie numero 8 nella Western Conference che, pronti via, eliminano la corazzata Blackhawks, poi in sei gare si sbarazzano di Blues e Ducks, approdando alla prima finalissima della storia della franchigia del Tennessee.

I Penguins sono i campioni in carica, squadra falcidiata da infortuni ma sempre più a immagine e somiglianza del coach Mike Sullivan, col cammino che verso il paradiso ha eliminato Columbus e in sette gare Washington ed Ottawa, altra sorpresa della postseason.

Andiamo a raccontare ciò che è accaduto nelle prime due gare disputate in Pennsylvania, proprio come lo scorso anno, quando i Penguins sfruttarono a pieno il vantaggio territoriale portandosi sul 2-0 nella serie contro i San Jose Sharks.


Nashville @ Pittsburgh gara 1

“Qualcuno tiri verso quella dannata porta”, così coach Sullivan disse ai suoi ragazzi poco prima del goal vittoria di Jake Guentzel. Dopo ben 37 minuti senza alcuna conclusione verso la porta difesa da Rinne il tiro del rookie si infila nel sette facendo esplodere la PPG Paints Arena riportando avanti i Penguins a 3 giri di orologio dal termine.

Una gara così dicono si prepari da sola, senza ulteriori motivazioni o esagerazioni. E’ la finalissima ed il giusto premio per il cammino verso la Stanley Cup.

Nashville affronta il tutto come Cenerentola del torneo, ma gli uomini di Laviolette hanno la sfrontatezza di partire a mille, impedendo ai Penguins qualsiasi ragionamento.

I primi minuti sono di assestamento, con i Predators che iniziano a prendere le misure dei pinguini, costretti al primo tiro verso Rinne solo dopo 4 minuti, col solito Crosby che prova una magia.

La storia di Nashville, dal 1998 in Nhl, vede sulla propria panchina solo due coach, Barry Trotz, dalla nascita della franchigia sino al 2014 e Peter Laviolette, autore della magica cavalcata Stanley Cup degli Hurricanes 2005/06.

Laviolette ha esperienza, sa che far ragionare i Penguins sarebbe una condanna a morte e carica i suoi, crea un muro perfetto che blocca le linee offensive avversarie.

Dopo otto minuti di gioco primo colpo di scena nella partita, Forsberg sulla linea blu prende un disco che arriva a P.K. Subban, tiro perfetto e grandissimo gol, vantaggio Nashville.

Sembra tutto perfetto, invece arriva una lunghissima chiamata per un instant replay su un possibile fuorigioco. Ci vuole parecchio tempo ma alla fine si annulla il gol, innervosendo parecchio l’ex icona dei Canadiens.

Pittsburgh, spaventata, si rianima, ma le migliori azioni sono sempre di Nashville, con tanto di folata offensiva che lascia a terra per pochi attimi Matt Murray.

I Predators però forse peccano di eccessiva sicurezza, primo fallo di Jankrok su Hornqvist, seguito a ruota dall’infrazione dell’ex James Neal, doppia sciocchezza che consente a Pittsburgh di avere un 5 contro 3 sul ghiaccio.

Nonostante la doppia superiorità i Penguins non riescono ad organizzare un grande power play, poi di botto Evgeni Malkin prende la mira e batte Rinne, vantaggio locale e ottavo gol nei playoff per il russo, con punto numero 25, 1-0.

I Penguins giocano sull’irritazione dei Predators, Chris Kunitz, eroe di gara 7 con Ottawa, serve Conor Sheary con un passaggio no look, porta spalancata e 2-0.

3-0 a fine primo periodo grazie a Malkin, Sheary e Bonino, basterà?

Nashville va in bambola, a 16 secondi dalla fine discesa di Nick Bonino, disco al centro che sbatte su Mattias Ekholm, autorete e 3-0.

Sembra fatta.

Incredibilmente, come solo la Nhl può raccontare, Pittsburgh sparisce dal ghiaccio, Nashville rientra nel secondo periodo col fuoco negli occhi, senza concedere neanche un tiro ai padroni di casa.

E’ la prima volta che in una finalissima una squadra non concede tiri agli avversari e se si pensa la potenza offensiva dei Penguins per i Predators è una grande impresa.

Ma molto più è la rimonta, nei 9 tiri di Nashville arriva anche il 3-1 con Ryan Ellis in power play che dalla lunga distanza raccoglie il passaggio di Subban e batte Murray.

Il black out dei Penguins prosegue anche nel periodo finale e giustamente Nashville punisce, tiro di Josi con puck sul ginocchio di Sissons, 3-2 e gara riaperta.

Il coraggio dei Predators ha il giusto premio con Watson che ingabbia Maatta e gli frega il disco, ha la freddezza di aprire per Frederick Gaudreau che batte il goalie di Pittsburgh e pareggia l’incontro, 3-3.

Esulta Guentzel, quarto game winning goal in questi playoff per il ragazzino del Nebraska

I Penguins sembrano la maglia rosa al Giro in una tappa di montagna, scappano via, vengono raggiunti e per inerzia non dovrebbero averne più, invece ecco l’attimo dello scatto, Jake Guentzel è l’uomo decisivo che non ti aspetti, conclude verso Rinne che non sembra impeccabile nell’intervento, 4-3 e colpaccio all’entusiasmo degli ospiti.

Ad un minuto e 2 secondi dalla fine, l’eroe del Punjabi, Nick Bonino, segna a porta vuota il 5-3, con Pittsburgh che segna cinque gol in appena 12 tiri, mentre Nashville contro la porta di Murray scaglia 26 conclusioni.

Questione di attimi e di un istinto killer che permette ai Penguins di raccogliere il massimo bottino senza giocar meglio dei Predators.

Nashville deve riprendere dal momento in cui imbriglia Pittsburgh, ma le tre reti prese nei primi 20 minuti costano carissimo.

Eroe di gara 1 Jake Guentzel, il rookie che non ti aspetti che va sempre più a guidare la classifica cannonieri.


Nashville @ Pittsburgh gara 2 (0-1)

Sotto il segno di Murray: il giovane goalie di Pittsburgh tiene in piedi i suoi stoppando gli attacchi indemoniati di Nashville nei primi due periodi prima di godersi lo spettacolo offerto dai suoi compagni nel terzo e decisivo periodo

Perdere non meritando, questo il pensiero dei tifosi di Nashville, pronti ad espugnare la PPG Paints Arena per cambiare le sorti dell’intera serie, basterebbe poco, ma anche gara 2 sarà guerra.

Pronti via subito occasione per Fisher con i Predators che partono a mille aggredendo i padroni di casa, forse anche troppo irruenti, con Craig Smith in panca puniti per fallo in attacco su Cole.

Il power play di Pittsburgh è sempre una minaccia, Malkin, Crosby, Hornqvist in avanti, passaggio per Kessel e parata difficoltosa di Rinne che chiude col gambale.

I Predators salvano la prima occasione di inferiorità, Rinne riesce in due occasioni a dir no a Pittsburgh, con i pinguini indemoniati contro il portiere finlandese, con Hornqvist che sta per superarlo ma viene fermato con un super intervento da Roman Josi.

Il gioco non risparmia nessuno, Kunitz e Malkin prendono di mira Subban con una carica molto pericolosa e se ne vanno entrambi in panca puniti, con i Predators che hanno la possibilità di un 5-3.

Aberg salta Maatta ed attende la caduta di Murray per batterlo: goal meraviglioso e Predators avanti

Nashville però ha ancora troppo nervoso addosso, Mike Fisher vanifica la doppia superiorità spingendo Cole, con Bonino che nella stessa azione viene colpito dal disco ed esce zoppicando.

In quattro contro tre si esalta Murray che ferma tutte le avanzate degli ospiti. Poi di botto Pontus Aberg compie qualcosa di pazzesco, scappa a Maatta, lascia cadere il portiere di Pittsburgh attendendolo, tiro e gol del vantaggio dei Predators.

Sono minuti spettacolari per Nashville, i difensori di Pittsburgh lasciano correre con Murray che fa miracoli parando anche con la maschera su Jarnkrok.

I trattamenti “amichevoli” proseguono con Josi su Sheary, altra penalità ai danni di Nashville,con i Predators che si salvano dal power play ma allo scadere dei due minuti Pittsburgh mantiene il disco in avanti con Sheary, disco per Guentzel che riesce a farlo passare in uno spiffero aperto fra anca e pinza di Rinne, 1-1.

Il primo periodo finisce in parità con uno spavento per l’arena locale con parate di Murray su Arvidsson e Fisher.

La seconda frazione di gara riparte con Nashville che vuole accelerare, Pittsburgh controlla, Kessel prova a superare Rinne che non dà mai eccessiva sicurezza.

Discorso diverso invece dalla parte opposta, quando Murray ferma Forsberg chiudendo ogni spazio, così non si vedono gol ma la partita sale d’intensità, con Crosby che prova un tiro in precario equilibrio e un tempo che si chiude con l’eccessiva foga di McLeod che in maniera sciocca fa fallo su Cole.

Il power play di Pittsburgh non ingrana, così sull’uno a uno inizia il periodo finale.

Quella che ne esce dagli spogliatoi è la squadra campione in carica. Rust dopo 10 secondi aumenta la velocitò, tira verso Rinne che non trattien, arriva Guentzel che nel posto giusto al momento giusto segna il 2-1, bolgia locale e botta psicologica incredibile.

Il pattino di Fiddler sta per mandare il puck alle spalle del proprio portiere: 3-1 Pens e 16 secondi dopo Malkin chiuderà il discorso in contropiede

Il gol regala la sveglia alla partita, gli spazi per Pittsburgh aumentano, Watson sbaglia il rinvio su Irwin, contropiede di Kessel che si trova due contro uno, tiro su Rinne e disco che si rivede in rete.

Al replay è Wilson a toccare su Fiddler, seconda autorete. Salta qualsiasi schema, così si accende Evgeni Malkin che va via all’intera difesa, conclusione e grandissimo gol, 4-1 e gara che in questo momento si chiude per Pekka Rinne, tre minuti di fuoco per i Penguins e partita vinta.

Entra Juuse Saros, connazionale di Rinne, ma psicologicamente Nashville non riesce a reagire, consegnando a Pittsburgh quegli spazi che per Malkin e soci diventano letali.

Il tempo per una rimonta ci sarebbe, con quindici minuti di gioco ma i Penguins nel delirio totale dell’arena fanno girare il disco con calma, sfruttando anche un altro power play che fa scorrere il cronometro.

I Penguins si dimostrano cinici, in un amen tre gol, come in gara uno, Rinne incolpevole e lasciato solo alla merce degli squali, con i Predators che devono far tesoro e crescere in vista delle due partite alla Bridgestone Arena.

Ci sarebbe anche il quinto gol di Hornqvist ma al replay la rete viene annullata per fuorigioco.

Pittsburgh batte Nashville 4-1, Sidney Crosby chiude la partita con 1 solo tiro in porta in 19 minuti giocati, a dimostrazione che anche se non gira il numero uno dietro lui esiste una squadra fortissima.

Per i Predators appuntamento in Tennessee, vincere, sopravvivere o morire. In palio c’è lei, la Stanley Cup.

Un’amorevole abbraccio fra Malkin e Subban. Il difensore dei Predators a fine gara ammetterà di conoscere la lingua russa e di aver sentito uscire dalla bocca del #71 avversario qualcosa di poco simpatico. Ne vedremo delle belle in gara 3…!

Prossimi appuntamenti:

Pittsburgh @ Nashville gara 3, 3 giugno

Pittsburgh @ Nashville gara 4, 5 giugno

Nashville @ Pittsburgh eventuale gara 5, 8 giugno

Pittsburgh @ Nashville eventuale gara 6, 11 giugno

Nashville @ Pittsburgh eventuale gara 7, 14 giugno  

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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