Un déjà vu ricoperto da diritti d’autore sostava ad Anaheim negli ultimi 4 anni, ad ogni gara 7 disputata infatti i californiani si vedevano venire battuti a domicilio da franchigie che poi andavano ad alzare la Stanley Cup (Los Angeles nel 2014, Chicago nel 2015) e da altre franchigie la cui corsa verso la più bella del reame terminava immediatamente dopo aver compiuto l’exploit sul ghiaccio nemico (Detroit nel 2012, Nashville nel 2016).

Finalmente questo déjà vu è stato definitivamente eliminato dalle menti dei giocatori ed anche da quelle dei tifosi per merito della grande prestazione messa a referto dai ragazzi di coach Randy Carlyle nella gara disputata questa notte contro gli Edmonton Oilers, i quali escono dai playoff a testa alta dopo aver combattuto ad armi pari contro, ammettiamolo, una squadra più attrezzata per la conquista della Stanley Cup.

Proprio con Randy Carlyle in panchina arrivò l’ultimo squillo positivo in una gara 7 per gli Anaheim Ducks e nello stesso anno arrivò anche la conquista dell’unica Stanley Cup di franchigia. (Qualsiasi tifoso Ducks è libero di aprire bottiglie d’acqua santa trapattoniana e toccarsi le parti basse dopo questo dato puramente statistico).

Andiamo a vedere in che maniera hanno conquistato il pass per la finale di Conference Getzlaf & Co., non prima di aver riportato tramite link su cui potete cliccare le prime due review dedicate a questa imprevedibile serie giunta giustamente a conclusione tramite “la bella”.

Gara 1, Gara 2, Gara 3: Edmonton avanti, ma i Ducks sono vivi

Gara 4, Gara 5, Gara 6: Tutto in una notte fra Ducks ed Oilers


GARA 7: Passare in vantaggio non basta…

Edmonton Oilers @ Anaheim Ducks 1-2

L’Honda Center di Anaheim è tutto esaurito con la speranza di vedere finalmente uscire vittoriosi dal ghiaccio i padroni di casa reduci dal 7-1 subito in terra canadese.

In gabbia Carlyle da fiducia a John Gibson dopo averlo “pullato” (termine che italianizzato diventa di una bruttezza clamorosa) in gara 6 a seguito di tre goal subiti dopo soli 6 tiri indirizzati verso la sua porta, mentre per coach McLellan la scelta è piuttosto semplice, Cam Talbot infatti disputa la sua .. gara stagionale da starter.

Passano poco più di tre giri di orologio e per il pubblico tinto di arancione arrivano già i primi segnali di frustrazione; alla prima sortita offensiva degli Oilers infatti Shea Theodore compie una leggerezza clamorosa, facendosi deviare il disco in suo possesso a pochi passi dalla gabbia da Drake Caggiula, la carambola coglie impreparato il proprio goalie John Gibson che al primo, se si può chiamare, tiro diretto verso la sua porta si vede costretto a capitolare.

Edmonton subito avanti, ma la gara è ancora lunga…

Il gollonzo rende nervosi i Ducks, che durante i primi 20 minuti di gioco non costruiscono praticamente nulla di pericoloso dalle parti di Talbot; l’unico squillo arriva a 6 dalla fine, quando Cam Fowler a botta sicura lascia partire una stoccata precisa dalla blu che si infila all’incrocio dei pali facendo esplodere l’Arena, ma è tutto inutile, perchè gli arbitri avevano fermato il gioco per un offside che ad occhi nudi si fa davvero fatica a notare, ma buon per noi alla televisione ci pensa il replay. 

Si rientra dopo i canonici 17 minuti di intervallo con un cambio di linea da parte di Carlyle che sposta il più fisico Nick Ritchie in prima linea a fianco di Perry e Getzlaf, retrocedendo il terza linea offensiva uno dei migliori goal scorer della formazione californiana, Rakell. La mossa si rivelerà azzeccata.

In situazione di powerplay proprio Ritchie va vicinissimo al goal del pari, ben servito sullo slot da Kesler il #37 si fa ipnotizzare però da Talbot; ma Anaheim del secondo periodo è lontana parente di quella vista nel primo ed assalta la gabbia del goalie canadese dal primo all’ultimo istante sfruttando la remissività eccessiva degli Oilers.

Al nono di gioco Gryba non riesce a liberare la zona difensiva complice un forechecking forsennato della seconda linea offensiva di Anaheim con il solito Kesler a guidare i suoi, il disco rimane in possesso dei Ducks che nella confusione generata da un tiro nemmeno poi così pericoloso di Silfverberg ed il front screen di Kesler tenuto a bada con le cattive da Gryba, trovano grazie ad Andrew Cogliano il goal dell’1-1, abile ad infilare il puck vagante in rete con Talbot che compie l’unica incertezza di una gara sino a quell’istante positiva.

Il dominio di Anaheim prosegue durante tutto il secondo periodo, Edmonton pare scossa e soprattutto ha smesso di giocare troppo presto in una gara decisiva in cui ci si gioca l’intera stagione. McDavid e Draisaitl non pungono, ben marcati dalla difesa arcigna dei Ducks che inoltre va vicina alla marcatura con Manson prima (glove save di Talbot) e con Lindholm poi (che spara alto da buona posizione).

Russell salva un goal già fatto su Vermette che non crede ai suoi occhi, in seguito ancora Ritchie ha il disco del possibile vantaggio ma su servizio al bacio di Perry spara addosso per ben due volte a Talbot, autentico one man show del periodo.

Il disco è appena entrato in rete, Ritchie esulta, suo il goal del 2-1 che lancia i Ducks verso la finale di Conference!

Si arriva così agli ultimi venti giri di lancetta, ed al minuto 3, secondi 21, proprio Nick Ritchie diventa l’hero of the night in casa Ducks: il 21enne decima scelta assoluta al Draft del 2014 batte dallo slot Talbot con un preciso wrist shot che trova un varco fra il gomito ed il fianco del goalie di Edmonton costretto ad inchinarsi per la seconda e decisiva volta. 

Subito il goal del 2-1 gli Oilers ricominciano a giocare ed a generare qualcosa di buono dalle parti di Gibson, disoccupato per gran parte del match; l’occasione più ghiotta capita sulla stecca di Connor McDavid, ma il capitano dei canadesi si fa stoppare per due volte la conclusione da due passi dal goalie avversario che si prende tutte le luci del palcoscenico assieme al boato di esultanza del pubblico, come si suol dire, una parata che vale come un goal.

Leon Draisaitl esce dal torpore a soli 9 minuti dalla fine, conclusione in backhand che però trova sulla sua strada un Gibson in confidenza a dire di no; troppo poco per tentare la rimonta, troppo poco per impensierire questi Ducks che l’ultimo pericolo lo corrono ad una manciata di secondi dal suono della sirena quando proprio Draisaitl non controlla un disco da posizione molto interessante permettendo alla difesa di spazzare e, giustamente, festeggiare la conquista della finale di Conference dove ad attenderli ci saranno i Nashville Predators, giustizieri dei Ducks poco più di 12 mesi fa in quella che oramai rimane acqua passata.

Il presente recita strofe positive ad Anaheim, al quinto tentativo sono riusciti a superare l’esame di una gara 7 da vincere in casa, chissà che il vecchio e triste déjà vu non si trasformi in uno nuovo e dolce…

Ad Edmonton invece rimane l’amaro in bocca di aver sciupato la grande occasione, vuoi per l’uscita immediata di una favorita come Chicago, vuoi per le due partite perse dopo aver avuto dei vantaggi davvero clamorosi…il futuro comunque è dalla loro parte, questi Oilers saranno protagonisti per molti anni ad ovest e non solo.


3 STARS OF THE SERIES

  1. Randy Carlyle: onore e meriti vanno sempre divisi fra giocatori ed allenatore, è vero, ma ci sentiamo di dare il primo posto in questa personalissima lista dei migliori della serie al coach di Anaheim che, lasciatemelo dire, “non se la fa sotto” quando sarebbe legittimo accusare un minimo di pressione, sistema le linee offensive sterili del primo periodo di gara 7 trasformandole letteralmente permettendone rimonta e vittoria che vale un posto alla Conference Final. >Non è mai troppo tardi<
  2. Ryan Getzlaf: meriterebbe il gradino più alto per quanto fatto vedere sul ghiaccio, il capitano dei Ducks trascina i propri compagni come nessun altro, mettendo a referto 5 goal e 5 assist nelle 7 gare disputate. >Pasta del Capitano<
  3. Leon Draisaitl: il 21enne tedesco ha la colpa di scomparire in gara 7 ma ha il grande merito di trascinare la propria franchigia dove pochi ci avrebbero scommesso grazie a 5 goal ed 8 assist registrati nelle 6 gare prima della “bella”, il futuro è brillante, su di lui ed ovviamente McDavid gli Oilers dovranno costruire una formazione adeguata per tentare la conquista alla più bella del reame. >Hattrick or Treat<

Handshakes finali come da copione: Getzlaf e Draisaitl, due fra i migliori della serie.


La finale di Conference fra Anaheim Ducks e Nashville Predators avrà inizio nella nottata italiana di domani signori e signore, nemmeno il tempo dunque di esultare troppo per i tifosi delle papere della California che una nuova sfida sta per iniziare! Ecco a voi i giorni e gli orari (ora italiana) di inizio di ognuna delle gare:

Gara 1: venerdì ore 3:00 Predators @ Ducks

Gara 2: domenica ore 1:30 Predators @ Ducks

Gara 3: martedì ore 2:00 Ducks @ Predators

Gara 4: giovedì ore 2:00 Ducks @ Predators

Ev. Gara 5: sabato 20 maggio ore 1:15 Predators @ Ducks

Ev. Gara 6: lunedì 22 maggio ore 2:00 Ducks @ Predators

Ev. Gara 7: mercoledì 24 maggio ore 3:00 Predators @ Ducks

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

Post By Max "Feelgood" (100 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da “duri”: l’hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin… Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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