Discutibile citazione musicale nel titolo che riassume bene la serie tra New York Rangers e Ottawa Senators, valida per l’accesso alla finale della Eastern Conference. A cosa o a chi si riferisca è abbastanza evidente, ma è presto detto.

Fattore casalingo rispettato nelle prime 3 partite della serie come visto nell’articolo precedente e l’inerzia della serie sembra essere tutta a favore di New York all’alba di gara 4. Ottawa ha ottenuto il massimo dalle due partite sul ghiaccio amico ma ha anche speso tanto.

GAME 4

New York riprende da dove aveva lasciato gara 3. La partita è equilibrata per circa metà del primo periodo, in cui Ottawa ha qualche buona occasione ma Lundqvist sembra in giornata e la difesa intercetta ogni tiro possibile sacrificandosi per proteggere il proprio goalie (saranno 22 a fine partita i tiri bloccati dai blue-shirts).

Spezza l’equilibrio Nick Holden che in contropiede batte Anderson: brutto errore di Stone che innesca l’azione. I Senators concedono troppi breakaway agli avversari e i Rangers sono bravi a forzarli, ripagando Ottawa con la sua stessa moneta. Bravo Anderson sul break di Grabner e su due belle occasioni concluse al tiro da Nash ma saranno i due unici lampi del goalie canadese.

Nel secondo periodo New York arrotonda, prima con Lindberg che fredda Anderson servito da Grabner, dopo l’ennesimo contropiede. Il tris lo sigla ancora Lindberg dopo un recupero del disco nel terzo avversario di Glass.

Terzo periodo con Anderson, 3 goal in 20 tiri, che lascia il posto a Condon e Karlsson, evidentemente non al meglio per la solita microfrattura al piede, lasciato precauzionalmente a riposo. Segnali di resa da parte dei Senators che provano ad agitare le acque con qualche fight (Phaneuf vs Smith, Turris vs Glass) e Ryan che si prende una penalità partita contro Girardi, 7 tiri bloccati tra l’altro per il difensore in maglia blu. I Rangers invece infieriscono con Kreider in powerplay. Lundqvist si esalta ancora su Pageau e Stone ma alla fine capitola sul wrister di Turris.

Finisce 4-1 come in gara 3. I Rangers sembrano aver trovato la chiave per gestire la serie. Ottawa sembra non averne più, ma darli per spacciati sarebbe un errore.

Ennesimo goal subito per Anderson (OTT) in gara 4

GAME 5

Per i Senators c’è Erik Karlsson, nonostante sia evidentemente non al meglio, ma c’è anche Chris Neil, prima presenza per lui nei playoff. Si farà notare per la sua intensità, il suo carisma, ma soprattutto per 12 (inutili?) minuti di penalità cercando per cercare di far abbassare la cresta a Glass dopo una hit su Phaneuf.

I Rangers partono subito bene confermando la pericolosità delle loro seconde linee e di riuscire a cogliere spesso la difesa avversaria in contropiede. L’uno due dopo 5 minuti è firmato questa volta da Jesper Fast e Nick Holden. Ottawa accorcia subito al sesto minuto, con Stone che lotta davanti alla gabbia avversaria e riesce a infilare il disco in rete. Rimane la difficoltà dei Senators nel trovare lo specchio della porta, i Rangers bloccano quasi 20 tiri solo nei primi 2 periodi (27 totali) e quando non ci riescono c’è sempre Lundqvist. Fenomenale in tuffo sul tiro di Turris nel primo tempo.

Anderson dal canto suo mantiene i suoi in partita e nel secondo periodo ecco l’ennesima rimonta con Hoffman e Pyatt per il 3 a 2. Il rollercoaster continua con il pari di McDonagh in chiusura di tempo su bel lavoro di Grabner, tra i più pericolosi in 5 vs 5 per i Rangers.

Nel terzo periodo c’è gloria per Jimmy Vesey, al primo goal nei playoff. Anderson compie un mezzo miracolo ma il disco aveva oltrepassato la linea. Altro ribaltamento di risultato e altro pareggio. Come in gara 2 Ottawa toglie il portiere a 2 minuti dalla fine, Karlsson inventa uno dei suoi passaggi e nella mischia davanti a Lundqvist il disco si infila in rete nonostante l’estremo tentativo del goalie svedese.

Si va ancora in overtime (23mo in questi playoff) e Ottawa mette il sigillo sull’ennesima rimonta con Turris. Per lui 9 hit, 3 tiri e 65% nei faceoff che valgono la prima stella della serata, meritata.

Ottawa si ritrova avanti nella serie pur essendo stata in vantaggio per neanche 15 minuti in 5 partite. Karlsson pur a mezzo servizio delizia tutti con 3 assist dei suoi e 31 minuti sul ghiaccio.

New York conferma la profondità del suo attacco e la dedizione in difesa. Ancora a secco in powerplay (0 su 3), come Ottawa, dovrebbe aver imparato a non lasciare speranze di rimonta agli avversari. Visto l’andamento e il fattore casa sempre rispettato, è forte il presagio di gara 7 ma in più del 70% dei casi, dopo il 2-2, chi ha vinto gara 5 ha poi passato il turno. Nel 2012/13 però vinse New York (con il fattore casalingo a suo vantaggio) e Ottawa uscì al primo turno.

Primo goal nei playoff per Vesey (NYR) per questione di centimetri

GAME 6

I Rangers con le spalle al muro devono affidarsi alla tradizione di Lundqvist nelle gare dentro o fuori, 15-5 nelle ultime 20, 10-1 al Madison Square Garden, 1.74 GAA, 94.5% di parate e 2 shutout sono un bel biglietto da visita.

I Senators partono con la foga di chi vuole chiuderla quanto prima e trovano il modo di indirizzarla subito per il verso giusto. Karlsson dalla blu trova sulla sua traiettoria la stecca di Hoffman che mette fuori causa il goalie svedese dopo 4 minuti e mezzo. Lundqvist piazza un paio di parate delle sue, tra cui una assurda da terra su slapshot del solito Karlsson. Anderson, a riposo in questi giorni, dal canto suo sembra concentrato e si oppone su tutti i 13 tiri del primo periodo. Al quarto d’ora Stone fredda ancora Lundqvist per il 2 a 0. Inutile il challenge richiesto da New York che si ritrova con l’acqua alla gola.

Il secondo periodo si preannuncia caldissimo e al 13′ Zibanejad trova il break che sembra riaprire la contesa, ma bastano 2 minuti per zittire ancora il MSG. Karlsson riparte come sa e trova l’uno due con Ryan battendo Lundqvist ancora una volta sul lato corto. Goal emblematico del capitano che sembra poter mettere il sigillo sulla serie.

Nel terzo periodo Kreider in contropiede fa subito 3 a 2 e New York mette alle corde i Senators con un parziale di 15 tiri a 5. Anderson però riscatta ogni sua gaffe cementando la gabbia e tenendo i suoi in partita fino all’empty net di Pageau che fa calare il sipario sulla partita e non solo.

Ottawa vince 4-2 la gara e anche la serie partendo da sfavorita, proprio come contro Boston. New York esce dopo una serie combattuta punto su punto in cui ha dominato le due gare vinte ma non ha saputo imporsi nelle altre. Ennesima partita a bocca asciutta in powerplay (0 su 4 anche questa volta), alcune scelte discutibili sui minutaggi di Vigneault lungo la serie e una fase difensiva a tratti tutt’altro che impeccabile tra le principali cause.

Ottawa del resto sembra non avere la forza per dominare le partite ma il gruppo è compatto e da l’impressione di non mollare un centimetro fino alla fine, nonostante i limiti e gli errori. I Senators non raggiungevano la finale di Conference dal 2007 (5-1 contro Buffalo) in cui persero poi la finale di Stanley Cup contro i Ducks.

Erik Karlsson (OTT) dopo il goal del 3-2

 

3 STARS OF THE SERIES

1. ERIK KARLSSON

Scontato. 13 punti nei playoff, giocando un sacco di minuti. Anche questa decisivo con ciliegina sulla torta il goal partita in gara 6. Gioca infortunato, come tutti ai playoff, ma lo fa sembrare sempre così facile.

2. J.G. PAGEAU

7 goal nei playoff. Anche tralasciando i 4 messi a segno in gara 2, è il giocatore che tutti vorrebbero nella propria squadra in una gara di playoff. Intensità e determinazione da vendere, più la situazione si fa difficile e più eleva il proprio gioco.

3. GUY BOUCHER

Il primo coach ingaggiato dal nuovo GM Dorion e qualcuno già storceva il naso. Dopo aver portato Tampa Bay in finale di Conference nel 2011, si ripete quest’anno ad Ottawa, vincendo la quarta serie (su 5) di playoff della sua carriera. Se i Senators sono arrivati dove sono arrivati parte del merito va data sicuramente al coach e al suo staff.

Nel primo turno i Senators partivano da sfavoriti, nel secondo da nettamente sfavoriti e nel prossimo già per spacciati. Guy Boucher sorride.

 

Gara 1 – NYR@OTT 1-2

Gara 2 – NYR@OTT 5-6 2OT

Gara 3 – OTT@NYR 1-4

Gara 4 – OTT@NYR 1-4

Gara 5 – NYR@OTT  4-5 OT

Gara 6* – OTT@NYR 4-2

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