Dopo una sola settimana di playoff ecco arrivare la prima sentenza: dopo aver perso tutte le prime 3 gare, come da noi raccontate, i Calgary Flames vengono battuti anche in gara 4 e subiscono dunque il primo sweep di questo primo turno (Chicago sta sperando possa rimanere l’unico) dagli Anaheim Ducks.

La formazione californiana ha confermato i favori dei pronostici che li vedevano nettamente favoriti alla vigilia della serie; ora il team guidato da Randy Carlyle (auguri al coach che ha compiuto 61 anni proprio ieri!) avrà il lusso di riposarsi qualche giorno in attesa di scoprire chi fra San Jose ed Edmonton (serie sul 2-2) sarà l’avversario nella semifinale di Conference.

Andiamo a raccontare cosa è accaduto nell’ultimo match della serie che ha avuto solo e soltanto un padrone.

GARA 4: Avevamo chiamato lo sweep?!

Anaheim Ducks @ Calgary Flames 3-1

Si parte con il pubblico di casa ancora scosso dal sogno divenuto incubo in meno di mezz’ora vissuto nella serata canadese di lunedì e che nonostante invada come al solito l’intero Saddledome si fa sentire meno del previsto.

Entrambi i coach decidono di dare fiducia ai goalie che sono partiti titolari nelle prime tre sfide: John Gibson da una parte (pullato dopo il quarto goal subito in gara 3), Brian Elliott dall’altra (disastroso in numerose situazioni durante tutta la serie).

Passano poco più di cinque minuti di gioco e coach Glen Gulutzan è costretto a compiere ciò che non avrebbe mai voluto ne tanto meno immaginato; dall’out di destra Patrick Eaves lascia partire un innocuo tiro diretto verso la porta di Brian Elliott, il goalie dei padroni di casa compie l’ennesima dormita della serie coprendo malamente il palo e permettendo al puck di infilarsi in porta per il vantaggio ospite fra il silenzio di tomba dell’Arena.

Incredulo Eaves, il suo tiro si infila alle spalle di Elliott ed i Ducks zittiscono immediatamente il Saddledome di Calgary

Entra al suo posto Chad Johnson, all’esordio in una gara di post season, e le cose purtroppo non vanno meglio: al primo tiro diretto verso la sua porta (esattamente un minuto e 12 secondi dopo il suo ingresso) concede un sanguinoso rebound di fronte la gabbia, il più lesto ad approfittarne è Nate Thompson, che anticipa l’intervento di Sam Bennett e deposita il puck in rete per il 2-0 Ducks e mette una seria ipoteca su gara e soprattutto serie.

I Flames sono frastornati, per diversi minuti non trovano le forze di attaccare, buon per loro arriva a fine primo periodo un powerplay a favore da poter sfruttare, ma John Gibson chiude la serranda sui tiri di Giordano dalla blu prima e sul successivo rebound di Ferland con una parata da disteso che grida vendetta.

Si riparte nel secondo periodo con i padroni di casa che finalmente attaccano a testa bassa alla ricerca di un goal che potrebbe riaccendere le speranze: Curtis Lazar non trova l’impatto col puck a porta praticamente vuota facendo imprecare l’intera Arena, poco dopo invece è Mikael Backlund ad imprecare contro il sempre attento Gibson, abile a respingere il tiro a botta sicura del forte centro di Calgary; ecco che a schiodare lo zero dalla casellina “goal” per i Flames ci pensa il solito Sean Monahan, il #23, migliore dei suoi in tutta la serie, trova il modo di infilare la porta di Anaheim sfruttando l’assist preciso di Versteeg in situazione di powerplay (una delle poche cose che ha funzionato in questa post season). 2-1 dunque e gara riaperta.

A chiuderla vorrebbe pensarci Corey Perry, eroe di gara 3, che ad un minuto dal termine del primo periodo fa girare la testa a Chad Johnson in un uno contro uno, fa passare il puck sotto ai suoi gambali, ma a dirgli di no ci pensa il palo, benevola provvidenza per Calgary che resta in vita ancora per un tempo.

Nell’ultimo e terzo periodo le energie dei padroni di casa latitano, così come latita il fenomenale Johnny Gaudreau, assente ingiustificato dell’intera serie, imbavagliato dalla difesa tutta muscoli di Anaheim che nonostante le assenze molto importanti di Cam Fowler e Sami Vatanen non concede praticamente nulla agli avversari: gli unici pericoli per Gibson arrivano con tiri dalla blu che vengono ben disinnescati dal giovane goalie; così a pochi secondi dal termine è capitan Ryan Getzlaf a sigillare il punteggio sul 3-1 finale con il più classico degli empty net goal.

Classico handshake a fine gara: nettamente superiore la franchigia californiana per questi Calgary Flames che onestamente hanno messo in difficoltà i Ducks solamente in gara 3

Le strette di mano finali ed il saluto dei giocatori dei Flames al proprio pubblico che sconsolato e triste applaude in maniera passionale e convinta i loro beniamini manda in archivio la prima serie playoff della stagione NHL 2016/17: questa volta Anaheim non ha deluso le aspettative e ne siamo certi, per la semifinale, chiunque sarà la sua sfidante, ci sarà da divertirsi!

3 STARS OF THE SERIES

  1. Ryan Getzlaf: 3 goal e 2 assist per il capitano dei Ducks nella serie; autentico leader della formazione di Carlyle, giostra in attacco con la consapevolezza dei suoi mezzi mettendosi a servizio al 100% della squadra.
  2. Shea Theodore: il giovane rookie non fa rimpiangere l’assenza del forte Cam Fowler (che potrebbe rientrare per la semifinale di Conference) e dimostra una grande sicurezza nonostante la giovane età; ha inoltre il merito di timbrare il goal del pareggio in gara 3, crocevia decisivo della serie.
  3. Sean Monahan: l’unico a non deludere in casa Flames, segna 4 goal nonostante soffra da impazzire l’assenza ingiustificata del “compagno di merende” Gaudreau che in questa serie ha dimenticato tutto il suo talento ed imprevedibilità probabilmente a casa…

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP

 

Post By Max "Feelgood" (96 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da "duri": l'hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin... Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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