C’eravamo lasciati nella scorsa puntata con Ottawa, forse a sorpresa, avanti 2 a 1 nella serie in casa dei Bruins. Boston, o quanto meno i suoi tifosi, recriminano per delle decisioni arbitrali dubbie ma rimane il fatto che è la squadra a dover darsi una scossa per ribaltare la serie.

GAME 4

Chi si aspettava una reazione veemente da parte dei Bruins sarà rimasto forse deluso, sebbene il primo tempo di gara 4 non ha lasciato a desiderare, con occasioni da goal da entrambe le parti. Per Ottawa la più ghiotta con il solito breakaway del solito Erik Karlsson. Per Boston è Marchand che si vede stoppato dal tuffo di Anderson durante un contropiede. Più Boston ad inizio e fine periodo, Ottawa ha avuto più occasioni nella parte centrale.

Cala la foga e cambia la storia nel secondo e nel terzo periodo. Ancora una volta Ottawa riesce a limitare le occasioni dei Bruins, che tirano in porta 10 volte in 2 periodi contro i 12 del primo, con un vuoto di zero tiri per circa 13 minuti nel terzo tempo. Storia già vista in questa serie. I Senators non fanno molto di più ma riescono a rendersi pericolosi dalle parti di Rask, che alla fine registra 26 parate. Il goal decisivo arriva a 5:49 del terzo periodo di gioco. Karlsson sulla blu sembra pronto allo slapshot ma all’ultimo decide di servire un compagno, McAvoy (tuttavia ancora positivo il rookie) si perde Bobby Ryan che si avventa sul disco e in due tentativi insacca. Inutili gli interventi disperati di Rask e Chara sulla linea di porta.

C’è ancora spazio per un palo clamoroso su un altro break in velocità, questa volta di Dzingel. Poi sul finale di partita Boston preme sull’acceleratore ma questa volta Anderson chiude la porta con un paio di interventi decisivi, soprattutto su Marchand a un minuto dalla fine in un’azione simile a quella del goal ospite.

Craig Anderson finisce con 22 parate e il suo quarto shutout in carriera ai playoff (il terzo con Ottawa, uno con Colorado). Bobby Ryan si conferma in forma playoff: per lui 5 punti in 4 partite,  secondo goal decisivo consecutivo, terzo nella serie.

Boston, ancora senza Krug, perde entrambe le partite sul ghiaccio amico e ora deve ritornare in Canada per rimontare due vittorie di svantaggio. Impresa non facile, soprattutto senza qualche cambiamento.

GAME 5

Guy Boucher aveva annunciato che avrebbe voluto i suoi partire forte nei primi 10 minuti, per cercare di chiudere i giochi. È successo qualcosa di simile. Ottawa si porta avanti con il primo goal nei playoff di Stone, servito magnificamente da Hoffman. Il raddoppio nel secondo tempo con Pageau. Due goal in brakaway, a sottolineare come la difesa di Boston abbia sofferto queste ripartenze. 2 a 0 e solito calo dei Senators. Ringrazia la prima linea dei Bruins con Marchand che si invola sulla destra, gira intorno alla gabbia di Anderson e in wrap-around serve Pastrnak che accorcia. Il pareggio arriva per merito di Kuraly, eroe dalla quarta linea che sigla anche il goal partita nel secondo overtime. Kuraly che passa da 0 goal a una doppietta con goal decisivo.

Boston tiene viva la serie dopo essere sembrati senza speranza dopo 20 minuti. Ottawa rischia di essersi giocata un match point importante e le smorfie sul finale di partita di Karlsson (40 minuti sul ghiaccio per lui) potrebbero essere stati un’indicatore che la benzina è poca.

Game 6

Si arriva a gara 6 con diversi infortuni. Krejci ancora out per Boston, mentre per Ottawa a Borowiecki e Pyatt si aggiunge Stalberg, poi a sorpresa della partita. Fuori anche Wideman dopo gli screzi per l’intervento su Krejci. L’inerzia sembra propizia ai Bruins, mentre Ottawa ha tutta la pressione di doverla chiudere quanto prima.

La partita inizia con grande intensità, con qualche caeica ben assestata. Ottawa parte bene ma spreca 3 poweplay in cui raccoglie solo un palo con Karlsson. Da notare che tutte e 3 le penalità sono state date per aver lanciato il disco fuori dal campo. Boston ne ha registrate ben 5 in questa serie. Il penalty killing dei Bruins regge e anche il powerplay va bene, tanto che alla prima occasione passa avanti, con Stafford che trova l’incrocio con una saetta. Ottawa sembra a suo agio in parità numerica, altra grande occasione per Stone messo a tu per tu con Rask, ma Boston negli special team sembra prevalere.

Secondo periodo e la storia cambia. Ottawa crea meno ma concretizza meglio. Prima McAvoy paga la sua inesperienza con una penalità evitabile su Wingels. Nel powerplay successivo è Ryan a deviare il tiro di Brassard e a mettere fuori causa Rask. Poi ennesimo disco intercettato dal forechecking dei Senators, Turris entra nel terzo centralmente e infila il 2-1 dove Rask non arriva.

Boston non molla e nel terzo periodo Ottawa sembra cedere ancora una volta. Ne approfitta la solita prima linea, che sfrutta un cambio non proprio veloce degli avversari e con Pastrnak, Marchand e Bergeron creano il goal del pareggio con rebound del centro.

Boston sembra poter avere lo spunto per vincere la partita ma Anderson è sempre attento e si arriva ancora una volta all’overtime. La terza volta in 6 partite in questa serie. La 17ma in questo primo turno di playoff.

Boston spinge con la solita linea ma è proprio su un suo possesso che Karlsson intercetta il disco e innesca l’ennesimo ribaltamento di fronte, sul quale Pastrnak incappa in una penalità mettendo a terra MacArthur. Sul powerplay conseguente è proprio l’ala a regalare a Ottawa la vittoria della partita e della serie.

3 STARS OF THE SERIES

1. ERIK KARLSSON

Anima, polmoni e cervello di Ottawa. Solido in difesa, letale in attacco. Molti detrattori dovranno ricredersi dopo questa serie. Alcune sue invenzioni rimarranno negli highlights della serie. Inutile dire che ogni speranza di vittoria per i Sens passa dalla stecca del suo capitano.

2. BOBBY RYAN

Finalmente determinante, finalmente decisivo. Gioca come ti aspetti giochi un leader nei playoff. E segna. 4 goal fondamentali e 7 punti in 6 partite.

3. CLARK MACARTHUR

La sua storia è commovente. Torna direttamente ai playoff dopo la concussion. Segna 2 goal di cui uno quello decisivo come detto. Ma soprattutto getta anima e corpo al servizio della squadra. Esempio di professionista (o di pazzia).

 

È stata una serie combattuta e decisa punto a punto in cui Ottawa ha saputo limitare i danni e sfruttare le carenze dell’avversario più di quanto ci sia riuscita Boston. Le possibilità di arrivare in fondo sono esigue ma la determinazione dei ragazzi di Boucher sembra quella giusta per affrontare ogni sfida. Vedremo cosa porterà loro il futuro.

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