“Sinfonia vuol dire accordo. Un suono. Diversi strumenti suonano. Diversi strumenti suonano insieme. Una tromba basso non è un violoncello; un violoncello non è un fagotto. Il contrasto fra gli strumenti deve essere il più netto possibile, in modo che ciascuno mantenga il suo timbro inconfondibile. Il compositore deve scrivere la parte in modo tale che il timbro di ogni strumento raggiunga il suo massimo effetto.”

Una citazione di Hans Urs von Balthasar, teologo svizzero, ci introduce alla nostra seconda analisi stagionale dedicata alla Metropolitan Division, zona in cui cinque squadre delle otto presenti stanno viaggiando a ritmi indiavolati, trascinate da un gioco entusiasmante e dalle grandi capacità di guida dei rispettivi head coach che riescono ad amalgamare a meraviglia ognuno degli elementi presenti in line up facendoli rendere al massimo.

La Division più rock della NHL (ben 5 compagini si piazzano nei primi 8 posti dell’intera Lega) è come una band dove quando il frontman stecca una nota ci pensa il chitarrista solista a catturare le luci del palcoscenico piazzando uno strepitoso assolo.

Il frontman dell’intera Division è sicuramente John Tortorella, discusso coach dei Columbus Blue Jackets, mentre Sidney Crosby, capitano dei Pittsburgh Penguins ed attuale miglior marcatore dell’intera Lega con i suoi 24 goal realizzati in sole 29 presenze, è il “guitar hero” della situazione, colui che attira su di se spesso e volentieri tutti gli occhi degli appassionati.

Andiamo a raccontare ciò che è successo nell’ultimo mese e mezzo circa di Regular Season, dove alcune cose sono cambiate rispetto al giorno in cui avevamo proposto la prima review.


Cam Atkinson guida le statistiche di squadra con i suoi 15 goal e 20 assist realizzati; cecchino infallibile specialmente in powerplay dove le sue 7 marcature sono le più alte dell’intera NHL

Chi pensava che non avrei mangiato il panettone a Natale? cit. Tortorella

COLUMBUS BLUE JACKETS 50 punti; 23W – 5L – 4OTL; 110GF – 65GA

Statistiche spaventose ed una streak tutt’ora aperta di 12 vittorie consecutive (record di franchigia già migliorato due volte!) accompagnano la formazione dell’Ohio durante questa breve sosta Natalizia arrivata con un back to back di W messe a segno contro compagini molto blasonate quali Pittsburgh Penguins (7-1 in cui ha brillato il veterano Scott Hartnell autore di un hat trick) e Montreal Canadiens (2-1 in cui il goalie Sergei Bobrovsky ha dimostrato tutto il suo valore).

Coach John Tortorella sembra il direttore artistico di una grande “band”, che in questa prima parte di stagione sta macinando un gioco davvero piacevole che produce occasioni da goal con ciascuna delle 4 linee offensive (basti pensare che Sam Gagner, ala della quarta linea, ha 26 punti totali sin’ora, 2 in più di Alex Ovechkin tanto per fare un nome!) ed anche con un sestetto arretrato che partita dopo partita migliora e concede pochissimo agli avversari complice un forechecking asfissiante che ne consente l’immediata riconquista del puck e del pallino del gioco.

Il bastone e la carota usati dal discusso head coach con i propri giocatori era quello che ci voleva per far rendere al massimo una squadra che anche in passato disponeva di questo livello di talento ma troppo spesso si ammosciava alle prime difficoltà.

E’ così che Brandon Saad dopo una chiusura sbagliata viene declassato in quarta linea, è così che Scott Hartnell per non aver dato il 100% in una determinata partita viene lasciato in tribuna in quella seguente, è così che entrambi i giocatori rispondono “presente” nella successiva gara dimostrando l’attaccamento alla maglia ma soprattutto rispetto verso le scelte del proprio coach che ha in palmo la situazione e sino ad ora non ha sbagliato una singola scelta, dimostrando, oltre ad aver fatto sorridere in passato per le proprie “Fantozziane” sceneggiate ed esilaranti interviste post partita, di saper ancora allenare una formazione NHL (Tortorella portò i Tampa Bay Lightning alla conquista della Stanley Cup nella stagione 2003/04).

I tre giocatori copertina per Columbus (che scegliamo appositamente ruolo per ruolo) sono Cam Atkinson, Zach Werenski ed il goalie Sergei Bobrovsky.

Il 27enne statunitense sta finalmente trovando quella continuità che gli è spesso mancata in passato, risultando sempre come quel giocatore che “potrebbe spaccare il mondo se…”; il#13 guida le statistiche di squadra con 15 goal (7 dei quali in powerplay) e 20 assist, una velocità devastante che ne fa spesso l’arma letale del reparto avanzato.

Il goalie Sergei Bobrovsky, lontano per una volta dagli infortuni che ne hanno condizionato la propria carriera, sta dimostrando una grandissima sicurezza nel net; per lui nelle 28 partite disputate da starter (su 32 totali!) una media parate di .935% e ben 3 shutout messi a referto, secondo dell’intera lega solo a Devan Dubnyk che osserva tutti dall’alto.

Il rookie difensore classe 1997 Zach Werenski invece è balzato agli occhi di tutti per la sua grande dimostrazione di carattere e di una tecnica fuori dal comune che ne ha immediatamente concesso la sua presenza non solo in line up ma in prima linea difensiva al fianco di Seth Jones ed in prima linea powerplay da dove sono arrivati ben 11 dei suoi 21 punti totali realizzati sino a questo momento.

Oltre ai tre giocatori sopracitati onestamente ci sono altri elementi che meritano una citazione, parlo di Alexander Wennberg (6G-23A), centro svedese 22enne che sta elevando il proprio gioco ad un altro livello, il famoso “next step” che si aspettavano dirigenza e coach di Columbus che non ci hanno pensato due volte lo scorso febbraio nello scambiare il forte centro Ryan Johansen in cambio di Seth Jones (per rinforzare una difesa che faceva acqua un po’ dappertutto) fidandosi ciecamente delle capacità del #10 ed affidandogli le chiavi della prima linea offensiva, al fianco di Brandon Saad (13G-15A) e Nick Foligno (10G-17A).

I Blue Jackets oltre ad essere primi in tutta la NHL con i loro 50 punti guidano la statistica di realizzazioni in powerplay (26,9%), sono la squadra meno battuta con sole 5 sconfitte subite ai tempi regolamentari e 4 all’overtime ed hanno la miglior difesa con 65 reti subite (una in meno dei Minnesota Wild, seconda forza in questa statistica e 4 in meno dei Capitals).

Le Stanley Cup non si vincono a dicembre, questo è un dato di fatto, ma è un dato di fatto pure quello che ha visto i bookmakers d’America diminuire di gran lunga i pagamenti agli scommettitori per la candidatura a Stanley Cup contender di questi sorprendenti Columbus Blue Jackets.


Phil Kessel, Evgeni Malkin e Sidney Crosby stanno trascinando i Penguins in questa stratosferica Metropolitan Division

I Campioni in carica siamo ancora noi!

PITTSBURGH PENGUINS 49 punti; 22W – 8L – 5OTL; 121GF – 100GA

Il tridente a cui abbiamo dedicato la copertina di presentazione della formazione attualmente seconda in questa Division (e seconda al pari dei Chicago Blackhawks di tutta la lega) merita tutte le luci dei riflettori che stanno ricevendo in questa prima parte di stagione.

Capitan Sidney Crosby sin dal momento del suo rientro post commozione cerebrale sta risultando immarcabile per qualsiasi avversario, segnando in qualsiasi modo e con qualsiasi elemento a suo fianco (ora sono i giovani Conor Sheary e Bryan Rust a fargli da spalle); per il #87 sono ben 24 le reti messe a segno in 29 presenze stagionali, primo posto per goal realizzati e terzo posto assoluto nella NHL a livello di punti (38), dietro solamente al compagno Evgeni Malkin a quota 39 ed al fenomenale Connor McDavid a quota 42. 

Se per Crosby abbiamo finito gli aggettivi per apprezzarne le gesta, un Evgeni Malkin (14G-25A) a questi livelli in quel di Pittsburgh non si vedeva da tempo in Regular Season; il #71 risulta sempre molto concentrato e molto spesso “on a mission” ritornando a mostrare quel suo gioco spettacolare “north south” che coach Sullivan gli sta concedendo e che sta facendo impazzire la PPG Paints Arena al fianco di due giocatori molto fisici come Chris Kunitz (2G-13A) e Patric Hornqvist (8G-12A) , sempre pronti ad approfittare delle giocate del russo per incrementare il proprio bottino.

Il terzo “incomodo” per modo di dire si chiama Phil Kessel, 34 punti stagionali frutto di 11 goal e 23 assist, presenza fondamentale in powerplay per la sua facilità a smistare dischi ed a colpire il bersaglio nel momento più opportuno; Phil The Thrill dopo la conquista della Stanley Cup ha acquisito una fiducia stratosferica che lo rende inoltre l’ottavo miglior marcatore della NHL.

L’offensiva di Pittsburgh è uno spettacolo e risulta il miglior attacco di tutta l’NHL, in zona arretrata invece arrivano un po’ di problemi: con 100 goal subiti i Penguins sono l’undicesima difesa più battuta della lega, una statistica tutt’altro che positiva per una formazione che può ambire alla conquista della seconda Stanley Cup consecutiva.

In questo momento inoltre non aiutano al caso gli infortuni subiti da Kris Letang e Trevor Daley nel mese di dicembre, i due giocatori più rappresentativi della franchigia, che ne avranno ancora per alcune settimane.

Nel frattempo si sta prendendo delle belle rivincite Justin Schultz che con 6 goal e 15 assist è il quarto miglior marcatore di squadra ma soprattutto nella sua tabella mostra un ottimo +19 di plus/minus, statistica che negli anni di Edmonton pesava come una zavorra sulle proprie spalle (dove evidentemente le colpe non erano solo del povero Justin…!).

In gabbia la coppia formata da Matt Murray (.928%SV, 2 shutout) e Marc Andre Fleury (.905%SV) continua a scambiarsi il ruolo da starter alternando prestazioni ottime ad altre più opache, dimostrando che l’idea avuta ad inizio stagione di GM Rutherford di voler far crescere ancora Murray e non affidargli le chiavi del net da subito (cedendo Fleury) sembra azzeccata. 

Notizia dell’ultim’ora il prolungamento di contratto firmato dall’head coach Mike Sullivan, che guiderà la formazione della Pennsylvania sino alla stagione 2019-2020; sotto la sua guida i Penguins non hanno mai perso 2 partite consecutive in Regular Season, statistica assai sensazionale.


Kreider e Zuccarello, membri della prima linea dei New York Rangers, sono due fra i tre migliori scorer della franchigia

Un po’ meno Power Rangers rispetto all’inizio…

NEW YORK RANGERS 47 punti; 23W – 12L – 1OTL; 119GF – 89GA

Il calo era quasi obbligatorio, difficilmente infatti i Rangers avrebbero potuto tenere i ritmi assurdi fatti vedere durante il primo mese di Regular Season.

Detto questo, la formazione di coach Alain Vigneault è terza in Metropolitan Division, quinta nell’intera NHL ed ha il secondo miglior attacco della lega.

Gli infortuni subiti da Mika Zibanejad e Pavel Buchnevich prima e nell’ultimissimo frangente da Rick Nash (buona stagione la sua con 13 goal e 7 assist sino ad ora) ne hanno condizionato l’andamento ed un rimescolamento delle linee offensive che nell’ultimo mese e mezzo hanno praticamente dimezzato la loro produttività in zona goal rispetto all’inizio di stagione.

Se vogliamo usare la citazione d’apertura di questo articolo i New York Rangers sono un’insieme di strumenti che suonano perfettamente l’uno insieme all’altro; non c’è infatti un vero elemento della rosa che eccelle di gran lunga rispetto agli altri, tutti i giocatori stanno dando prova delle loro capacità, da Derek Stepan (7G-19A), Mats Zuccarello (8G-17A) e Chris Kreider (11G-13A) membri della prima linea, alla velocissima seconda linea composta da Grabner, JT Miller, Hayes, tridente che ha sfondato numerose volte le porte avversarie.

Se vogliamo tirare le orecchie a qualcuno ecco che il nome di Henrik Lundqvist (.915%SV) calza a pennello in questo periodo, il 34enne svedese visto durante questo primo scorcio di stagione sembra il lontano parente di quel muro visto spesso e volentieri in passato al Madison Square Garden, tant’è che il backup Antti Raanta gli sta rubando più volte le luci del palcoscenico (con tanto di 2 shutout consecutivi messi a segno).


Sempre uno spettacolo le sfide fra Philadelphia e Washington; nell’ultima sfida giocata il 21 dicembre si sono imposti per 3-2 agli shootout i Flyers

Wild Card con i fiocchi

WASHINGTON CAPITALS 44 punti; 20W – 8L – 4OTL; 87GF – 69GA

PHILADELPHIA FLYERS 44 punti; 20W – 12L – 4OTL; 110GF – 108GA

Staccate momentaneamente di 3 lunghezze dalla terza posizione (ma i Capitals con 4 partite in meno rispetto ai Rangers) ecco altre due formazioni che si piazzano nell’intera Lega nelle prime 8 posizioni, sto parlando dei Washington Capitals e dei Philadelphia Flyers, formazioni che si sono incontrate fra l’altro al primo turno degli ultimi playoff (Washington vincente 4-2 nella serie).

Squadre con problemi diversi, la prima, Washington, ha qualche difficoltà realizzativa nonostante la presenza in line up di giocatori di caratura mondiale a livello offensivo, la seconda, Philadelphia, ha diversi problemi nel reparto arretrato ed in gabbia dove Steve Mason alterna prodezze a gare davvero insufficienti. 

Partenza a rilento (rispetto a come ci aveva abituati) in quel di Washington per capitan Alexander Ovechkin (15G-9A), che si stia tenendo per i “momenti che contano”?

La formazione di Barry Trotz nonostante non venga presa troppo in considerazione durante questo periodo ha vinto 7 volte nelle ultime 10 partite, perdendo solamente in una occasione prima dei tempi supplementari o shootout, mostrando un’ottimo penalty kill, il sesto dell’intera lega.

Da sottolineare la forma straripante di Nicklas Backstrom autore sino ad ora di 9 goal e 20 assist.

In gabbia solita grande stagione per Braden Holtby (3 shutout, .929%SV) aiutato dalle ottime apparizioni di Philip Grubauer (1 shutout, .934%SV).

In quel di Philadelphia invece la prima fenomenale linea formata da capitan Claude Giroux (10G-21A), Jakub Voracek (11G-24A) e Michael Raffl (7G-2A) sta facendo sfracelli; per loro infatti 75 punti in tre che ne fanno la miglior linea assoluta di questa Division (e non solo!).

Fondamentale la presenza in line up di Wayne Simmonds (16G-13A), l’ala di colore oltre ad essere un cecchino infallibile specialmente in situazione di powerplay, porta la sua fisicità e la sua grinta in ogni shift disputata caricando ogni avversario gli si presenti davanti.

Se per l’attacco coach Dave Hakstol ha molto da divertirsi, per quanto riguarda la zona arretrata c’è bisogno di lavorare; i giovani Shayne Gostisbehere (meno prorompente rispetto alla scorsa stagione da rookie) ed Ivan Provorov stanno pian piano migliorando le proprie dispute, dopo un’avvio di stagione sconcertante condito da turnover concessi assai numerosi.

In gabbia l’infortunio accorso a Michael Neuvirth ha dato la titolarità indiscussa a Steve Mason che alterna gare sublimi ad altre meno sicure, tant’è che la sua percentuale di parate è piuttosto bassa (.908%SV).


Già a fine dicembre fuori dai giochi?

CAROLINA HURRICANES 37 punti; 15W – 11L – 7OTL; 88GF – 90GA

NEW JERSEY DEVILS 33 punti; 13W – 14L – 7OTL; 80GF – 102GA

NEW YORK ISLANDERS 32 punti; 13W – 14L – 6OTL; 90GF – 102GA

Le tre formazioni attualmente fuori da un posto playoff sono i Carolina Hurricanes, i New Jersey Devils ed i New York Islanders.

Tre squadre che però stanno attraversando momenti diversi in questo periodo, partiamo da Raleigh, North Carolina, dove gli Hurricanes stanno mostrando un hockey molto propositivo e decisamente piacevole, aiutati dall’ottima vena realizzativa del talentuoso Jeff Skinner (13G-14A) e dal momento molto positivo del forte difensore Justin Faulk, autore di 9 punti (4 goal) nelle ultime 7 gare.

Buona sino a questo momento la stagione del goalie Cam Ward che con 2 shutout ed una media parate pari al .918%SV sta tenendo in vita le speranze di post season per Carolina.

La formazione guidata da coach Bill Peters guida l’intera NHL nel Penalty Kill, con il 90.6% di riuscita. 

Oltre a Jeff Skinner, fondamentale per il reparto avanzato l’apporto del giovane rookie finlandese Sebastian Aho, che con 6 goal ed 11 assist risulta il terzo miglior marcatore della franchigia, dietro solamente al sopracitato ed al centro della prima linea Victor Rask (10G-16A).

Il rientro in line up di Jordan Staal (7G-6A) dopo una fastidiosa commozione cerebrale subita ad inizio novembre è sicuramente importante per una squadra che se vuole poter competere con le compagini più forti di questa Division deve sperare di rimanere sana per tutta l’intera stagione (oltre che sperare in un calo di una delle 5 la davanti).

Situazione differente invece in New Jersey, dove i Devils speravano che l’acquisto estivo di Taylor Hall bastasse per riportare in alto il team allenato da coach John Hynes.

Purtroppo le cose non sono andate come si sperava e proprio alcuni giorni prima della sosta natalizia il General Manager Ray Shero ha chiesto alla squadra di giocare con il cuore ma soprattutto con più grinta e determinazione; i Devils infatti sono la formazione della NHL con meno fight all’attivo.

Il gioco a livello offensivo stenta a brillare, dove il sopracitato Taylor Hall (complice anche un infortunio che ne ha debilitato le prestazioni) sta facendo fatica a salire in cattedra, per il #9 solamente 8 goal in 26 presenze.

Il miglior marcatore della franchigia è Travis Zajac con 8 goal e 15 assist messi a referto, mentre il giocatore che ha segnato di più è il solito Michael Cammalleri con le sue 9 realizzazioni.

Sono calate preoccupantemente le prestazioni di Kyle Palmieri, autore sino ad ora di 6 reti, poche se si pensano alle 30 marcature messe a segno nella passata stagione.

Non benissimo in casa Devils inoltre la prima parte di stagione disputata dal goalie Cory Schneider che para con una percentuale pari al .905%SV.

Chiudiamo andando a Brooklyn, dove i New York Islanders risultano il fanalino di coda di questa Metropolitan Division con i loro 32 punti.

Stagione da buttare sino a questo momento per la formazione allenata da Jack Capuano che non riesce a sistemare le lacune formatesi dopo le partenze a fine stagione di Michael Grabner, destinazione Rangers, e Frank Nielsen, destinazione Red Wings.

Capitan John Tavares sta affrontando l’annata meno produttiva della carriera con soli 24 punti (10G-14A) registrati nelle 33 presenze disputate.

Male, anzi, malissimo sino ad ora l’acquisto dell’anno Andrew Ladd, l’ex capitano di Winnipeg ha totalizzato la pochezza di 8 punti (5G-3A) ed è slittato dalla prima alla quarta linea d’attacco.

La differenza fra questa squadra e quella vista nella scorsa stagione è abissale; tanta velocità in meno a disposizione pesa nella produttività offensiva.

Le linee vengono modificate più e più volte da coach Capuano, ed attualmente al fianco di capitan Tavares ruotano le due ali Josh Bailey (5G-16A) ed Anders Lee (12G-4A).

In line up molto spesso viene utilizzato anche il giovane talentuoso Anthony Beauvillier, autore di 4 goal e 5 assist e membro attualmente della seconda linea offensiva, guidata dal forte centro Brock Nelson (7G-12A), terzo miglior marcatore della franchigia.

Male inoltre il powerplay, che risulta il quarto peggiore dell’intera Lega ed il penalty kill, settimo peggiore della NHL.

In gabbia si alternano con scadenti prestazioni Thomas Greiss e Jaroslav Halak, poco aiutati da una difesa tutt’altro che fenomenale.


La stagione è ancora lunga e la musica per alcune delle compagini presenti in questa Division può cambiare, a patto che il direttore d’orchestra seduto in panchina trovi il modo di far rendere al meglio ogni singolo elemento presente a roster.

Per questa review è tutto, ora attendiamo con ansia quella dedicata alla Central Division che ci verrà raccontata come al solito da Chicago dal nostro Pietro, che, voci di corridoio raccontano, abbia esagerato con donne ed alcolici nel periodo delle feste…

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

Post By Max "Feelgood" (83 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da "duri": l'hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin... Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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