“Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra. Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede.”

Con una citazione di Lao Tse, antico filosofo e scrittore cinese, rendiamo onore alla formazione più calda della Pacific Division: sto parlando ovviamente dei Calgary Flames.

Nell’ultimo mese di Regular Season la squadra di Glen Gulutzan è riuscita, passo dopo passo, gara dopo gara, vittoria dopo vittoria, a sistemare le proprie lacune ed a cambiare i piani della propria stagione grazie ad un ottimo gioco di squadra e ad un sostanziale miglioramento del reparto arretrato aiutato inoltre dallo stato di forma straripante del sorprendente goalie Chad Johnson (colui che avrebbe dovuto essere il backup di Brian Elliott) giungendo così ai vertici di una Pacific Division comandata momentaneamente dal duo formato da Anaheim ed Edmonton.


Tutta la grinta di Johnny “Hockey” Gaudreau: i suoi Flames stanno risalendo la classifica dopo un avvio di stagione sconcertante

Le fiamme si sono accese in quel di Calgary…

CALGARY FLAMES 34 punti; 16W – 13L – 3OTL; 81GF – 86GA

Dal nostro ultimo (e primo) approfondimento dedicato alla Pacific Division la formazione canadese dell’Alberta ha totalizzato 23 punti, frutto di 11 vittorie, 4 sconfitte (più una sconfitta subita all’overtime contro i New York Islanders il 28 novembre).

Sono attualmente reduci da 6 W consecutive nelle quali hanno subito solamente 9 reti realizzandone la bellezza di 24, con la ciliegina sulla torta messa dal rientro in line up di Johnny Gaudreau arrivato nella roboante vittoria per 8-3 realizzata contro la formazione attualmente in testa alla Division, ossia gli Anaheim Ducks.

Il forte #13 oltre ad essere il miglior marcatore di franchigia con 19 punti (nonostante abbia saltato 10 delle 31 gare disputate da Calgary) ha totalizzato nelle sue 4 apparizioni post infortunio alla mano la bellezza di 2 goal e 6 assist con un +5 di plus/minus, statistica nella quale Johnny “Hockey” è ancora in saldo negativo complice la partenza assai deficitaria del team dell’Alberta.

Se a veder brillare il talento nativo del New Jersey eravamo e siamo abituati, il giocatore più caldo e più sorprendente della formazione rossonera è Chad Johnson, 30enne goalie canadese che bene aveva fatto la scorsa stagione in quel di Buffalo.

Il #31 è “on fire” con le sue 13 vittorie messe a referto in 18 gare disputate (presente in ognuna delle ultime 6 W consecutive), condite da 3 shutout, una SV% di .932 ed una grandissima sicurezza alla difesa della gabbia, che gli ha consentito di diventare senza ombra di dubbio lo starter goalie della franchigia dopo le opache prestazioni messe a segno da colui che ad inizio stagione era stato acquistato da St.Louis e sarebbe dovuto essere (nelle menti del GM Treliving) il titolare, Brian Elliott.

Notevoli inoltre i miglioramenti dell’intero reparto arretrato che concede molto meno rispetto ad inizio stagione; un nome su tutti quello di Dougie Hamilton, colui che sino ad un mesetto fa era sulla bocca di tutti considerato come merce di scambio futura (viste le deludenti prestazioni) ha alzato di gran lunga l’asticella del suo rendimento, risultando determinante non solo per il bilanciamento della difesa ma bensì anche in zona offensiva, tant’è che il #27 è il terzo miglior marcatore della franchigia con i suoi 6 goal ed 11 assist messi a referto.

Sempre a punti (4 goal e 5 assist) nelle ultime sette uscite stagionali il giovane centro (ed inoltre Alternate Captain di franchigia) Sean Monahan, che dopo un inizio anemico a livello realizzativo sta pian piano tornando quel cecchino implacabile visto nella clamorosa annata 2014/15, che per i Flames finì con la conquista insperata di un piazzamento playoff e di un’ottima figura di fronte a franchigie più blasonate (Vancouver Canucks battuti ed Anaheim Ducks impensieriti) nella post season.

Citazione d’onore inoltre per il giovane rookie Matthew Tkachuk che con 6 goal e 9 assist risulta molto importante per la produzione offensiva della squadra e per quel Kris Versteeg che se non fosse tormentato da continui infortuni avrebbe sicuramente totalizzato ben più dei soli 11 punti (4G-7A) realizzati sin’ora.


Californiane più Edmonton: chi vincerà la Division? Chi raggiungerà la post season?

ANAHEIM DUCKS 35 punti; 15W – 9L – 5OTL; 81GF – 75GA

EDMONTON OILERS 35 punti; 15W – 11L – 5OTL; 93GF – 85GA

SAN JOSE SHARKS 33 punti; 16W – 11L – 1OTL; 68GF – 61GA

LOS ANGELES KINGS 30 punti; 14W – 11L – 2OTL; 71GF – 70GA

Avrebbero forse meritato più spazio le due franchigie che guidano la Division? Credo di no. Giustamente in questo ultimo scorcio di stagione Calgary ha fatto da padrona in questa zona, mentre Edmonton ed Anaheim, che appaiate osservano tutti dall’alto verso il basso, hanno alternato ottime prestazioni ad altre dispute opache.

Per i Ducks nell’ultimo mese di gioco sono arrivate 8 vittorie e 5 sconfitte, per Edmonton le cose sono andate meno bene con 6 sole vittorie al fronte di 10 sconfitte che hanno riportato il team di McLellan con i piedi per terra dopo la partenza a razzo di inizio stagione.

Ryan Kesler, grande trascinatore degli Anaheim Ducks in questa prima parte di stagione

Partiamo dalla corazzata californiana capitanata dal dominante centro Ryan Getzlaf, uomo da 23 punti in 26 gare disputate (2 goal e 21 assist), presenza determinante sul ghiaccio di una formazione dotata di una rosa bilanciata ed enormemente migliorata dopo le firme contrattuali dei due svedesi Rickard Rakell (11G-5A) ed Hamphus Lindholm giunte a stagione in corso.

La squadra di Randy Carlyle ha numerose armi per far male agli avversari, una di queste si chiama Ryan Kesler, il secondo centro presente in franchigia è sino ad ora il miglior marcatore con 12 reti e 13 assist messi a referto ed una superiorità fisica rispetto alla maggior parte dei centri presenti in qualsiasi altra squadra della Pacific Division.

Il 7 dicembre contro i Carolina Hurricanes Corey Perry (6G-19A) si è sbarazzato della pesante zavorra che si portava sulle spalle: per il #10 dei Ducks infatti sono state ben 18 le gare disputate senza timbrare il cartellino, un’astinenza che iniziava a preoccupare (e non poco) l’intero ambiente.

Ottimo il powerplay che concretizza il 23.6% delle opportunità risultando il terzo migliore dell’intera lega. Da sottolineare inoltre le prestazioni offensive che giungono dalla zona arretrata, uomo simbolo quel Cam Fowler autore di 7 reti ed 11 assist troppo spesso criticato.

In gabbia il duo formato da John Gibson e da Jonathan Bernier non sta disputando una stagione “di livello” mantenendosi oltre al .900%SV ma mostrando lacune che in momenti più “hot” potrebbero risultare decisive…

Tutta la rabbia agonistica di Connor McDavid, il miglior giocatore della NHL tenta di tenere in alto i suoi Oilers colpiti da una sindrome che ha condizionato il recente passato di Edmonton…

Nell’Alberta, precisamente ad Edmonton, le cose sembrano essere leggermente cambiate rispetto all’inizio; qualcosa si è inceppato nella bella macchina pilotata dal funambolico Connor McDavid, l’uomo che guida l’NHL con i suoi 39 punti totali in 31 gare disputate, frutto di 12 reti e di 27 assist.

Il tallone d’Achille per la formazione di coach McLellan sembra essere tornata la lacuna che ne ha condizionato le ultime stagioni, ossia la difesa: 47 le reti subite infatti nelle ultime 16 gare disputate (media di 2.93 a partita) nell’ultimo mese di gioco con un rendimento altalenante anche del goalie Cam Talbot, caldissimo nella prima parte di stagione, piuttosto freddino in questo momento.

Se dietro si balla fortunatamente davanti si gongola per merito di una enorme quantità di cartucce da poter sparare a disposizione nell’artificiere che rendono Edmonton il quarto miglior attacco dell’intera lega; frontman del gruppo avanzato il tedescone Leon Draisaitl, miglior marcatore della franchigia con 13 reti messe a referto (più 13 assist).

Molto bene anche l’apporto in zona goal dei vari Milan Lucic (8G-14A), Jordan Eberle (8G-15A) e Ryan Nugent Hopkins (5G-10A).

Ora bisogna capire se il momentum negativo creatosi in questo mese (con più del 50% delle gare disputate perse) ne condizionerà il futuro poichè sappiamo tutti che il momento caldo deve ancora iniziare e se già in questo periodo si inizia a scricchiolare…

Torniamo in California per parlare delle due formazioni attualmente al quarto e quinto posto della Division.

Una delle tante risse che caratterizzano le sfide quasi mai spettacolari a livello di gioco fra San Jose Sharks e Los Angeles Kings

I San Jose Sharks, ultimi finalisti della Stanley Cup, mantengono la loro posizione di favoriti per la conquista di un posto playoff rispetto alle altre formazioni in lizza per merito di una struttura collaudata a cui nell’ultimo mese di gioco però è mancato l’apporto del giovane e forte centro Tomas Hertl, out per infortunio.

Il miglior marcatore della squadra allenata da coach DeBoer è niente meno che Brent Burns, il barbuto difensore fresco di rinnovo ultramilionario con 12 goal e 13 assist guida le statistiche di franchigia appaiato a capitan Joe Pavelski autore anch’esso di un’ottima partenza condita da 8 reti e da 17 assist.

11 reti per il giocatore che agli ultimi playoff ha dimostrato di essere un vero e proprio fenomeno, Logan Couture.

Da segnalare l’inserimento in line up nelle ultime 15 gare di Kevin Labanc (4G-2A), 21enne di Brooklyn che ha superato ogni record nelle categorie giovanili e sta superando in maniera molto decisa l’esame con i “mostri sacri” della NHL.

I due veterani di squadra Joe Thornton e Patrick Marleau si fanno ancora notare nonostante l’avanzare delle primavere risultando i quarti e quinti migliori marcatori di squadra con i rispettivi 18 punti per il primo e 10 per il secondo.

Non sta rendendo invece come si avrebbe potuto immaginare il finlandese protagonista agli ultimi playoff Joonas Donskoi autore solamente di 2 reti e 6 assist, ma obiettivamente è l’intero attacco che non produce abbastanza per gli Sharks la cui fortuna vige sulla grande applicazione difensiva che ne permette i successi; la squadra della baia di San Francisco infatti è la quarta difesa meno perforata della lega con una media di 2.18 goal subiti a partita, dietro solo a Minnesota, Washington e Columbus.

In gabbia Martin Jones sta sino ad ora facendo il “compitino” senza lodi, con 2 shutout messi a referto ed una media SV pari al .920%. 

L’ultima squadra a far parte del gruppone in fuga sono i Los Angeles Kings che con i loro 30 punti restano leggermente staccati dalle 4 prime della classe.

Ad Hollywood si attende con ansia il rientro del goalie Jonathan Quick che però ne avrà ancora per parecchio tempo; nel frattempo (buon per loro) il vecchio Peter Budaj (.910%SV) sta alternando prodezze a gare insufficienti permettendo però alla squadra di rimanere incollata al vertice e non facendola finire nelle sabbie mobili, cosa molto probabile se si fosse continuato a schierare Jeff Zatkoff autentico disastro nelle 5 apparizioni stagionali disputate (.887%SV).

Nonostante tutto, grazie ad un gioco che fa del possesso del disco la parte fondamentale, la difesa dei Kings subisce poco, solamente 2,52 goal a partita che la rendono la nona difesa meno battuta della lega; il reparto arretrato ha nei due condottieri di slancio il solito Drew Doughty (5G-10A) e l’ottimo Alec Martinez (6G-9A) che sembra finalmente aver preso convinzione nelle proprie capacità.

L’attacco risulta spesso poco produttivo, il solo Jeff Carter infatti supera la doppia cifra con i suoi 12 goal messi a referto, per tutti gli altri il taccuino piange, specialmente per il neo capitano Anze Kopitar che nelle 22 partite disputate ha messo a segno solamente 2 reti e 12 assist, un po’ pochino per colui che ad inizio stagione ha firmato un prolungamento di contratto da 80 milioni di dollari.

L’acquiso estivo Teddy Purcell è stato messo nei Waivers dopo un pessimo inizio di stagione (solo 2 assist in 12 gare) con la speranza che qualcuno bussi alla sua porta ma sino ad ora nulla di fatto ed il suo pesante contratto rimane tutto sulle spalle della franchigia hollywoodiana.

Il rientro dall’infortunio di Marian Gaborik (1G-3A in 6 partite) potrebbe portare quella frizzantezza in più ad un attacco troppe volte sterile, nonostante gli ottimi elementi disponibili, su tutti il duo di giovani talenti formato da Tyler Toffoli e Tanner Pearson, a secco entrambi nelle ultime 9 gare disputate.

Siamo sicuri che nonostante le difficoltà, i Kings tenteranno in ogni modo di arrivare ad un posto playoff.


#isitOctoberyet?

VANCOUVER CANUCKS 26 punti; 12W – 15L – 2OTL; 67GF – 86GA

ARIZONA COYOTES 23 punti; 9W – 14L – 5OTL; 62GF – 90GA

Dalla fredda Vancouver al deserto dell’Arizona c’è (per quest’anno) ben poco da salvare.

I Canucks di coach Desjardins nell’ultimo mese hanno alternato una vittoria con una sconfitta, dimostrando un buon carattere nelle belle prestazioni messe a referto contro Tampa Bay, Minnesota, Toronto e 2 volte su 2 contro i Coyotes ma una scarsa tecnica “generale” nelle sconfitte subite contro formazioni più quotate (ultimo lo shutout subito in quel di Washington con la sensazione che nemmeno se avessero giocato per tre tempi in powerplay avrebbero avuto la meglio).

L’apporto in zona offensiva dei gemelli Sedin è come sempre di buon livello (9G-10A per Daniel, 7G-11A per Henrik) e nonostante nelle ultime 6 gare non abbia timbrato il cartellino Bo Horvat risulta essere il terzo miglior marcatore di franchigia con 16 punti frutto di 8 goal ed 8 assist.

Nelle ultime gare si sono fatti notare i “meno noti” Jack Skille, Jayson Megna ed il giovane difensore Troy Stecher ormai membro fisso della line up con i suoi 7 punti (1G-6A) nelle 21 partite disputate in stagione; non decolla invece l’acquisto estivo che avrebbe dovuto migliorare il reparto offensivo, quel Loui Eriksson che sino ad ora ha totalizzato solamente 11 punti (6G-5A) ed è stato declassato in seconda linea avanzata.

Ryan Miller e Jacob Markstrom infine si stanno dividendo egregiamente il lavoro alla difesa della gabbia, entrambi parano infatti con una percentuale superiore al 90%.

2 vittorie su 2 per i Canucks contro i Coyotes, che nonostante un buon Mike Smith in gabbia ed il forte Oliver Ekman Larsson a guidare il reparto difensivo non riescono proprio a giocare un buon hockey e risultano una, se non la, peggiore squadra di questa NHL

In quel di Glendale invece si pensa già alla prossima stagione; i numerosi rookies scesi sul ghiaccio sin’ora (ben 6!) non hanno dato ciò che la dirigenza si aspettava e la formazione allenata da coach Tippett è giustamente ultima in questa Division, ultimissima di tutta la NHL al pari dei Colorado Avalanche.

Poco da salvare per i Coyotes, qualcosa di buono si è visto dai due giovanissimi difensori Anthony DeAngelo (2 goal e 5 assist in 13 presenze) e Jakob Chychrun (1 goal e 4 assist in 21 presenze).

A guidare le statistiche di franchigia ci sono il veterano Radim Vrbata (8 goal e 10 assist) ed il talentuoso Max Domi (5 goal ed 11 assist, che ora però dovrà restare fermo ai box per un infortunio subito alla mano per almeno 6 settimane) mentre sta deludendo tantissimo Anthony Duclair, healthy scratch negli ultimi due match stagionali (a cui è stato preferito la talentuosa ala sinistra inglese 21enne Brendan Perlini) che ha realizzato solamente 1 rete e 3 assist nelle 25 presenze registrate ed a cui la dirigenza sta cercando una possibile destinazione futura in cambio di una pick ai prossimi Draft.

In gabbia invece molto buono il rientro dopo l’infortunio di Mike Smith (.926% SV), autore di prestazioni esaltanti nonostante le numerose reti subite, senza di lui infatti sarebbe potuta andare anche peggio per Arizona!


La strada è ancora lunga, ma il percorso delle sette franchigie sta prendendo un indirizzo ben delineato, con le prime 5 che con ogni probabilità si giocheranno sino all’ultimo i posti ai vertici, mentre per queste ultime due fra poco più di un mese sarà già ora di pensare alla prossima stagione…

E per questa seconda review della Pacific Division è tutto, a te la linea Pietro con la tua Central!

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

Post By Max "Feelgood" (83 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da "duri": l'hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin... Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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