Crosby, Ovechkin, Lundqvist, Tavares, la Stanley Cup, nella Metropolitan Division esiste di tutto, si riparte con la sfida ai Penguins campioni, con i Capitals che hanno sete di rivincita e la Grande Mela che vuole riprendersi dalle delusioni passate. Ma occhio alle sorprese in un girone spettacolare e altamente competitivo.

Il tutto con la bomba che si è scatenata nella giornata di martedì, per la tristezza di tutte le fan del bel faccino di Sidney Crosby al giocatore dei Penguins, fresco vincitore della World Cup, è stata diagnosticata una commozione cerebrale, silenzio assoluto da parte del suo entourage e speranze di doppietta che vanno vicine al farsi benedire.

Ma andiamo con ordine che c’è un sacco di carne al fuoco e Playitusa rivela il pensiero di ogni tifoso della Metropolitan.

WASHINGTON CAPITALS (2015/16 56-18-8 120 PT) 1° nella Metropolitan Division, 1°nella Eastern Conference e 1° nella Nhl

ELIMINATI DAI PENGUINS AL SECONDO TURNO PLAYOFF

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Partiamo dai capitolini perché hanno disputato una grandissima regular season lo scorso anno, vincendo il President Trophy come miglior record stagionale ma come capitato nel passato ogni volta che Ovechkin disputa una grande stagione si trova di mezzo Sidney Crosby.

Proprio Ovechkin è la certezza dei Capitals, la bestia russa garantisce gol ma anche una buona dose di cattiveria agonistica che ne fanno il trascinatore indiscusso. Si è deciso di cambiar poco a Washington, fuori Chimera e Brad Richards per questioni di salary cap si continua a sperare sul gemello di Ovie, Evgeni Kuznetsov e su Braden Holtby, fresco di Vezina Trophy, col chiaro messaggio che miglior portiere e miglior attaccante devono vincere. Subito.

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La Bestia vuole replicare la scorsa stagione, ma questa volta alza l’asticella, o Stanley Cup o sarà disastro

Alla rosa dell’anno scorso i Caps hanno aggiunto Lars Eller e Brett Connolly, liberando Mike Richard, Jason Chimera e Mike Weber, mantenendo lo stato di squadra profonda che fa invidia all’intera Nhl

L’impressione data dalla scorsa stagione è che solo la sfortuna di aver trovato i Penguins a pieno regime e con una volata lanciata da marzo ha impedito ai Caps di arrivare quantomeno alla finalissima. Il roster comunque può ancora contare su Niskanen, Carlson, Orpik (devastante in negativo nei playoff) e Alzner in difesa, T.J. Oshie e Backstrom in avanti, ma questa volta si consiglia a Washington di dormire un pochino in regular season per poi esplodere ai playoff.

ORA O MAI PIU’

 

PITTSBURGH PENGUINS (2015/16 48-26-8 104 PT) 2°nella Metropolitan Division 2°nella Eastern Conference

STANLEY CUP CHAMPIONS

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“Partiamo da un nome, Sidney Patrick Crosby, qualcosa in più di una certezza, colui che nel 2016 si è preso Conn Smythe Trophy, Stanley Cup e mvp alla World Cup (naturalmente sollevata)”

Così sarebbe partito il pezzo prima della bomba su Pittsburgh, Sidney Crosby fermato per una commozione cerebrale, la terza in carriera e nuovi spettri di sfortuna come nel 2010,appena sollevata la Stanley Cup.

Crosby ha perso in passato 101 partite tra 2010 e 2012, anni in cui il problema si ripresentava con recidive e nuovi stop.

Già si pensa ai possibili sostituti, con Malkin che dovrà riprendersi la leadership e Cullen giocare al posto di Sid in prima linea, il talento non manca ma sostituire il numero uno è impresa ardua, anche se lo scorso anno è stata proprio la profondità della rosa ad essere il valore aggiunto nella conquista della coppa.

Eguagliato Mario Lemieux come coppe sollevate per Crosby si punta ugualmente al sorpasso in una squadra che continua ad avere capitoli drammatici e romantici nella stessa stagione.

Alzi la mano chi dava i Penguins campioni a fine ottobre, praticamente nessuno, poi l’ingresso di Mike Sullivan che sulle orme del primo Dan Bylsma subentra, vince e governa. Nessun cambio sensazionale nel mercato perché i Penguins hanno già una linfa vitale giovane e vincente, a Fleury le chiavi della porta in regular season, a Matt Murray quelle dei futuri playoff, senza dimenticare la HBK Line, che non avrà Ciccio Kessel subito al top ma che come i migliori orsacchiotti verrà utile in seguito, con una sicurezza in più, è Stanley Cup Champion (Come fatto notare da The President Obama).

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Senza Crosby toccherà a Malkin e alla fame di Phil Kessel provare a bissare la Stanley Cup

Non ci dimentichiamo neanche di Evgeni Malkin, uno che al 100% non ha rivali sul ghiaccio e che vuole riprendersi il palcoscenico dopo una regular season e un turno di playoff da acciaccato, con la coppa però che va ad addolcire qualsiasi infortunio.

Fuori Lovejoy che ha firmato con i Devils dentro ancora Matt Cullen, uno che ha deciso di divertirsi a 40 anni e che non ha nessuna intenzione di guardare l’hockey da pensionato, molto meglio giocare e magari vincere ancora.

Non sarà facile fare il bis nella Stanley Cup, con l’ultima doppietta targata Detroit Red Wings 96/97-97/98 ma non toccando niente nella scaletta hanno il dovere di riprovarci. Kessel ha fame.

I CAMPIONI SIAMO NOI

 

NY RANGERS (2015/16 46-27-9 101 PT) 3°nella Metropolitan Division, 4°nella Eastern Conference

ELIMINATI DAI PENGUINS AL PRIMO TURNO PLAYOFF

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Siamo di fronte ad una delle franchigie più isteriche della Nhl, in una particolare categoria del “vincere subito” che coinvolgeva anche i Penguins ora finalmente campioni e dunque più calmi. I Rangers degli ultimi anni le hanno provate tutte per bloccare un digiuno che dura dal 1994 e da quel Santo capitano di nome Mark Messier.

L’ultimo ricordo che si ha dei Blueshirt è lo sguardo di Lundqvist, simile a quello di Buffon nella recente papera contro gli spagnoli. Vincere nella Grande Mela sembra una cosa impossibile, i dubbi sulla tenuta fisica di Nash ormai si sprecano, così spazio agli scambi, via Brassard ai Senators per Zibanejad e una scelta al draft 2018, poi acquisizioni di Grabner, Gerbe e Holden, niente fuochi d’artificio in stile Tortorella, sperando che il Re Lundqvist salvi tutto.

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Passano gli anni ma il Re è sempre lui

La stagione passata non è stata interamente da buttare, terzi nella division, quarti in conference, buona annata di Brassard e Zuccarello ma male, malissimo Nash, 36 punti che sono troppo pochi per chi deve dominare il ghiaccio e zittire che lo reputa sopravvalutato. Lundqvist ha fatto bene ma il top della carriera sembra sia già alle spalle.

Le partenze di Yandle e Boyle potrebbero sollevare dubbi sulla difesa dei Rangers ma lo svecchiamento era pressoché scontato.

I veterani sembrano già in declino ma i Rangers puntano ancora sull’esperienza di Staal, McDonagh e Stephan, senza dimenticare che Vigneault è uno dei migliori allenatori anche se sopravvivere in una division con Capitals, Penguins e Islanders è impresa ardua.

NON FACCIAMOCI BATTERE DAGLI ISLANDERS

 

NY ISLANDERS (2015/16 45-27-10 100 PT) 4° nella Metropolitan Division, 5°nella Eastern Conference 

ELIMINATI DAI LIGHTNING AL SECONDO TURNO PLAYOFF

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Rispetto ai Rangers gli Islanders lo scorso anno hanno fallito l’esame di maturità, perdendo poi 3 pezzi fondamentali come Okposo, Nielsen e Martin, aggiungendo al cantiere di Brooklyn Andrew Ladd , Jason Chimera e P.A. Parenteau, niente di esagerato ma che colma le falle aperte con l’addio dei tre free agent.

La squadra gira intorno a John Tavares reduce da una stagione con 70 punti in 78 gare e la delusione di aver raccolto meno rispetto alle buone aspettative di inizio anno, anche per una dimensione nella nuova arena dopo il trasferimento dal Nassau Coliseum che ha lasciato parecchie perplessità, sopratutto per alcune difficoltà logistiche.

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Taveres, speranza Islanders

Vincere la prima sfida playoff dal 1993 è già un passo avanti effettuato lo scorso anno, gli Isles sono una squadra attenta e che pian piano potrebbe uscire ed esplodere con Tavares che a livello di gioco continua a crescere, poi tanto dipende da Halak tra i pali e al mix di esuberanza che la squadra si ritrova in avanti.

Interessante sarà vedere come si combina il duo Tavares-Ladd, con l’ex vincitore della Stanley con Chicago che nell’ultimo anno ha registrato 25 gol e 46 punti, uno che potrebbe diventare l’ottima spalla del capitano di NY.

La perdita di Nielsen che ha firmato per 6 anni con Detroit potrebbe farsi sentire, col giocatore spesso sottovalutato per il suo gioco a due vie in Nhl, con NY che spera in Strome partendo dalla sua stagione da rookie nel 2014/15 chiusa con 50 punti, mentre sospiro di sollievo per la conferma di Hamonic dopo la richiesta di cessione per motivi familiari.

Con Tavares in forma Hart Trophy tutto potrebbe essere possibile ma attenzione al trio Ladd-Chimera-Parenteau, se non riuscissero a migliorare il vecchio trio Nielsen-Okposo-Martin per gli Isles sarà stagione deludente. Grandi speranze nei rookie Barzal e Pulock, col primo che ha siglato 88 punti nelle leghe minori dopo essere entrato in orbita Islanders, una sorta di Giroux giovane.

BATTERE I RANGERS

 

PHILADELPHIA FLYERS (2015/16 41-27-14 96 PT) 5° nella Metropolitan Division, 7° nella Eastern Conference

ELIMINATI DAI CAPITALS AL PRIMO TURNO PLAYOFF

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I Flyers non sono certo una minaccia nella Metropolitan, hanno una buona spina dorsale in squadra con Giroux, Voracek, Schenn e la sorpresa Gostisbehere ma oltre loro 4 ci sono parecchi pasticci, a partire dai portieri ad una difesa molto allegra. Lo scorso anno i Flyers hanno subìto l’involuzione di Jakub Voracek, passato dagli 81 punti del 2014/15 agli 11 gol con soli 55 punti a referto del 2015/16.

Sono stati acquistati Boyd Gordon e Dale Weise, cedendo Gagner, White e Umberger, con Hextall che ha come primo pensiero il dover tassellare la gabbia con un estremo difensore migliore di Mason o Neuvirth, non il massimo della sicurezza.

Shayne Gostisbehere è comunque la nuova gioia dei Volantini, a 23 anni ha stupito il suo impatto nella Nhl con 46 punti in 64 partite e la sua striscia di punti arrivata a 15 partite consecutive, record per un difensore al primo anno, con ovvia menzione al Calder Trophy.

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The Gost, l’illuminazione di Philadelphia

Tutto ruota intorno ai portieri, se Mason è affidabile i Flyers sono da playoff, lo scorso anno eliminati dai Capitals in sei gare, molto meglio del previsto. Per questo arrivano speranze nei prospetti Ivan Provorov (miglior difensore della Canadian Hockey League), Sanheim, Morin e Hagg oltre ad aggiunte che possono replicare la sorpresa Gostisbehere, oltre ad attendere il miglior Voracek, reduce da una buona World Cup.

Attesa conferma per Dave Hakstol, col coach che ha iniziato con un profilo basso ma che poi ha fatto esplodere la squadra arrivando a far 51 punti da gennaio ad aprile sfruttando la linea composta da Schenn, Giroux e Simmonds.

AI PLAYOFF CI ARRIVIAMO ED ELIMINIAMO I PENGUINS

 

CAROLINA HURRICANES (2015/16 35-31-16 86 PT) 6°nella Metropolitan Division, 10° nella Eastern Conference

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Carolina prosegue un restyling interessante, dentro Teuvo Teravainen e Bryan Bickell dai Blackhawks, cui si aggiungono Stempniak e Stalber. Molto si punta su Victor Rask, fresco di rinnovo per 6 anni per 24 milioni di dollari, 21 gol e 48 punti per un giocatore versatile che resta una chiave nel power play di Carolina

Resta da capire quale versione di Carolina affronti la stagione 2016/17, quella che ha iniziato l’anno con un parziale di 8-12-4 o quella che a tutta velocità ha provato a spingersi vicino ai playoff con un 31-26-11 prima di crollare tra marzo e aprile.

Il roster ha comunque giocatori di classe, Jordan Staal e Jeff Skinner possono ancora sperare di non aver raggiunto il top in carriera, Hanifin e sopratutto Teravainen possono dare profondità e speranza per un bel po’ di anni, così come Justin Faulk.

Ora o mai più, ci si attende la totale esplosione di Jordan Staal

Il lavoro di Ron Francis prosegue bene ma quella che sta per iniziare deve essere un’annata proficua da subito, la presenza di Cam Ward in porta ha pro e contro, col backup Lack che non dovrebbe insidiare i suoi gradi di titolare.

Eric Staal è già un ricordo e molto si attende da Ryan Murphy e un gruppo di prospetti che somigliano più a scommesse che certezze.

Attenzione alla scommessa Sebastian Aho, 19enne attaccante finlandese che per gli uragani è pronto al salto di qualità dopo i 45 punti in 45 partite nel campionato nazionale

VOGLIAMO RESPIRARE ARIA DA PLAYOFF

 

NEW JERSEY DEVILS (38-36-8 84 PT) 7°nella Metropolitan Division, 12° nella Eastern Conference

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Inizia l’era di Taylor Hall ai Devils, una piccola speranza in una stagione che a tratti ha anche sorpreso ma che poi ha relegato la franchigia a lottare nelle retrovie. Oltre a Hall, scambiato con Adam Larsson, spazio a Beau Bennet e Ben Lovejoy, un passato per entrambi ai Penguins, oltre a Vernon Fiddler.  Difficile presupporre i Devils ai playoff.

Hall si unirà probabilmente alla linea con Henrique e Palmieri, con Cammalleri e Zajak in seconda fascia, con l’ex Oilers che dovrà far rinverdire gli antichi fasti del cannoniere che i Devils non vedono dai tempi di Kovalchuk.

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La speranza di rivedere un attaccante letale come Kovalchuk è riposta su Taylor Hall

I diavoli hanno in ogni caso un asso nella manica, il GM Ray Shero ha fatto magie con Pittsburgh inventandosi talvolta trade vincenti ed altrettante strampalate ma di certo a lui non manca la fantasia e la capacità di rivoltare l’intera rosa di New Jersey, partendo proprio da Hall come base centrale.

Anche John Hynes è atteso da una stagione di conferme dopo il primo anno di allenatore in Nhl, alti e bassi ma anche un finale in crescendo per i Devils che hanno fatto girare le loro prestazioni intorno al goalie Cory Schneider, non avendo in rosa un grande realizzatore.

Finisce l’era Elias, il giocatore con più punti nei Devils (1.025), gol (408) e assist (617) oltre ad essere il record man nei playoff e uomo franchigia di New Jersey alla pari di Martin Brodeur diventa free agent e di fatto chiude la sua storia con i diavoli

Una squadra abituata a fare sempre i playoff e che si ritrova per la quarta stagione consecutiva fuori dalle magnifiche otto ad est ha un futuro complicato ma non impossibile da rivivere nella postseason.

DIFFICILE MA NON IMPOSSIBILE, TE LO RICORDI KOVALCHUK?

 

COLUMBUS BLUE JACKETS (34-40-8 76 PT) 8°nella Metropolitan Division 15°nella Eastern Conference

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Brandon Saad sapeva che oltre Chicago avrebbe avuto vita dura per imporsi in Nhl, ma alla prima stagione con i Blue Jackets ha messo a referto 31 gol, suo massimo in carriera e 53 punti. Il nativo di Pittsburgh continua ad essere uno dei giocatori più veloci e divertenti da vedere, l’unico su cui Columbus ha grandi speranze.

Columbus deve però fare un viaggio a Lourdes (portate anche Crosby) perché la sfortuna si è spesso accanita su una squadra di talento falcidiata dagli infortuni. La rosa è piena di speranza se integra, Saad, Jenner sono valori aggiunti e anche la prima scelta Dubois regala grandi prospettive ma spesso i Blue Jackets non hanno potuto esprimere il potenziale perché mai al completo.

John Tortorella mentre dà il meglio di sè con gli arbitri...

Tortorella? Un tipo pacato e tranquillo, mai polemico

Sam Gagner sarà la chioccia ad una squadra che si aggrappa a Nick Foligno e Cam Atkinson ma anche a Ryan Murray e Seth Jones, unita alla buona sorte di Bobrovsky e ad una mentalità cambiata rispetto al passato, dove niente è dato per scontato e ogni giocatore è a rischio a causa di chi li allena.

Non dobbiamo dimenticare infatti l’uragano che grava su Columbus e che risponde al nome di John Tortorella, il Mourinho della Nhl (per simpatia) che guida i Blue Jackets da inizio stagione dopo aver rimpiazzato Richards lo scorso anno. Con lui in panca polemiche, tuoni e fulmini sono assicurati.

NIENTE PAURA CI PENSA TORTORELLA MI HAN DETTO COSI’


Dimenticate i Penguins campioni, le delusioni di Ovie e Lundqvist, la World Cup, dimenticate qualsiasi cosa tranne una, seguire la Nhl su Playitusa, siamo pronti, eccitati e pieni di speranza, da qui ad aprile tante storie infiammeranno il ghiaccio della regular season, poi dai playoff allacciate le cinture, perché la coppa più bella del mondo sarà in palio.

BECAUSE IT’S THE CUP

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ENJOY THE GAME!

Ecco inoltre le altre 3 Preview fornite dai nostri collaboratori:

 

Post By Francesco Fiori (193 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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