“L’estate sta finendo” cantavano i Righeira nei ruggenti anni’80, che noi tutti nella redazione di Playitusa abbiamo vissuto con la consueta dose di ignoranza, chi col ciuccio chi già facendo il bulletto in motorino. Ma a differenza del duo musicale torinese, noi non ci lamentiamo dell’arrivo della fine dell’estate, perché anche se cadono le foglie, le giornate si accorciano e le ragazze si coprono di più, per noi ottobre vuol dire:

NHL OPENING NIGHTS!!!

Ebbene sì signori, l’attesa è finita, le lame sono state affilate (quelle dei pattini eh… non è che qui in redazione giriamo armati), i caschetti lucidati, le stecche scotchate e i paradenti sterilizzati (anche se noi non ci formalizziamo più di tanto). La redazione è pronta e gasata al massimo per raccontarvi quella che sarà la stagione 2016/2017 della National Hockey League.

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Quanto vi mancava uno spettacolo del genere?

Dopo aver esaminato la Pacific Division e l’Atlantic Division, in questo articolo andremo ad analizzare la Central Division, quella che nella scorsa stagione ha dimostrato forse il più alto tasso tecnico delle squadre, comparato ai vicini della Pacific, l’altra Division nella Western Conference. Difatti nella scorsa stagione ben 5 squadre di questa pregevole parte del Nord America sono riuscite a qualificarsi ai playoff, con un netto margine di punti sulla quarta squadra in riva al Pacifico.

Ma ora basta guardare al passato, è ora di rovesciare il secchio dei dischi sul ghiaccio e pattinare attraverso le squadre della Central Division. Non prima di aver ringraziato Max per le preziose grafiche che vedrete allegate.

 

DALLAS STARS

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Campioni di Division l’anno scorso, la squadra del Texas allenata da Lindy Ruff (al suo quarto anno a Dallas) anche quest’anno si presenta come la favorita per il 1° posto della Central. Rispetto alla macchina da guerra dell’anno scorso poco è cambiato: abbandonato da Calgary, vestirà la maglia bianco-verde Jiri Hudler ed andrà ad aggiungersi alla seconda linea formata dall’intramontabile Jason Spezza e Ales Hemsky. Una coppia che l’anno scorso ha messo a segno 46 gol in due, quindi per il buon Jiri non dovrebbe essere un brutto affare visto che i due riescono a fornire assist che è un piacere.

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Attenti a quei tre!!

Dove però Dallas fa la differenza è nella prima linea dove le due star (scusate il gioco di parole) Jamie Benn e Tyler Seguin formano una coppia che fa il perdere il sonno a parecchie difese sia in 5vs5 che, soprattutto, in powerplay. I due ora sono reduci da un infortunio (tallone per Seguin e ginocchio per Benn) ma dovremmo vederli entrambi per la prima partita della stagione. A sfrecciare alla loro destra il sempreverde (scusate ancora) Patrick Sharp, sempre pronto a fornire assist e scagliare dischi in porta. In terza linea sarà curioso vedere come si comporterà il giovane Brett Ritchie (22 anni e 8 presenze l’anno scorso) e come svilupperà l’intesa con Antoine Roussell; purtroppo Matias Janmark (centro terza linea da 29 punti al suo anno da rookie) sarà costretto a stare fermo per un guaio al ginocchio, si parla addirittura di 5-6 mesi di stop.

DALLAS, TX - JANUARY 20: John Klingberg #3 of the Dallas Stars handles the puck against the Boston Bruins at the American Airlines Center on January 20, 2015 in Dallas, Texas. (Photo by Glenn James/NHLI via Getty Images)

John Klingberg (Photo by Glenn James/NHLI via Getty Images)

La difesa, forse il punto debole di questi Stars, vede stagliarsi in prima linea John Klingberg autentica rivelazione dello scorso anno; grande conduttore di gioco, tiro potentissimo e utilissimo in powerplay il #3 svedese si candida ad essere uno degli uomini squadra del futuro. Visto che spesso si dimentica di difendere, gli sarà affiancato l’esperto Dan Hamhuis, reduce da una brutta annata a Vancouver (passata più in infermeria che sul ghiaccio). Anche in seconda linea si mescolano esperienza e gioventù: accanto a Johnny Oduya si schiererà Stephen Johns (24 anni, ma solo 14 presenze l’anno scorso). Insomma i nomi non sono altisonanti, ma reduci dall’esperienza dell’anno scorso, dove si facevano tanti gol ma se ne prendevano altrettanti, la difesa di Dallas potrebbe fare quel salto di qualità, che gli permetterà di primeggiare anche ai playoff.

Anche in porta nessuna novità e come l’anno scorso vedremo il dualismo tutto finlandese tra Antti Niemi e Kari Lehtonen. Chi partirà titolare ancora non ci è dato sapere, ma i due dovranno stare attenti a non ripetere gli errori della scorsa stagione se non vorranno essere scalzati entrambi dal solito ragazzino delle minors.

PRONOSTICO: andranno ai playoff senza problemi, dovranno però lavorare molto sul gioco difensivo per poter fare il definitivo salto di qualità.

 

SAINT LOUIS BLUES

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Partito capitan Backes verso i lidi di Boston, in questa stagione la C sarà cucita sulla maglia #91 del russo più amato nel Missouri, ovverosia Vladimir Tarasenko. Il 25enne nativo di Yaroslavl (74 punti per lui l’anno scorso) è ormai l’uomo franchigia per coach Hitchcock, che rimarrà il punto di riferimento per la seconda linea  assieme a David Perron (LW) e ovviamente a Jori Lehtera (C), cioè quella dell’anno scorso. In realtà dei cambiamenti di linea erano stati fatti ma l’infortunio di Jaden Schwartz (fresco di rinnovo contrattuale ma salterà le prime quattro settimane) ha costretto il coach a rimescolare le carte e quindi in prima linea verrà promosso la sorpresa della scorsa stagione Robby Fabbri (37 punti al suo anno da rookie) accanto ai veterani Paul Stastny e Alex Steen (oltre 100 punti in 2 l’anno scorso). Con questi nomi anche nelle powerpaly unit il coach avrà l’imbarazzo della scelta. Imbarazzo che aumenta alla notizia di pochi giorni fa: da Edmonton arriva l’ala destra Nail Yakupov (prima scelta assoluta al Draft 2012) in cambio di un prospetto e di una scelta al prossimo draft. Sicuramente l’ambiente meno soffocante di St.Louis gioverà al 25enne russo e i tifosi Blues già godono.

Sguardo da hockeysta consumato per Robby Fabbri, 20 anni al suo secondo in NHL (Photo by Keith Gillett/Icon Sportswire)

Sguardo da hockeysta consumato per Robby Fabbri, 20 anni al suo secondo in NHL (Photo by Keith Gillett/Icon Sportswire)

La partenza di Brouwer (direzione Calgary) ha fatto sì che nel main roster salissero tre giovani interessanti: Scottie Upshall (se ne è già sentito parlare agli scorsi playoff), Dmitrij Jaskin (2 anni di contratto) e Magnus Paajarvi. I primi due dovrebbero essere coordinati dall’esperto Patrick Berglund in terza linea, mentre lo svedese potrebbe tornare comodo in quarta linea.

Passiamo alla difesa, che l’anno scorso non è stata al livello delle scorse stagioni ma che ha sfornato un giocatorino niente male. Parlo ovviamente di Colton Parayko, che nel suo anno da esordiente ha messo a segno 33 punti e un +28 di plus/minus. Per il suo gioco difensivo e per la sua personalità da veterano verrà piazzato in terza linea a far da chioccia a Joel Edmundson. Ovviamente il buon Colton non sarà escluso da movimenti di linea durante l’anno e potrà affiancare i big quali Alex Pietrangelo e Kevin Shattenkirk, i quali non lesineranno intensità e tiri in powerplay e presenza fisica in penaltykill (qui Parayko è stato fondamentale l’anno scorso). Il primo difensore rimane comunque Jay Bouwmeester, che nonostante la non eccelsa annata 2015/2016 (19 punti e -4 di +/-) rimane confermato in prima linea accanto a paisà Pietrangelo.

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Jake Allen, il padrone della gabbia dei Blues

Da quest’anno il posto di starter davanti alla porta non sarà più oggetto di discussione in Missouri, perchè la partenza di Elliott (anche lui a Calgary) darà a Jake Allen il posto stabile (per ora) da titolare. Autore di 44 vittorie (di cui 6 a porta inviolata) su 47 presenze l’anno scorso, il buon Jake ha smarrito la strada maestra durante i playoff anche a causa di un infortunio a fine stagione. Ora il peso della difesa è sulle sue spalle, ma per come l’abbiamo visto conquistarsi il posto da titolare, non dovrebbe essere un problema. Quando Allen avrà bisogno di riposo, dalla panca sarà pronto Carter Hutton che spera di aver concluso il su e giù dalle minors.

PRONOSTICO: i Saint Louis Blues sono la prima concorrente di Dallas per il titolo di Division, ovviamente la pratica playoff potrebbe essere archiviata con largo anticipo. L’unica cosa di cui devono aver paura in Missouri è la paura stessa, cioè quella di Hitchcock, il cui eccesso di precauzione ha spesso giocato brutti  scherzi. Quindi il mio consiglio è: caro Ken devi osare di più, tanto hai già dichiarato che questo sarà il tuo ultimo anno da coach, e la tua pensione te la sei più che guadagnata…

 

CHICAGO BLACKHAWKS

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Grande curiosità intorno alla squadra campione 2010, 2013 e 2015, che anche quest’estate ha visto molte partenze eccellenti (il salary cap si impone come una mannaia) tra le quali Shaw (Montreal), Bickell e Teravainen (Carolina) e Ladd (NY Islanders). In cambio di questi giocatori sono arrivate soprattutto scelte per l’ultimo e il prossimo draft.

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Kane e Panarin, due awards in una sola linea

Torniamo al presente: la linea che ha fatto ammattire le difese delle altre squadre è stata confermata in toto: ovviamente parlo dell’MVP Patrick Kane, del rookie of the year Artemi Panarin coadiuvati dal centro Artem Anisimov, una linea che ha prodotto qualcosa come 96 gol in tre. Non è escluso che questi tre vadano a mischiarsi nella linea composta da capitan Jonathan Toews (58P) e Marian Hossa (33P), i quali andranno a comporre le 2 unità di powerplay. In seconda linea potrebbe essere impiegato Richard Panik, arrivato l’anno scorso da Toronto alla trade deadline e autore di 8 punti. Da questo 25enne slovacco la dirigenza e lo staff si aspettano molto. Molto attesi sono anche le due ali di 3° linea Alexander Fortin e Ryan Hartman, che sfrecceranno accanto al centro Marcus Kruger, veterano della maglia rossa con l’indiano. Ma il giovane più atteso è sicuramente il centro Nick Schmaltz, stella dell’ultimo campionato universitario (46 punti con North Dakota) e del mondiale giovanile (8 punti con Team USA).

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Più che sposati… Sono compagni di linea (Keith-Seabrook)

In difesa tre nuovi innesti tutti da scoprire, di cui uno è un grande ritorno: dalle spiagge della Florida è rientrato Brian Campbell (Stanley Cup 2010 con gli Hawks e autore di 31P la scorsa stagione coi Panthers) per dare esperienza ad un reparto un po’ in crisi dopo l’ultima postseason. Gli altri due sono Gustav Forsling (classe 96 dalla Lega Svedese) e Michal Kempny (ceco classe 90 dalla KHL), entrambi esordienti in NHL. I due virgulti avranno già occasione di mostrarsi al grande pubblico, visto la squalifica di Niklas Hjalmarsson, che si è visto appioppare 3 giornate per una brutta carica in una partita di preseason contro St.Louis. Chi invece si caricherà parecchi minuti sulla schiena (powerplay e penaltykill compresi) saranno le due colonne difensive di Chicago, ovviamente i due “Assistan Captain” Duncan Keith e Brent Seabrook (rispettivamente 43 e 49 punti nel 2015/2016). Ancora incerto il futuro di Trevor Van Riemsdyk, dopo una non eccelsa stagione, per ora inserito a roster, poi lo scopriremo solo vivendo (cit.).

Chi non ha il futuro incerto è sicuramente il portiere, quel Corey Crawford che l’anno scorso ha messo a segno il record di carriera con 35W e 7SO, ricevendo la sua prima convocazione per Team Canada. Confermatissimo anche il backup Scott Darling, che quando chiamato in causa ha fatto sempre il suo dovere. Anche qui le gerarchie sono chiare e limpide, ma un po’ di sana competizione non guasta mai, neanche a Chicago….

PRONOSTICO: Altro anno di sperimentazioni per coach Quenneville, ma vedremo i Blackhawks competere almeno per il secondo posto di Division, anche se Blues e Stars sono leggermente sopra per il momento. C’è da dire che il livello della Central rimane molto alto e solo dopo l’All Star Game potremmo avere la situazione e le gerarchie più chiare.

 

NASHVILLE PREDATORS

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L’estate non ha neanche fatto in tempo ad iniziare che tra Nashville e Montreal si compie lo scambio dell’anno: capitan Shea Weber vola ai Canadiens, mentre ai Predators arriva nientemeno che PK Subban!!

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SMASHVILLE! Messaggio molto poco ambiguo per gli avversari dei Preds, da parte di PK Subban

Accanto al #76 canadese di origini giamaicana, giocherà in prima linea difensiva uno dei migliori giocatori svizzeri in circolazione, cioè Roman Josi (61P l’anno scorso), che negli anni si è guadagnato i galloni di leader di una grande difesa e soprattutto il posto fisso nel powerplay. Il reparto è completato dal connazionale Yannick Weber (fresco di rinnovo), che si sta guadagnando sempre più minuti di gioco e dalla seconda linea Mattias Ekholm e Ryan Ellis capaci di produrre più di 30 punti a testa. Vedremo anche se riuscirà a mantenere il posto in squadra il 25enne Antony Bitetto e se farà più delle 28 presenze (6 punti) messe a referto l’anno scorso.

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In porta ovviamente Pekka Rinne è l’indiscusso starter, con voto unanime di tutta la città, anche se sarà chiamato a fare un po’ meglio del 90,8% di salvataggi registrato l’anno scorso, condito comunque da 34 vittorie. Partito Hutton alla volta di St.Louis, il backup sarà il 25enne ceco Marek Mazarec, direttamente dalla AHL

L'eleganza e la classe tutta svedese di Filip Forsberg

L’eleganza e la classe tutta svedese di Filip Forsberg

Il line-up offensivo di Nashville non è cambiato in nulla rispetto al 2015/2016, a parte per un piccolo particolare: ora la “C” di capitano è appuntata sulla maglietta di Mike Fisher, al suo settimo anno in Tennesse. Dopo una non esaltante stagione, ma degli egregi playoff, l’ex Ottawa è chiamato in seconda linea a condurre alla via del gol le ali James Neal e Colin Wilson (56P e 24P rispettivamente). In prima linea la velocità e la potenza di Filip Forsberg (top scorer dei suoi con 64 punti) dovranno concretizzare il lavoro di Ryan Johansen, che, arrivato da Columbus a febbraio, sta diventando uno degli uomini franchigia a suon di assist (26 in 42 partite, più 8 gol). A completare la linea ci pensa Craig Smith, il più presente l’anno scorso ma autore di soli 26 punti. Non dimentichiamoci ovviamente del gioco fisico tutto appannaggio di Mike Ribeiro, il 36enne centro di terza linea capace di prendersi 62 minuti di penalità ma anche di collezionare 50 punti.

PRONOSTICO: come detto, il livello della Central è molto alto, ma Nashville ha dimostrato di essere una grande macchina da hockey negli ultimi anni, grazie al lavoro fatto da coach LaViolette. Per quest’anno la lotta per il terzo posto è l’ipotesi più probabile, ma dovrà tenere d’occhio anche le squadre del Pacifico per un’eventuale lotta per le wildcard.

 

MINNESOTA WILD

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Dopo un anno più che travagliato i Minnesota Wild hanno deciso di puntare su un allenatore, che ha fatto del gioco offensivo il suo credo in quel di Anaheim. Infatti quest’estate a St.Paul è atterrato Bruce Boudreau, vincitore di tre titoli di Pacific Division proprio coi Ducks. Il buon Bruce (nato a Toronto nel 1955) sarà chiamato a rinvigorire una macchina offensiva dalle grandi potenzialità, ma espresse poche volte sul ghiaccio. Oltre al nuovo coach è arrivato il nuovo centro di prima linea. Dopo aver servito per 11 anni, di cui 7 da capitano, i Carolina Hurricanes, sollevando una Stanley nel 2006, Eric Staal è sbarcato nel freddo Minnesota per servire gli Wild. Il suo compito principale sarà quello di armare la stecca di Zach Parise e Charlie Coyle (46 gol in due nel 2015/2016), soprattutto nel powerplay (croce di questa squadra la scorsa stagione) e anche di togliere carico dalle spalle di capitan Mikko Koivu, che comanda la seconda linea con le ali Mikael Granlund (44 punti ma un imbarazzante -14 di +/-) e Jason Pominville (36 punti). Sicuramente l’innesto di Staal potrebbe portare un circolo virtuoso, che farà salire le quotazione degli Wild. Dopo la partenza di Vanek (direzione Detroit), il coach si è portato da Anaheim l’ala di terza linea Chris Stewart, che col suo gioco fisico sarà d’aiuto a Erik Haula e Nino Niederreiter.

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Anche quest’anno la difesa di Minnesota si poggerà su Ryan Suter

La difesa è rimasta la stessa degli ultimi anni e infatti Jared Spurgeon avrà il compito di coprire le folate offensive di Ryan Suter (51 punti) in prima linea. Nella preseason si è provato spesso la coppia Jonas Brodin-Marco Scandella e si è visto che i due insieme se la intendono bene, quindi per il coach questa sarà la seconda coppia difensiva. Dietro a questi due cecheranno di ritagliarsi minuti importanti Matt Dumba e Nate Prosser.

Anche in porta nessuna novità: Devan Dubnyk sarà lo starter indiscusso e dovrà riscattare la non esaltante scorsa stagione, comunque condita da 32 vittorie ma da solo 91,8% di parate. Se non dovesse assolvere questo compito sarà pronto il backup Darcy Kuemper.

PRONOSTICO: squadra tutta da scoprire questa Minnesota targata Boudreau. Se il coach riuscirà a mettere la sua impronta gli Wild saranno la mina vagante di questa Division, ma se non ci riuscisse la franchigia di St.Paul potrà ambire al massimo ad una seconda wildcard dell’Ovest, squadre della Pacific permettendo…

 

COLORADO AVALANCHE

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Cambio in panchina anche in casa Avalanche, che hanno visto dopo 3 anni Patrick Roy andarsene sbattendo la porta e dimettersi anche da vicepresidente, in evidente contrasto con la dirigenza. Al suo posto siederà sulla panchina di Colorado Jared Bednar, ex coach di AHL negli Springfield Falcons, squadra affiliata a Columbus.

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L’eventuale rinascita di Colorado passerà sicuramente per la stecca di Matt Duchene

Il nuovo coach si troverà a gestire lo stesso materiale a disposizione del suo predecessore. La gestione della prima linea sarà affidata alla velocità e alla visione di gioco di Matt Duchene (59 punti), ormai uomo franchigia insieme a capitan Gabriel Landeskog, suo compagno di linea insieme al sempre più decisivo Nathan MacKinnon (miglior esordiente in NHL due stagioni orsono): un trio capace di produrre 71 gol la scorsa stagione. Cambia un po’ il discorso in seconda linea dove campeggia il nome dell’eterno incompiuto Jerome Iginla (39 anni), che dopo una stagione da 51 punti vuole lasciare il segno anche in quel di Denver. Insieme a lui pattinano Carl Soderberg e Blake Comeau, per formare una linea molto produttiva offensivamente, ma difensivamente distratta (tutti e tre con un bel segno meno nel +/- l’anno scorso). In terza linea troviamo l’unico nome nuovo, quel Joe Colborne che l’anno scorso ha messo a segno 44 punti a Calgary; sarà sicuramente buono per concretizzare il gioco fisico di Mikhail Grigorenko. Tra le sorprese occhio a Mikko Rantanen, ora ai box, ma che potrebbe essere uno tra i migliori rookie della stagione.

Il compito più difficile per Bednar sarà sicuramente quello di dare un’identità alla difesa, che negli ultimi anni è stata abbastanza imbarazzante. Accanto all’esperto Erik Johnson (alla settima stagione in Colorado) è stato promosso l’ancora più esperto Francois Beauchemin: hanno entrambi vocazione offensiva, quindi avranno il dovere di coordinarsi meglio dell’anno scorso. Invece Tyson Barrie avrà il compito di insegnare il mestiere a Nikita Zadorov, alla sua terza stagione in NHL (seconda agli Avalanche).

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Un vero #1 in porta per gli Avs: Semyon Varlamov

Se la difesa fa acqua, a rimediare sarà chiamato il portierone della nazionale russa Semyon Varlamov, che negli anni ha dimostrato tutte le sue qualità e anche oltre, ma ogni gran portiere ha bisogno di una gran difesa e viceversa. Qui a Colorado vige solo il secondo caso (gran portiere e difesa…) e il buon Varly forse dovrà fare gli straordinari anche quest’anno. A togliergli un po’ di peso dalle spalle, ci sarà il backup Calvin Pickard, che ha già il suo dovere in più di un’occasione la scorsa stagione.

PRONOSTICO: Gli Avs hanno lo stesso identico roster che tre stagioni fa ha vinto la Central Division, e quindi non si spiega il crollo degli ultimi due anni. Quest’anno forse, con il cambio di coach, che vuol dire idee e gioco nuovo, potrebbero essere un fattore decisivo per questa porzione d’America. Per ora li vedo fuori dai playoff, ma con dei piccoli accorgimenti in difesa, potrebbero smentirmi. Io lo spero….

 

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Come premio per la fallimentare stagione 2015/2016 i Winnipeg Jets hanno avuto come premio la seconda scelta assoluta allo scorso Draft, svolto a Buffalo.

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For the 2nd overall pick, the Winnipeg jets select… PATRICK LAINE from Finland

I Jets non si sono fatti scappare l’occasione e hanno selezionato la stella del Tappara e della nazionale giovanile finlandese Patrik Laine. Il 18enne biondino viene descritto come un giocatore con una grande visione di gioco e uno a cui lasciare spesso il possesso del disco, per non parlare del suo tiro intimidatorio (cit. eliteprospect.com). E grazie a queste qualità si è guadagnato un contratto triennale a 925.000 dollari a stagione, più i molto probabili bonus. Vedremo come si integrerà nella linea di Bryan Little e Drew Stafford (42 e 38 punti rispettivamente).

La prima linea, dopo la partenza di capitan Ladd, sarà la linea di Blake Wheeler (26G e 52A l’anno scorso, top scorer dei suoi), che dovrà sfruttare il lavoro sporco di Mark Scheifele. A completare la linea il sophomore Nikolaj Ehlers, che avrà il dovere di confermare il buono dell’anno scorso (38 punti in 72 partite). Invece la guida della terza linea sarà affidata a Mathieu Perrault (41 punti ma un -11 di +/-).

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Il “Byfu” Dustin Byfuglien

Il pallino del gioco difensivo sarà nuovamente affidato a Dustin Byfuglien (53 punti e 119 minuti di penalità!), che però quest’anno sarà nella seconda coppia difensiva insieme al rookie Josh Morrissey, che sicuramente avrà molto da imparare dal “Byfu”. La prima linea sarà invece composta dalla coppia rodata Tobias Enstrom-Tyler Myers. Beh rodata nel senso che han giocato spesso insieme, non che siano una grande coppia, però dalla preseason sono arrivati buoni segnali…

In porta sarà conferamto, nonostante tutto, Ondrej Pavelec, che può solo fare meglio rispetto all’anno scorso (12 vittorie e 90,4% di parate). Come backup, anche lui confermato, Michael Hutchinson.

PRONOSTICO: L’arrivo di Laine potrebbe ridare nuova linfa a questa squadra, anche se i playoff paiono ancora lontani e i tifosi del Manitoba dovranno accontentarsi di un altro anno di transizione: la loro pazienza verrà ripagata negli anni a venire.

 

A te la linea Francesco!!!

#itsHockeyTime

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