Ad Ovest è praticamente ormai tutto deciso, con l’ultima wild card ancora disponibile, ma talmente ipotecata che servirebbe che il Sole entri in trigono con Urano, per toglierla dalle mani di Minnesota. Ad Est invece la matematica certezza non c’è ancora per cinque degli otto posti disponibili. Questo solo per servirvi l’aperitivo dei nostri Hots and Nots: salute!

HOTS

Sidney Crosby (PIT)
Per il capitano dei Pinguini, squadra caldissima del momento che si aggiudica i playoff per la decima stagione di fila, ci permettiamo di estendere un pò di più la solita ricerca dei risultati settimanali, e vi facciamo notare che il suo andare a punti 18 volte nelle ultime 19 gare probabilmente è uno dei motivi per cui Pittsburgh si trova dove si trova. Va bene che un giocatore non può fare la differenza, però aiuta. Riferimento.

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Patrick Kane (CHI)
A inizio stagione, una delle telenovelas della NHL era la striscia consecutiva di partite a punti dell’88 bianco-rosso. Terminata quella, lui ha comunque continuato a farsi vedere sul tabellino, e ha raggiunto per la prima volta in carriera i 100 punti stagionali. Sostanzioso.

Rexall Place (EDM)
Credo sia la prima volta che un edificio entra in questa classifica, ma la storia di questo palazzetto gli vale una posizione. A fine stagione ci si sposterà nella nuova arena, e di quello che i tifosi degli Oilers hanno provato tra queste mura rimarrà solo il ricordo, visto che la squadra attuale ha più da far dimenticare, che da ricordare. Amarcord.

NOTS

Le squadre canadesi (CAN)
Bastano poche parole per definire il comportamento delle squadre canadesi in questa stagione, e nessuna parola è bella: per la prima volta dal 1969-70, e per la seconda volta nella storia NHL, i playoff si giocheranno solamente negli Stati Uniti. Quindi evitiamo di rincarare la dose, e auguriamoci che il prossimo anno vada meglio. Oh (my God) Canada.

Duncan Keith (CHI)
Stagione finita in anticipo per il difensore di Chicago. La bastonata data in faccia a Coyle gli costa 6 partite di punizione, che lo portano a stare a riposo fino alla prima dei playoff inclusa. Gesto di stizza, reazione nervosa in una partita ormai persa, giustificatelo come vi pare: non si fa. Colpevole.

Colorado Avalanche (COL)
Possiamo capire che era nella division più competitiva, e che quindi un posto nella post season era tutto tranne che assicurato. Non possiamo capire questa arrendevolezza di fine campionato, questa rincorsa alle prenotazioni dei campi da golf, che ormai ha praticamente consegnato l’ultima wild card a Minnesota, visto che comunque non è neanche utile ai fini della draft lottery. Non è finita finchè non è finita, care Valanghe. Arrendevoli.

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