Mese interessante per la Metropolitan Division, tra fughe per la vittoria, statue e gol che valgono…cagnolini!

WASHINGTON CAPITALS: 100 punti, 65 gare, 48 vittorie

Post trade – Acquisti: Weber (Buf), Bourque (NYR), Winnik (Tor)

Solo il maltempo blocca la marcia spedita dei Capitals, succede a fine gennaio quando rinvia le partite prima dell’All Star Game dove manca Ovechkin per infortunio. Nessuna critica però verso il russo che conclude l’ennesimo mese stellare. I Capitals proseguono una speditissima marcia verso il President Trophy, nella Metropolitan division non esiste concorrenza, è una fuga che vale la tappa pirenaica nel ciclismo con distacchi importanti, ma attenzione, non vuol dire che valga la vittoria finale.

Trotz a fine gennaio ritorna a Nashville per l’All Star Game, la creatura che sta dominando in Nhl è figlia del suo modo di essere sergente e vincente allo stesso modo, dopo aver scritto la storia nei Predators.

WASHINGTON - JANUARY 15: Alex Ovechkin #8 of the Washington Capitals shoots the puck against the Toronto Maple Leafs at the Verizon Center on January 15, 2010 in Washington, DC. (Photo by Greg Fiume/Getty Images)

L’andamento del 2015/16 è simile al 2009/10 quando i Capitals vinsero il President Trophy con 121 punti e con Bruce Boudreau in panca, di questo passo si va verso i 130 punti, quota record fissata ai 124 dei Red Wings post lock out nel 2004/05, con i 100 punti toccati nella prima settimana di marzo.

Su Ovie c’è poco da dire, accanto a Kuznetsov è ulteriormente migliorato, con i due che sono quinto e unidicesimo nella classifica dei punti realizzati ma col numero 8 primo nei gol, suo personale trono. La squadra segna più di tutti, quasi 3,5 gol a partita, con Holtby che vola verso il Vezina a dimostrazione che la franchigia è perfetta sia in avanti che dietro.

Nel 2009 il sogno si frantumò contro Halak e i Canadiens dei miracoli, quest’anno ci si chiede se realmente sia l’anno buono anche se a Washington giocano d’anticipo e parlano di almeno due anni di tempo per arrivare alla stanley Cup.

Intanto si rivede Carlson dopo 12 gare saltate per infortunio dopo una serie impressionante di gare sul ghiaccio mentre Kuznetsov chiude il primo mese dell’anno con 4 gol e 12 assist, ruolino impressionante per essere la spalla di Ovechkin.

La sconfitta con i Panthers di Jagr serve per celebrare il giovanotto numero 68 di Florida, arrivato al quarto posto nella classifica di tutti i tempi, con gli stessi punti, 1.850 di Gordie Howe, a meno 37 dal secondo posto di Mark Messier.

Da un recordman all’altro contro i Flyers per Ovechkin arriva il 30esimo gol stagionale, undicesima stagione in cui arriva a questo traguardo, con davanti solo Gretzky a quota 13 annate con almeno 30 gol e Mike Gartner a quota 15. Ovie poi con la tripletta contro i Wild tocca quota 509 gol, sorpassando, in un secondo periodo fenomenale, Jean Beliveau al posto numero 39 tra i cannonieri di tutti i tempi, puntando i 512 di Perreault.

Il sorpasso non arriva solo su Perreault ma anche su Roenick e Turgeon perché a febbraio arriva per Ovechkin il gol numero 516 in 823 gare, con un passo che può farlo arrivare già quest’anno ai 524 di Bryan Trottier, al trentatreesimo posto di tutti i tempi.

Tra i Caps chi deve terminare il rodaggio è Mike Richards, il suo primo gol arriva contro Arizona dopo un digiuno di 13 mesi, con Washington che diventa la prima squadra a vincere 44 partite su 58 disputate mentre si rivede sul ghiaccio Brooks Orpik, altro tassello importante in un quadro magnifico.

Unico lato negativo del momento dei Caps è perdere 3-2 contro i Blackhawks in quella che tanti vedono come la sfida da riproporre a giugno, vedere la Stanley Cup in palio tra Kane e Ovechkin è già paradiso per la Nhl.

NY RANGERS: 82 punti, 66 gare giocate, 38 vittorie

Post trade – Acquisti: E. Staal (Car), Brown (Wsh):

Candidati al ruolo di anti-Capitals sono i Rangers, l’ultima finestra di mercato ha portato tra i Blueshirts anche Erik Staal, continuando la filosofia di avere solo giocatori esperti da inserire per cercare di vincere subito.

Contro New York però tanti infortuni, il camion Nash è ancora alle prese con una persistente contusione ossea, con appena 12 gol stagionali, ma ai box a febbraio finisce anche Kevin Klain per una frattura al pollice rimediata contro i Devils e la sfortuna non risparmia neanche Ryan McDonagh alle prese con i postumi di una commozione cerebrale.

I gol arrivano da Brassard a quota 22 e Zuccarello a 21, col vero valore dei Rangers che risponde al nome di Henrik Lundqvist, capace di fermare Sidney Crosby nel miglior momento stagionale nella vittoria per 3-0 con 34 parate del portiere svedese.

A febbraio però i Rangers sbattono sull’uragano Panarin e alla tripletta della stellina dei Blackhawks che tocca 20 gol stagionali, primo rookie a quella quota quest’anno, ma soprattutto a quota 59 punti in 64 partite.

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Detto che la trade di Erik Staal conferma i sogni Rangers, con l’ex capitano degli Hurricanes che lascia il fratellino Jordan per trovare Marc in squadra, un binomio che rischia di cambiare gli equilibri della Eastern Conference, in una squadra che aspetta ancora Kreider e Hayes, ancora sotto il potenziale e un power play che ancora non riesce ad esplodere.

Tra le notizie tristi in casa Rangers va anche segnalata la morte, a 83 anni, di capitan Andy Bathgate, numero 9 (numero ritirato e in bella mostra a Madison Square Garden) che a New York ha giocato dal 1952 al 1964 segnando la bellezza di 349 gol, con 973 punti nella sua carriera Nhl proseguita poi con Toronto, Detroit e Pittsburgh.

NY ISLANDERS: 79 punti, 63 gare giocate, 36 vittorie

Post trade – Acquisti: Cliche (Col), Prince (Ott)

Sempre alla caccia dei cuginetti dei Rangers e con una maturazione che porta ad avere alti e bassi durante il 2016, gli Islanders non mollano il terzo posto in division, con un isolamento che permette loro di stare tranquilli col vantaggio sui Penguins ma anche di essere a meno 3 dai Lundqvist e soci.

Tra le abilità di Tavares ecco che l’All Star Game gli consegna il premio per la gara di precisione al tiro, anche se 23 gol stagionali per uno della sua classe sono relativamente pochi.

Il miglior show del 2016 è nell’8-1 rifilato ai giovani Oilers grazie alla tripletta di Okposo arrivata dopo due sconfitte di fila.

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La speranza è tutta riposta in Jaroslav Halak, colui che fermò i lanciatissimi Capitals del 2009, mentre ancora molto ci si aspetta da una difesa a tratti distratta e che combatte contro gli infortuni in un roster dove Anders Lee e Ryan Strome faticano a contribuire in maniera offensiva come nella passata stagione, anche se la fatica maggiore pare riuscire a far scoccare l’amore tra Islanders e l’arena di casa, il Barclays Center, da più definito un fallimento totale.

PITTSBURGH PENGUINS: 76 punti, 65 gare giocate, 34 vinte

Post trade – Acquisti: Melindy, O’Donoghue, Jeffrey, Plachta (Ari), Schultz (Edm)

I Penguins si attendevano un grosso colpo nella fase finale degli scambi ma evidentemente si sta lavorando in vista della prossima stagione, col colpo Kessel da imitare e un salary cap da limitare, prolungando però il contratto con Olli Maatta per 6 anni e 24 milioni in totale.

Tanto è stato fatto prima della fine di febbraio, l’acquisizione di Hagelin ha migliorato le cose con Crosby che finalmente si è svegliato dal torpore iniziale e dopo aver segnato solo 2 gol nelle prime 18 partite con appena 8 punti ora è riuscito nell’impresa di viaggiare “alla Crosby” con un punto a partita, fin qui 63 su 63 gare.

Per Sid poi febbraio significa toccar quota 900 punti in carriera grazie all’assist per Letang contro Florida, statistica che poi migliora nella stessa partita dove segna altri due punti, arrivando ora a 916 anche grazie a prestazioni come contro i Ducks cui realizza 4 punti nella vittoria per 6-2 e puntando i 925 di Brad Richards, undicesimo nella classifica dei giocatori in attività con più punti.

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I problemi riguardano il gemello di Crosby, Evgeni Malkin, che ad inizio febbraio ha accusato qualche acciacco di troppo e in una conference dove l’equilibrio tra wild card è molto precario a Pittsburgh serve tutta la classe del russo.

Gli alti e bassi però comportano vittorie importanti come contro i Rangers, bestia nera dei Pinguini, contrapposte a sconfitte pesanti come contro Tampa Bay per 4-2 (gol numero 300 in carriera per Stamkos) e Boston per 5-1.

Intanto, si ritira Craig Adams, 2 Stanley Cup vinte, più di 1000 gare giocate e coppa vinta sia con Hurricanes che con Penguins, 70 partite lo scorso anno lascia a 38 anni dopo 160 punti in regular season e 12 nei playoff. Adams è stato ammirato anche a Milano quando nel lock out difese la maglia dei Vipers nel 2004/05.

PHILADELPHIA FLYERS 71 punti, 64 gare giocate, 30 vinte

I Flyers non muovono nulla sul mercato ma si godono due grandi certezze, la prima è il portiere Michael Neuvirth che sta giocando molto meglio del titolare Steve Mason (vedere il miracolo contro i Wild a 2,6 contro i Wild) e l’exploit del rookie Shayne Gostisbehere, prelevato a metà novembre dai Lehigh Valley in AHL, che inanella la miglior striscia punti per un difensore esordiente che si ferma a quota 15 partite consecutive contro gli Hurricanes, battendo il record di Barry Beck rookie di Phila nel 1977/78.

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Febbraio registra anche il primo gol di RJ Umberger, paladino degli infortuni, che finalmente si sblocca contro i Buffalo Sabres ma l’infermeria Flyers vede le presenze di Couturier e Del Zotto,

Continua il buon lavoro anche di Dave Hakstol alla prima stagione da allenatore in Nhl, nonostante la carenza di gol che quest’anno sta investendo Jakub Voracek, quota 81 punti la scorsa stagione.

La franchigia della Pennsylvanya continua a sperare nella produttività di Giroux (500 punti in carriera nella partita contro gli Arizona Coyotes), Simmonds e Schenn ma da qui a dire che arriveranno i playoff sembra un azzardo.

CAROLINA HURRICANES: 69 punti, 66 gare giocate, 29 vinte

Post trade – Acquisti: Robertson (Chi), Zykov (L.A), Saarela (NYR), Camara (Bos).

Gli Hurricanes festeggiano il decimo anniversario dalla conquista della Stanley Cup, un ricordo indelebile ma anche lontanissimo, una gloria che l’attuale squadra difficilmente potrà far riassaporare.

In una franchigia che ha problemi con i portieri, con Ward e Lack che tutto ispirano tranne che fiducia ecco che arriva anche l’addio a capitan Staal, deciso di cambiare fratello con cui giocare inseguendo gli ultimi sogni di risollevare la coppa.

Gli Hurricanes consente sempre pochi tiri contro, ma ad oggi le speranze playoff sono distanti 6 punti ed è il momento in cui Ron Francis inizi a pensare al futuro.

NEW JERSEY DEVILS 69 punti, 67 gare giocate, 31 vinte

Post trade:  Smith-Pelly (Mtl),

Febbraio è il mese di Martin Brodeur, l’8 viene celebrato il portiere leggenda con tanto di statua e numero ritirato. Raccontarlo in poche righe è un’impresa titanica, Brodeur è colui che ha riscritto il ruolo del portiere, che ha accumulato record imbattibili e portato al trionfo i Devils, molto spesso da solo. Pensare che nel draft che l’ha introdotto in Nhl è stato scelto col numero 20 (il giovanotto Jagr numero 5) ma sopratutto Brodeur è stato anticipato da Trevor Kidd nel ruolo di portiere, con Calgary che lo prelevava proprio da New Jersey convinta di un super campione, con Kidd che poi ha lasciato pochissimi segni nel campionato.

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Brodeur ha ispirato migliaia di portieri, tra le citazioni speciali anche quella di Holtby, candidato al Vezina, che del mito dei Devils ha apprezzato la resistenza e l’approccio mentale alle partite, definendolo “qualcosa d’irreale”.

La ritirata maglia di Brodeur fa poi compagnia alle altre casacche dei Devils che nessuno potrà più indossare, dal 3 di Daneyko al 4 di Stevens, fino al recente numero 27 di Scott Niedermaier.

Chi celebra degnamente Martin Brodeur è il diretto erede, Cory Schneider si sta imponendo come portiere d’elite della Nhl e se i Devils si sono salvati spesso si deve ringraziare l’estremo difensore che raccoglie una delle eredità più pesanti della lega, chiudendo poi con 19 parate nella festa di Brodeur.

Non è tutto da buttare fra i diavoli, mentre qualcuno ancora spera nel ritorno di Kovalchuk poiché l’attacco non riesce a combinare molto, con Palmieri cannoniere a quota 25 gol in 67 partite ed Henrique che lo segue a quota 23. Nonostante la pochezza offensiva New Jersey continua a sorprendere, Hynes sta ottenendo il possibile da ciò che ha a disposizione, con Shero che dovrà inventarsi qualche magia nel mercato prossimo e a Pittsburgh si ricordano colpi di genio.

Shero indubbiamente pensa già al futuro, Liles e Gelinas sono scambiati con scelte nei futuri draft del 2016 e 2017, con un progetto per il futuro che getta le basi già da ora.

COLUMBUS BLUE JACKETS 62 punti, 66 gare giocate, 27 vinte.

La perla del mese è il cartello di una giovane fan dei Blue Jackets “Dad said if ’13 scores on my birthday we get a dog ” (Mio padre mi ha detto che se segna il 13 il giorno del mio compleanno numero 13 mi regala un cane), il 13 è Cam Atkinson che contro Montreal decide di far sognare la sua piccola fan, non solo segnando un gol ma bensi realizzando una tripletta che consente ad un cagnolino di trovare una nuova casa. Il nome del cucciolo? Naturalmente Cam.

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La perla di Atkinson coincide col ritorno in panchina del tornado Tortorella dopo le costole rotte di gennaio in uno scontro con Bourque, una franchigia che continua a navigare all’ultimo posto nella division, nonostante il trio Saad-Dubinsky-Hartnell che non è da buttare, al resto poi penserà l’ira di Tortorella, ma non per quest’anno, per i sogni tutto rimandato al 2017.

 

Post By Francesco Fiori (193 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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