La Metropolitan division continua a regalarci emozioni e drammi, dal record di gol per un giocatore russo, ovviamente Alexander Ovechkin, al psicodramma dei Pittsburgh Penguins, ad oggi fuori dai playoff.

Fuga per la vittoria: Washington Capitals (48 pt.)

Quando Ovechkin aveva 8/9 anni aveva un idolo in Nhl, Sergei Fedorov, ed indossava sempre la sua maglia numero 91. In 1.248 gare Fedorov, appena introdotto nella Hall of Fame, aveva segnato 483 reti, cifra mostruosa, eguagliato dal giocatore più mostruoso della Nhl. Ovie ha impiegato 772 partite per eguagliare Fedorov, in cima come giocatore russo con più gol. Il record solitario per il grande 8 arriva nella sconfitta per 3-2 con Dallas, con Moginly e Kovalev che completano i primi 4 posti nella speciale graduatoria sovietica.

Ora però nuovo obiettivo per Alex, arrivando a 500 gol in carriera già da questa stagione (ipotesi non cosi remota), Ovechkin diventerebbe il quinto più veloce a toccare quella cifra di reti, dopo Gretzky, Lemieux, Bossy e Brett Hull.

Accanto a Ovechkin il gioiello è Evgeni Kuznetsov, 28 punti quest’anno in 31 gare, a meno 9 dal migliorare i punti della scorsa stagione, arrivati però in 80 gare.

Non solo attacco, i Capitals sono anche Braden Holtby, il portiere che grazie a un personale di 20 vittorie su 26 incontri e una percentuale di gol subiti di 1.92 (la migliore in Nhl) sta regalando la sicurezza che nella Capitale mancava da un po’, anzi, da sempre.

Contro i Caps poi arriva la storia, Jaromir Jagr segna il gol numero 731 in Nhl, eguagliando Dionne nella classifica di tutti i tempi come bomber.

Il sogno di NY: Rangers e Islanders (42-41 pt.)

I Rangers sono l’alternativa più credibile ai Capitals, squadra nata per vincere subito, continua a godere del buon momento dell’attacco blueshirts, con il trio Nash-Zuccarello-Brassard che, unito alla strepitosa stagione del Re, fanno sognare in grande il Madison Square Garden. Il Re altro non è che Henrik Lundqvist, portiere che quest’anno si sta candidando al Vezina Trophy, il trofeo per il miglior goalie, oltre a una squadra che inanella record di franchigia come il miglior avvio di sempre, toccando anche le 10 vittorie consecutive in casa.

Oltre a Lundqvist l’emblema del talento Rangers è Mats Zuccarello, tra novembre e dicembre ha toccato quota 18 punti in 18 gare, ora a quota 27 in 34, ottimo partner di Rick Nash che dopo aver superato i problemi alla schiena ha ricominciato a dar del tu al gol, come in occasione della tripletta contro Florida.

Non cosi esaltante il cammino dei Islanders, Tavares e Okposo hanno comunque invertito la tendenza proseguendo l’inseguimento ai cugini dei Rangers, 9 vittorie nelle ultime 11 gare con le uniche due sconfitte arrivate ai supplementari contro Panthers e Senators.

Chi invece non riesce a godersi l’aria di NY è Travis Hamonic che ha chiesto di esser ceduto in una qualsiasi franchigia canadese per poter stare più vicino alla sua famiglia.

La soddisfazione per gli Islanders arriva vincendo il primo derby della storia disputato al Barclays Center, nuova arena degli Isles, 2 a 1 agli shooutout grazie anche a 33 parate di Halak.

Diavoli e Flyers: altro che saluti alla post season (36-35 pt.)

Devils e Flyers ad inizio regular season sono state etichettate come eliminate sicure, in realtà, complice una Metropolitan che oltre alle prime 3 racchiude poi 5 squadre in 7 punti, le posizioni cambiano regolarmente dopo ogni partita. I Devils ritrovano Patrick Elias in squadra dopo una assenza che durava dalla preseason, mettendo in prova l’ex Penguins Tyler Kennedy, lo scorso anno tra Sharks e Islanders. Il rischio di diventare contendenti per i playoff passa per Mike Cammalleri, il migliore della Metropolitan division nella classifica punti di Nhl, 31 in 31 partite e anche grazie alle intuizioni del coach John Hines, favorito per il Jack Adams Award, un passaggio di 11 vittorie in 16 partite sono sogni giganteschi per i diavoli.

I Flyers perdono per 3 gare Gudas, troppo “affettuoso” nei confronti di Zibanejad, introducono Rod Brind’Amour nella propria Hall of Fame e il problema infortuni colpisce Luke Schenn dopo una carica di Chaput contro Columbus, godendo comunque del sorpasso sui Penguins, cosa che ad inizio stagione era qualcosa vicino all’impossibile, reso facile dal vincere le ultime 5 gare su 8, senza aver ancora affrontato i cuginetti.

Penguins, si salvi chi può (33 pt.)

Lo psicodramma dei Penguins non ha un inizio ben definito, si potrebbe parlare dell’era Johnston o del post Stanley Cup 2009, fatto sta che le nuvole fantozziane che si vedono alla Console Energy Center non si ammirano in altre franchigie. Andiamo con ordine, il primo a sfogarsi di un pessimo gioco e scarso impegno è Evgeni Malkin, il numero 2 per importanza a Pittsburgh, perché il numero 1, il capitano, quest’anno oltre ad andare sotto i suoi livelli stellari di rendimento pare disperso, con un litigio avvenuto col proprietario Lemieux mai confermato dalle parti.

I Penguins giocano male e, novità assoluta, segnano poco, 2,06 gol a partita avendo anche Phil Kessel tra le armi di distruzione di massa. In realtà, la massa è quella che con pieni consensi ha esultato per l’esonero di Johnston il 12 dicembre, con panchina bollente presa da Mike Sullivan, buon coach della squadra “primavera” dei Penguins. Il problema gioco non si è risolto con cambio di coach, Pittsburgh ad oggi è sesta nella Metropolitan, a meno 2 dai Flyers rivali, beffa nella beffa.

Giocar con Crosby non è semplice, uno che ci riusciva alla grande era Pascal Dupuis, l’8 dicembre però il suo fisico gli ha chiesto lo stop definitivo, e il numero 9 ha dato cosi l’addio alla Nhl lasciando un enorme buco alle gerarchie interne. Dupuis era infatti il collante, l’uomo-esperienza che univa le stelline Crosby e Malkin, non stelle, ma stelline, perché ora prive di luce da superstar.

Ci si mettono poi anche gli infortuni, storicamente la sfortuna ha casa nei Penguins, out per problemi Maatta e Letang cui si aggiunge anche una commozione cerebrale che mette fuori causa Marc Andre Fleury, mentre in chiave mercato scambio con i Blackhawks col deludente Scuderi che va ai campioni e Trevor Daley a Pittsburgh.

In altri tempi Fleury fuori sarebbe stata una cosa positiva, la realtà dice che il portiere è molto più forte di quanto dicano i numeri, perché chi l’ha sostituito poi ha raccolto solo devastanti sconfitte, ultima quella con gli Hurricanes con gol dell’ex Jordan Staal, prima di una doppia sconfitta con i Bruins per 6-2 e 3-0.

La storia sembra ripetersi, anni fa con Lemieux e Jagr nei Penguins vi erano i due centri più forti al mondo ma il cammino verso la Coppa dal 1993 in poi è sempre stato smarrito per una rosa che contempla poco la difesa. Ora, nell’era Crosby e Malkin, si rischia di mandare agli annali un solo trionfo, troppo poco rispetto al talento, tantissimo invece se si guarda la sfortuna e incomprensioni totali che stanno distruggendo i sogni della tifoseria black-gold.

Hurricanes e Columbus sono vive e pronte a tutto (31-29 pt.)

Dopo un avvio stentato e drammatico per Hurricanes e Columbus piano piano arrivano le soddisfazioni, a Carolina sta emergendo Noah Hanifin, quinta scelta del draft 2015 che sembra molto più maturo di un rookie.

In una cosa Hurricanes e Blue Jackets sono simili, gli infortuni, per Carolina out Ryan Murphy per commozione cerebrale, Tyutin e Goloubef per Columbus, con un reparto arretrato che conta solo 4 difensori contro Nashville.

Chi non vorrebbe lasciar Carolina è Erik Staal, il capitano diventerà free agent a fine stagione ma ha ribadito che la prima opzione è rifirmare con gli Hurricanes, chi invece si ferma per tre settimane è Bobrovsky, out dopo la gara con i Kings in cui chiude la gabbia 33 volte su 34 tiri.

Non c’è pericolo però che gli assenti manchino a Columbus, determinazione-grinta-volontà e niente talento, ecco il credo di Tortorella, “pazienza se loro son più forti ma noi diamo tutto”, magari non arriveranno in alto ma dei Blue Jackets di inizio stagione non c’è traccia.

Dubinsky fa in tempo a rivedersi nei Blue Jackets dopo un infezione al gomito con conseguente intervento chirurgico a causa di un taglio mal curato, subito pronto poi per una carica contro Crosby e la conseguente squalifica di una giornata, tra le docili polemiche di John Tortorella.

Gli Hurricanes regalano la partita del mese in Nhl per la Metropolitan division, sotto 5-1  dopo 40 minuti si ricordano di dover giocare l’ultimo periodo, scatenando Faulk con una doppietta e Di Giuseppe e Skinner per il pareggio 5-5. Bella favola? Non per Patrick Sharp che a 19 secondi dalla fine segna in power play il definitivo 6-5.

Parliamo di playoff

Se la Nhl finisse oggi gli schieramenti playoff sarebbero i seguenti:

Montreal-Ottawa

Boston-Detroit

Washington-Florida

NY Rangers-NY Islanders

Attendiamo cosi un altro po’ di tempo per vedere cosa cambierà, se l’anno nuovo porterà 500 gol a Ovechkin, il Vezina a Lundqvist, un gioco a Pittsburgh e tante soddisfazioni a Islanders, Flyers, Devils, Hurricanes e Blue Jackets. Nel frattempo, Playitusa e la Metropolitan division augura a tutti i lettori un felice Natale e un buon 2016, sempre all’insegna della Nhl.

 

Post By Francesco Fiori (193 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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