“Non possiamo sopportare un affronto se non immaginando le scene della rivincita, del futuro trionfo sul miserabile che ci ha scherniti. Senza questa prospettiva, cadremmo preda di turbamenti che rinnoverebbero radicalmente la follia”.

Iniziamo il racconto della Rivalry settimanale con una frase di Emil Cioran, uno fra i più importanti filosofi rumeni del XX secolo.

Il miserabile di cui stiamo parlando è sicuramente Mike Johnston, ormai ex criticatissimo allenatore dei Pittsburgh Penguins, che (finalmente) sabato 12 dicembre è stato sollevato dall’incarico di Head Coach dopo una gestione discutibilissima dal giorno in cui ha preso il posto in panchina; il buon Mike ha infatti trasformato in 1 anno e mezzo di “lavoro” colei che un tempo era una macchina da goal in una formazione senza idee ne costrutto, che imposta il gioco offensivo con azioni solitarie dei 3 “tenori” (o coloro che dovrebbero essere dei tenori…!) senza produrre alcun pericolo per qualsiasi avversario abbia un minimo di gioco.

I turbamenti e la follia al momento sembrano preda di Crosby, Malkin, Kessel & compagni che alle prime due uscite stagionali per il nuovo coach Mike Sullivan (reduce da un ottimo inizio con gli affiliati dei Penguins Wilkes Barre in AHL) non hanno davvero combinato nulla di buono producendo una sola marcatura in 120 minuti di gioco fra Washington e (quest’oggi) Boston.

Starà al 47enne di Marshfield cercare di trovare al più presto possibile una via di uscita per sistemare tutte le lacune di una squadra partita con grandissime ambizioni ma che nonostante i grandi nomi presenti nel roster sta deludendo alla grande le aspettative; purtroppo per lui la strada inizia davvero in salita, la gara di lunedì contro i Capitals infatti ha visto l’infortunio di Bennett che resterà fuori perlomeno per 6 settimane e (molto più importante) la commozione cerebrale subita dal goalie Marc Andre Fleury che non si è sentito bene dopo la fine del match e che resterà fuori per un paio di settimane (presumibilmente), se non di più, tutti sappiamo infatti quanto difficile sia poter decifrare il giorno del rientro per un giocatore che subisce tale infortunio, dipenderà molto dal livello di tale commozione, per fare un esempio, Johan Franzen dei Detroit Red Wings è fuori dal 10 ottobre vittima dell’analogo sintomo e tutt’ora i medici del team del Michigan non sanno dare una data plausibile del suo possibile rientro.

Chi non si può lamentare di come stanno andando le cose invece è colui che da 8 anni guida i Boston Bruins; Claude Julien infatti ha visto nell’estate un sacco di mosse discutibili messe a segno dal General Manager Sweeney, ma nonostante ciò, sta dimostrando di saper insegnare dell’hockey cinico ed a tratti divertente sapendo di poter contare in degli uomini (Bergeron, Marchand, Chara e molti altri) che per questa squadra danno sempre il cento per cento.

La partita di oggi ha ben poco da raccontare: da una parte abbiamo visto tutte le frustrazioni di una squadra a cui non ne va dritta una, dall’altra invece l’efficacia e la sicurezza di una formazione a cui sembra stia riuscendo tutto in questo periodo, dopo un inizio di stagione tremendo che aveva visto piovere immediatamente le critiche da parte di un ambiente quanto mai suscettibile all’andamento della propria “fede”.

BOSTON BRUINS vs PITTSBURGH PENGUINS 3-0

I Boston Bruins si regalano un altro mercoledì da “Bruins” (usando un giochino di parole andando a pescare il film Un mercoledì da leoni), vincendo facilmente una partita quasi mai in bilico.

E pensare che nei primi minuti di gara ad avere il pallino del gioco sono stati i Penguins, che sfruttando inoltre la prima possibilità di powerplay (hooking di McQuaid su Porter) sono andati vicinissimi al vantaggio con un bel tiro di Phil Kessel che ha concluso la sua corsa sulla traversa della gabbia difesa da Tuukka Rask fortunato in quest’occasione ma preciso ed attendo poco dopo quando neutralizza un paio di conclusioni dalla distanza sempre di Kessel prima e di Lovejoy poi; ma è solamente un illusione perchè infatti alla prima occasione i Boston Bruins capitalizzano, colui che nelle menti dei tifosi di Pittsburgh evoca straordinari ricordi quest’oggi fa ripiombare nel baratro emotivo una squadra che non conosce la parola “reazione”, Max Talbot infatti sfrutta una pessima uscita di zona da parte del giovane Dumoulin e trafigge sul suo palo l’incerto backup goalie Jeff Zatkoff facendo esplodere di gioia il TD Garden.

Il momento che fa capire in che situazione emotiva sono messi i Penguins è il secondo powerplay a favore: la formazione di Sullivan infatti anzichè pressare alto e chiudere i Bruins nella propria zona rischiano di capitolare per 2 volte sulle avanzate a testa bassa di Bergeron e Marchand che sfiorano la marcatura con Zatkoff questa volta abile nel chiudere la gabbia; la squadra di Julien infatti arriva sempre prima nel disco e mette sul ghiaccio una cattiveria agonistica che Pittsburgh solamente sogna.

Il secondo periodo non può iniziare peggio per i Penguins che al quarto di gioco regalano il goal del raddoppio a Boston: Spooner si invola sulla sinistra e butta un innocuo disco in mezzo dove Cole e Zatkoff pasticciano di fronte alla gabbia facendo sbattere il puck sulla gamba di Jimmy Hayes, il quale si ritrova a festeggiare il proprio quinto goal stagionale dopo 16 gare a digiuno; coach Sullivan chiama discutibilmente il “Coach’s Challenge” in occasione del goal per un presunto goalie interference di Hayes che si vede lontano un miglio non esserci: goal confermato ovviamente dai giudici di gara e 2-0 pesante da risalire per una squadra con delle sicurezze pari a zero che perde inoltre un importante time-out da poter utilizzare nei restanti 36 minuti.

L’unica nota positiva della serata per Pittsburgh è la reazione che la formazione esprime dopo la seconda rete; da quel momento infatti è un monologo Penguins che chiude nella propria zona difensiva Boston sommergendo di tiri l’impeccabile Rask, il quale risponde presente in ognuna delle 16 occasioni del periodo baciando nuovamente la fortuna quando Kunitz involato in un 1 contro 1 verso la sua porta spara il disco addosso alla traversa.

Ma è solamente un illusione, perchè nel terzo ed ultimo periodo infatti la pressione non continua ed anzi, saranno proprio i Bruins ad avere il pallino del gioco e ad avere le migliori occasione con Connolly prima e Marchand poi ben neutralizzate da Zatkoff; i Penguins si spengono lentamente e subiscono la terza marcatura a 2 minuti dal termine con l’empty net di Ryan Spooner arrivato all’ottavo centro stagionale che mette fine alla partita.

Venerdì nella notte italiana andrà in scena il secondo capitolo di questa rivalità a campi invertiti; vedremo se Pittsburgh riuscirà a prendersi la rivincita oppure continuerà il suo trend negativissimo di questo dicembre in cui sono arrivate due sole vittorie in 7 gare disputate.

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Confuso ed infelice lo sguardo di capitan Crosby, i Penguins continuano a deludere e lui lo fa da protagonista principale, in negativo

3 PLUS OF THE GAME

  1. Max Talbot: il goal che apre la gara di pregevole fattura e tanto lavoro sporco per il veterano dei Bruins che una volta, tanto tempo fa, faceva sognare i tifosi del team rivale <KILLER INSTICT>
  2. Tuukka Rask: chiude la serranda come nelle migliori delle sue giornate <RASK FOR VEZINA>
  3. Jimmy Hayes: un goal (casuale) ed un assist in meno di 10 minuti disputati nel ghiaccio per un rinato Hayes <DECISIVO>

3 MINUS OF THE GAME

  1. Sidney Crosby: l’87 nonchè capitano di franchigia si nasconde per tutta la gara tirando solamente 3 volte verso la porta avversaria e vincendo meno della metà degli ingaggi (faceoff) <CHI L’HA VISTO?>
  2. Phil Kessel: non me ne voglia il buon Phil, ma i Penguins da lui si aspettano i goal, e se i goal non arrivano da 7 gare finire nei minus è cosa sicura! <DELUSIONE>
  3. Evgeni Malkin: altro desaparecido di serata, abulico per tutti i 18 minuti in cui calca il ghiaccio, l’unico positivo sin’ora della stagione dei Pens dimostra di non avere ancora la regolarità di un campionissimo <FUORI DAL GIOCO>

Ci rivediamo il 6 gennaio per la prossima Wednesday Night Rivalry!

Lo staff di PlayItUsa augura a tutti i lettori delle felici vacanze Natalizie! Continuate a seguire l’NHL che ovviamente non si ferma mai!

Post By Max "Feelgood" (77 Posts)

Sono un grande appassionato della terra a stelle e strisce. Amo il modo in cui gli americani vivono lo sport e grazie a ciò che ho visto, che vedo e che vedrò, seguo questo "modo di essere" qui nel bel paese, risultando "diverso" dagli altri... L'Hockey è la mia passione, la mia valvola di sfogo, la mia seconda pelle; i Pittsburgh Penguins sono il mio team preferito sin da quando ero bambino con il mito di Mario Lemieux a farmi da Padre ed il buon Sidney Crosby da fratello ed Geno Malkin da fratellastro... dietro di loro i Los Angeles Kings hanno scalato quel solco nel mio cuore dovuto alla mia presenza ad un loro match presso lo Staples Center qualche anno fa...impossibile non innamorarsi di un team quando entri nella sua dimora! Ho iniziato a seguire anche l'NFL e l'MLB, ed ogni tanto, perchè no, anche qualche partita della MLS... tutto ciò che profuma di America mi fa brillare gli occhi... Da gennaio 2015 collaboro con il team di PlayitUsa.com con grande entusiasmo e passione che spero di trasmettere a voi che leggete i miei articoli! Per dubbi, incertezze, perplessità, problemi esistenziali...o semplicemente due chiacchiere non esitate a contattarmi tramite la mia mail : maxfeelgood84@gmail.com -.- Max "Feelgood" Leorato

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