Essere figli d’arte nello sport spesso è sinonimo di pressione, del cercare di eguagliare o migliorare le imprese fatte dai papà, difficile però nell’hockey far meglio se di nome fai Austin e di cognome Lemieux.

Recentemente abbiamo visto il debutto, nelle formule minori di automobilismo, di Mick Schumacher, pista quella di Monza, colore della macchina rosso, numero sulla scocca 1 con il commento più diretto: “Come farà a far meglio del padre se il padre è stato il meglio?”.

Stessa cosa sta capitando a Austin Lemieux, nuovo giocatore degli Omaha Lancer nella United States Hockey League, stesso sguardo furbo del grande Mario, diverso score realizzativo in campionato, con 1 solo punto in 16 partite, col paragone impietoso che il papà, a 15 anni, viaggiava con 124 punti in 47 gare con i Concordia di Montreal.

 

Non demorde però Austin, in fondo già da piccolo un miracolo l’ha fatto, far tornare sul ghiaccio il papà nel 2000, perché non l’aveva mai visto giocare e perché non lo riconosceva nelle foto con la Stanley Cup sollevata al cielo.

Conserva il sogno di giocare in Nhl, naturalmente con i Pittsburgh Penguins, confrontandosi quotidianamente con il papà, che per sua stessa ammissione dice: “Da lui posso solo imparare qualcosa, devo essere paziente e se ho domande gliele faccio perché io comunque non lo vedo come lo vede tutto il mondo, per me prima di tutto è mio padre, poi il giocatore più forte al mondo, senza subirne la pressione”.

Austin Lemieux rivela poi il sogno della sua vita, giocare con suo “fratello”: “Sogno di giocare in linea con Crosby, è come se fosse mio fratello visto che per 8 anni ha vissuto con noi. Lui è di grande aiuto per me perché spesso giochiamo insieme, certo se poi vedete che figura mi fa fare in un video che spopola su YouTube capirete perché per me è il migliore”.

Nei giorni in cui i rumors raccontano di Pittsburgh in preda all’isterismo, tra rimproveri di Malkin alla squadra e una violenta lite proprio tra Mario Lemieux e Sidney Crosby ecco il filo che riallaccia i protagonisti verso un sogno, Austin Lemieux, casacca numero 10 dei Lancers (e 96 nei giovani Penguins), in linea con Crosby, per ora fantahockey ma chissà che un giorno il cognome Lemieux non ritorni sulla maglia dei Pinguini.

Good luck Austin.

 

Post By Francesco Fiori (193 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Commenta