I Canadiens dominano quella che è forse la division più debole di tutte con ben 8 punti di distacco sui secondi Senators dopo neanche 20 gare.

Dietro rallenta Tampa, Detroit galleggia e riabbraccia Datsyuk, Buffalo comincia a rivedere la luce mentre Florida, Boston e Toronto aspettano giorni migliori.

Le squadre a metà Novembre stanno così.

Montreal Canadiens: 13-3-2, 28 pt

La banda Therrien sembra per ora una macchina perfetta il cui unico obiettivo è la vittoria. Ne sono arrivate ben 9 di fila per cominciare l’anno col botto e le statistiche di squadra parlano da sole: primi per gol fatti, secondi per gol subiti, terzo powerplay e secondo miglior penalty killing. Sono indici di una compattezza ed equilibrio da pretendente al titolo. L’anno scorso l’attacco anemico aveva fermato i sogni dei rossoblu, quest’anno invece la marcia offensiva sembra decisamente un’altra.

Là davanti appunto sono partiti alla grande i soliti Plekanec, Pacioretty, Gallagher e Desharnais, tutti intorno ai 15 punti. Ma ci sono ben altri 4 che hanno già raggiunto quota 10. Mica male per uno degli attacchi peggiori della scorsa stagione. Molto bene l’innesto a basso costo Tomas Fleischmann, ancora lontano dalla forma migliore Alex Semin, fuori le ultime 7 partite per scelta tecnica e da cui ci si aspetta uno scatto di orgoglio che riattivi il suo talento.

Subban e Markov pattugliano e insaccano che è un piacere, e il loro rendimento è strepitoso in entrambe le fasi. I loro 16 e 15 punti sono una delle cause dell’ottimo powerplay visto finora. Tra i pali Price era partito ai soliti livelli mostruosi, ma un infortunio lo ha bloccato le ultime due settimane. Il rientro è vicinissimo ma nessuna fretta viste le ottime gare disputate dal rookie Condon (dopo 8 gare è imbattuto ai tempi regolamentari con un 1.73 GAA e .936% SV). L’inizio è più che promettente.

Ottawa Senators: 8-5-4, 20 pt

L’ultima parte di stagione scorsa era stata esaltante, con una qualificazione ai playoff ottenuta sul filo del rasoio. I ragazzi della capitale quest’anno sono partiti benino e occupano ora il secondo posto dell’Atlantic. Ma subiscono troppi gol, faticano in powerplay e fanno anche di peggio in inferiorità numerica. Per rivedere il ritmo spumeggiante della scorsa primavera servirà più equilibrio.

I numeri offensivi sono migliori, grazie alla nuova linfa dei Senators composta da Stone, Hoffman, Turris e Zibanejad, in grade spolvero in questo inizio di campionato. Sta tornando a grandi livelli anche Bobby Ryan, i cui gol potranno essere fondamentali per i sogni di coach Cameron.

Capitan Karlsson viaggia a una media di un punto a partita ed è sempre più leader. Ma è l’unica minaccia offensiva della retroguardia. È un reparto difensivo che lascia davvero molti dubbi, fatta eccezione appunto per King Erik ed il solito buon Methot. Hammond si sta liberando di un fastidio all’inguine per tentare di rivivere la favola dell’anno scorso. Le sue performance sono necessarie visto il netto calo di Craig Anderson, ormai lontano dall’essere considerato un titolare affidabile.

Tampa Bay Lightning: 8-8-3, 19 pt

Sotto il sole di Tampa si sta ancora smaltendo la delusione delle finali perse a Giugno. La squadra di Jon Cooper è stata mediocre finora, si aggira intorno a una percentuale vittorie .500, con attacco e difesa da metà classifica così come le special team. È inverosimile che continui su questi livelli con l’immenso talento a disposizione. I ragazzi della Florida avranno solo bisogno di un po’ di tempo per ritrovare la quadratura del cerchio e risvegliare le loro incredibili potenzialità.

L’attacco sembra addormentato, Stamkos non brilla ma sono soprattutto le piccole pesti della Triplet Line a faticare tanto in questo avvio di stagione. Cooper ha provato a dividerli a volte, con scarsi risultati. Anche uomini importanti come Alex Killorn e Valtteri Filppula hanno abbassato drasticamente la produzione offensiva. I gol arriveranno, anche se ritornare alle Stanley Cup Finals non sarà una passeggiata.

C’è un Hedman che prepotentemente si candida per un’altra stagione da candidato per il Norris Trophy. Capitano raramente difensori dalla pattinata così elegante ed un fisico così possente. I sui punti messi a segno sono già dodici. Costante anche il contributo dell’altro svedese Stralman. La difesa sta bene o male dando un buon supporto a Ben Bishop, che ha sicuramente bisogno di tirare un po’ il fiato dando il cambio ad un Vasilevskiy che dovrà garantire un solido ricambio.

Boston Bruins: 8-7-1, 17 pt

È evidente il ridimensionamento di ambizioni e gioco nella città più europea d’America. Dopo la clamorosa mancata qualificazione ai playoff di Aprile scorso ci si aspettava l’esonero di Claude Julien. L’allenatore mantiene il posto ma la squadra sembra aver perso completamente la sua impronta. Difesa e Penalty Killing, i suoi tradizionali cardini, sono da ultimi della classe. L’attacco e il Power Play invece sono insolitamente i punti di forza di questi B’s visti in questo mese. È difficile capire dove potranno arrivare i Bruins vista la discontinuità dimostrata finora e una fatica tremenda a vincere in casa.

David Krejci e Patrice Bergeron sono partiti a razzo (18 e 16 punti rispettivamente) e anche grazie al sempre prezioso apporto di Eriksson e Marchand stanno regalando a Boston vittorie e speranze. Anche il nuovo arrivo Jimmy Hayes, originario proprio di Beantown, sta segnando regolarmente.

La difesa per la prima volta da tanti anni sembra essere la grana dei nero gialli. Krug e Chara non stanno demeritando ma i tanti errori in marcatura, uscite di zona errate e la poca solidità di tutta la retroguardia stanno rendendo la vita difficile ad un Tuukka Rask che sembra davvero involuto. Aggiustare le cose là dietro è la priorità per poter puntare a obiettivi prestigiosi.

Detroit Red Wings: 8-8-1, 17 pt

La partenza di Mike Babcock per molti poteva significare anche la fine dell’era dei potenti Red Wings. Sembra invece che Zetterberg e Datsyuk (appena rientrato da un infortunio serio alla caviglia) vogliano dire ancora la loro e facilitare il lavoro del nuovo coach Jeff Blashill. L’allenatore promosso dalla squadra satelitte AHL ha debuttato nella grande lega discretamente. Ora con il centro russo di nuovo disponibile potrà sperimentare qualcosa in più in attacco e far trovare ai suoi maggiormente la rete.

Oltre ai due fenomeni e bandiere biancorosse, i Red Wings possono sperare nella buona e giovane vena realizzativa di Tatar, Nyquist e Abdelkader. Ma si è aggiunto un attaccante che sta già creando pericoli con la sua velocità e talento cristallino: Dylan Larkin, rookie che ha avuto un debutto eccezionale. Classe ’96 è il primo teenager che si vede sulla pista della Joe Louis Arena da tanti anni. A Hockeytown il ricambio generazionale non sta facendo troppa paura, per lo meno in attacco.

Si soffre di più invece dopo gli addii dei mitici Lidstrom e Rafalski. Andando a prendere Mike Green in estate Detroit sperava di aver ritrovato una minaccia dalla blu costante ed un buon timoniere in power play. Mike è a 0 gol e ha fatto vedere pochissimo, a parte il solito plus/minus disastroso. Urge una sveglia. Tra i pali Howard e Mrazek si sono divisi i compiti egregiamente ed è possibile che Blashill continui ad alternarli visti gli ottimi risultati.

Buffalo Sabres: 8-8-1, 17 pt

Piano piano l’uscita del tunnel. A Buffalo è cominciata l’era Bylsma ed il coach ex-Pittsburgh ha subito portato una mentalità vincente. I Sabres hanno già vinto diverse partite e sembrano intenzionati a lasciare i bassifondi della classifica frequentati ormai per troppi anni.

La nuova “sensation” Eichel ha già segnato gol da far alzare in piedi tutta la gente di Buffalo e la sua partenza è ottima. Anche Ryan O’Reilly sembra aver cominciato alla grande quello che è un nuovo capitolo della sua carriera dopo tanti anni a Colorado. C’è materiale che può far male nel reparto offensivo, sperando anche nel talento capriccioso di Evander Kane, fuori un mese per infortunio.

Ristolainen si sta rivelando un giovane difensore bravissimo col disco ed i suoi 11 punti e 4 gol lo dimostrano. Ma la fase difensiva di Disco Dan presenta ancora tante lacune che si potranno aggiustare col tempo. Tra i pali Robin Lehner tornerà dall’infortunio tra qualche settimana e si punta tutto su di lui come goalie titolare. Ha fatto vedere cose buone anche l’altro estremo difensore svedese Ullmark.

Florida Panthers: 7-7-3, 17 pt

Le buone cose viste l’anno scorso si stanno confermando anche in questo inizio di stagione. È più che buono il lavoro di Gallant che è riuscito ad amalgamare bene il mix giovani-veterani. Per poter trovare i playoff mancati di poco la scorsa primavera però non si potrà contare solo sull’immenso e infinito Jaromir Jagr, che ha trovato una seconda giovinezza nella costa della Florida.

Le prodezze del numero 68 si assaporano nonostante il passare degli anni, come le qualità di un buon vino invecchiato. A 43 anni è il leader di un gruppo di cui ben 14 membri non erano ancora nati quando la leggenda di Kladno veniva draftata nel lontano 1990. I suoi movimenti e presenza sul ghiaccio sono oro per il promettente parco attaccanti dei Panthers. Huberdeau, Bjugstad e Trochek non possono che migliorare al suo fianco.

Anche in difesa le promesse non mancano, con Barkov e Kulikov su tutti. Luongo e Montoya sono due portieri affidabilissimi e si stanno confermando tali. Basteranno per puntare ad un posto playoff?

Toronto Maple Leafs: 5-8-4, 14 pt

Era risaputo che i problemi dei Leafs non si sarebbero risolti semplicemente ingaggiando il miglior allenatore in circolazione. Mike Babcock sapeva di avere un duro compito davanti a se, e forse avrebbe anche preferito un inizio migliore rispetto alle 2 vittorie nelle prime 13 gare. I Leafs sono anche nelle parti più basse di tutte le categorie più significative (gol fatti , PP e PK) e ci sono pochi giocatori con un plus/minus positivo.

La partenza di Kessel si sta facendo giustamente sentire. Nessun attaccante torontino ha ancora toccato quota 10 punti (Lupul e Van Riemsdyk sono fermi a 9). E sinceramente il povero Babcock avrà difficoltà anche solo a trovare un leader offensivo con il materiale a disposizione.

La difesa va decisamente meglio e sembra già più solida dei disastri visti in questi anni. Rielly si sta dimostrando un ottimo difensore offensivo e Phaneuf sembra essersi ritrovato. James Reimer meglio di Bernier finora, ma nessuno dei due sembra dar troppe sicurezze. La ricostruzione è ancora lunga.

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