Vincere ora, farlo con un’arma esplosiva in più, mettere insieme un trio da 81 gol e 215 punti nel 2014/15, ecco cos’è Phil Kessel insieme a Sidney Crosby e Evgeni Malkin.

Il primo giorno di mercato Nhl ha regalato il botto dell’anno, Sharp permettendo, con lo scambio che ha portato Phil Kessel, Tyler Biggs, Tim Erixon e la seconda scelta del round 2016 ai Penguins e Kasperi Kapanen, Nick Spaling, Scott Harrington ai Maple Leafs più le scelte di Pittsburgh al primo e terzo round del draft 2016.

A leggerla solo con i numeri un tifoso di Toronto potrebbe dire: “Tutto qui per Kessel?”.

Speriamo nessuno dica al tifoso che le foglie d’acero pagheranno ancora un 15% dello stipendio di Kessel, col tutto che va ad incastrarsi in un doloroso processo di rinnovamento che Brendan Shanahan, presidente Toronto, ha iniziato acquisendo il miglior coach della Nhl, Mike Babcock, e riportando uno spazio di 6,8 milioni di dollari nel salary cap della franchigia canadese, meravigliando i tifosi nonostante uno come Kessel sia sempre stato al centro di numerose trattative senza mai arrivare al nulla di fatto.

I sogni di ricostruzione di Toronto si sposano alla perfezione con il progetto del “vincere ora” di Pittsburgh, la prima squadra alla disperata ricerca di un’ala da affiancare Malkin e Crosby, trovando il giocatore perfetto in Kessel e le sue 5 stagioni con almeno 30 gol segnati, nonostante il 2014/15 chiuso con una crisi con 8 gol nelle ultime 51 partite, in un’annata chiusa ugualmente con 25 gol.

Due come Crosby e Malkin hanno rigenerato parecchi giocatori facendoli arrivare al top, tipo Kunitz, Neal o Hornqvist e ora che hanno un’ala tra le 6 più forti nella Nhl vanno a far sognare i più ottimisti che pensano ad una nuova stagione con Kessel a quota 60 gol!

L’ennesima sfida dei Penguins sarà trovare profondità ed equilibrio con una squadra troppo sbilanciata in avanti, con i nuovi Big Three che superano i 3 di Chicago per numero di gol e punti ma Kane, Toews e Sharp con 71 gol e 173 punti hanno sollevato la Stanley Cup, nonostante sia complicata la conferma di Sharp in una squadra che ha già perso Vermette, Saad e Richards.

Il colpo Phil Kessel è il migliore fatto fin qui da Jim Rutherford, un’aggiunta che serve tra le altre cose a tirar su di morale una squadra che negli ultimi mesi è apparsa triste e troppo inferiore a livello caratteriale contro i Rangers.

L’unica perdita dal roster dei Pens è Nick Spaling, unico pinguino a lasciare un segno sul ghiaccio, ma i ricordi della mancanza di profondità 2013 contro i Blueshirt quando sul 3-1 nella serie si è smesso di segnare o pensare di avanzare in postseason con Downie, Comeau e lo stesso Spaling accanto a Crosby e Malkin ha di fatto chiuso un capitolo post Stanley Cup 2009 troppo triste.

I 6 là davanti che possono variare dalla prima linea Kunitz-Crosby-Hornqvist a Perron-Malkin-Kessel arrivando poi alla terza linea Dupuis-Sutter-Bennett fa ricordare di gran lunga il roster campione di Chicago, con i miracoli di “comprimari” (e che comprimari) come Vermette, Teravainen e Shaw a risolvere le gare dei Blackhawks, unito alla classe di Kane e Toews.

Phil Kessel, quinta scelta del draft 2006 (quello di Erik Johnson primo, Jordan Staal secondo e solo terzo Jonathan Toews) ha scritto fin qui la sua storia in Nhl con i Boston Bruins dal 2006 al 2009 segnalandosi per la vittoria del Bill Masterton nel 2007 per i meriti della sua perseveranza nel tornare sul ghiaccio nonostante un cancro ai testicoli, e i Maple Leafs dal 2009 ad oggi, con l’unica apparizione nei playoff con i canadesi datata 2012/13.

A vederlo, goffo e cicciottello, sembra un incrocio tra Big Show e Dean Ambrose della WWE, ma una volta sul ghiaccio si trasforma in una scheggia impazzita, dal tiro fulminante e con una determinazione, nei giorni migliori, degna del miglior trascinatore.

A fare i pignoli si potrebbe dire che questa sarebbe la squadra da sogno di Zdenek Zeman, tutto attacco e poca difesa, con il grosso rischio di Pittsburgh nell’affidarsi ancora a Kris Letang, già 4 commozioni cerebrali dal 2012 ad oggi, ed Olli Maatta, altro grande difensore bersagliato dalla sfortuna nella stagione appena conclusa.

L’esempio più bello lo fa un giornale di Pittsburgh che spiega che Rutherford doveva rinnovare la macchina Penguins ma anziché optare per revisione al motore ha tolto i sedili posteriori, aggiunto un look molto cool che ne fa un veicolo pulito e scintillante, ma anche senza far troppo affidamento su un missile che potrebbe rompersi lungo la strada.

Per Kessel arriva il momento di uscire dalla luce dei riflettori della vecchia avventura ai Maple Leafs, Pittsburgh è Crosby & Malkin ma ora, con l’intimidatoria montagna statunitense in più, anche un tassello in più verso quella gloria che nei Penguins ancora sognano.

È luglio, ma da qui a ottobre la strada verso la Stanley Cup è ancora tutta da scrivere.

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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One thought on “Metti un Kessel tra Crosby e Malkin, i Penguins hanno i Big Three

  1. Bene l’acquisto di Kessel, prevedo tante difese col mal di testa a dover affrontare 2 linee offensive simili. Per tacer del Power Play..
    Forza Pittsburgh!!!!

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