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Per la nona volta nella loro storia (ben 4 volte negli ultimi 6 anni!) New York Rangers e Washington Capitals si affrontano in una serie playoff, sino ad ora sono 4 le vittorie per parte e dunque questa serie fungerà da spartiacque in una statistica più che mai destinata a crescere visti i rispettivi roster di altissimo livello che difficilmente mancheranno l’appuntamento con la conquista della zona playoff negli anni avvenire.

Giunti a metà di ciò che sembra essere una battaglia infinita raccontiamo come sono andate le prime 3 gare, 2 delle quali disputate al Madison Square Garden a cui farò visita questa estate con non poca eccitazione…

GARA 1

NEW YORK RANGERS vs WASHINGTON CAPITALS 1-2

Finale peggiore non potevano sognarlo i tifosi di casa: il suono della sirena del termine dei tempi regolamentari viene accompagnato dall’urlo di gioia di Joel Ward, abile a capitalizzare l’assist al bacio di un sontuoso Alexander Ovechkin infilando il “five hole” di Lundqvist decretando la vittoria dei Caps ad 1 secondo e 3 decimi dal termine della gara! Possiamo raccontare molto, ma di questa gara 1 ci ricorderemo a lungo di questo momento!

Ma come sempre, andiamo con ordine, partendo da un inizio tutto targato Rangers, che nei primi 10 minuti di gioco premono sull’acceleratore e schiacciano in difesa i Capitals che si affidano alla buona giornata di Braden Holtby che tiene chiusa la serranda e mantiene il risultato invariato nonostante i tentativi dalla distanza di Klein, Yandle ed Hagelin. Dopo 10 minuti e 30 il primo squillo dello Zar Ovechkin, frustata che trova però preparato Lundqvist che devia il disco col gambale verso la sua destra, ma è un avviso di ciò che vedremo fra poco…

Dopo un powerplay ben giocato dai Rangers ma non concretizzato (nonostante i tentativi di Brassard e McDonagh neutralizzati da un concentratissimo Holtby) arriva il turno dei Capitals con “l’uomo in più”, momento che lo Zar non si lascia sfuggire, infilando Lundqvist con una bomba assurda sganciata dalla blue line che va a finire la sua corsa all’incrocio dei pali, lasciando di stucco il portierone svedese e con lui l’intera Arena che rimane ammutolita quasi non credendo a quanto visto (o quanto non visto, dato che il puck entra ed esce in maniera repentina dalla gabbia!). Ed il primo periodo finisce proprio così, 1-0 Caps che capitalizzano in una delle poche occasioni avute a favore per merito di una giocata della loro star nonchè capitano e leader indiscusso.

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Ovie festeggia il goal del vantaggio mentre Lundqvist riguarda il tiro sullo screen dell’Arena per capirci di più… con lui probabilmente gli occhi dei 18 mila presenti al Madison Square Garden!

Il secondo periodo inizia con una conclusione del deludente Rick Nash ben neutralizzata da Holtby; è uno dei pochi squilli della prima parte di periodo per i Rangers che cercano la porta dei Capitals sempre da molto lontano e da angoli decisamente improbabili concedendo una discreta calma e tranquillità al portiere avversario che non deve sudare molto nei primi 7/8 minuti.

Ben più dura la vita invece per il collega Lundqvist che se non fosse baciato dalla fortuna dovrebbe capitolare nuovamente su una botta clamorosa di Alexander Ovechkin, abile ad intercettare una brutta liberazione di zona di McDonagh, girarsi di 180° e sfoderare uno slap shot che termina la sua corsa facendo tremare la traversa.

Pochi minuti dopo il solito Ovie prima e Burakovsky poi fanno nuovamente venire i brividi a Lundqvist che stoppa abilmente entrambe le conclusioni mantenendo il distacco invariato fra i due team.

Fra il nono minuto ed il tredicesimo arriva il momento più buono della gara per i Rangers che riescono a schiacciare i Capitals nella propria zona creando 3/4 occasioni da goal con Girardi prima e con Hagelin poi nelle quali però Holtby risponde sempre presente, in maniera fenomenale nella prima occasione dove riesce a contenere un rebound davvero pericoloso.

Oggi però, a differenza di altre gare, i Rangers concedono troppo e rischiano di capitolare a 5 minuti dal termine del periodo quando devono ringraziare una super parata di King Henrik che stoppa col guantone una botta a colpo sicuro di Backstrom destinata all’incrocio dei pali.

Si arriva così al terzo e decisivo periodo, con i Rangers che bombardano sin dall’inizio dalla blue line la gabbia ben difesa da Holtby costretto agli straordinari sin da subito.

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Come spesso accade negli Usa, per avere un Arena tinta tutta dello stesso colore, delle Tshirt vengono omaggiate al pubblico presente rendendo il tutto molto molto suggestivo

E’ un periodo “strano” dove i Rangers creano parecchio ma sempre dalla distanza e dove invece l’occasione migliore capiterà nella mazza di Joel Ward che sfrutta un clamoroso turnover della difesa di New York colpendo clamorosamente il palo, solo di fronte alla gabbia di un indifeso e rassegnato Lundqvist, facendo disperare i propri tifosi e sperare l’intera Arena tinta di azzurro.

Poteva essere il colpo del KO a 10 minuti dal termine della gara ed invece ecco che a 5 minuti dalla fine Jesper Fast devia fortunatamente e quasi senza accorgersene con la gamba destra il puck, tirato verso la porta dalla blue line da un ispirato Kevin Hayes, quel tanto che basta per battere un incolpevole Holtby e gettare la benzina necessaria nella piccola fiamma rimasta accesa in casa Rangers per sperare in una vittoria in questa gara 1.

Non succede nulla sino ad 1 minuto dal termine, forse per la paura, forse per la grande attenzione delle difese, quando Brassard liberato al tiro da Nash in un 3 contro 2 trova il muro Holtby a dirgli di no per la disperazione del popolo di casa pronto ad esplodere in caso di goal.

Si arriva così agli ultimi secondi di gara dove Ovechkin si butta in avanti senza grandi prospettive perdendo il disco a cospetto di Boyle che viene però caricato alla balaustra da Backstrom che riesce a fargli perdere il disco: disco che arriva così nuovamente dalle parti di Ovie, il quale da dietro la gabbia sfodera un assist clamorosamente bello quanto vincente per il tap in facile di fronte alla gabbia di Ward nel quale Lundqvist non può proprio nulla. Beffa incredibile per New York, gioia indescrivibile per Washington che sbanca il Madison Square Garden forse nel modo migliore, nel modo in cui spesso i tifosi sognano la notte, nel modo in cui nessuno se lo sarebbe aspettato, ma così è andata e così i Caps passano subito avanti nella serie!

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Gara 1 si chiude così, con l’urlo di Ward e tutti i Caps in festa: 2-1 ad 1.3 dal termine dei tempi regolamentari e 1-0 nella serie!

GARA 2

NEW YORK RANGERS vs WASHINGTON CAPITALS 3-2

Doveva essere la gara del riscatto per i Rangers dopo la drammatica sconfitta avvenuta 2 giorni prima in gara 1 ad 1 secondo e 3 decimi dal termine dei tempi regolamentari: e cosi è stato, New York con un primo periodo da urlo e con un Lundqvist in versione “muro” riporta la serie in parità.

Pronti via ed i Rangers fanno capire subito che i ritmi quest’oggi saranno altissimi ed alla prima azione capitalizzano: grande passaggio di Stepan per Fast il cui tiro viene murato da una splendida parata di Holtby, il rebound però finisce per sua sfortuna proprio di fronte alla gabbia rimasta sguarnita, la difesa di Washington si lascia sfuggire Chris Kreider per il quale risulta un gioco da ragazzi appoggiare il puck in rete per portare avanti i suoi e far esplodere il Madison Square Garden a soli 38 secondi dall’inizio della gara.

I primi minuti sono tutti di marca New York e per vedere il primo tiro verso la gabbia di Lundqvist bisogna attendere il quinto minuto di gioco; primo tiro che però risulterà essere pericolosissimo e costringerà al miracolo il portierone svedese sul solito ed imprendibile Ovechkin.

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Lundqvist con un intervento super su Ovechkin mantiene il risultato di 1-0 per i Rangers

Sarà l’unico squillo della squadra di Barry Trotz in un primo periodo dominato in lungo ed in largo dal team di Alain Vigneult che sembra aver cambiato strategia rispetto alla prima gara: i Rangers infatti tirano molto di più dalle parti di Holtby e spesso e volentieri di prima dopo una serie di 2/3 passaggi al massimo e non più un 5/6 come visto in gara 1.

Il primo periodo vedrà inoltre il goal del 2-0 dei Rangers arrivare in powerplay per merito di Dan Boyle che dopo aver rincorso un disco spazzato (ma non troppo!) da Brouwer lascia partire una bomba dalla blue line che si infila all’incrocio dei pali non lasciando scampo all’ottimo Holtby (autentico protagonista del periodo con grandi parate che tengono in vita i Caps), il quale non vede assolutamente nulla per merito dello “screen” di fronte alla gabbia di Nash; per i Capitals si tratterà del primo goal subito in Penalty Kill, sin’ora infatti in tutti i playoff avevano “ucciso” tutte le 17 penalità ricevute a sfavore.

Si chiuderà 2-0 questo periodo non prima di aver visto Holtby chiudere ancora una volta la serranda su un tiro a botta sicura di McDonagh e sul rebound di Fast nuovamente in occasione di un powerplay; periodo totalmente dominato da New York che si conclude con 15 tiri a 4 a favore della compagine della grande mela.

Il secondo periodo invece risulterà più di marca Caps, nonostante il primo miracolo lo metta a segno Holtby sul solito indiavolato Fast che scappa alla marcatura di Ovechkin e sfiora il goal con un tip-in di fronte alla gabbia ben parato col gambale del goalie di Washington.

Al minuto 11 arriva il secondo miracolo di serata targato Henrik Lundqvist: Ovechkin attrae verso di se la difesa di New York e libera al tiro Kuznetsov che tutto solo batte a colpo sicuro verso la porta quasi aperta ma trova l’incredibile risposta del goalie svedese con un intervento disperato quanto spettacolare a dire di no al giovane russo: pubblico in visibilio e 2-0 che rimane tale grazie solo e soltanto al “King”.

Non può nulla però Lundqvist 3 minuti dopo quando subirà il goal di Evgeni Kuznetsov abile ad anticipare Boyle per ribattere in porta il rebound concesso dal goalie svedese su tiro di Chimera altrettanto abile a scappare alla marcatura ballerina di Yandle; il tutto avviene in un contropiede perfetto di Washington che pochi secondi prima si trovava nella propria zona per un faceoff difensivo. 1-2 e gara riaperta.

Passano altri 2 minuti senza sussulti e Lundqvist è costretto agli straordinari mettendo a referto il terzo miracolo di serata su Brouwer liberato di fronte alla gabbia da un ottimo assist di Burakowsky dopo una controversa decisione della terna arbitrale che non si accorge di un offside abbastanza clamoroso.

Il periodo scorre piacevole verso il termine e vedrà un paio di ghiotte occasioni per i Rangers, la prima con Kreider che non riesce a superare Holtby e la seconda davvero clamorosa con Nash prima sul cui rebound Brassard non infila il puck sotto le gambe di Holtby per un niente: miracolo del portierone dei Caps e gara che va a riposo sul 2-1, riaperta dal timbro di Kuznetsov e mantenuta tale dagli ultimi 2 importanti interventi del proprio goalie.

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Derick Brassard scocca il tiro del 3-1 che si infilerà nel “five hole” di Holtby

Il periodo decisivo inizia a ritmo blando e viene scosso dalla penalità inflitta a Derick Brassard per un interferenza alquanto stupida contro Ovechkin: nei 2 minuti di powerplay però i Capitals non costruiscono alcuna azione pericolosa dalle parti di Lundqvist ed oltre al danno riceveranno pure la beffa; già, perchè Brassard rientra al momento giusto sul ghiaccio per ricevere il puck lanciato da St. Louis in maniera bella (spin-o-rama con frenata e assist quasi perfetto) quanto fortunata (complice deviazione della difesa…per questo “quasi perfetto”) di fronte alla gabbia di Holtby e batterlo con un tiro che si infila nel suo “five hole” portando avanti i Rangers 3-1 e sbloccandosi in questa serie che sin’ora sembrava stregata.

Pochi minuti dopo è Fast a mangiarsi letteralmente il goal del possibile 4-1 non sfruttando un meraviglioso assist di Stepan e non riuscendo nemmeno a battere a rete verso Holtby lasciandosi sfuggire il puck dalla mazza a tu per tu con il portierone dei Caps; altri 2 minuti e Kreider colpisce clamorosamente il palo su servizio sempre di Fast ed è così che la regola del “goal sbagliato, goal subito” vige anche nell’hockey su ghiaccio: 2 minuti dopo infatti capitan Alexander Ovechkin decide di prendersi la scena, lanciato da Joel Ward parte da metà campo, si infila fra McDonagh e Girardi e cadendo verso il ghiaccio batte a rete il puck che si infila all’incrocio dei pali lasciando di stucco Lundqvist, riportando in partita i Capitals e piazzando la seconda rete da spot pubblicitario della serie.

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Alexander Ovechkin da terra infila il puck alle spalle di Lundqvist; goal meraviglioso e gara riaperta ad 8 minuti dal termine

Rimangono così 8 minuti di speranza per i Caps di raddrizzare questa partita; la prima occasione però di questi ultimi minuti capiterà nella mazza di JT Miller che si farà però ipnotizzare da Holtby e dal suo guantone che raccoglie con clamorosa semplicità lo snap shot dell’attaccante dei Rangers; 1 minuto dopo poi Brouwer porta a casa la più sciocca delle penalità costringendo così il suo team a doversi difendere nel momento in cui dovrebbe attaccare, il penalty kill compierà il suo bel lavoro così come Holtby (gran parata su Nash) mantenendo il punteggio invariato rendendo gli ultimi 4 minuti davvero thrilling.

Solo negli ultimi 2 minuti però i Capitals riusciranno a chiudere i Rangers nella propria zona ma non troveranno il goal del pareggio prima per l’imprecisione di Backstrom (un pò spento quest’oggi) sotto porta, poi per 2 ottime risposte del solito Lundqvist su Brouwer e su Green; 3-2 finale e serie che si trasferisce a Washington sul risultato di parità.

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Henrik Lundqvist autentico protagonista di gara 2 scambia “l’Ok” con Dan Boyle autore di 1 goal ma anche qualche errorino difensivo da sistemare in vista delle prossime gare

GARA 3

WASHINGTON CAPITALS vs NEW YORK RANGERS 1-0

Esattamente 2 anni fa proprio contro i Rangers avveniva l’ultimo shutout in una gara playoff per Braden Holtby, ebbene, il portierone dei Caps ha deciso di ripetersi proprio oggi, in questa gara 3, fondamentale per giocare con una relativa maggiore tranquillità gara 4 in programma mercoledì prima di tornare a New York.

L’eroe di oggi è sicuramente il goalie di Washington che disputa una partita con la P maiuscola, mantenendo calma e concentrazione per tutti i 60 minuti, concedendo pochi rebound e dando davvero grande fiducia al reparto arretrato messo sotto pressione dalla buona vena giornaliera di Rick Nash (7 tiri per lui) e del solito Chris Kreider (5 tiri per lui).

Veniamo al racconto dettagliato della sfida partendo da un inizio di gara di marca Rangers che nei primi 6/7 minuti di gioco mantengono il possesso del disco in zona offensiva costringendo alla sola difesa il team di Trotz, aiutato da un paio di importanti interventi di Holtby a dire di no a Sheppard prima ed a Nash poco dopo. Tale dominio viene rovinato dalla penalità portata a casa da Keith Yandle per uno sgambetto a Backstrom, concedendo così l’uomo in più a Washington per 2 minuti e finalmente un po di respiro a coloro che sino ad ora avevano pensato solamente a difendersi (tant’è che fino a quel momento i tiri in porta dei Caps erano stati solamente 3).

Primo powerplay, primi veri pericoli per Henrik Lundqvist che arrivano ovviamente dalla mazza più calda della serie: quella di Alexander Ovechkin che con uno snap shot a botta sicura trova la grandissima risposta del King a dirgli di no, stoppando l’urlo dalla bocca di ogni singolo tifoso presente al Verizon Center.

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Lundqvist ha appena compiuto il primo miracolo di serata su Ovechkin mantenendo il risultato sullo 0-0

Grazie a questo powerplay, pur non concretizzato, il momentum diventa di marca Capitals che pochi minuti dopo si ritrovano un’altra volta a poter disputare 2 minuti di superiorità per un banale fallo di un nervoso Brassard su Orpik: ciò che ne esce, sarà noioso e ripetitivo, è il canonico wrist shot di Ovechkin, ben smarcato da Kuznetsov, che trova il guantone di Lundqvist a dire ancora di no, prima di ribadire tale risposta anche sul tap in volante di Joel Ward, in una sola parola, fenomenale.

Dopo questa sfuriata offensiva dei Capitals, con il ritorno sul ghiaccio del quinto uomo, i Rangers riprendono il pallino del gioco nei restanti 5 minuti del primo periodo e mettono in crisi la difesa di casa che rischia di soccombere a 2 minuti dal termine per merito di uno splendido backhand di un ispirato Nash che trova pronto però la risposta di un attentissimo Holtby: termina a reti bianche dunque un bel periodo, dominato dai rispettivi goalie e ben giocato da entrambe le squadre, specialmente da New York che ha subito le offensive dei Caps solamente in inferiorità numerica.

Pronti via ed all’inizio del secondo periodo Carl Alzner decide di subire la più stupida delle penalità, sparacchiando negli spalti il puck e portandosi a casa il più tipico dei “Delay of game” che permette ai Rangers di schierare sul ghiaccio per la prima volta della serata il proprio powerplay: PP che però non crea nulla di pericoloso dalle parti di Holtby che si limita ad un semplice intervento col gambale su una conclusione tutt’altro che letale di Nash da posizione molto difficile; nonostante l’occasione di superiorità non venga concretizzata anche in questo secondo periodo i Rangers schiacciano i Capitals nella propria zona e risulta alquanto incredibile andare a dover raccontare che la squadra che passa in vantaggio dopo 7 minuti sono i Caps! Basta una veloce ripartenza della terza linea per trovare il fortunato goal di Jay Beagle, abile da dietro la gabbia a tirare il puck verso la porta dove trova la doppia deviazione del pattino di Yandle prima e di quello di un Lundqvist (leggermente fuori posizione) poi che consente al disco di infilarsi in gabbia fra la gioia smisurata del pubblico di casa. 1-0 Caps dunque e gara tutta in salita per i Rangers.

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La gioia di Jay Beagle autore del game winning goal nonchè suo primo goal di questi playoff

A 6 minuti dal termine del periodo sarà St. Louis ad avere il disco del pareggio fra le mani, lanciato in un uno contro uno verso il goalie di Washington troverà però il corpo di Holtby a dirgli di no con un intervento che riesce a trasformare facile grazie ad una perfetta posizione in gabbia.

Si arriva così senza ulteriori grandi sussulti all’ultimo periodo di gioco, periodo che vede partire quasi subito i Rangers con la possibilità dell’uomo in più, ancora una volta non concretizzata ed ancora una volta non giocata benissimo, creando solamente 2 conclusioni verso la porta di Holtby ma tutt’altro che pericolose per un goalie in forma davvero straripante quest’oggi.

In un terzo periodo che prosegue senza grandi sussulti per Washington sarà proprio Ovechkin ad avere una buona chance con una bomba disinnescata dal gambale di un preparatissimo Lundqvist che riesce a mantenere viva la gara sino all’ultimo; si arriva così agli ultimi 4 minuti di dominio assoluto Rangers dove Hayes prima e Nash poi troveranno le risposte davvero super di un Holtby in versione muro e numerosi tiri dalla blue line “parati” da una difesa davvero monumentale che ha distribuito in tutti i 60 minuti ben 27 Blocked Shots!

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Braden Holtby davvero insuperabile quest’oggi; shutout per lui condito da 30 interventi

L’ultimo sussulto della gara arriverà ad 1 minuto dal termine quando il tiro dalla blue line di Brassard verrà deviato di fronte alla gabbia dal solito Nash, quel tanto che basta per far cambiare traiettoria al tiro ma non per battere un maestoso Holtby che sfodera di fronte all’attaccante di New York il puck parato col proprio guantone quasi a voler ricordare a tutti che “Oggi non si passa!”; e così sarà, festa grande per il popolo di Washington in questa importante gara 3 che porta così i Capitals avanti nella serie per 2-1 con la grande possibilità mercoledì di sfruttare un altro turno casalingo per allungare contro questi mai domi Rangers: ne vedremo delle belle!

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

Post By Max "Feelgood" (106 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da "duri": l'hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin... Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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