Non una, ma ben due le “Rivalry” della serata a stelle e strisce questa settimana: una sfida si giocava in quel di New York, precisamente al Madison Square Garden, fra i padroni di casa dei Rangers contro i Chicago Blackhawks, due fra le famose “Original Six”, mentre la seconda sfida vedeva di fronte, all’Honda Center di Anaheim, i Ducks contro i campioni in carica dei Los Angeles Kings per una sfida che da molti anni infiamma il pubblico californiano sempre più appassionato allo sport praticato nel ghiaccio, specialmente da quando la Stanley Cup ha fatto visita per ben 3 volte negli ultimi 9 anni nello Stato delle palme, degli splendidi tramonti, della magnifica Pacific Coast Highway, delle meravigliose spiagge…potrei stare qui ore a parlarvi della California, ma il mio lavoro non consiste in questo bensì nel racconto delle due gare e dunque…iniziamo con ciò che è accaduto quando la notte italiana era “giovane” in quel di New York!

NEW YORK RANGERS VS CHICAGO BLACKHAWKS 0-1

Partita in pieno stile playoff al Madison Square Garden di New York dove si sono affrontate due squadre fra le più “hot” della NHL, i Rangers infatti sono lanciatissimi nella sfida per la conquista del Presidents Trophy, visto che sono appaiati al primo posto della classifica generale con 95 punti al pari di Canadiens, Blues e Ducks, mentre i Blackhawks arrivano alla sfida dopo 3 vittorie consecutive, e nonostante l’assenza prolungata per infortunio accorsa a Patrick Kane fanno capire di poter essere una delle favorite per la conquista della Stanley Cup.

L’inizio del match vede la grandissima standing ovation (che si tramuterà in fischi alla fine del match e vedremo il perchè…) per l’ex di turno, Brad Richards, passato in estate ai Blackhawks dopo 3 stagioni vissute in quel di New York.

Il primo periodo vede davvero poche occasioni clamorose da ambo le parti: possiamo solamente segnalare il grandissimo intervento di Cam Talbot su Jonathan Toews durante il primo powerplay a favore di Chicago ed un disperato intervento in tuffo col gambale di Scott Darling (in gabbia dopo quasi un mese, dando respiro a Crawford che siede in panchina con uno score di 6W-1L nelle ultime 7 presenze) su Rick Nash, lanciato in solitaria verso la gabbia dopo aver rubato il puck dalla mazza del distratto Seabrook; da segnalare inoltre, in un periodo avaro di emozioni, il goal annullato (se così si può definire) a Dominic Moore, che aveva infilato il puck alle spalle di Darling in un’azione molto confusa che ha visto la terna arbitrale fermare il gioco prima del tocco di Moore.

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Darling con un clamoroso intervento neutralizza il puck sferrato dalla mazza di Nash che finisce…in gabbia!

Dopo il primo intervallo ci si attende un secondo periodo molto più divertente ed invece non possiamo fare altro che accettare il verdetto del ghiaccio, squadre bloccate, troppo importante la posta in palio e portieri che si limitano a 7 interventi a testa nei 20 minuti di gioco mantenendo momentaneamente così lo shutout anche grazie ad un palo colpito da distanza siderale da Hjalmarsson a Talbot (con vista oscurata dal traffico di fronte a lui) clamorosamente battuto.

Il terzo periodo invece risulterà il più divertente fra le due squadre con il minuto 8 che fa da spartiacque della gara: i Rangers colpiscono una clamorosa traversa con Dan Boyle (liberato al tiro da uno splendido passaggio di Moore) e nel ribaltamento di fronte proprio l’ex di turno Brad Richards ha tempo e spazio per battere l’incolpevole Talbot con uno schiaffo da due passi che si infila sotto la traversa festeggiando il suo ritorno a New York nel migliore dei modi.

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Esulta l’ex di turno, Brad Richards ha appena infilato Talbot per il game winning goal

Chicago avrà pochi minuti dopo con Sharp l’occasione per il 2-0 in un breakaway nel quale Talbot chiude la serranda.

New York che non sfrutta l’unico powerplay a favore del terzo periodo, concesso per lo sgambetto di Hjalmarsson a Brassard, per merito di un perfetto Darling che neutralizza ogni conclusione diretta verso la sua porta e mette a segno il suo primo shutout in carriera.

Darling che ha fine partita ammette: “Sono davvero scioccato! Giocare al Madison Square Garden e tornare a casa con uno shutout, davvero non ci credo, non potevo chiedere di più, un match fra le “Original Six” trasmesso dall’emittente nazionale, in un Arena storica come questa, sono davvero felicissimo”

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25 parate e primo shutout in carriera per Scott Darling, in questa foto congratulato da Crawford

Gli fa eco il goal scorer Brad Richards che ammette “sapevo che mi avrebbero dato questa accoglienza, è per questo che qualsiasi giocatore ama vestire la loro maglia, sono davvero dei fan straordinari. L’esultanza? Nessun rancore verso la dirigenza (per la cronaca Richards avrebbe avuto ancora 3 anni di contratto con New York, che invece ha preferito “liberarlo” al termine della scorsa stagione con un sostanzioso “buyout”, ossia qualche milioncino di dollari pur di liberare spazio nel salary cap, ndr), ognuno ha fatto le proprie scelte giuste o sbagliate che siano, io vivo per questi momenti ed esulterò ovunque io stia giocando contro chiunque io stia giocando”

Coach Quenneville invece nonostante la vittoria vede ancora il bicchiere mezzo vuoto e conferma che “dobbiamo migliorare ed essere più veloci se vogliamo raggiungere certi obiettivi”; che dire, il non accontentarsi mai è la grande dote di questo coach che davvero sprona i suoi giocatori a migliorarsi giorno dopo giorno anche dopo una vittoria su un top team come i New York Rangers, giù il cappello direi, in quanti dopo una vittoria così avrebbero lasciato tali dichiarazioni? Credo molto pochi…

Sponda Rangers postiamo la dichiarazione di capitan McDonagh che dichiara: “sono dispiaciuto, abbiamo buttato al vento numerose occasioni da goal per provare qualche passaggio insensato anziché cercare la giocata semplice che avrebbe portato al tiro e creare qualche difficoltà in più al loro pur buonissimo goalie”.

ANAHEIM DUCKS VS LOS ANGELES KINGS 3-2 OT

Cambiamo Stato, temperatura e anche rivalità passando a questo match sentitissimo fra due compagini che quando si affrontano danno sempre grande spettacolo; all’Honda Center di Anaheim scendevano sul ghiaccio subito dopo il termine del match giocato a New York (3 ore di fuso orario fra i due Stati, ndr) i Ducks contro gli L.A. Kings in una sfida importante da ambo le parti, con Anaheim che si gioca il Presidents Trophy ed i Kings che combattono per un posto playoff tutto da conquistare con Winnipeg e Calgary pronte al sorpasso.

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Ancora a segno Jeff Carter, miglior marcatore dei Kings in questa stagione

Come per la sfida fra Rangers e Blackhawks anche qui vediamo davvero le due squadre bloccate nei primi minuti di gioco e ci vuole un powerplay a fungere da “miccia” per scaldare i motori dei team; Jeff Carter concretizza subito l’assist di Anze Kopitar portando avanti i Kings con una bordata che si infila sotto la traversa battendo l’incolpevole Gibson facendo saltare di gioia i moltissimi tifosi di L.A. giunti ad Anaheim.

La prima chance per i Ducks arriva anch’essa con il primo powerplay concesso dai Kings, con Beleskey che si libera al tiro ma trova il perfetto intervendo di Jonathan Quick a chiudere la porta; molti tiri per Anaheim in questo periodo ma di scarsa qualità e per il portierone dei Kings è facile chiudere il tempo imbattuto.

Il secondo periodo è davvero avaro di emozioni e vede l’unica grande occasione capitare nella mazza di capitan Dustin Brown che con un bellissimo one timer centra la porta ma trova un John Gibson piazzato in perfetta posizione neutralizzare e bloccare il suo tiro fra lo stupore di Brown e compagni convinti di aver portato a casa il doppio vantaggio; prima dello scadere del tempo Shore porta a casa una stupida penalità in zona offensiva concedendo il powerplay ai Ducks…sarà importante e vedremo il perchè, nonostante le squadre vadano a riposo nuovamente sul risultato di 1-0 Kings.

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Oltre ad investire Greene… Silfverberg infilerà il momentaneo sorpasso Ducks nel terzo periodo

Ad inizio terzo periodo infatti grazie al powerplay che continua per altri 25 secondi i Ducks restano in zona offensiva, costringendo i Kings alla difesa inoltrata anche dopo lo scadere del tempo in inferiorità numerica, e con una splendida azione corale gestita da Wisniewski e Getzlaf trovano il pareggio con Patrick Maroon abile a battere Quick capitalizzando al meglio il lavoro dei compagni, 1-1 e tutto da rifare per L.A.

Nei minuti successivi al pari le migliori occasioni capitano proprio ai Kings che con Anze Kopitar prima e Tyler Toffoli poi che sfiorano il nuovo vantaggio trovando dei grandi interventi di Gibson a negare loro la gioia; ed invece cosa accade? Accade che in un capovolgimento di fronte sono i Ducks a passare, tiro non impossibile di Cogliano che Quick para ma devia proprio verso la mazza di Jakop Silfverberg per il quale è facile depositare il puck in rete e far esplodere l’Honda Center.

Da quel momento in poi una sola squadra sul ghiaccio, i Kings schiacciano i Ducks a doversi solo difendere e trovano il meritato pareggio a 4 minuti dalla fine per merito di Justin Williams abile a sfruttare il perfetto passaggio di Muzzin ed infilare il puck sotto le gambe (five hole) dell’incolpevole Gibson dopo un forecheck forsennato della terza linea offensiva che porta i suoi frutti.

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Un “amorevole” contatto fra Dustin Brown e Simon Despres

Nei restanti 4 minuti di gioco non succede granchè con le squadre che decidono di giocarsi la W all’overtime dove gli spazi sono maggiori giocando in 4 contro 4 (dall’anno prossimo probabilmente addirittura in 3 contro 3!).

E cosi è infatti, dopo soli 45 secondi di gioco Ryan Kesler trova tempo e spazio per battere a rete indisturbato (con la difesa di L.A. che collassa di fronte alla gabbia di Quick anzichè contrastare Kesler) il puck ed infilarlo con grandissima precisione all’incrocio dei pali decretando il termine del match e facendo esplodere di gioia il pubblico di casa che chiude la gara nella migliore maniera dopo aver incitato per tutto il match i propri beniamini col coro “Beat L.A.”; detto, fatto, 3-2 Ducks e primato solitario nella corsa al Presidents Trophy, per i Kings un punticino buono per staccarsi in solitaria al terzo posto della Pacific Division a 2 sole distanze dai Vancouver Canucks prossimi avversari.

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Ryan Kesler esulta, suo il game winner all’overtime

Partita terminata da meno di 1 ora e dunque ad ora nessuna intervista è stata riportata dalle testate giornalistiche!

Chiudiamo il nostro report ricordandovi che è meglio una notte insonne a guardare Hockey che una notte insonne per colpa degli incubi dovuti al sogno di Zdeno Chara che vi spiattella alla balaustra!

Keep calm and watch NHL!!

 

Post By Max "Feelgood" (100 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da “duri”: l’hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin… Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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4 thoughts on “NHL: WEDNESDAY NIGHT RIVALRY…TWICE! (18/03/15)

  1. Ma vogliamo parlare della lotta alla wild card? :D Ottawa è a meno due punti sui Bruins dopo averli sconfitti stanotte 6-4, si aspetta un finale di stagione incandescente, con i Panthers sempre in agguato..
    P.S: sono di parte tifando Sens, però mi piacerebbe leggere un articolo :D

    • Questa è la notte decisiva direi: Bruins in trasferta contro i Cats e Senators con un facile match contro i disperati Maple Leafs! In bocca al lupo per i tuoi Sens!! Hai ragione, manca un articolo riguardante la Atlantic Division da un pò… ci daremo da fare a riguardo!!

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