Eccoci arrivati all’appuntamento immancabile del giovedì, il racconto della Rivalry del mercoledì notte italiano di questa settimana vedeva di fronte i Detroit Red Wings ed i New York Rangers.

LA RIVALITA’

La rivalità tra i New York Rangers ed i Detroit Red Wings si è un po “raffreddata” negli ultimi dieci anni dopo anni di sfide sentitissime quali sono sempre le partite fra due tra le “Original Six” della NHL; c’è sempre un po di “odio” infatti fra i fan delle sei squadre che compaiono dalla nascita negli almanacchi della Lega ed i team sentono questo sentimento trasformandolo in “aggressività” quando si affrontano nel ghiaccio.

REVIEW OF THE MATCH

DETROIT RED WINGS VS NEW YORK RANGERS 2-1 OT

Magnifica partita alla Joe Louis Arena di Detroit fra due squadre che vedremo sicuramente protagoniste ai prossimi playoff.

Andiamo controcorrente questa volta e partiamo dalle considerazioni: vincono i Red Wings ma credetemi, se c’era una squadra che doveva portare a casa i 2 punti erano i Rangers, in una partita che ha visto come grandissimo protagonista Jimmy Howard (man of the match) ossia il goalie di Detroit che ha chiuso con 40 interventi riusciti su 41 tiri.

Il primo periodo ha visto un’altalenanza di occasioni da una parte e dall’altra ed una grande aggressività da parte dei giocatori nel ghiaccio; partono forte i Rangers che creano la prima occasione dopo 4 minuti con Jesper Fast che lanciato in un 2 contro 1 non riesce a battere un ben posizionato Howard.

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Zetterberg con un passaggio fenomenale trova Abdelkader, tocco facile facile ed 1-0 Red Wings

Ma alla prima occasione i Red Wings passano; grande pressione di Zetterberg alla balaustra che costringe McDonagh a liberare malamente la zona con il disco che finisce prima della blu verso la mazza di Ericsson che cicca completamente il tiro ma con grande fortuna trova proprio il capitano di fronte alla gabbia intercettare e con un grandissimo passaggio in backhand servire in un piatto d’argento il puck al liberissimo Abdelkader che a porta spalancata non può davvero sbagliare, 1-0 Detroit.

Pochi minuti dopo i Red Wings avrebbero anche l’occasione di portarsi in doppio vantaggio ma è molto bravo Talbot a respingere l’assalto di Tatar e Jurco che non riescono ad infilare il disco sotto i suoi gambali; i Rangers spingono molto bene ma non creano molte occasioni da goal per merito della difesa arcigna della squadra di casa che blocca le avanzate avversarie e riparte molto bene creando qualche pericolo dalle parti dell’attento Talbot.

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I Rangers festeggiano il momentaneo 1-1

Come spesso accade dunque ad essere decisivo per riaprire il match ci pensa un powerplay, la pressione dei Rangers infatti viene premiata dal tocco decisivo di Dan Girardi dopo che il passaggio di Nash era stato ben intercettato dalla difesa che però non è riuscita in tempo a liberare la zona, 1-1 e squadre a riposo.

Il secondo periodo è un autentico “one man show”, Jimmy Howard infatti sale in cattedra respingendo tutte le 16 conclusioni dei Rangers che dominano in lungo ed in largo il periodo colpendo anche una clamorosa traversa con Marc Staal liberato ottimamente di fronte alla gabbia da Miller ma sfortunato nella conclusione che aveva battuto Howard.

Il terzo periodo invece risulterà essere giocato alla pari dalle due squadre che vedranno le loro conclusioni fermarsi sempre nei gambali o nei guantoni dei due goalie davvero in giornata superlativa; spettacolare l’intervento di Talbot a 10 secondi dal termine su tiro di Kronwall liberissimo che porta la partita all’overtime.

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Marek Zidlicki con una fortunosa carambola trova l’OT winner, 2-1 Detroit e Joe Louis Arena impazzita di gioia

Overtime che troverà gli unici tiri verso la porta da parte dei Red Wings (anche grazie alla superiorità numerica) ed in uno di questi arriva il tocco fortunoso sotto porta dell’ultimo arrivato, Marek Zidlicki, che fa innalzare il puck in maniera davvero assurda colpendo la schiena di Talbot prima di infilarsi inesorabilmente in gabbia.

2-1 Detroit e grande felicità per il nuovo arrivato Zidlicki che dichiara “non posso sentirmi meglio di come mi sento ora, segnare al mio esordio è stato davvero speciale e la vittoria è davvero fondamentale”; Marek inoltre è il primo giocatore con la maglia Red Wings  a segnare un goal all’overtime all’esordio da quando sono stati introdotti i 5 minuti di extra time, ossia dal 1983/84.

Come sempre molto schietto e sincero il coach dei Detroit Red Wings Mike Babcock che ha dichiarato “è bello vincere quando non giochi bene, il merito è solamente del nostro goalie che stasera è stato semplicemente perfetto; sembrava indossassimo degli scarponi da sci questa sera e non dei pattini per quanto lenti eravamo, abbiamo buttato via un sacco di dischi è l’unica cosa buona lo ripeto è stato Howard!”

Coach Alain Vigneult invece si dichiara “molto felice per come abbiamo giocato, specialmente nel secondo periodo dove li abbiamo davvero dominati, peccato aver ricevuto quella penalità all’overtime, in tre è dura difendersi e loro sono stati bravi a trovare la via del goal”.

Keith Yandle alla seconda presenza in maglia Rangers dichiara: “Penso che abbiamo giocato benissimo e loro sono stati solamente fortunati in quell’episodio, non era neanche un tiro ma bensi un batti e ribatti che sfortunatamente per noi è finito dentro; forse abbiamo sprecato troppo, qualche tiro non ha centrato la porta è vero, cercheremo di migliorarci partita dopo partita”.

Il man of the match Jimmy Howard invece risponde solo alle domande riguardanti ai playoff “ci sono molte squadre vicine, combatteremo ogni giorno per conquistare la posizione più alta perchè qui tutte corrono e noi non vogliamo venirne a meno”.

Un saluto a tutti ed alla prossima Rivalry!

Keep calm and watch NHL!!

 

 

Post By Max "Feelgood" (100 Posts)

Appassionato della terra a stelle e strisce, Max si innamora sin da piccino per uno sport da “duri”: l’hockey su ghiaccio. Cresce osservando le prodezze di Mario Lemieux e Jaromir Jagr, invecchia con le giocate di Sidney Crosby ed Evgeni Malkin… Scrive per PlayitUsa da gennaio 2015 e spera di trasmettere a voi lettori le stesse emozioni che vive il sottoscritto pensando, guardando, scrivendo, vivendo, respirando la meraviglia della NHL.

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