La Nhl ha vissuto il weekend appena passato nella festa dell’All Star Game, trionfo di momenti esilaranti, esaltanti e deludenti.

Andiamo con ordine con numeri, TOP e FLOP.

  1. Numero di stelle divise in due team, quello di Toews e quello di Foligno, i nomi ve li scriviamo tutti per vedere se cogliete subito chi manca:

Team Toews: Luongo, Halak, Crawford; Giordano, Weber, Seabrook, Suter, Faulk; Forsberg, Getzlaf, Toews, Elias, Bergeron, Seguin, Tavares; Gaudreau, Nash; Tarasenko e Voracek.

Team Foligno: Elliott, Fleury, Price; Keith, Doughty, Shattenkirk, Ekman-Larsson, Byfuglien, Burns; Kopitar, Johansen, Girgensons, Giroux, Stamkos, Nugent-Hopkins; Ovechkin, Foligno; Ryan, Vrbata, Kessel, Kane.

Chi mastica pane e Nhl si accorge che manca colui che, in teoria, è il volto della Nhl, Sidney Crosby, ma andiamo con ordine.

8 Il numero di All Star infortunati che hanno saltato la gara, oltre al già citato Crosby assenti anche Malkin (ma guarda un pò), Pearson, Howard, Rinne, Bobrovsky, Erik e Tyler Johnson.

29 I gol totali della partita finita 17 a 12 per il Team Toews, nuovo record per la gara delle stelle, 3 in più rispetto al 2001 nel 14-12 di North America-World.

17 I gol del Team Toews, 1 in più rispetto al record dei Wales nel 1993 a Montreal con Mike Gartner mvp e finito 16-6.

4 I gol di John Tavares, il cecchino degli Islanders eguaglia Wayne Gretzky nel 1983, Mario Lemieux nel 1990, Vincent Damphousse nel 1991, Mike Gartner nel 1993 e Dany Heatley nel 2003 tutti eletti poi mvp della gara, tutti tranne Tavares oggi.

6 I punti di Jakub Voracek come Mario Lemieux nel 1988, altro record eguagliato, ma nel 1988 Le Magnifique fu mvp, Voracek no. A questo punto l’mvp del 2015 inizia ad essere un mistero.

20 I giocatori al primo All Star Game.

108,5. Le miglia orarie del vincitore della gara del tiro piu potente vinta da Shea Weber, vicinissimo al record di 108.8 di Zdeno Chara. Weber non nuovo a tale potenza si lascia andare ad un “Sto male ogni volta che lancio un missile e qualcuno lo blocca zoppicando in seguito“. Cecchino.

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Shea Weber (NSH) la tocca piano!

 

11 I gol che arrivano nel secondo periodo, 7 del Team Toews e 4 del Team Foligno, nel 2009 ci si era fermati a quota 10.

7 I gol presi, ed è record, dal portiere che nel secondo periodo è stato massacrato di reti dicendo che “Son stati i 20 minuti più lunghi della mia carriera“, il nome del goalie? Proprio lui, Marc Andre Fleury. Elliott persino senza guardare avrebbe fatto meglio, le foto lo dimostrano!

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Brian Elliott (STL) da spettacolo

9 Gli anni di Rick Nash con la maglia di Columbus, fischiatissimo ad ogni azione perchè certi amori regalano un emozione per sempre.

6 Gli anni di prolungamento del contratto di Foligno con Columbus, padrone di casa della manifestazione e sconfitto in tutte le prove tra sabato e domenica.

32/35 I giocatori che hanno almeno un punto nel registro della partita, a quota 0 troviamo Girgensons, Kessel e Kopitar forse in vacanza troppo rilassati.

58 I secondi passati per vedere 3 gol con Suter, Giroux e Seguin che diventano 4 in 2 minuti con la rete di Stamkos

Voti del weekend con la testa tra le stelle:

8,5 John Tavares, si è dimostrato il cecchino della serata, il miglior cannoniere che rispecchia il momento magico dei suoi Islanders lanciati verso i successi di inizio anni 80.

9 Jakub Voracek, mezzo punto in più rispetto a Tavares perché oltre ai 6 punti realizzati ci mette del suo strappando i sorrisi nelle competizioni speciali del sabato, specie quando imita Johansen prendendo  un bimbo con se al tiro, peccato che il bimbo sia Johnny Gaudreau, rookie di 1,75 cm.

10 e lode Chris Sutter, il figlio di coach Darryl è un ragazzo di 21 anni affetto dalla sindrome di down, il padre gli ha regalato l’esser con lui in panchina con tanto di consigli alle stelle, applausi.

0 Sidney Crosby e gli pseudo infortuni: ce l’aspettavamo, l’All Star Game per molti è una festa e per alcuni una perdita di tempo, in pochi giorni il forfait di Malkin e Crosby (che sarebbero stati uno contro l’altro) fanno sembrare una farsa una bella vetrina per la Nhl.

Non pervenuto: Marc Andre Fleury è l’unico pinguino sul ghiaccio è questa è già una lode, rimpiange non aver simulato infortuni vista la grandine sotto forma di gol che lo colpisce.

6,5 Alla fine il titolo di mvp è stato preso da Ryan Johansen, idolo locale in una gara mediocre ma protagonista del breakaway di sabato, prima strappando applausi con la maglia di Ohio State fresca vincitrice del campionato poi quando ha preso Cole Voigt di 7 anni, figlio di coach Mike, per farlo segnare.

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Ryan Johansen (CLS) MVP

 

3, il titolo di Mvp tramite Twitter: non c’è ne voglia Johansen ma evidentemente ha parecchi seguaci in più su Twitter che si son dimenticati sia di Tavares che di Voracek, per la prima volta un social network ha stabilito il migliore della gara. Farsa 2

10 con lode e un sorriso in più: Alexander Ovechkin è stato il protagonista dell’episodio più divertente del venerdi sera quando con un foglio si è coperto il viso e ha fatto vedere il messaggio: “Voglio essere ultimo, ho bisogno di una macchina”, col chiaro intento di esser tra le ultime 2 scelte delle squadre per avere in regalo una vettura dello sponsor Honda, andata poi a Forsberg e Nugent-Hopkins. L’intento della Bestia era invece serio e da applausi, regalare la macchina al progetto Washington Ice Dogs dove il motto è “Hockey per tutti e tutti sono una stella” ente fondato nel 99 che permette a bambini con disabilità dello sviluppo di conoscere e giocare ad hockey.

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Ovechkin (WSH) vince una macchina per i Washington Ice Dogs

 

Non è tutto, Alex Il Grande è rimasto colpito dai progetti del Washington Ice Dogs tramite incontro con una bimba di 10 anni, Ann Schaub, affetta da sindrome di down, una volta a conoscenza della passione per entrambi verso il sushi colui che ha la faccia cattiva ha portato a cena la piccola fan e preso di petto l’impegno di regalare una macchina.

Lo zar quando vuole una cosa la ottiene,mvp e standing ovation per lui. Crosby prendi appunti.

 

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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