La lettera C nell’hockey indica il Capitano, colui che nel bene o nel male deve essere fonte di saggezza e ispirazione per i compagni di squadra, Jonathan Toews è il capitano vincente di questi ultimi anni, colui che ha risollevato i Chicago Blackhawks verso trionfi attesi da un’eternità.

Andiamo con ordine

Jonathan Bryan Toews nasce il 29 aprile 1988 a Winnipeg in Canada, il padre gli mette i pattini ad appena tre anni ed è come folgorazione, come per i grandi predestinati spunta fuori un talento ancora prima di leggere e scrivere.

Si narra che un anno dopo in molti chiedono al papà di Johnny la vera età, increduli che a 4 anni un bimbo possa già dar del tu al ghiaccio e sfidare i ragazzini più grandi e, come per Gretzky, la figura paterna è fondamentale quando Bryan Toews, elettricista, costruisce nel cortile di casa un campo da hockey dove tener sotto controllo i due figli,  Jonathan e David (fratello minore) ed incredulo assistere ai miglioramenti di un nuovo enfant prodige.

Gli spieghi un esercizio di hockey, gli fai vedere come si fa e lui immediatamente la fa molto meglio“, spiega cosi Bryan Toews il carattere del figlio.

E’ da subito stellare in WBAA con i Winnipeg Warriors, 193 punti in 48 gare e media di 4,02 punti a partita che ancora oggi risulta la più alta realizzata in questa lega.

Toews diventa cosi la prima scelta in Whl e si accasa con i Shattuck St.Mary dove dopo due stagioni e 228 punti segnati decide di compiere un ulteriore passo in avanti volando in Wcha, con l’Università del North Dakota, ultimo passo prima della chiamata in Nhl.

Chicago e la scelta numero 3.

Toews migliora ulteriormente, vince la Broadmore Cup ed è campione WCHA oltre ad essere nominato mvp della West Regional, per lui si sprecano lodi e complimenti:

Giocatore completo per la sua età che dovrebbe diventar più forte con l’esperienza, pattina bene, gestisce benissimo il puck, ottima visione di gioco, rende migliori i compagni di squadra.”

Con una valutazione simile ci si attende che Jonathan Toews sia la prima scelta del draft 2006, invece “Tazer” nickname del nativo di Winnipeg, finisce con l’imitare…Michael Jordan!

Per chi non avesse dimestichezza con draft, Nba e suicidio di Portland, riportiamo l’aneddoto del basket Nba nel glorioso anno 1984, con la prima scelta Hakeem Olajuwon (2 titoli con Houston 1994/95), con la seconda Sam Bowie (anelli zero e per Espn peggior scelta storica in un draft) per Portland e terza scelta, “soloMichael Jordan (inutile riassumere chi è e cosa ha rappresentato per la storia dei Bulls).

22 anni dopo la storia si riscrive per Chicago, prima scelta Nhl Erik Johnson per i Blues, Jordan Staal ai Penguins e altra terza, storica, scelta per la città del vento.

Nessuno in quel momento lo sa, ma è arrivato “Capitan Vincente”, oggi chiaramente prima scelta.

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Blackhawks & Stanley Cup.

I Blackhawks hanno vinto l’ultima Stanley Cup nel 1961 e hanno una squadra cha ha toccato il fondo agli inizi del 2000 dove tra proprietario e tifoseria si assiste ad uno United Center deserto e col triste record di franchigia col minor numero di fan al seguito.

Dal 2007 la pazienza dei pochi tifosi sempre presente viene premiata, con Toews arriva anche un cannoniere killer come Patrick Kane che si unisce a Duncan Keith, Brent Seabrook, Dustin Byfuglien, Dave Bolland e Bryan Bickell, tutte scelte del draft tra il 2002 e 2004.

Dopo 6 anni di attesa per i Blackhawks arrivano i playoff, il 10 ottobre 2007, per Toews arriva l’esordio, primo tiro e primo gol in Nhl contro gli Sharks e striscia positiva di 1 punto siglato nelle prime 10 partite di campionato, seconda striscia record della storia.

Toews e Kane giocano a occhi chiusi e a fine anno sono entrambi nominati per il Calder Memorial Trophy insieme a Nicklas Backstrom come rookie dell’anno, trofeo che poi vincerà il cecchino di Chicago numero 88.

La squadra ha come General Manager Stan Bowman, figlio del recordman di Stanley Cup vinte (13) Scotty Bowman e come coach Denis Savard, leggenda da 1.338 punti in carriera.

Con Savard però le cose non vanno bene, il 16 ottobre 2008 c’è il primo passo storico verso il paradiso con l’approdo in panchina di Joel Quenneville.

Nella western conference di quegli anni il dominio è tutto dei Detroit Red Wings, bestia nera di Chicago tra il 2007 e il 2009 con due eliminazioni ai playoff.

Nell’estate 2009 ecco il salto di qualità, vengono ingaggiati da Detroit Tomas Kopecky e sopratutto Marian Hossa, reduce da due finali perse e con la nomea di perdente.

Chicago diventa una macchina perfetta nonostante Toews si fermi per un paio di partite per i sintomi di una commozione cerebrale causata da Willie Mitchell contro i Canucks.

Nonostante il leggero infortunio Toews, diventato capitano a 20 anni e 79 giorni e terzo più giovane dopo Crosby e Lecavalier, rinnova con i Blackhawks un contratto di 6,5 milioni per 5 stagioni, trattamento simile riservato a Kane.

I playoff sono trionfali, eliminate nell’ordine Nashville 4 a 2, Vancouver 4 a 2 e distrutta San Jose, testa di serie numero 1, per 4 a 0.

La Stanley Cup contro Philadelphia regala il sogno a Chicago, il 9 giugno Patrick Kane espugna il Wachovia Center segnando al supplementare il gol del definitivo 4 a 3, Toews, miglior giocatore dei playoff con 7 gol e 29 punti totali, solleva la sua prima Stanley Cup, secondo capitano più giovane dietro Sidney Crosby che l’ha preceduto di un anno.

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L’anno successivo a causa del tetto salariale Chicago perde molti protagonisti della coppa appena vinta, tra cui il portiere Niemi, Byfuglien, Versteeg e Ladd, con i Blackhawks che chiudono come ottava testa di serie ad ovest e vengono eliminati in sette gare dai Canucks, nonostante la serie arrivi alla settima partita dopo uno svantaggio di 3-0 per i campioni.

Per Toews arrivano comunque 76 punti in 80 gare e 4 in sette partite di playoff.

Gli infortuni bloccano ancora la crescita di “Capitan serious” nel 2011/12 gioca 59 partite ma si fa male contro Nashville e rientra in tempo ai playoff, giusto per evitare lo sweep contro Phoenix ma non l’eliminazione per 4 a 2.

Due stagioni sfortunate servono per ricaricare la corazzata Hawks, nel 2013, stagione accorciata causa lock-out, con 48 partite disputate arrivano 36 vittorie per Chicago e primo posto nella regular season.

I Blackhawks sembrano imbattibili e confermano le promesse, con lo United Center sempre strapieno fanno fuori i Wild per 4 a 1, soffrono con gli arcigni Red Wings ma vincono la serie 4 a 3 per sbarazzarsi poi dei Kings campioni in carica per 4 a 1.

Durante le finali di conference la Nhl sogna la finalissima tra Toews e Crosby per decretare il migliore in assoluto, ma il capitano dei Penguins sparisce nella battaglia contro Boston e alla fine sono i Bruins a contendere la Stanley Cup.

Anche questa seconda finalissima in 3 anni è la passerella per Chicago, i Bruins che tanto avevano spaventato i Penguins vengono ridimensionati contro la classe di Toews, brillante nel sacrificare la sua vena offensiva diventando un ottimo difensore, tanto da guadagnarsi il Selke Trophy quale miglior attaccante in fase difensiva.

Sollevare al cielo la seconda Stanley Cup dopo 6 gare è il naturale merito di un ragazzo serio, anche se a lui “Capitan Serio” da fastidio, e il giusto coronamento di un Dream Team.

Solo l’eliminazione in gara 7 del 2014 contro i futuri campioni dei Kings ha privato Toews della terza Stanley Cup ma state certi i Blackhawks hanno nel mirino la coppa nel 2015.

Capitan Internazionale

Toews non è solo Blackhawks, con la Stanley Cup 2010 diventa membro del Triple Gold Club aggiungendo alla coppa la vittoria dei Mondiali e delle Olimpiadi Invernali.

Medaglia d’oro ai Mondiali Under 17 del 2005 dove è anche cannoniere, World Junior Championship 2006/07 e Mondiali 2007 anticipano l’anno di grazia 2010.

Se a giugno solleva la coppa più bella del mondo a febbraio vince le Olimpiadi disputate a Vancouver, sigla 8 punti con 7 assist, nominato miglior attaccante apre poi le marcature nella finalissima contro gli Usa, lasciando poi il palcoscenico d’onore al gol d’oro di Sidney Crosby.

Si ripete nel 2014 a Sochi quando il Canada vince tutte le gare disputate, compresa la semifinale contro gli Usa per 1 a 0 e la finalissima contro la Svezia per 3 a 0. Anche in questo caso Toews apre le marcature della gara che vale l’oro e Crosby poi raddoppia prima del gol finale di Kunitz.

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Capitan vincente

Raccontando di Jonathan Toews spesso si è fatto il nome di Sidney Crosby e come per i gloriosi tempi di Lemieux e Gretzky capita spesso di trovare la domanda su chi è il più grande.

I numeri singolarmente premiano Crosby come miglior giocatore ma Toews nel paragone non sfigura affatto, i numeri di squadra premiano invece il capitano dei Blackhawks, vuoi per le 2 Stanley Cup vinte contro 1 dei Penguins, vuoi perchè Pittsburgh dalla Stanley Cup 2009 è peggiorata lentamente, ma va fatto notare che con Crosby nella stessa linea di Hossa e Sharp le statistiche di Sid aumenterebbero vorticosamente rispetto ad un Toews in coppia con Kunitz e Stempniak.

Senza scomodare Lemieux e Gretzky possiamo invece avvicinare Toews ad un altro grandissimo capitano degli anni d’oro della Nhl, Toews è il Mark Messier di questa generazione, segna sempre, ottimo difensore, vince gli ingaggi e non teme le cariche avversarie oltre ad essere un playmaker da dieci e lode, cosi se in pochi anni lo United Center è passato da 13.000 presenza a gara al tutto esaurito è perchè la Chicago di hockey ha scoperto il suo Michael Jordan, e la maglia numero 19 indossata sulla statua di Air MJ fuori dal palazzetto ha sempre portato bene.

Nel 2015 nessuno si stupisca se il gesto scaramantico sarà riproposto con la terza finalissima.

Buona Nhl 2014/15 a tutti.

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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