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Ad un passo dal sogno il Re dice di no.

Los Angeles @ New York – Gara 4 (3-0)

Solo sessanta minuti in una stagione lunghissima ed esaltante, tre tempi che possono consegnare Lei, la Stanley Cup, la coppa più bella del mondo ed abbracciarla, sollevarla e innamorarsi istantaneamente.

Ma il Re ha detto no.

Il Re è Henrik Lundqvist, portiere che deve tenere a bada il regno dei Rangers ad un passo dal cappotto per 4 a 0.

New York e il Madison Square Garden fiutano il pericolo, i prezzi per gara 4 si dimezzano perché c’è bisogno di tutto il calore possibile, almeno per smentire statistiche datate 1942 su rimonte dal 3 a 0 nella finalissima.

Lundqvist non ci sta all’amore tra Kings e Stanley Cup, le sue cifre nella finalissima non sono da Re e per ora Quick gli è superiore in tutto, anche grazie alle 32 parate con shutout in gara 3.

La gara si sblocca dopo 7 minuti grazie ad un power play concesso dai Kings con Mitchell, sul finire della penalità ecco il tiro di John Moore deviato da Pouliot per l’1 a 0.

In svantaggio Kopitar e compagni iniziano l’assedio alla porta del goalie svedese ma senza successo, è anzi St.Louis, animale da playoff, a battere Quick per il 2 a 0 su assist di Kreider.

Pochi minuti dopo e l’ennesima rimonta Kings sembra aver inizio, Girardi rompe un bastone e capitan Brown s’invola verso Lundqvist, tiro e rete del 2 a 1, paura per la Grande Mela e coraggio californiano.

La gara sale d’intensità, più volte il disco viaggia verso la rete ma si ferma sulla linea, la disperazione di Los Angeles assomiglia ad un match di football dove il pallone deve finire a tutti i costi in meta, le mischie si moltiplicano ma quando tutto si dirada il disco è sempre li, sul guantone di Lundqvist, Re indiscusso dei suoi.

I rimbalzi che tante volte hanno favorito i Kings non si presentano, Los Angeles, bella storia di questi playoff 2014, già data per spacciati al primo turno con un perentorio 3 a 0 di San Jose rimontano sempre e non muoiono mai, chiedere poi ai Blackhawks e alla drammatica gara 7 della finale di conference, una sconfitta oggi ci può stare.

Il 2 a 1 finale consegna gara 4 ai Rangers, bravi almeno nell’evitare lo sweep, Lundqvist migliora quella percentuale di 3,13 gol subiti in finale che tanto stona con l’1,68 di Quick fino ad ora.

La festa potrebbe essere solo rimandata allo Staples Center, l’arena che orfana dei trionfi di Kobe Bryant ha assistito alla magia della Nhl con l’avvento di coach Daryl Sutter nel 2012, in sostituzione di Terry Murray, con i Kings dodicesimi ad ovest che conquistano un insperato ottavo posto e da li la cavalcata verso la prima Stanley Cup contro i Devils.

Per sognare c’è ancora tempo, ma bisognerebbe prima interpellare il Re, per lui gara 4 si chiude con 40 parate e una notte da campione, una notte da Lundqvist.

Prossimi appuntamenti

NY Rangers @ Los Angeles – Gara 5 – 13 giugno

Post By Francesco Fiori (212 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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