Ennesima Gara7 in trasferta ed ennesima vittoria dei Los Angeles Kings, che, dopo aver eliminato San Josè Sharks (dopo essere stati sotto 3-0 nella serie) ed Anaheim Ducks (sotto 3-2 dopo Gara5) mandano a casa gli (ormai ex) Stanley Cup Defenders Chicago Blackhawks. In questi playoff i Kings stanno riscrivendo tutti i record della NHL: quarta squadra nella storia a ribalatare una serie dallo 0-3 (ultimi i Philadelphia Flyers nel 2010 contro Boston), prima squadra a disputare tutte le 21 partite di playoff verso le Stanley Cup Finals e prima squadra a vincere 3 Game7s in trasferta negli stessi playoff: come si dice in America History Will Be Made.

Storia invece finita (quella del 2013-2014) per Chicago, che comunque ha lottato fino all’ultimo riequilibrando una serie che sembrava ormai persa ed arrendendosi solo al gol di Martinez nell’overtime della settima gara; uscita a testa alta degli ex campioni in carica ma tantissimi i rimpianti per non aver sfruttato a pieno l’inerzia della serie a loro favorevole e il fattore casa in Gara7.

Dustin+Brown+Jonathan+Quick+Chicago+Blackhawks+ujWiNaaSZxTl

Ci eravamo lasciati dopo Gara4 col punteggio di 3-1 per i Kings e i Blackhawks sembravano spacciati. Sembravano appunto… ma, citando l’ormai consunta massima di Rudi Tomjanovich, coach dell’NBA, Don’t ever understimate the heart of a champion. Per Gara5 tra le mura amiche, Chicago comincia a mille e dopo 3 minuti è in vantaggio 2-0 con Seabrook (powerplay dopo la penalità a Doughty) e Oduya. Los Angeles però non è squadra femmina e al 10° accorcia con Stoll: gol meritatissimo per lui, che ha vinto tantissimi ingaggi in questa serie, abbassando sensibilmente la media di Toews. Gli Hawks allora si affidano alla loro seconda linea che aumenta il vantaggio con Saad, ma due minuti dopo Gaborik riaccorcia le distanze: 3-2 per Chicago e fine primo periodo. Nella seconda frazione i portieri cominciano a fare il loro dovere, soprattutto Quick (LA) che para tutti gli 11 tiri scagliati contro la sua porta, un po’ meno Crawford che si fa infilare 2 volte, prima da capitan Brown (11°) e poi da Pearson, e siamo 4-3: anche la seconda linea dei Kings compie ampiamente il suo dovere. Nel terzo periodo non c’è neanche il tempo di assimilare il Gatorade e Chicago pareggia subito i conti con Smith al 1° minuto; in questa frazione gli Hawks cingono d’assedio la porta bianconera (16-9 i tiri in porta) ma Quick è sempre Quick, e la partita va all’overtime. Il supplementare è molto equilibrato nel senso che entrambe fanno pochissime badando più a distruggere che a creare, ma al 2° OT Handzus (promosso in seconda linea) infila un gran disco in rete per il 5-4 e il 2-3 nella serie. In questa partita si è rivisto  finalmente Pat Kane che ha fornito 4 assist ai compagni compreso il goldengoal, guadagnandosi la prima stella della serata.

Gara 6 nella città degli Angeli potrebbe chiudere i giochi per a favore dei Kings: nel primo periodo solita fase di studio con molta circolazione del disco e pochissimi tiri per entrambe le squadre (9-8 per Chicago i tiri in porta nel primo periodo), fino al 17° quando i Kings con la loro seconda linea passano in vantaggio con Dwight King dopo aver “ucciso” il primo powerplay degli Hawks: si va al primo riposo sull’1-0. Dal secondo periodo risale in cattedra il desaparecido delle prime 4 gare, ovverosia Kane: l’#88 di Chicago pareggia i conti in powerplay con un tiro di polso al primo minuto. 1 minuto dopo Saad (forse il miglior Hawk in questa serie) porta in vantaggio i rossobianconeri. Finalmente si rivede un buon Crawford che riesce a respingere tutti e 13 i tiri scagliati contro la sua porta. Nel terzo periodo però si deve inchinare alla pressione di Los Angeles che va a segno 2 volte in 2 minuti (5° e 7°) con Doughty e Martinez (PPG). Gli Hawks subiscono molto la carica agonistica dei Kings, sospinti dal pubblico dello Staples Center, ma riescono comunque a pareggiare con Keith all’11°, salito dalla difesa ad aiutare un attacco poco incisivo. Attacco che al 16° però ritrova la profondità e con Kane (doppietta per lui) si porta sul 4-3. Il punteggio resiste fino alla fine nonostante la carica di LA che assedia la porta di Crawford. Chicago espugna lo Staples Center e forza i Kings all’ennesima Gara 7 fuori casa.

Kings Blackhawks Hockey

Per la gara live-or-die lo United Center di Chicago è strabocchevole, col pubblico dell’Illinois deciso ad essere il settimo uomo sul ghiaccio. L’inerzia della serie sembra ormai essere a favore degli Hawks, che infatti sfruttano the momentum segnando due gol in 8 minuti col solito Saad e con capitan Toews in powerplay (dopo 3 partite a digiuno). I Kings ci hanno però insegnato che sottovalutarli è un peccato da girone infernale e infatti sfruttano un calo di intensità di Chicago e in meno di un minuto pareggiano con Carter e Williams (16° e 17°). Gli Hawks capiscono la lezione e 10 secondi dopo il 2-2 Sharp riporta in vantaggio i suoi. 3-2 e fine primo periodo. Nella seconda frazione gli Hawks decidono che bisogna chiudere (16-4 i tiri nel secondo periodo) e assediano la porta di Quick con la prima, la seconda e la terza linea (mancavano solo i magazzinieri), ma con quel portiere non si passa.

I Kings, con gran senso dell’umorismo, pareggiano con Toffoli al 10° minuto e Chicago deve aspettare il quarto powerplay del periodo per riportarsi in vantaggio e sfruttare il lungo assedio col ritrovato Sharp (anche lui desaparecido in questa serie) al 18°. Nell’ultimo periodo i Kings mettono fuori il naso e approfittano della stanchezza di Chicago per far correre qualche brivido a Crawford: brivido giustificato perchè al 12° Gaborik infila il portierone degli Hawks e pareggia i conti 4-4. Gli Hawks provano a fare lo stesso a Quick ma ormai l’inerzia si è esaurita e la partita va ai supplementari. E quando le stelle sono troppo stanche devono salire in cattedra i comprimari: uno di questi è il difensore Alec Martinez che al 5° minuto decide di portare i suoi in finale col suo 5° gol in questi playoff e diventando per una notte l’eroe di Los Angeles.

Los Angeles Kings v Phoenix Coyotes - Game Five

Finisce qui una delle serie più emozionanti dell’anno: una serie che sembrava già chiusa dopo gara 4 ma che è stata riequilibrata dagli uomini di Chicago con due vittorie consecutive. Ma dopo aver fatto 30 non sono riusciti a fare il classico 31 e i Kings strappano la terza Gara 7 consecutiva in trasferta e si riprendono il Campbell Trophy, come vincitori dei playoff della Western Conference, dopo che Chicago (nemesi storica) glielo aveva strappato nel 2013. Chicago che esce sconfitta da questa serie, ma a testa alta, riuscendo a far fronte ai momenti di difficoltà affidandosi alle seconde linee (Saad e Handzus su tutti); l’unico neo rimane ovviamente la difesa che ha in Keith l’unico punto d’appoggio fisso, e in Crawford, che è un buon portiere ma che in questa serie ha mostrato i vecchi difetti. Chi non ha problemi di portiere è certamente Los Angeles con Quick, che in questa serie magari non ha brillato come in precdenza, ma si è sempre trovato pronto quando occorreva.

Anche tra i Kings le seconde linee hanno fatto la loro porca figura, con Muzzin, Carter, Toffoli e nella loro prima linea hanno un certo Justin Williams che dopo questa serie è diventato il top scorer delle gare 7 dei playoff (7G + 7A = 14P in 7 gare). Già detto che Los Angeles è la squadra dei record? NEW YORK E’ AVVISATA…!!

#BecauseItsTheCup

Recap Series (LA wins 4-3)

Game 1 LAK@CHI 1-3
Game 2 LAK@CHI 6-2
Game 3 CHI @LAK 3-4
Game 4 CHI @LAK 2-5
Game 5 LAK@CHI 4-5 2ndOT
Game 6 CHI@LAK 4-3
Game 7 LAK@CHI 5-4 OT

Pietro Sessolo for HNC

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