Tutti i viaggi arrivano alla fine, e il nostro si conclude dall’altra parte del continente, affacciandoci sull’oceano opposto a quello da cui siamo partiti. Pronti a imbarcarci su qualche transatlantico per arrivare a Cividale in tempo per far pulire al Sabba (che viaggerá nella stiva) gli studi per l’inizio della prossima stagione radiofonica. Dedichiamoci quindi alle ultime quattro squadre della Metropolitan Division.

Philadelphia Flyers

FlyersUna squadra che probabilmente quest’anno causerà più di qualche grattacapo sono di sicuro i Flyers. L’anno scorso è andata come è andata, a causa di qualche infortunio che ha messo i bastoni tra le ruote alla squadra della città dell’amore fraterno. Ma quest’anno la musica sarà diversa.

Il mercato estivo ha portato soprattutto tre nuovi grandi nomi a vestire la casacca bianco-arancione, uno per reparto: Lecavalier, Streit e Emery. Di Lecavalier poco da dire, se non altro perchè conosciuto da tutti: nell’ultima stagione è stato fermato dall’infortunio al piede, ma in questa annata potrebbe tornare ai livelli a cui ci aveva abituato. Streit può dare un contributo in difesa, far girare il disco e spingersi anche in avanti, se supportato dal resto della squadra. Il titolato Emery probabilmente andrà a dividersi il compito tra i pali con il più giovane Mason, entrambi con la voglia di dimostrare di poter essere titolare.

Scendendo nella profondità delle linee, si può ancora trovare qualche elemento che può garantire stabilità (in terza linea), e può creare scompiglio (giù in quarta). Se la difesa tiene botta alle botte e agli infortuni, senz’altro una squadra da tenere d’occhio (un nome su tutti: Couturier).

New Jersey Devils

DevilsNel New Jersey non sanno cosa pensare. Dopo essere arrivati primi o secondi in division per 12 volte in 13 anni, nelle ultime tre stagioni non hanno mai superato il quarto posto. Nelle scorse due estati hanno perso due pedine importantissime, probabilmente le migliori, nella loro glaciale scacchiera: Parise l’anno scorso, e Kovalchuk quest’anno.

Con i soldi risparmiati sul russo, pero’, c’é stato qualche acquisto: Clowe, Ryder, Olesz e Jagr, per aiutare l’attacco, mentre il reparto difensivo rimarrà lo stesso dello scorso anno. In aggiunta agli acquisti, da uno scambio è arrivato Schneider (ricordate la telenovela Luongo-Schneider?), probabilmente erede di Brodeur in odore di pensione.

Un apporto simile a quello dato da Kovalchuk sarà difficile da trovare. Il russo ha avuto praticamente un punto di media a partita nelle 816 gare di regular season NHL che ha disputato, e una serie di nove stagioni di fila con almeno 30 goal, striscia interrotta solo dal lockout appena concluso.

Adesso bisogna vedere come si adatterà la squadra al nuovo roster. Bisogna ritrovare, o meglio deve ritrovarsi lui, lo Zajak dei bei tempi andati, mentre si spera che Henrique e Larsson, a cui si sta costruendo la squadra addosso, si decidano a prendere in mano e tener ben salde le redini dei Devils.

New York Rangers

RangersUn anno fa le aspettative dei Rangers all’inizio del campionato erano semplici: ripetere quanto fatto l’anno precedente e se possibile andare oltre. Non è andata così: dopo un primo turno di playoff massacrante contro Washington, sono stati eliminati tranquillamente da Boston. Tortorella si è preso la colpa, e ha salutato la Grande Mela, con gaudio dei tifosi e di Vic.

Adesso, ci si trova allo stesso punto dell’anno scorso, solo con un nuovo coach, Vigneault, arrivato da Vancouver con un nuovo staff di allenatori per dare un giro di vite a New York. Probabilmente quello che serviva, visto che la squadra ha avuto qualche movimento di mercato o di free agency, ma niente di sismicamente importante.

La porta è difesa alla grande da quello che molti considerano il miglior portiere del mondo al momento: re Lundqvist (che nella Lega se la gioca con Quick, insidiati entrambi da Rask). La difesa è sempre quella, la stessa che la scorsa stagione è stata la quarta migliore della Lega, concedendo 2.25 goal a partita di media. L’attacco, se recupera tutti i giocatori operati in estate e in attesa di completa guarigione, vede i nomi di Richards, Callahan, Brassard e Nash scalpitanti e pronti a provare quello che il nuovo coach chiederà loro.

Riassumendo: la difesa non ha niente da dimostrare a nessuno, ma deve confermare la propria solidità nella stagione di 82 partite. L’attacco aspetta solo l’aria fresca portata dal nuovo coach, che a Vancouver negli scorsi anni ha fatto prosperare il reparto offensivo come pochi. La stagione per i Rangers comincia in salita, però, poichè i lavori in corso in casa Madison Square Garden lo manterranno inagibile per le prime 9 gare, di cui le prime 5 a ovest. In passato era già successo e non era andata bene, ma le stagioni cominciano sempre da zero, senza memoria.

New York Islanders

IslandersA Long Island si procede con i piedi di piombo. Tutti a dire che le cose vanno prese con calma, che la squadra si sta costruendo, ecc. Certo è che dopo la stagione dell’anno scorso, che li ha visti arrivare ai playoff per la prima volta dal 2007, un pò dispiacerebbe non ripetere anche quest’anno.

A trascinare tutti c’è lui, praticamente l’unico nome importante della squadra, attorno a cui stanno costruendo il futuro: Tavares. Nominato da poco capitano (14esimo nella storia della franchigia), ad un passo dall’Hart Trophy nella scorsa stagione, John ha solo che da confermarsi e migliorarsi. Gli altri sono satelliti attorno a lui.

In estate è arrivata la conferma a Nabokov, che quindi rimarrà a difendere i pali degli Islanders senza praticamente nessuno a insidiarlo (Rick “Vergogna” DiPietro si è perso nella AHL, dove starà sicuramente contando i soldi facendo attenzione a non infortunarsi).

Per il resto, si spera nei giovani, uno su tutti Strome. C’é un filo di preoccupazione sulla difesa, che con la partenza di Streit si é indebolita. Poco altro da dire su questa franchigia che potrebbe riconfermarsi agli stessi livelli della passata stagione, ma che di sicuro sarà tra quelle più penalizzate dal realignment.

 

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