Continua e finisce la carrellata sull’Atlantic Division. Rimangono le due canadesi che l’hanno scorso sono andate ai playoff, Buffalo, e soprattutto i vicecampioni in carica. Vediamo come hanno passato l’estate e cerchiamo di immaginare come ci faranno passare l’inverno.

Toronto Maple Leafs

Offseason movimentata per i Leafs che dopo essersi ricordati come si accede ai playoff hanno ben pensato di smuovere un po’ le acque. Forse la partenza di Burke ha segnato in qualche modo un cambio di rotta.

Toronto Maple Leafs center Nazem Kadri celebrates a goal against the Buffalo Sabres during the first period of their NHL hockey game in BuffaloPrima il buyout del contratto del neosposo Grabovski, a una stagione dopo avergli dato circa 5.5 milioni di dollari per 5 anni. Al suo posto ne daranno 4 per gli stessi anni con il rinnovo di Bozak. Poi la free agency, con i 5 e passa milioni a Clarkson e l’arrivo di Bolland e del portierino Bernier, come premio a Reimer per essersi affermato ed aver guidato la squadra ai playoff. Il buon James l’avrà presa benissimo, fatto sta che anche per la prossima stagione il posto da starter non è garantito e dal canto suo Bernier dopo aver vissuto per anni alle spalle dell’ascesa di Quick a Los Angeles sarà stanco di fare il backup e metterà un sacco di pressione addosso al suo collega. Scelta discutibile insomma, ma a volte la concorrenza paga.

La pioggia di soldi nelle tasche di Clarkson invece si spiega solo elogiando la maestria del suo agente, ma a parte questo Toronto ha portato a casa un’ala tosta che sa come si segna, anche se sarà un caso ma l’unica mezza stagione (corta!) con numeri da vero fuori classe l’ha vissuta all’inizio di quella passata e con fior fiori di compagni in linea. Facile che Clarkson possa girare al fianco di Nazem Kadri e van Riemsdyk, entrambi in cerca della consacrazione definitiva. La prima linea invece dovrebbe rivedere il trio che tanto ha fatto bene la scorsa stagione, con Bozak al centro con le stelle Lupul e Kessel sulle ali. Da vedere come sarà impiegato Bolland, mentre per i bassifondi ci saranno i soliti McClement e il sempre odioso Orr.

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In difesa Phaneuf alla fine è rimasto, se mai ci sia stata una reale possibilità di vederlo in una trade lontano da Toronto. Anche il resto del reparto rimane pressochè invariato, con Franson pedina fondamentale e i vari Liles e Gunnarson sempre utili alla causa.

In generale le premesse ci sono tutte per replicare i buoni risultati della scorsa stagione, ma bisognerà vedere la tenuta della squadra sulle 82 gare. Potremo allora verificare se queste mosse siano stati colpi di genio o se addirittura controproducenti.

 

Montreal Canadiens

I Canadiens hanno avuto una come-back season l’anno scorso dopo quella disastrosa del 2011-12 e quest’anno non è detto possano proseguire il trend. La stagione passata sono partiti con la diatriba sul contratto di Subban, ma il buon PK sembra essersi guadagnato a pieno i quasi 3M dati e con un Norris nel taschino batterà ancora casOttawa Senators v Montreal Canadiens - Game Fivesa la prossima stagione.

Nel frattempo rimane intatto il duo con Markov che ha fatto sognare i tifosi. I due in particolare sono stati devastanti in powerplay registrando un totale di 49 punti con l’ uomo in più e finendo entrambi nella top5 di questa speciale classifica tra tutti i giocatori NHL. Affianco a loro un reparto non irresistibile ma con una serie di gregari che possono dire la loro, tra l’altro molto nel loro contract year a parte Gorges e i vari prospects.

In attacco rimangono i riferimenti Plekanec, Pacioretty, Desharnais e capitan Gionta ed è arrivato anche Briere, silurato da Philadelphia. Rimane comunque lo spazio per vedere l’evoluzione dei sophomore Galchenyuk e Gallagher che tutti abbiamo ammirato la passata stagione. Possibile sorpresa dal camp l’impressionante first pick 2013, McCarron, anche se il gigante deve ancora lavorare pur essendo fisicamente pronto, e non è detto non arrivino ancora sorprese positive da altri prospetti.

In porta Price deve riuscire a fare continuità alle sue prestazioni positive per non rimanere una mezza incompiuta, ma rimane comunque un buon starter. Coach Therrien non avrà un lavoro semplice ma alla fine saranno dietro le favorite a lottare per un posto ai playoff, con Ottawa e Toronto magari. Noi non aspettiamo altro che goderci questa ennesima battaglia.

Buffalo Sabres

Dite quel che volete ma quest’anno Buffalo è una delle squadre con meno appeal della Lega. Nelle passate stagioni si è provato il colpaccio portando in casa gente dalla free agency, ma i risultati hanno deluso oltremodo le aspettative. Tempo di ripartire quindi, e il primo segnale forte è stato il licenziamento di Lindy Ruff, che oramai aveva fatto le radici sulla panchina dei Sabres. Via anche Pominville e Regehr e si riparte con un roster che non fa propriamente ben sperare.

GRIGORENKO_GIRGENSONS_BUF_3In attacco il pezzo forte rimane Thomas Vanek, con l’incognita Leino ancora lì e altri giocatori in cerca della consacrazione come Ennis o Marcus Foligno. Si punterà anche su Hodgson e sul russo Grigorenko, praticamente due rookie, per colmare l’ormai famoso buco al centro. Neanche fossero una ciambella. Si punterà sui giovani, in particolare quel lituano di Girgenson, draftato assieme a Grigorenko, che ha fatto vedere grandi cose in AHL e può portare quanto meno grinta ed entusiasmo. Non manca comunque gente di intensità: vedi Ott, Kaleta e compagnia bella.

In difesa Ehrhoff e Myers son due buoni nomi da cui partire, nonostante il secondo si sia un pò adagiato sugli allori dopo la stagione da rookie. Tallinder ha grande esperienza e a completare il reparto gente come Mike Weber, ma potrebbe trovare spazio qualche rookie come Mark Pysyk, first pick nel 2010.

In porta occhio a Miller in scadenza di contratto: potrebbe tornare ai fasti di qualche stagione fa dopo due anni non esaltantissimi in cui mille voci lo volevano scambiato chissà dove. Il backup sarà Enroth ma non mancano le alternative tra i pali come Hackett, arrivato da Minnie con la trade Pominville.

La nostra previsione è che ritroveremo Buffalo a lottare in alto, al prossimo Entry Draft. Non sono da escludere sorprese di ogni sorta ma la sensazione è che si stia cercando di cambiare aria e per farlo ci sarà bisogno di tempo.

Boston Bruins

Cosa sarebbe successo se Iginla fosse finito a Boston alla passata deadline? Con i se e con i ma non si fa nulla, ma anche il buon Jarome deve esserselo chiesto, e adesso prova a mandare indietro l’orologio vestendo la casacca dei Bruins. Fosse così facile: Iginla deve mettersi alle spalle il fratello scarso visto gli scorsi playoff e dimostrare che ne ha ancora e può essere determinante.

Rimane il fatto che i Bruins, vicecampioni in carica, hanno cambiato non proprio poco e sono ancor più tra i favoriti ad est. I favoriti nella loro division.

In attacco Bergeron deve prima riprendersi dai mille infortuni post playoff ma ha dimostrato di essere un vero trascinatore e si dice pronto a ripartire. Con lui rimangono anche i vari Marchand, Lucic e Krejci, questi ultimi assolute bestie da playoff dopo aver vivacchiato nella scorsa regular season. Non va poi dimenticata gente da bottom six come Chris Kelly che nel proprio ruolo di checker rimane tra i migliori, e che nel complesso rende la squadra solida sotto ogni aspetto.

Oltre ad Iginla poi è arrivato un certo Loui Eriksson in una delle trade più chiacchierate dell’offseason che ha visto finire a Dallas Tyler Seguin. Il messaggio è cristallino e lo ha ribadito anche il GM Chiarelli, fresco di rinnovo del contratto: Boston punta alla Coppa. Ricevuto, forte e chiaro.rask

In difesa è andato solo Ference ma il gruppo che ha caratterizzato la squadra è rimasto, con capitan Chara su tutti e con Dougie Hamilton che potrà ampliare ulteriormente il suo ruolo nel reparto. C’è inoltre curiosità nel vedere cosa potrà combinare in una stagione lunga Torey Krug, effettiva sorpresa del 2012-13.

In porta Rask ha dimostrato di valere i soldi del suo nuovo contratto (56M$ nei prossimi 8 anni): con lui i Bruins possono dormire sonni tranquilli anche dopo la stagione del letargo.

La sconfitta nella finale ha lasciato l’amaro in bocca ma a quanto pare a Boston hanno ancora una gran fame.

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2 thoughts on “NHL Preview 2013-14: Toronto, Montreal, Buffalo, Boston

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