Chicago vince la Stanley Cup

NHL Preview 2013-14: Chicago, Minnesota, Winnipeg, St. Louis

Continua il viaggio di Hockey Night in Cividale alla scoperta della 30 squadre NHL che incroceranno i bastoni il primo di ottobre. Si sale a nord, sempre nella Central Division e si va a vedere come si sono mossi quest’estate i Campioni in carica di Chicago, Minnesota, la nuova arrivata ad Ovest Winnipeg e la promettente St.Louis.

Chicago Blackhawks

La finale più difficile da vincere è la seconda. sono le parole di Joe Montana, quarter back della dinastia dei 49ers. I Blackhawks sono l’unica squadra ad aver superato lo scoglio nel dopo lockout, e viste le mosse in estate sono la cosa più vicina al creare una dinastia nella nuova NHL. Chicago vince la Stanley Cup

Il reparto offensivo sarà come sempre guidato dai due wonder boy dell’hockey nord americano, con Kane che rappresenta la grande speranza statunitense per Sochi, e Toews che non sarà il miglior C canadese ma fa comunque fatica a non trovare posto sul podio. Una delle scelte più difficili dell’estate ha riguardato i due eroi dei playoff: il trascinatore Bickell e l’uomo che ha segnato il cup winning goal Bolland. Chicago ha rinnovato il primo, prototipo del power forward perfetto per la prima linea, scegliendo di mandare il secondo a Toronto. Il che creerebbe un problema a qualsiasi squadra, vista la rarità di C completi come lo era Bolland. Non qua, dove Sharp, Handzus, Saad, il giovane Pirri, Kruger, Shaw e Leblanc potrebbero tutti ricoprire quel ruolo. Spetta solo a Quenneville la scelta.

In difesa i pattinatori rimangono gli stessi che hanno conquistato il record di 24 vittorie consecutive per aprire la stagione e il più importante premio finale, visto il rinnovo di Leddy che era l’unico in ballo. Deja vu in porta, dove oltre all’allenatore è cambiato pure il backup con Emery che va a Philadelphia e il Bulin Wall che si ripresenta 40enne a Chicago.

Minnesota Wild

niklasDopo 4 anni di assenza, la scorsa stagione i Wild, investendo una cifra vicina ai 200 milioni di dollari per due giocatori come Parise e Suter, sono riusciti quantomeno a giocare il primo turno dei playoff. Giusto il tempo per farsi sbattere fuori in 5 partite da Chicago. Ora lo scoglio Chicago se lo troveranno davanti già in regular season nella nuova Central Division.

L’ossatura della squadra sarà ancora composta da Zack Parise in attacco, Ryan Suter in difesa e Nichlas Backstrom in porta. Intorno all’ossatura manca però il cicin, la carne, la sostanza. Quest’estate hanno salutato il Minnesota due dei top5 scorer della squadra: Devin Setoguchi e Matt Cullen. Oltre a Pierre-Marc Bouchard, Cal Clutterbuck e Tom Gilbert. Un bella diaspora, non c’è che dire.

Le speranze dei Wild sono quindi affidate ai giovani talenti che, a questo punto, sono quasi obbligati a giocare e ad emergere il piú presto possibile. Stiamo parlando del centro Mikael Granlund e delle ali Charlie Coyle e Jason Zucker.

Finito un po’ nel dimenticatoio ricordiamo che a roster c’è anche un certo Dany Heatley, lontanissimo dall’essere il giocatore da 30/40 goal a stagione ma che per il bene di Minnesota è il momento che si riprenda e inizi a guadagnarsi il lauto stipendio.

In difesa tutto è sulle spalle di Suter ovviamente, con il giovanissimo Matt Dumba pronto a rubare minuti al nuovo arrivato Jonathan Blum o a Keith Ballard. Staremo a vedere.

Tra i pali la coppia Backstrom-Harding è una garanzia solo se entrambi riusciranno a stare lontani dall’infermeria. Harding, fresco vincitore del Masterton Trophy vorrà guadagnarsi qualche partenza extra quest’anno dopo che il suo collega ha giocato in 42 delle 48 gare dello scorsa stagione.

Winnipeg Jets

Winnipeg ha mancato i playoff nell’anno del suo ritorno in NHL e probabilmente mancherà la postseason anche nel suo secondo anno. Niente da dire sul reparto offensivo dove, con l’arrivo di Frolik da Chicago e di Setoguchi da Minnesota, sono riusciti a mettere insieme due line davvero interessanti e probabilmente prolifiche. La prima linea oramai collaudata Ladd-Little-Wheeler è una garanzia di punti, gioco e profondità.

La seconda, con Evander Kane che giocherà in mezzo ai due nuove innesti sopra menzionati, è tutta da scoprire ma credo che la voglia di Frolik di confermarsi ad alti livelli e quella di Setoguchi di riscattarsi dopo qualche anno in calando possano essere fattori fondamentali. L’acquisizione di Olli Jokinen potrebbe essere il giusto ingrediente per avere in attacco un giocatore jolly che potrà vagare per le varie linee in caso qualcosa non funzioni. Probabile che sia arrivata l’ora dell’inserimento nella top#9 del centro Mark Scheifele, prima scelta del team al draft 2011.

li-byfuglien-cp01811945La nota dolente della squadra è la difesa. Comandata da un Dustin Byfuglien più dedito alla causa offensiva che quella difensiva, lo scorso anno ha concesso circa 3 goal di media a partita. Un po’ troppo. Si punterá probabimente sull’innesto sulla blue di Jacob Trouba, prima scelta di Winnipeg al draft 2012 che ha giocato davvero alla grande nell’ultimo anno portando a casa la medaglia d’oro con il team USA al World Junior Championship.

La questione portieri non è delle migliori con Pavelec sicuramente nel ruolo di starter e con Al Montoja pronto a ritagliarsi spazio nel caso in cui il rendimento del collega rispecchi quello dello scorso anno.

Come detto playoff difficili da raggiungere ma non impossibili. La difesa sarà l’ago della bilancia del rendimento della squadra e i valori in campo della nuova division in cui sono stati catapultati sono tutti da scoprire. Chicago a parte ovviamente.

St. Louis Blues

La squadra più promettente della regular season scorsa ritorna sul ghiaccio con un obiettivo ben preciso: diventare la miglior squadra dei playoff. Da quando Hitchcock si è seduto sulla panchina dei Blues, la crescita di una squadra che ha sempre impiegato e puntato su facce nuove quanto giovani non si è più fermata. I sogni sono sempre stati infranti dal muro di Los Angeles, portando ai Blues la vittoria di un solo round dei playoff. Ma per la prima volta quest’anno le facce nuove non arriveranno dal draft ma dalla free agency.

In attacco l’uomo nuovo è Roy, che dopo la bellezza di 2 assist ai playoff con Vancouver andrà a prendere il posto di McDonald che ha appeso i pattini al chiodo. Dire che è un passo indietro è poco, ma Roy va ad aggiungere sicuramente caratteristiche che il roster di St Louis Blues v Phoenix CoyotesSt.Louis non aveva precedentemente. O almeno questa è la speranza del management.

L’addio di Perron sarebbe un brutto colpo per chiunque, non per i Blues che fanno della profondità pazzesca in avanti la loro arma migliore, quando si parla di talento. In cambio del bad boy è arrivato un talento inesploso come Paajarvi, che va ad aggiungersi ai vari Tarasenko e Schwartz.

L’ago della bilancia rimane sempre Stewart, dovesse diventare dominante con continuità St.Louis potrebbe essere con facilità la squadra da battere a ovest, dovesse continuare sugli stessi livelli degli anni passati non c’è da preoccuparsi. St. Louis rimane l’unica squadra della NHL in grado di schierare 10 giocatori offensivi con skill più o meno comparabili in base al minutaggio. Il problema è sempre stato trasferire questo potenziale anche nella post-season.

In difesa i grandi cambiamenti sono arrivati alla deadline scorsa, mentre in porta si spera che i miglioramenti arrivino dal team di fisioterapisti e medici che si occupano del fisico e del recupero di Halak e Elliott. Mentre Allen, partente l’anno passato, si farà le ossa in AHL.

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